Eccezionale: 13 annate di Sir Winston Churchill in verticale!

Verticale Pol Roger Sir Winston Churchill

Negli ultimi tempi, la frequenza di pubblicazione qui su LeMieBollicine si è ridotta e, anzi, abbiamo perfino saltato la pubblicazione di lunedi scorso. Mi dispiace, ma siamo nel pieno delle lavorazioni della guida Grandi Champagne 2020-21, che sarà più che mai un’opera immensa. E spero splendida. Presto vi dirò di più, nel frattempo spero di farmi perdonare con il racconto di una degustazione assolutamente eccezionale!

In occasione dell’anteprima assoluta del Sir Winston Churchill 2008 propostami da Laurent d’Harcourt, l’abilissimo presidente di Pol Roger, gli avevo proposto l’idea di fare una sorta di retrospettiva su questo champagne, cosa che gli ho poi ribadito alla luce del 100/100 tributatogli. L’idea originaria era di poter assaggiare qualche annata, in modo da comprendere meglio l’evoluzione di quello che è senza dubbio uno dei più grandi capolavori dell’art champenoise. Devo dire che a febbraio, dopo l’ultima visita alla maison, avevo quasi perso le speranze, perché Laurent mi aveva spiegato che di vecchie annate ne erano rimaste pochissime bottiglie, così mi ero quasi rassegnato quando la sua assistente mi scrive per chiedermi quando fossi stato disponibile per la degustazione che avevo chiesto a Monsieur d’Harcourt… accidenti! L’estate è alle porte, meglio aspettare un po’, così individuo la data di venerdi 13 (!) settembre: avevo programmato di passare l’intera settimana del 9 in Champagne per le ultimissime degustazioni per la guida, le super anteprime, e concludere con Pol Roger mi sembra perfetto, sebbene non si tratti di una visita propriamente finalizzata alla guida. Arriva la risposta positiva, l’appuntamento è per il fatidico venerdi alle 9:30. Puntualissimi, entriamo (con me ci sono Vania Valentini, Thomas Rossi e Daniele Agosti, quest’ultimo ancora frastornato dalla degustazione del giorno prima all’Abbazia di Hautvillers) nel rinnovato cortile della maison, mentre tutt’intorno Epernay freme nel trambusto della vendemmia. Un saluto veloce a Hubert de Billy, discendente del fondatore, ed ecco Laurent: “volete fare prima una visita?” domanda. Io, con non poca faccia tosta, rispondo: “no, grazie, meglio passare subito alla degustazione”. Detto, fatto: entriamo nella oramai consueta saletta e resto sorpreso dalla quantità di bicchieri presente in ciascuna delle cinque postazioni allestite. Sto giusto pensando “chissà cosa ci farà assaggiare Laurent…”, quando mi cade l’occhio sul foglio accanto ai calici: 2008, 2006, 2004, 2002, 2000, 1999… lo giro e leggo ancora 1998, 1996, 1995, 1993, 1990, 1988, 1986. Accidenti! Guardo Laurent con gli occhi sbarrati e lui, sogghignando, mi di dice: “sono 13 di tutte le 17 annate di Sir Winston Churchill prodotte finora. Mancano le prime quattro, 1975 in magnum, 1979, 1982 e 1985, ma ne abbiamo solo 1-2 esemplari ciascuna e non possiamo ovviamente aprirle…”. “Ci mancherebbe!” rispondo cercando di darmi un contegno, ancora stordito dalla degustazione che si prospetta e Laurent continua “siete i primi al mondo a fare una cosa del genere, non l’abbiamo mai fatta prima. Al termine, se non vi dispiace, ritapperò le bottiglie per proporre oggi pomeriggio la stessa verticale a Peter Liem”. No, non ci dispiace affatto: buon divertimento, Peter!

Tappi Pol Roger
Dopo degustazioni singole di Sir Winston Churchill, è giunto il momento di scoprire in un viaggio temporale le annate, una dietro l’altra, a ritroso, di questo grande champagne… pronti?

