Dalla prossima edizione della guida, il valore dei fratelli Gimonnet

Champagne Pierre Gimonnet
Ricordo che una delle più belle chiacchierate in vendemmia fu lo scorso anno con Didier Gimonnet, nel pomeriggio del 3 Settembre presso la cantina della maison, a Cuis. A proposito di vendemmia, il CVIC ha anticipato a sabato scorso, 31 agosto, la riunione per decidere le date della vendemmia 2019 in Champagne ed ecco pubblicate qui di seguito le date decise in riunione, suddivise per villaggio e per varietà.

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Però, dire oggi di che tipo di annata si tratterà è presto. Nonostante la gelata primaverile che ha colpito soprattutto i vigneti di Chardonnay, le premesse per una grande annata sembravano esserci tutte. Si parlava, nei primi giorni di giugno, di un raccolto intorno al 20 Settembre, ma poi è arrivato il caldo torrido, come non si era mai visto, con un’ondata nello stesso giugno e una a luglio, che hanno in alcuni casi ‘bruciato’ i grappoli. Al momento di scrivere, diversi chef de cave parlano di una maturità ancora indietro e un’acidità molto elevata, il che fa pensare che saranno in pochi a seguire le date del CIVC e, probabilmente, solo qualcuno inizierà il 9 Settembre nella Vallée de la Marne. Proprio a seguito dell’ufficializzazione delle date, Didier Gimonnet ha detto che bisognerà attendere ancora. I prossimi giorni saranno dunque cruciali, vedremo.

Nel frattempo, le lavorazioni della guida Grandi Champagne 2020-21 sono entrate nella fase più ‘calda’, con le ultimissime degustazioni e la finalizzazione dei primi testi. La prossima guida crescerà ancora, come ha fatto edizione dopo edizione, pertanto saranno presenti ancora più produttori e ancora più champagne. Ne abbiamo assaggiati veramente tantissimi, alcuni li abbiamo scartati, molti, quelli rispondenti ai nostri criteri, promossi. Ciò nonostante, con alcuni produttori ci siamo trovati lo stesso in eccesso, ragion per cui, come fatto già due anni fa, alcuni di questi li dirottiamo qui su LeMieBollicine, per la gioia degli appassionati. Ad esempio, abbiamo assaggiato l’intera gamma Pierre Gimonnet, che è veramente molto ampia e, di questa, due etichette non ci hanno convinto e le abbiamo scartate, ma le altre si sono collocate tra il molto buono e l’eccellente, risultando comunque troppe alla fine. Eccome allora due, scelte dal sottoscritto, che andiamo subito a scoprire da vicino. Non prima che io abbia ancora una volta ringraziato quanti ci hanno già dato fiducia e stanno continuando a farlo con l’acquisto en primieur della versione Limited Edition della guida. Dopo la positiva esperienza con la passata edizione eravamo fiduciosi di un buon risultato, ma non ci aspettavamo così buono, da record. Grazie, grazie e ancora grazie!

Vendemmia Gimonnet
Al via la vendemmia 2019 in Champagne, almeno secondo le indicazioni del CIVC, perché il ritardo della maturazione porterà diversi ad attendere qualche giorno in più.

Pierre Gimonnet è tra i più grandi récoltant manipulant, forse il più grande se non ricordo male, dall’alto dei suoi 28 ettari di proprietà, tutti nella ‘migliore’ Côte des Blancs. Alla guida i fratelli Olivier e Didier, con il primo più orientato a seguire i vigneti e il secondo le cantine, dove ricopre anche il ruolo di chef de cave. In guida analizzeremo meglio la Pierre Gimonnet, ma qui vale la pena ricordare che la sua gamma è fatta di soli blancs de blancs (c’è anche un rosé, ma in realtà è un blanc de blancs mascherato da rosato), quindi senza quegli champagne di ingresso, spesso e volentieri chiamati Tradition o simili, nei quali confluiscono anche le uve nere. Da Gimonnet, però, questo non è necessario perché l’unica uva è lo Chardonnay e, non a caso, per fare il summenzionato rosé, i due fratelli acquistano un po’ di vino rosso a Bouzy (ricordo che un minimo l’RM può comunque acquistarlo). Un altro aspetto di Gimonnet è lo stile, legato a una finissima bollicina che esalta una certa secchezza di gusto e una nettissima purezza minerale, quindi sono champagne per certi versi leggeri nei quali non va assolutamente ricercata la complessità. Ad avvantaggiarsene è la bevibilità, veramente premiante in tutti i contesti, tavola compresa.

Didier Gimonnet
Didier Gimonnet nella ‘sua’ cantina. Insieme al fratello Olivier guida un’eccezionalmente grande realtà RM interamente votata allo Chardonnay.

