Alfred Gratien Brut: ancora tu?

Recensione Alfred Gratien Brut

In Grandi Champagne 2018-19 faceva il suo ingresso Alfred Gratien, una piccola maison che è un vero baluardo della tradizione champenoise (fermentazione in legno, niente malolattica e, in alcuni casi, tiraggio ‘bouchon liège’), ma è anche un nome che gode di un’altissima considerazione presso gli stessi champenois. Essendo un debutto, abbiamo dovuto un po’ ‘prendere le misure’ ad Alfred Gratien, cosa fatta visitandola diverse volte fino a oggi, confrontandosi con il suo ottimo chef de cave, Nicolas Jaeger, assaggiando vins clairs, champagne del passato, del presente e del futuro. A tal proposito, saranno diverse le anteprime presentate nella oramai imminente Grandi Champagne 2020-21 e proprio dalle degustazioni della prossima edizione della guida arriva lo champagne qui presentato. È il classico non millesimato, quindi lo champagne più importante, sebbene sia poi prodotto in quantità limitata. Questo ‘base 2013’ era destinato alla guida, ma poi a settembre scorso abbiamo giù assaggiato il prossimo ‘base 2014’, quindi ecco quest’ultimo andare direttamente in guida e l’altro approdare qui su LeMieBollicine. Ma di un gran bell’approdo si tratta…

Nicolas Jaeger
Nicolas Jaeger, chef de cave di Alfred Gratien, mentre consulta il libro degli assemblaggi. È il quarto della stessa famiglia a ricoprire questo ruolo, di padre in figlio dal 1905!

Oramai lo avrete capito: la 2013 è un’annata eccellente. Tutti hanno osannato la 2012, qualcuno già esalta la 2015 ma, personalmente, credo che la 2013 potrebbe rivelare sorprese inaspettate e, forse, metterle tutte e due in fila. Vedremo, intanto anticipo che il Brut di Alfred Gratien basato su questa 2013 (caratterizzata, lo ricordo, dalla vendemmia a ottobre, come non succedeva da tempo) ci ha lasciato di stucco, andando a insidiare molto, ma molto da vicino il ‘re’ della categoria. Per rispettare lo stile dell’etichetta e, soprattutto, della maison, ogni anno l’ottimo Nicolas Jaeger seleziona attentamente i vini, la loro provenienza, pertanto l’assemblaggio non è mai lo stesso, sebbene le proporzioni siano piuttosto simili di anno in anno. Vini fermentati in barrique senza svolgere la malolattica, che quotano alla fine il 60% dell’intero assemblaggio. Il restante 40% è invece una réserve perpétuelle di assemblaggi precedenti, conservata in acciaio e iniziata dal papà di Nicolas nella seconda metà degli anni ’90. Il tiraggio avviene nello spazio adiacente alla cuverie, poi, dopo tre mesi, le bottiglie vengono spostare nelle fredde cantine sotterranee, dove lo champagne riposa per ben quattro anni (di più magnum e jéroboam). Dosaggio 9 g/l.

Brut

Bottiglia Alfred Gratien Brut24% Pinot Noir, 46% Chardonnay, 30% Meunier
Il naso di questo champagne è talmente vivace da proporsi perfino impetuoso, non certo brutale, però, in quanto sa essere anche fine. È scuro nella sua intensa mineralità, visto che questa si muove tra la grafite e la cenere. Su questa mineralità, poi, si adagia una trama articolata e sofisticata che è tanto fruttata (mela rossa) quanto agrumata, nonché floreale, con spunti di macchia mediterranea e di timo, un tocco di vaniglia, pure la panificazione e… alt! Questo naso è talmente cangiante nella sosta nel calice che lo scopri finanche caleidoscopico nella sua complessità. Si proporrebbe, dunque, come un grande champagne e… ogni eventuale dubbio viene spazzaturizzato dalla bocca: avvolgente e cremosa, materica e dinamica, pulita e valorizzata da una gran bella spalla acidità, quindi perfettamente equilibrata. È molto legata a note di cedro, alla golosità della crema pasticcera, ai ritorni rinfrescanti di erbe aromatiche, alle tostature. E che dire della bollicina? Perfetta. E della splendida distensione palatale? Nonché del finale lunghissimo e della bevibilità irresistibile. Insomma, ha l’autorevolezza e la ricchezza di un millesimato, ma, soprattutto mira con giusta ambizioni al trono di categoria dei sans année, magari in coabitazione.
Voto: 92/100

Impressionante, non c’è che dire. E fino all’ultimo siamo stati indecisi se non salire addirittura a 93/100… Il ‘base 2012’ non era a questo livello e il successivo ‘base 2014’ fatica a raggiungerlo, o meglio, ce la fa a stento a livello di punteggio, ma resta ben dietro a livello d’emozione. Avrete capito che il Brut di Alfred Gratien è un grandissimo champagne e questo è avvalorato – come se ce ne fosse bisogno – dal fatto che il Brut Nature altro non è se non lo stesso champagne tenuto un anno in più sui lieviti e poi, ovviamente, senza dosaggio. Non è una banalità: senza malolattica e senza dosaggio può significare vini molto duri, ma non nel caso di Alfred Gratien, vista l’eccellenza della base di partenza. Provare per credere…

www.alfredgratien.com

2 commenti su “Alfred Gratien Brut: ancora tu?”

  1. Salve Lupetti GdC (guru de Champagne) titolo che ,come forse ricorderà,le abbiamo attribuito con i miei amici. In attesa di poter assaggiare questo Champagne di Gratien volevo condividere con lei una esperienza di ieri sera. Una cena splendida con bianco d’Alba e tre splendidi Champagne : DP 2006,Femme de Ch brut grand cru e Lanson Noble Cuvée 2002. A mio avviso il Lanson,che avevo provato ca. due anni fa e nn mi aveva entusiasmato, adesso è diventato un gigante e si eleva nettamente sopra gli altri due. Ottimo il DP mentre ho trovato un po’ troppo petillant la Femme anche se dopo un po’ nel calice di è aperta molto. Forse troppo giovane? Grazie in anticipo per un suo gradito commento.

  2. Salve Alberto,
    per caso ha riassaggiato la Cuvee Paradis 2008? Se si, come l’ha trovata?
    Sto pensando di mettere in cantina qualche bottiglia, ma leggendo un po le su recensioni e i punteggi attribuiti forse ci sarebbe qualche prodotto con qualità/prezzo che meriterebbe di più, cosa ne pensa lei?
    Sono un grande amante di Alfred Gratien.
    Grazie mille e come al solito tanti complimenti

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