La già mitica ‘cassetta Salon’ e i suoi tesori

Cassetta Salon con magnum 2008

È finalmente caduto il velo sul già mitico Salon 2008! Com’è? Non mi odiate, ma non ve lo dico: sarà uno dei protagonisti di Grandi Champagne 2020-21, attualmente in piena fase di impaginazione e stampa, con uscita a fine novembre.

A proposito, ieri si è chiusa l’ultima fase della vendita ‘en primeur’ della versione Limited Edition della guida. La versione speciale di Grandi Champagne 2020-21 che, oltre la copertina rigida, comprende un allegato esclusivo, un pratico stopper per le vostre bottiglie e, per chi l’ha richiesta, la dedica personalizzata. Alcune di queste che ci sono giunte in redazione sono molto simpatiche, altre veri e propri poemi: non ce ne vorrete se cercheremo di sintetizzarle un minimo. Comunque, grazie! Grazie per averci fatto battere il record di vendite di due anni fa, di gran lunga. È un commovente atto di fiducia.

Cassetta Salon con magnum 2008
Eccola la già mitica cassetta Salon costruita attorno al 2008, tirato esclusivamente in magnum.

Torniamo al ‘nostro’ Salon. Dicevo niente 2008 qui sul sito, però vi racconto tutto il resto, quindi l’esclusiva cassetta che lo conterrà (qualcuno già parla di Romanée-Conti della Champagne, per via della similitudine con il concetto di cassetta mitizzato dal Domaine di Vosne-Romanée) e che ho avuto la fortuna di assaggiare il 3 luglio scorso a Parigi grazie all’invito del Presidente Didier Depond. Nello splendido contesto dell’Automobile Club de France, su Place de la Concorde, una dozzina di specialisti d’Oltralpe più il sottoscritto hanno prima goduto di uno spettacolare aperitivo con il prossimo Delamotte Blanc de Blancs 2012 (anche questo sarà in guida, ovviamente) e poi, a tavola, hanno scoperto i tesori della summenzionata cassettina al fianco di piatti di livello. Ma andiamo con ordine.

La 2008, lo sappiamo, è stata un’annata straordinaria. Ma, curiosamente, non nelle 19 parcelle di Le-Mesnil dedicate in esclusiva al Salon, nelle quali è stata necessaria una ferrea selezione per rispettare lo standard d’eccellenza (e soprattutto lo stile) dello champagne. Così, tanto Michel Fauconnet (chef de cave di Laurent-Perrier, quindi anche di Salon e Delamotte) quanto Didier Depond erano dubbiosi sul da farsi. La quantità dei vini era sufficiente per poco più di 15.000 bottiglie, quindi sarebbe stato il più piccolo tiraggio di Salon mai fatto. Didier ci pensa, si arrovella e nel bel mezzo di una notte travagliata telefona a Michel: “e se facessimo un tiraggio di sole magnum?”, la butta lì. Fauconnet ci pensa su e il giorno dopo dà il via: nella primavera del 2009 vanno a maturare nella cantina sotto la sede di Salon 8.000 magnum di 2008. Finita lì? No, perché a qual punto la patata bollente è rimasta nelle mani di Didier: cosa fare di quelle 8.000 magnum? Venderle normalmente come le bottiglie? No. Troppo pochi esemplari per un’annata mitica già prima di uscire, si sarebbe scatenata una guerra. Allora? Bisognava fare qualcosa di speciale, così come la produzione soltanto nel formato magnum. Viste le buone scorte di annate precedenti presenti ancora in cantina sur lattes, a Didier viene un’idea: proporre il Salon 2008 in una sorta di verticale. Una cassetta unica, mai fatta, con 4 annate di Salon. Tutte in magnum? No, troppo complicato e troppe poche magnum delle precedenti annate rimaste. Forse, allora, una magnum di 2008 e bottiglia delle altre annate? Sì, quasi. Alla fine, Didier decide: una magnum di Salon 2008 e due bottiglie ciascuna di Salon 2007, 2006 e 2004. Tutte degorgiate nello stesso momento (gennaio 2019) e tutte dosate con la medesima liqueur a 3 g/l.

Contenuto champagne cassetta Salon
Una sola magnum di 2008, nella cassettina Salon, ma due bottiglie ciascuna di 2007, 2006 e 2004. Tutte con stesso dégorgement e stesso dosaggio.

Ecco le mie impressioni sulle tre bottiglie. 

Champagne Salon 2007

Salon 2007

100% Chardonnay
In linea di massima replica sostanzialmente quello presente ora sul mercato, ma l’anno in più sui lieviti e, soprattutto, il diverso dosaggio (3 anziché 6 g/l) lo hanno reso più puro e cristallino, con un maggiore accento sulla mineralità. Si offre, pertanto, solido e denso al naso, ricco e profondo, complesso oltre l’anima agrumata e minerale, tostato in maniera attraente, con quel tocco di maturità che, all’olfatto, riporta al tratto tipico dell’annata. Bocca cremosa, tremendamente elegante, molto, ma molto fresca (è la 2007, tipicamente matura al naso, ma poi fresca nel gusto), levigata, asciutta e al tempo stesso succosa sugli agrumi, con questi addirittura protagonisti ben più della mineralità. Ha senza dubbio notevoli margini di miglioramento con il tempo, ciò nonostante è già godibilissimo. Tiene fede alla fama, mitica e mitizzata, dell’etichetta.
Voto: 99/100

Del Salon 2006 parlo meno in dettaglio. Non m’è piaciuto. Sarà colpa mia che, salvo rari casi, quest’annata la trovo troppo matura, troppo ‘gourmand’, quindi poco gradevole, soprattutto fuori dalla tavola. Ecco, anche il Salon 2006 ne è vittima, giustamente, ma questo tratto solare mal si concilia con lo stile dell’etichetta. Prima di una bocciatura, però, mi riservo il giudizio dopo un secondo assaggio a distanza di tempo: la celebre potenzialità di evoluzione di Salon potrebbe fare il miracolo. O, almeno, limitare i danni.