La Sir Winston Churchill è la cuvée de prestige di Pol Roger ed è intitolata al celebre statista inglese sia perché costui era stretto amico di Odette Pol Roger, sia perché era storico e affezionato cliente della maison. Ma andiamo con ordine. Nel 1992 furono ritrovati negli archivi della maison degli ordini di champagne Pol Roger di Churchill risalenti al 1908 (una cassa di millesimato 1895 pagata novantasei scellini) e da allora lo statista non ha mai smesso di bene questi champagne. Ma il suo rapporto con la maison è esploso verso la fine della II Guerra Mondiale, nel 1944, quando in un pranzo offerto dall’ambasciatore inglese a Parigi, dopo la liberazione di questa, ha incontrato Odette Pol Roger (moglie di Jacques Pol Roger, nipote del fondatore) davanti a una bottiglia di Vintage 1928, servito per l’occasione. I due diventano amici e Sir Winston si lega ancor più agli champagne Pol Roger: ogni anno e fino alla sua morte, Churchill riceverà da Odette una cassa di Pol Roger Vintage, prima il 1928, fino al suo esaurimento, successivamente altri millesimi, soprattutto il 1934 e, infine, il 1947. Ma pure Sir Winston fa la sua parte: visita la maison ben 44 volte (che definirà “the most drinkable address in the world”) e arriva addirittura a chiamare uno dei suoi cavalli da corsa, quello che vinse il Black Prince Stakes a Kempton Park nel 1953, Pol Roger! Per puro piacere personale, dunque, Churchill diventa il più importante e celebre ambasciatore degli champagne Pol Roger… D’altronde, ama ripetere “my tastes are simple, I am easily satisfied with the best”.

Winston Churchill e Odette Pol Roger
Winston Churchill e Odette Pol Roger: la loro stretta amicizia durerà dal 1944 al 1965, anno della scomparsa dello statista.

Alla luce di tutto, così, è più che normale che alla scomparsa di Churchill la maison decida di apporre una banda nera in segno di lutto su ogni bottiglia spedita nel Regno Unito. Ma non è tutto: nel 1984, per celebrare il centenario della nascita del ‘grande uomo’, Christian de Billy, discendente del fondatore, si reca a Blenheim Palace (dove era nato Churchill) per presentare agli eredi uno champagne inedito, creato appositamente in memoria e in onore di Sir Winston. Quello champagne era un millesimato 1975 e tirato esclusivamente in magnum. Fortunatamente, quello champagne non è rimasto episodico, è stato ripetuto nel 1979 e nelle migliori annate a seguire e con il nome di Cuvée Sir Winston Churchill è diventata l’etichetta di punta di Pol Roger. Ancora oggi, prima di presentare una nuova annata di SWC, lo staff di Pol Roger si reca in Inghilterra per farlo assaggiare in anteprima alla famiglia Churchill, per avere la loro ‘benedizione’… Bene, com’è fatto lo champagne? La maison ha sempre mantenuto segreto l’assemblaggio (che dovrebbe essere 70/75% di Pinot Noir e il resto Chardonnay), limitandosi a dire che lo stesso assemblaggio “è tale da appagare Sir Winston, replicando lo stile dei millesimati 1928, 1934 e 1947”, con l’uva nera a dare “struttura, ampiezza e corpo”, mentre lo Chardonnay “contribuisce all’eleganza e alla finezza”. Sappiamo, comunque, che il Sir Winston Churchill è fatto con sole uve Grand Cru da vigneti piantati in origine prima degli anni ‘30, che è tirato in bottiglie e magnum in meno di 50.000 esemplari e che matura in media una decina d’anni sui lieviti. Poi, il remuage, come da tradizione Pol Roger, è manuale (è rimasta l’unica della Grandes Marques a farlo su tutta la produzione) e manuale è anch’esso l’habillage

Figli di Churchil
1984, Blenheim Palace: Christian de Billy (a destra) presenta a due dei figli di Churchill l’inedito champagne intitolato al loro padre, indimenticato amico della maison.

Cuvée Sir Winston Churchill

Pinot Noir, Chardonnay

Pol Roger Sir Winston Churchill annata 2008

2008

dég. dic. 2018, 7 g/l – Il SWC attualmente sul mercato, che precede naturalmente il prossimo 2009. Lo abbiamo riassaggiato con un dégorgement diverso rispetto al primo assaggio pubblicato qui su LeMieBollicine ed è questo più recente che troverete pure in Grandi Champagne 2020-21, alla quale vi rimando. Senza omettere che, sebbene più giovane, conferma agevolmente la sua perfezione.
Voto: 100/100

Pol Roger Sir Winston Churchill annata 2006

2006

dég. feb. 2018, 8 g/l – Oramai abbiamo capito come la 2006 abbia pesantemente influenzato tutti gli champagne suoi figli, nella maggior parte dei casi con un carattere eccessivamente gourmand. Beh, qui la segnatura dell’annata è appena accennata, sfumata, quindi il naso è ben più avvincente, con note di torrefazione, la mineralità di polvere da sparo, le canditure di agrumi (cedro). Ha una freschezza e un’energia spiazzanti per l’annata, una potenza non brutale, ovvero autorevolezza. Bocca cremosa, fresca e tonica, l’annata si rivela solo con una lievissima nota amaricante sul finale, mai fastidiosa, anche perché ben mascherata dalla vena agrumata e, soprattutto, dalla sapidità. Vabbè, forse manca un po’ di complessità, ma stiamo spaccando il capello in quattro. Champagne in forma eccezionale che si conferma tra i migliori 2-3 del 2006 in assoluto.
Voto: 96/100

Pol Roger Sir Winston Churchill annata 2004

2004

dég. mar. 2016, 8 g/l – Il primo approccio olfattivo denota senza dubbio finezza, ma anche un tocco di maturità sulle note di fungo e sottobosco che con il tempo abbandonano il calice. Così, lo champagne si offre verticale nella mineralità, accompagnata da un bel frutto polposo e agrumi in foglia. E più resti con il naso nel calice e più lo trovi profondo, sottile, affascinante. Bocca da 2004, ma con qualcosa in più: fresca, scorrevole, fine nel suo essere per certi versa concentrata, molto minerale fino alla lunghissima chiusura. Colpisce il fatto che si proponga scuro nel frutto, ma luminoso nella mineralità, che è più di pietra che di craie e rappresenta la vera protagonista della gustativa fino al finale. Alla fin fine, un SWC di eccezionale bevibilità per tutti che ha perfettamente letto l’annata, senza piegarsi a questa, ma sposandola idealmente.
Voto: 95/100

Pol Roger Sir Winston Churchill annata 2002

2002

dég. gen. 2015, 8 g/l – Un grande SWC, già al primissimo naso, il cui carattere appare immediatamente legato al Pinot, ma lo fa in maniera splendida, rifuggendo le concentrazioni fruttate per proporlo invece goloso questo frutto, accompagnato da lievi grassezze di nocciola, canditure di agrumi, una nettissima mineralità chiara, pure un tocco di tabacco e spunti fumé. È denso ma non insistente, potente ma non muscolare, fitto, raffinato. Splendida bocca, ancora potente ed elegante allo stesso tempo, avvolgente e setosa, di perfetta integrazione tra – ora sì – la concentrazione del frutto e la vivacità minerale. È scuro, ma solo perché sa di torba, è sorprendentemente asciutto, è ancor più sorprendentemente fresco, anzi freschissimo, è ampio e molto profondo. Finale a sfumare con intensità e freschezza. Ci si aspettava un grande SWC e tale si dimostra, sebbene ancora non abbia ancora detto tutto.
Voto: 97/100

Pol Roger Sir Winston Churchill annata 2000

2000

dég. nov. 2013, 8 g/l – Il naso si offre compatto e concentrato su toni piuttosto scuri. Ci sembra un po’ meno intenso, incisivo degli altri SWC assaggiati fino a questo punto della verticale. Ha tanto frutto e le canditure, è morbidamente ‘caldo’, ci sono spunti di erbe aromatiche a dare una sensazione di freschezza che è più una sensazione a livello di vitalità della materia che di energia dell’espressione vera e propria. Bocca rotonda, gustosa, ma scorre con fin troppa facilità sulla sua trama fruttata, tanto da sembrare quasi che si sia voluto sacrificare la complessità sull’altare della bevibilità. È chiaramente un 2000 interpretato, ma non forzato come in molti altri casi, ed è per questo che non denota il ‘calore’ dell’annata. Finale di mineralità salina, sempre molto scorrevole.
Voto: 93/100

Pol Roger Sir Winston Churchill annata 1999

1999

dég. mar. 2013, 8 g/l – Stupisce questo SWC perché non sembra proprio un 1999! Annata calda? Macché. Questo naso è fresco, teso, sostenuto e la plausibile maturità si avverte solo nell’essenza del frutto, che è scuro. Oddio, anche la mineralità è scura e si fonde a note di scorza di agrume, di caffè, di erbe aromatiche. È fitto, profondo, solido, in forma a dir poco splendida. Pure la bocca sembrerebbe scura, ma ecco ritrovare la grande freschezza, una freschezza che quasi ti stordisce, a renderla luminosa, brillante, generosa, succosa. Senza ovviamente mancare di complessità: succo di ananas, limone di Amalfi, caramella al miele, spunti di torrefazione, ritorni minerali. Si sviluppa sottile nel senso di fine, ma con una persistenza insinuante che non finisce più. Una sorpresa per l’annata, forse meno per l’etichetta. Insomma, un SWC di piacere, ricco, nobile, vivo e vibrante che fa presagire una strada lunghissima davanti a sé.
Voto: 98/100

Pol Roger Sir Winston Churchill annata 1998

1998

dég. ott. 2008, 9 g/l – Cosa significa perfetta evoluzione di uno champagne? Che si trova in un punto di ideale bilanciamento tra maturità e vitalità, quindi con il tempo che sta giocando a suo favore e non remando contro. Ecco, l’olfatto di questo SWC dà esattamente questa impressione: splendido! Ha una finezza estrema nel declinare note di moka e sottobosco, spunti fumé e mineralità di grafite. Non solo. Ha fascino perché tutte queste note mettono in secondo piano il frutto, che non è mai insistente. E il palato? Perfetto. È subito coinvolgente proprio perché in stato di grazia: succoso e teso, goloso nel frutto, perfettamente levigato e disteso, tra ritorni di caffè e precisione minerale, oltre a spunti esotici. Cresce affusolato ma intenso, avvolgente ma levigato, con un centro bocca agrumato e un finale minerale. Ma qui non è tanto una questione di riconoscimenti, bensì di sensazioni: è setoso, leggero ma concentrato, soprattutto accogliente, così ti prende e non riesci più a resistergli. È molto champagne, è un grande, anzi un grandissimo champagne in forma perfetta proprio per il saper porsi esattamente al centro tra freschezza ed evoluzione. A un filo dalla perfezione assoluta…
Voto: 99/100

Pol Roger Sir Winston Churchill annata 1996

1996

(il primo SWC con il nuovo habillage)
dég. feb. 2007, 9 g/l – Prima bottiglia bouchonnée, fortunatamente Laurent ha previsto la seconda. Che, versata, attendiamo un attimo nel calice affinché il contatto con l’aria le permetta di loiberare tutta la sua energia. Ecco così il naso rivelare tantissima torrefazione, poi gli agrumi, le tostature di frutta secca, il sottobosco, la mineralità di chiara matrice marina. È tanto 1996, ma è 1996 secondo Pol, Roger, quindi ha sì energia ma questa non è mai scalpitante, è… elegantemente prorompente. Bocca intensa, anzi esplosiva, concentrata di materia, ma anche con un’acidità e una salinità mostruose, quindi sa rimanere densa distendendosi succosissima con souplesse. È curiosamente molto agrumata e tanto, ma veramente tanto minerale. Finale levigato e sapido, ancora capace di dare questa sensazione di concentrazione che ora realizzi non essere meramente di polpa, ma di energia… sì, la famosa palla di plutonio. In conclusione, l’annata si percepisce giustamente, ma questa è stata perfettamente inglobata dal vino, che risulta così graffiante, travolgente, folgorante. Top! E giù il cappello…
Voto: 100/100

Pol Roger Sir Winston Churchill annata 1995

1995

dég. mar. 2005 – Personalmente nutro grandi aspettative da questo SWC, l’ultimo con l’etichetta nera. Sapete, infatti, che ritengo l’annata 1995 mediamente superiore alla 1996, salvo qualche eccezione. E non appena metti il naso nel calice il millesimo, con la sua grande eleganza, si percepisce. È un naso raffinato, sottile ma intenso, giocato tra la mineralità iodata, anche spunti che richiamano proprio le alghe, poi la torrefazione, il sottobosco, ma tutto sempre composto, fine, ancorché insinuante. Per questo ti cattura… anzi, a prenderti è proprio il suo continuo spostarsi dal mare alla terra e viceversa e questo gioco gli riesce benissimo, accidenti! Bocca di raro equilibrio, sapida, saporita, ancora finissima nella trama, supportata da un’acidità perfettamente integrata che ti porta con estrema linearità alla chiusura, gustosamente minerale. È un SWC perfettamente figlio della sua annata, quindi di una tale eleganza e di una tale freschezza che spiazzano un po’ e finiscono per rendere la gustativa quasi leggera… Ecco, è questo l’unico aspetto che gli impedisce di scalare il vertice.
Voto: 98/100

Pol Roger Sir Winston Churchill annata 1993

1993

dég. feb. 2003, 9 g/l – Il SWC in quest’annata particolare, forse un po’ dimenticata, dimostra al naso di avere sì materia, ma non l’intensità e la concentrazione dei millesimi visti finora precedenti. Forse solo perché non si concede, è austero, ciò nonostante denota fittezza. E, man mano, pure una articolazione inaspettata: torrefazione, mineralità pietrosa, note cineree che riportano al camino spento, gli agrumi. Alla fin fine ha fascino in questa sua seriosità. Bocca gioiosa, profondamente diversa dal naso, al limite del dicotomico, ma è una bellissima dicotomia: fresca, vivace tanto da apparire sbarazzina, molto sapida, sottile, sì, ma senza mai scivolare via, ovvero fine. Forse è il SWC più bevibile del lotto e per un vino di questa età (26 anni al momento della degustazione) è un complimento. Sorprende, anzi stupisce perché dopo un naso timido, serrato, proprio non potevi sospettare una simile bocca, eccezionale per eleganza e bevibilità, forte di una gustosità sottile che ti porta a finire anche fin troppo presto la bottiglia. La rivincita dell’annata grazie a Pol Roger…
Voto: 98/100

Pol Roger Sir Winston Churchill annata 1990

1990

dég. ott. 1999, 10 g/l – Olfatto di spettacolare finezza e di non minore golosità: ha prima il cioccolato bianco, poi questa golosità ti porta nel bosco con il muschio anch’esso bianco, quindi ecco la balsamicità, il cioccolatino After Eight, l’eucalipto, il pan di spagna, un tocco di agrumi. Esce fuori dal solco degli altri SWC, ma ha fascino da vendere. E si dimostra profondo e insinuante. Le sorprese non sono finite, perché la bocca è molto meno materica di quanto ti aspetteresti da un 1990: piena senza essere saturante, è coinvolgente, è succosa, ma ha pure una secchezza quasi tannica. Non si distende però è intensa e va a culminare in un finale sia leggermente dolce di frutto, sia sapido, anzi proprio salivante. Nonché persistente. Champagne veramente spiazzante, non ha dinamismo ma insistenza, ha un naso notevole, ma una bocca un po’ monolitica nel suo spessore. Quindi è 1990 ma non lo è del tutto… Però, alla fine, accidenti se piace! Un altro SWC sorprendente. Forse il più sorprendente. Per questo ambisce giustamente al miglior podio degli champagne di quest’annata…
Voto: 97/100

Pol Roger Sir Winston Churchill annata 1988

1988

dég. feb. 2004, 9 g/l – Lo champagne che crea maggiori aspettative è pure quello che propone l’olfatto più rigoroso. O meglio, è talmente verticale da limitare la sua espressività. Complice una dolcezza da caramello che tiene a distanza la mineralità, da polvere pirica, seguita da note di caramella alla liquirizia e una freschezza addirittura tra il mentolato e gli aghi di pino. Ci sentiamo di dire che ha fittezza e densità ma non intensità, ha fascino, ma questo non è immediato, devi capirlo, cercarlo, non ti viene incontro. Un approccio cerebrale, dunque? Non proprio, ma è uno champagne che vuole attenzione. Anche l’assaggio recita una parte tutta sua: è denso ancorché legato a note di resina e spunti fungini, a un certo punto ti ricorda pure gli aghi di pino. Nell’insieme, ha gusto ma non energia. Meglio, appare insistente, caldo, pure scuro, senza la spinta tipica dei 1988, anzi è più maturo del previsto. Salvo poi stupire sul finale: succulento e leggiadro. Ancora una volta il SWC dice la sua sull’annata. Da par suo…
Voto: 96/100