Ciò doverosamente premesso, andiamo a conoscere l’ultimo champagne entrato in gamma, del quale gli stessi Gimonnet dicono: “questa nuova cuvée è una sfida finalizzata a soddisfare una clientela di puristi che sono alla ricerca di champagne poco o non dosati, nonostante siamo convinti che il dosaggio faccia parte della cultura champenoise. Però non siamo idealisti…”. Si tratta, infatti, di un blanc de blancs a basso dosaggio, o meglio, del loro cavallo da battaglia Cuis 1er Cru dosato a soli 4 g/l, non prima, però, di averlo tenuto due anni in più sui lieviti. Così, se di quest’ultimo in guida troverete l’assemblaggio n°181, basato sulla vendemmia 2015, il suo ‘parallelo’ qui proposto è invece il n°167, legato (70%) alla 2013. Il 30% dei vins de réserve, tenuti in magnum sia come assemblaggi precedenti sia come singoli vini, sono invece della 2012 (6%), 2011 (9%), 2010 (10%) e 2009 (5%). I vini sono tutti vinificati in acciaio con malolattica, poi il tiraggio è avvenuto a febbraio 2014. È uno dei rari champagne di Gimonnet ad adottare il ‘famigerato’ tappo tecnico

Brut Extra

Champagne Pierre Gimonnet Brut Extra100% Chardonnay
dég. apr. 2018 – Saranno i due anni in più di cantina, sarà l’insita freschezza dell’annata, sarà anche la liqueur diversa, ma il naso di questo champagne è più luminoso e articolato, tra le spezie, la sottile pasticceria, la fine canditura del cedro. Oltre ad agrumi e mineralità che sono i tratti distintivi dell’etichetta. Con l’attesa, emerge una certa maturità di fondo, mai evidente, ma percettibile. Bocca ben più morbidamente materica di quanto ti saresti aspettato, tuttavia è solo un lampo, perché poi la gustativa tende un po’ a insistere su sensazioni rinfrescanti e di grande pulizia, prima di chiudere sulla netta craie. Champagne più ‘strettino’ nel gusto, forse più tecnico e meno spensierato del Cuis 1er Cru da cui deriva, ma alla fine capace di farsi apprezzare sorso dopo sorso. Soprattutto perché è molto meno ‘leggero’ di quanto si poteva sospettare…
Voto: 89/100

Tra i campioni selezionati da Didier Gimonnet per la guida, anche ben tre Special Club (di cui due rappresentati dagli inediti ‘Mono Cru’), e due perle. Due preziose magnum Millésime de Collection, una del 2008 e una del 2006. La prima ho ritenuto di riservarla alle esclusive degustazioni contenute nell’allegato della Limited Edition, la seconda… beh, eccola, per la gioia di tutti i lettori del sito LeMieBollicine. Almeno spero… Questa magnum è sottotitolata ‘Vieilles Vignes de Chardonnay’ e questo sta a indicare che si tratta di champagne di ferrea selezione, tirati esclusivamente in magnum, che vogliono esprimere la “quintessenza dello stile Gimonnet” attraverso i migliori vigneti e la filosofia dei due fratelli, quindi l’assemblaggio di parcelle. Per quest’annata, 65% di uve di Cramant su una dozzina di vigneti, di cui la metà centenari, poi il 22,5% di Chouilly (il celeberrimo ‘Montaigu’ e ‘Ronds Buissons’) e, infine, il 12,5% di Cuis (il lieu-dit ‘Basses Vignes’), i cui mosti sono stati gli unici ad aver necessitato di una leggerissima chaptalization. A febbraio 2007 sono state tirate 3.713 magnum, maturate oltre 10 anni sui lieviti e poi dosate a 4 g/l. Molto acutamente, i fratelli Gimonnet fanno notare che è relativamente facile fare bene quando si hanno uve eccellenti, ma poi diventa molto difficile quando si decide di attendere molto a lungo. Diventa un fatto di “intransigenza quasi maniacale a tutti gli stadi del processo di elaborazione”…

Champagne Pierre Gimonnet 2006

Millésime de Collection 2006

100% Chardonnay
dég. 20 apr. 2018 – Se nei ‘mono terroir’ i fratelli Gimonnet sono stati abilissimi a racchiudere in bottiglia tutta l’essenza del Cru, con questa magnum hanno invece cristallizzato perfettamente l’annata. Ecco quindi l’annata 2006, ma il raro lato bello di questa: calda, gourmand, disegnata da spezie dolci esotiche, l’agrume che si fa candito, la mineralità più scura, la florealità (ginestra), la frutta mediterranea ma pure l’ananas, il mirto, il tutto in una sensazione di rotondità, di spessore. Però, a differenza della maggior parte dei 2006, qui troviamo una freschezza molto ben integrata che si muove tra la macchia e il balsamico. L’assaggio è ancora più sorprendente, perché, oltre i riconoscimenti, è 2006 solo di primo acchito, nel senso che sembra non averne i tipici limiti. Già, a differenza della maggior parte degli champagne di quest’annata, che oggi è difficilmente fruibile al di fuori della tavola, questo offre una gustativa ‘coccolante’, nel senso che ti rassicura, ti appaga anche con la sua materia, la sua struttura, la sua distensione, il suo lungo finale rinfrescante e piacevole, mineral/salino. Insomma, un bel 2006, che non è mai pesante né amaro, sapendo così stare benissimo anche da solo, fuori dalla tavola. Una gran bella bevuta, ce ne fossero di 2006 così! Merito del formato o del savoir-faire? Forse di entrambi…
Voto: 92/100

(hanno partecipato alla degustazione Vania Valentini e Thomas Rossi)

Gli champagne Pierre Gimonnet sono distribuiti in esclusiva da:
Meregalli Vino è Arte – tel. 039/2201131 – www.meregalli.it

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