Champagne Salon 2004

Salon 2004

100% Chardonnay
Anche qui cambia il dosaggio rispetto all’originale (i suddetti 3 in luogo dei 4 g/l) e, ovviamente, la differenza in termini di maturazione sui lieviti è ben diversa, ma il risultato è… sorpresa! Ha una freschezza travolgente che, però, grazie all’insita eleganza del vino, non appare mai né forzata, innaturale, né eccessiva. L’olfatto è un esempio di mineralità, ma è anche molto varietale (fiori bianchi e grassezze di burro), nonché tostato, oltre a lievi sfumature di torrefazione. Pure il palato vola letteralmente sulle ali della freschezza e della mineralità, ma l’aspetto sorprendente è che la gustativa è molto meno sottile della media dei 2004, con una raffinata concentrazione di origine agrumata, una tensione minerale, una profonda chiusura sapida. È proprio questo suo carattere agrumato a conquistare, sempre freschissimo, anzi rinfrescante. Conferma il blasone già ribadito dal 2007.
Voto: 99+/100

Due facce della stessa medaglia. Quindi due splendidi Salon, di altissimo livello, che a mio avviso si collocano subito dietro i (per me) straordinari 1997 dégorgement tardif e 1990. Personalmente preferisco il 2004, ecco perché ho aggiunto il + al voto, ma senza raggiungere il massimo punteggio, appannaggio invece di altri Salon 

Ah, quasi dimenticavo: molti di voi si chiederanno giustamente il costo della cassetta Salon. In Italia dovrebbe collocarsi attorno ai 9.000 euro, tasse compresi ma fenomeni speculativi a parte. Amen.

Tre bottiglie Salone e la magnum 2008
Eccola qua la cassettina, o meglio, il suo prezioso contenuto dopo la degustuazione, tra conferme, sorprese e piccole delusioni…

Gli champagne Salon sono distribuiti in esclusiva da:
Ceretto-Terroirs – tel. 0173/282582 – www.ceretto.com

4 commenti su “La già mitica ‘cassetta Salon’ e i suoi tesori”

  1. Ciao Alberto
    qualche anno fa avevi intrapreso una rubrica nella quale parlavi dell’abbinamento migliore con Champagne e cibo; pensi di riprenderla? Credo sarebbe ancora molto utile. Nella Guida Champagne nuova 2020 nella descrizione delle bottiglie degustate ci sarà un consiglio sull’abbinamento gastronomico?
    Cordiali saluti
    Luca Arisi

    1. Non è la sola rubrica che volevo portare avanti, accidenti! Mi devo organizzare…
      In Grandi Champagne 2020-21 ogni champagne avrà un abbinamento. Qualcuno semplicemente ‘aperitivo’, ma la maggior parte avrà un piatto consigliato, sì.

  2. Caro Alberto,
    Dopo la strepitosa verticale di SWC, le degustazioni di Krug …ora mini-verticale di Salon. Accidenti! Però, al di là della voglia di poter un giorno fare esperienze simili, questi tuoi articoli sono un utilissimo strumento di cultura. Vorrei però dire che la scelta della cassetta di Salon, in stile Romanée-Conti, mi sembra sia molto elitaria e contribuisca ad allontanare ancora di più gli appassionati da questa etichetta. Già il prezzo di un Salon “normale” era altissimo, ma ora oltre ai professionisti del settore o gente straricca, non vedo come si possa sperare di avvicinare un 2008…

    Vorrei anche farti una domanda. Nella tua lista dei migliori blanc de blancs, apparsa sul sito, dicesti di preferire la sorella Delamotte a Salon. Alla luce delle ultime esperienze, sei ancora della stessa opinione? Ti chiedo questo anche perché ho stappato settimana scorsa un Delamotte BdB 2008 e l’ho trovato a dire poco incredibile e sinceramente potrei difficilmente immaginare un migliore Bdb. Solo un Comtes de Champagne mi ha dato sensazioni simili in passato. E ho pagato la bottiglia di Delamotte 58 €. Mi chiedo, ma i prezzi di Salon (va bene la rarità e tutto quanto) sono veramente giustificati? Un caro saluto

    1. Grazie di cuore!

      Purtroppo, sull’onda soprattutto del Giappone, Salon ha intrapreso questa strada ‘elitaria’. Non commento. ma continuerò a dormire la notte…

      Fatte le debite proporzioni e considerando anche il prezzo, Delamotte proprne degli champagne di una godibili eccellente. In questo senso sì, la preferisco a Salon, ma ovvio che Salon è un’altra cosa, è più un’esperienza. Tutti i giorni bevo con soddisfazione la Cuvée Margot di Olivier Lefaive, mica Romanée-Conti… Fermo restando che, almeno con 2007 e 2008, Delamotte ha fatto due millesimi eccellenti dal prezzo più che invitante. Non al livello del Comtes (che per me rimane il ‘re’ del blanc de blancs), ma eccellenti.

      Il discorso del valore del prezzo lo appena fatto al lettore Vincenzo nell’articolo sul Rosé di D’Arapri. Ripeto: dipende…

      A presto

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