Pol Roger Sir Winston Churchill annata 1986

1986

dég. gen. 1994, 10 g/l – L’ultimo SWC della batteria è figlio di un’annata non certo da annali ed è pure quello che ha maturato meno a lungo sui lieviti, neanche 7 anni. E dobbiamo ammettere che tutto ciò si avverte: il naso è incredibilmente fresco, ma tutto giocato sul registro del vegetale, prima il sottobosco e il fungo champignon, poi il muschio, infine la foglia di pomodoro. Dopo questo naso, la bocca – guarda un po’ – sorprende pure in questo caso perché ha una densità di materia imprevedibile, ancora accompagnata da una marcata freschezza e legata a una piccantezza da pepe. Una bocca, compatta, solida, rotonda, pertanto in forma, che sembra essere la meno secca del lotto. È uno champagne raffinato, di trama concentrata, ma si perde un po’ dal centro bocca in poi, mancando l’affondo finale. Un SWC veramente inusuale, dunque, che stavolta non ci sembra abbia assorbito l’annata, ma l’abbia subita. Freschezza a parte.
Voto: 91/100

(hanno partecipato alla degustazione Vania Valentina, Thomas Rossi, Daniele Agosti)

Fine della verticale Pol Roger
È fatta, si è conclusa una verticale da sogno mai fatta prima da Pol Roger: 13 delle 17 annate di Sir Winston Churchill finora prodotte. O meglio, commercializzate. Un’esperienza indimenticabile che ha certificato l’assoluta eccellenza di questo champagne.

Alla fine, per ‘defaticarci’, Laurent d’Harcourt stappa un Blanc de Blancs 2012 e ci lascia, deve partire. Dopo una simile degustazione, l’ultimo Chardonnay in purezza di Pol Roger rischia di passare inosservato, invece fa la sua bella figura. D’altronde, è uno dei più buoni mai fatti. Lo troverete in Grandi Champagne 2020-21. Riflettendo invece a caldo sulla verticale di Cuvée Sir Winston Churchill, devo innanzitutto evidenziare la grande personalità di questo champagne, sempre ben leggibile su tutta la linea, quindi in primo piano rispetto all’annata, ma senza mancarle di rispetto. Come dire che lo champagne è figlio dell’annata ma secondo lo stile del SWC, non il contrario. Attore protagonista e sua perfetta spalla, se volete. È anche uno champagne che vuole tempo e, quasi sempre, appena lanciato è un po’ indietro di espressività. Ma basta avere un minimo di pazienza… D’altronde, i grandi vini non hanno poi bisogno di cantina? Siamo dispondi ad attendere un grande rosso per anni e anni, perché non vogliamo farlo con un grande champagne? Già, perché la Cuvée Sir Winston Churchill è senza dubbio una delle migliori etichette di champagne, giustamente mitizzata.

Laurent d’Harcourt
Grazie, caro Laurent! Non ti ringrazieremo mai abbastanza per il prezioso regalo che ci hai fatto…

Gli champagne Pol Roger sono distribuiti in esclusiva da:
Compagnia del Vino – tel. 055/243101 – www.compagniadelvino.com

6 commenti su “Eccezionale: 13 annate di Sir Winston Churchill in verticale!”

  1. Alberto buonasera.

    Se vuole farci morire di invidia……
    Scherzi a parte GRANDE recensione, che resterà nella memoria del sito, da leggere e rileggere ancora….fra le migliori di sempre, fantastico!!
    Non mancano le sorprese poi….1988 che non prende il 100/100, mentre arriva per il 1996 (annata che ultimamente mi sembrava la stesse un pò deludendo), ma soprattutto un 1996 che supera il 1995…..l’avrebbe mai detto?
    Domanda: le bottiglie di SWC sono tutti dégorgement originari? avete quindi degustato vini che “riposavano” nelle loro bottiglie da anni, seppur conservate in maniera magistrale?
    Peccato che non abbiano previsto una linea di DT ovvero di collection…..forse le bottiglie sono troppo poche?

    Ancora complimenti Alberto per la strepitosa recensione!

    a presto.

    Gabriele

    1. Caro Grabriele,
      grazie! Il mio obiettivo era proprio raccontare evitando di apparire supponente suscitando invidia…
      Sì, le sorprese non sono mancate, anche clamorose, e, salvo uno o due casi, si trattava di dégorgement originali.
      Saluti

  2. Buongiorno Alberto complimenti per le splendide recensioni talmente accurate che leggendole una per una mi sembrava di avere i vini in bocca e sul palato.
    È riuscito a trasmettere una sensazione quasi tattile e non solo mentale.
    Grazie per averci raccontato un vero avvenimento enologico.
    Saluti
    Antonello

    1. Per come l’abbiamo trovato, credo che abbia ancora da dire. Fermo restando che oggi è veramente notevole! Una sorpresa…

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