La simbolica annata 2000 e l’eccezione di Charles Heidiseck

Charles Heidsieck Vintage 2000

Strana annata la 2000. In Champagne non verrà certo annoverata tra le migliori: vendemmia abbondante (oltre 12.500 Kg/ettaro), ma dal tratto solare (mai s’era vista una temperatura media di 12,1°C, che significa ben +1,8°C rispetto alla norma!), con la raccolta iniziata l’11 settembre a fronte di uve che facevano registrare in media 9,9° alcolici potenziali e 7,6 g/l di acidità. Non male, ma sulla carta. In realtà, gli stessi champenois avevano definito inizialmente l’annata “plutôt médiocre et banale”, collocandola poi alla fine tra le medie. Però, nonostante tutto questo, l’annata aveva un fortissimo valore simbolico: era la prima del nuovo secolo, del nuovo millennio, quindi è stata poi millesimata dai più, tanto che la produzione generale ha fatto registrare più di 331 milioni di bottiglie. Tanti, dunque, sono stati gli champagne targati 2000, ma di questi pochi sono stati interessanti, ancor meno lo sono stati con il passare del tempo. Basti pensare al Vintage di Krug, che non ha fatto breccia neanche tra i ‘krugisti’ più incalliti, mentre Dom Pérignon ha dovuto aspettare il P2 per farsi apprezzare. Gli esempi non mancano in tal senso, ma vediamo quelli più positivi, ovvero gli champagne del 2000 veramente degni di nota. La rivincita Krug e Dom Pérignon se la prendono rispettivamente con il Clos du Mesnil e il Rosé, mentre l’NF di Billecart ha saputo comunque sorprendere, ma a mio avviso svetta il Cristal, essendo stato capace addirittura di lasciare il segno. Ma c’è un altro champagne di quest’annata che si è fatto valere, seppure con ritardo, visto che gli ci sono voluti diversi anni affinché potesse rivelare tutto il proprio valore. Quale? Il Vintage di Charles Heidsieck. Non a caso, qualche mese fa, lo chef de cave Cyril Brun mi diceva che fino a quel momento, a suo avviso il Vintage 2000 era stato il millesimato più interessante mai fatto dalla maison! Tra l’altro seguito da un interlocutorio Vintage 2005 e da un ‘eccessivo’ Vintage 2006, mentre è in arrivo a breve l’attesissimo Vintage 2008, per il quale, però rimando alla prossima Grandi Champagne 2020-21

Cyril Brun
Lo chef de cave di Charles, lo champenois purosangue Cyril Brun: ogni volta mi riserva qualche bella sorpresa che comprende spesso anche il Vintage 2000: grazie!

Il Vintage 2000 di Charles Heidsieck ha anch’esso un certo simbolismo e non mi riferisco all’annata, stavolta. No. Voglio dire, invece, che si tratta dell’ultimo millesimato firmato da Daniel Thibault, il celebre chef de cave che ha ricostruito la maison e il suo stile dal 1979 fino alla sua scomparsa prematura nel 2002. Millesimare il 2000 è stata una scelta e non l’inseguimento di un simbolo, d’altronde in Charles dicono “i nostri millesimati non nascono nelle grandi annate, ma nelle grandi annate per lo stile Charles”, il che spiegherebbe la bizzarria di non aver visto né 2004, né 2007 (la mancanza di un 2002 ha invece un’altra motivazione, legata alla necessità di corroborare lo stock dei vins de réserve), a favore invece di 2005 e 2006, che hanno seguito proprio il 2000. A proposito di quest’ultimo, lo champagne ha fatto diverse comparse sul mercato, corrispondenti quindi a diversi dégorgement, ma, oltre a questo aspetto che gli ha fatto assumere facce un po’ diverse tra loro, è stato un millesimato che ha avuto bisogno di molti anni prima di trovare la quadra. Ricordo la delusione della prima edizione della guida Grandi Champagne, quando nel corso delle degustazioni (era l’inizio dell’estate del 2011) il Vintage 2000 nella sua versione ‘originale’ ci lasciò ben più che perplessi. Ma poi gli anni hanno continuato a passare e lo champagne s’è preso la sua rivincita. Con gli interessi. Tanto che la definizione di “sontuoso ed elegante” della stessa maison appare oggi perfettamente centrata.

L’ultimissimo dégorgement commercializzato del Vintage 2000 risale al 2014 e quello champagne portava la medesima veste grafica dei millesimati attuali (se vi capita, non lasciatevelo scappare per nessun motivo!), ma la bottiglia che mi ha maggiormente stupito è stata l’ultima prodotta con l’habillage ‘originale’, forte di oltre 11 anni in cantina e un dosaggio per alcuni pazzesco: 12 g/l. Periodicamente ho la fortuna di poterlo riassaggiare e ogni volta mi piace sempre di più…

Bottiglia di Charles Heidsieck Vintage 2000

Vintage 2000 

58% Pinot Noir, 42% Chardonnay
dég. 2012 – Il primo naso sprizza immediatamente e intensamente tutto il fascino dei grandi champagne invecchiati, attenzione invecchiati, quindi né troppo maturi, né, peggio, ossidati. Ha, dunque e prima di tutto, note di torrefazione e tostature, seguite da una netta mineralità e, man mano, il frutto, rosso e giustamente maturo, anche di bosco, poi le spezie (soprattutto il pepe bianco), perfino il thè. Sorprende, come si sarà intuito, che non è per niente evoluto, anzi è ‘naturalmente’ fresco, in un insieme armonico ed elegante. Bocca cremosa, avvolgente, di bella pienezza senza mancare mai di finezza, con la mineralità sempre coinvolgente perché dona vivacità e pulizia, ma fa anche da supporto ai ritorni fruttati che ora ricordano proprio il chicco d’uva e si spingono fino al tropicale, oltre a rinfrescanti note erbacee e la fine speziatura. Chiusura asciutta (!) di mineralità su continui ritorni fruttati. Avvincente, cattura con una gustosa souplesse alla quale non si riesce proprio a resistere. E che bevibilità!
Voto: 95/100

Tappi di Charles Heidsieck Vintage 2000

A breve assaggeremo Charles Heidsieck per la nuova edizione (2020-21) di Grandi Champagne. Ci sarà il Vintage 2008, come detto, ci sarà l’anteprima del Blanc des Millénaires 2006, ci sarà la sorpresa di un Collection Crayères, ci sarà l’eccellente Brut Réserve sempre più deciso a prendersi il vertice della categoria (Brut Premier permettendo…), ci sarà il Rosé Réserve… Insomma, la maison con tutta la sua potenza di fuoco. Sono sicuro si tratterà di una bellissima degustazione, come sempre, ma resterà costantemente il ricordo di quel Vintage 2000, che ogni tanto fa capolino. Per fortuna qualche volta anche in forma concreta…

Gli champagne Charles Heidsieck sono distribuiti in esclusiva da:
Philarmonica – tel. 030/2279601 – www.philarmonica.it

2 commenti su “La simbolica annata 2000 e l’eccezione di Charles Heidiseck”

  1. Maison che con il brut reserve parte con una qualità altissima , dell’annata 2000 ricordi splendidi di Clos de Goisses di Philipponnat quindi qualcosa di ottimo è uscito fuori.

    1. Sì, sì, qualcosa di buono, anzi di ottimo c’è, ma meno di quanto il simbolismo dell’annata poteva far pensare. Comunque, sì, con il tempo il Clos des Goisses 2000 s’è rivelato magnifico…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *