L’Esprit di Henri Giraud è ‘zero pesticidi’, bene, ma soprattutto buono!

Champagne Henri Giraud Esprit Nature

Arriva direttamente dalle degustazioni di Grandi Champagne 2020-21 (in questo momento nella fase più calda delle lavorazioni: fine novembre è dietro l’angolo!) questo bello champagne, che è il simbolo più immediato della nouvelle vague di Henri Giraud, quindi tanta piacevolezza, grande bevibilità e non minore versatilità. A proposito di Henri Giraud, avrà una presenza veramente importante in guida, anche per questo motivo abbiamo pensato di dare un ‘assaggio’ della gamma, anzi, proprio l’ingresso della gamma della maison di Aÿ, qui su LeMieBollicine con questo champagne Anche perché, come tutti i suoi fratelli maggiori, ha subito un’incredibile evoluzione stilistica, un’evoluzione che ha saputo non far perdere a questi champagne la loro tipica complessità, per guadagnare invece in piacevolezza anche a discapito della concentrazione. Merito di Sébastien Legolvet, che ha effettuato la prima vinificazione da Henri Giraud nel 2004 e poi è stato promosso chef de cave da Claude Giraud. Fino a rivestire oggi un ruolo veramente a 360°, quindi con una responsabilità che inizia con la selezione delle querce per le barrique, prosegue con il controllo della loro tostatura, arriva alla selezione delle uve per le varie cuvée e, ovviamente, va a terminare con la vinificazione e l’assemblaggio. È lui ad aver abilmente fatto crescere lo stile Henri Girad, anche grazie del passaggio dall’ossidativo al leggermente riduttivo. Lo scoprirete in dettaglio in guida: il livello medio raggiunto oggi dagli champagne Henri Giraud è impressionante. Già a cominciare dal più semplice dei sans année

Sébastien Legolvet
Sébastien Legolvet, il ‘braccio armato’ di Claude Giraud, quindi il suo chef de cave, è chi ha saputo portare lo stile della Henri Giraud in perfetta fusione tra complessità e piacevolezza.

Fino a qualche anno fa, in realtà più di una decina, il classico non millesimato della maison era il Brut (70% PN/30% CH) della linea François Hemart, che omaggiava il fondatore. Successivamente questo champagne si è evoluto nell’Esprit de Giraud, con il medesimo assemblaggio, e finalmente, nel 2017 ha debuttato sul mercato l’Esprit Nature, che portava la componente di Pinot Noir all’80%. Finita lì? No, perché lo champagne è stato ulteriormente affinato. Con l’assemblaggio successivo è già diventato il primo champagne in assoluto certificato (con tanto di analisi) ‘zero pesticidi residui’. Da anni, l’organismo indipendente Cofrac ha individuato nei suoli della champagne ben 189 componenti chimici diversi, invece, la Henri Giraud è da oltre trent’anni che non utilizza né pesticidi né diserbanti e a un certo punto ha giustamente voluto sottolineare questo suo modo di condurre le vigne. Così, l’Esprit Nature lanciato nel 2018 è stato il primo ad essere stato analizzato e non avere rivelato nessun residuo di questi 189 elementi chimici altrimenti presenti in vigna (in realtà ne sono stati trovati due, ma in quantità talmente bassa da irrisoria da essere nulli) e il nome di Nature sta a sottolinea proprio questo e non che lo champagne sia un pas dosé, come erroneamente si crede. Così, l’albero di carta in etichetta simboleggia la capacità dell’uomo di distruggere e ricostruire, mentre la controetichetta ricorda la natura del vino come ‘zero pesticidi’, nonché il basso livello di solforosa presente, <40 mg/l di totale e 0 come libera. Non male per un brut sans année!

Etichetta zero pesticidi
Il classico non millesimato della Henri Giraud è il primo champagne risultato ufficialmente ‘zero pesticidi residui’ alle analisi.

Abbiamo assaggiato l’assemblaggio basato sull’annata 2016 più il 50% di vini di riserva come réserve perpétuelle iniziata con il primo assemblage dell’Esprit. Lo champagne ha visto la componente di Pinot Noir crescere ancora al fine di meglio rappresentare il terroir (e lo stile) al quale è legata la Henri Giraud. Dopo il tiraggio, una ventina di mesi sui lieviti e dosaggio a 7 g/l.

Esprit

Bottiglia Henri Giraud Esprit Nature90% Pinot Noir, 10% Chardonnay
Progredisce di anno in anno questo champagne, come dimostra il naso ora ricco, intenso e giustamente maturo, evidentemente legato a quel frutto tropicale (mango) che sembra essere il cardine stilistico della Henri Giraud da un paio d’anni. Il frutto si arricchisce di ananas maturo e pera, ma non mancano le tostature di nocciola, le erbe aromatiche (timo) e la craie, netta e sempre più intensa. Si ha la sensazione di compattezza, di densità, di avvolgenza, ma mai di insistenza, ciò nonostante la bocca sorprende: agile e asciutta, ancora più minerale di quanto si potesse intuire, con questa a fare da supporto ai ritorni fruttati in un contesto teso e gustoso. Finale sorprendentemente asciutto e pulitissimo che si fa apprezzare più per la persistenza che la lunghezza. E che perfetta integrazione del dosaggio! Sembra un extra-brut… Molto, ma proprio molto buono, ben sintetizza il rinnovato stile Henri Giraud. E sta benissimo da solo, così come a tavola: l’abbiamo trovato perfetto con crostini burro e fette di salmone Upstream.
Voto: 91/100

(hanno partecipato alla degustazione Vania Valentini e Thomas Rossi)

Claude Giraud
Claude Giraud presenta giustamente orgoglioso l’ultima frontiera del suo non millesimato come perfettamente rispondente alla sensibilità naturista delle nuove generazioni.

Gli champagne Henri Giraud sono distribuiti in esclusiva da:
Ghilardi Selezioni – tel. 035/4226034 – www.ghilardiselezioni.com

5 commenti su “L’Esprit di Henri Giraud è ‘zero pesticidi’, bene, ma soprattutto buono!”

  1. Buongiorno Alberto, senza neanche farlo apposta, bevuto sabato sera l’Esprit come aperitivo e con l’antipasto e l’ho trovato davvero buono e bevibile!
    Cosa ne pensa del Fût de Chêne MV13? Rispetto al MV12 come lo trova?
    Può dirmi qualcosa anche dell’ultimo MV Rosé?
    Ovviamente senza nulla togliere alla guida, che sto attendendo con impazienza…

    1. In estrema sintesi: MV13 e MV Rosé (base 13) entrambi eccellenti! Sì, credo anche un filo meglio dei 12. Oramai la linea FdC si muove costantemente in una dimensione di eccellenza…

  2. Grazie, attendevo conferma, seppure mi immaginavo già la risposta data l’altissima qualità dei vini di Giraud, che apprezzo moltissimo… Devo dire che Henri Giraud e Benoît Lahaye sono probabilmente le cantine che preferisco di più tra quelle che privilegiano maggiormente il pinot noir nella produzione delle loro etichette di champagne.

  3. Buongiorno Lupetti mi piacerebbe avere un Suo parere sugli Champagnes della Signora Nathalie Falmet . Ne ho sentito parlare molto bene ( specie del brut nature ) ma non ho ancora potuto gustarli. Grazie per la risposta . Cordialita’ Giampaolo .

    1. Sì, godono di una buona reputazione. Li ho assaggiati una sola volta e devo confessare che non ne rimasi impressionato, am è ovvio che devo approfondire. È uno dei produttori che devo visitare in chiave 2020…

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