Eccola la guida Grandi Champagne 2020-21!

Guida Grandi Champagne 2020-21 appena stampata

Ci siamo: Grandi Champagne 2020-21 è stampata ed è in questo momento in fase di allestimento. Significa che, entro una decina di giorni, la nuova edizione della guida sarà spedita a tutti quanti (tantissimi, è stato il record! Grazie ancora una volta per la fiducia e la pazienza…) hanno acquistato la Limited Edition, mentre la versione ‘tradizionale’ sarà acquistabile direttamente qui su LeMieBollicine nonché nelle migliori librerie italiane.

Per quanto mi riguarda, l’avventura di Grandi Champagne iniziava nel 2011: dopo precedenti esperienze simili come curatore con altri editori, decisi di mettermi in gioco in prima persona, quindi di produrre direttamente la guida, e, per farlo, coinvolsi un gruppo di amici. Da allora, otto anni più tardi, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e la guida è non solo cresciuta, ma si è soprattutto evoluta. Questo ha portato alcuni degli amici della prima ora prendere strade diverse per via di impegni personali non più conciliabili con la guida, ma altri nel frattempo sono arrivati. Anzi, il sensibile aumento del numero delle pagine (e dei produttori) avuto soprattutto con Grandi Champagne 2018-19 ha portato il panel a sdoppiarsi, con il ‘romano’ affiancato da quello ‘emiliano’, quindi con le degustazioni fatte non solo presso il ristorante Mamma Mia di Roma, ma anche alla Stella d’Oro di Soragna (PR). Pertanto, fermo restando il sottoscritto, che si è costantemente diviso tra l’una e l’altra sede, per l’edizione 2020-21 abbiamo avuto in campo Daniele Agosti, Federico Angelini, Marcello Bergonzini e Guido Molinari a Roma, Vania Valentini, Marco Dallabona e Thomas Rossi a Soragna. Infatti, la guida è nata non come una cavalcata solitaria, ma come un lavoro di gruppo, quindi con le degustazioni fatte avendo al tavolo appassionati con esperienze diverse, in modo da offrire punti di vista anche distanti tra loro, ma la cui unione permette di sviluppare schede di degustazione di rara completezza che riescono a coinvolgere tanto il consumatore estemporaneo, quanto il sommelier evoluto. E, per rendere ancora più intensa questa diversità di visioni del calice, quasi tutte le degustazioni hanno avuto un ospite, quindi una figura esterna al panel che ha dato il proprio contributo amichevole. Li ringrazio personalmente sin d’ora, tutti: è stata una bella esperienza per noi del panel averli in degustazione, sono sicuro sia stata una bella esperienza anche per loro. Li troverete tutti citati a pagina 6 di Grandi Champagne 2020-21.

panel degustazione Roma
Le degustazioni ‘romane’ si sono svolte presso il ristorante Mamma Mia, con il panel composto da Guido Molinari, Federico Angelini (entrambi in foto), Marcello Bergonzini e il titolare Daniele Agosti, oltre al sottoscritto, ovviamente.
Panel degustazione Soragna
Visto l’enorme numero di degustazioni, il panel si è sdoppiato, quindi al romano si è affiancato l’emiliano, con Vania Valentini, Thomas Rossi e Marco Dallabona, patron della Stella d’Oro di Soragna.

Al fine di garantire alla guida, come accaduto già con le edizioni precedenti, la massima ‘contemporaneità’, ovvero per rimanere sempre attuale fino al 2021, abbiamo cercato di assaggiare quanti più champagne possibile in anteprima e per questo ringraziamo sin d’ora tutti quei produttori che ci hanno permesso di fare ciò, spesso e volentieri svegliando dal loro sonno cuvée che usciranno nella seconda metà del 2020, se non addirittura nel 2021! Questo richiede un impegno particolare, ma anche responsabilità, però è un onore averlo potuto fare, nella maggior parte dei casi essendoci recati nella stessa Champagne. Già, oltre che a Roma e a Soragna, una piccola parte delle degustazioni è stata fatta presso i produttori e, anche in questo caso, si è trattato di assaggi d’équipe, con parte dei romani e degli emiliani che, insieme al sottoscritto, si sono uniti per le degustazioni in trasferta. E, al fine di garantire le stesse condizioni di assaggio a ogni champagne, ci siamo perfino portati i calici al seguito, in tutte le degustazioni.

A proposito di calici, dopo due edizioni con i Riedel, per Grandi Champagne 2020-21 (e le degustazioni per LeMieBollicine, ovviamente) abbiamo cambiato per passare agli Jamesse by Lehman, o meglio, al ‘Grand Champagne 45’ della linea Jamesse Prestige. Ne ho già parlato qui sul sito il 7 gennaio di quest’anno con un articolo di presentazione e, ovviamente, se ne parla nella stessa guida.

Ma entriamo nel vivo di Grandi Champagne 2020-21. È la quinta edizione della serie e ne rappresenta la naturale evoluzione. Avvenuta, questa, sia attraverso piccoli dettagli (a grande richiesta abbiamo inserito l’indicazione di zona di ciascun produttore, inoltre sono evidenziati con apposito bollino i produttori certificati ‘bio’, ogni scheda è corredata di un abbinamento gastronomico e, dulcis in fundo, c’è un nuovo bollino, oltre il classico Coup de Cœur, che ‘raccomanda’ alcuni champagne), sia attraverso un numero maggiore di pagine (+62 rispetto alla scorsa edizione, quindi siamo praticamente arrivati a 600 pagine!). Di conseguenza, ci sono più produttori (+13 per un totale di 119 cantine): alcuni sono usciti, molto altri ne sono entrati, cercando di aumentare la presenza di vigneron, come ci è stato chiesto da diversi appassionati. Ovviamente, tutto ciò significa un numero superiore di champagne recensiti: ben 470, su un totale di oltre 550 assaggiati.

Degustazione in champagne
Quest’altro scatto sintetizza invece tanto le degustazioni in trasferta (qui eravamo dal grande Eric Taillet, con un’ospite del calibro di Philippe Jamesse!), quanto il nuovo calice utilizzato per tutti gli assaggi, il ‘Grand Champagne 45’ della linea Jamesse Prestige di Lehmann.

A proposito di degustazioni… Abbiamo assaggiato tutto, compresi i sans année più ricorrenti o quegli champagne di riferimento già anticipati nel corso dell’anno sul sito. E sono stati rivisti tutti i testi, non solo le introduzioni tecniche di ciascuno vino, ma anche le presentazioni di ciascun produttore. Quindi niente copia-e-incolla, nessun riciclo! Un lavoro enorme, credetemi…

Per quanto riguarda le stesse degustazioni, devo fare una precisazione: sono stati pubblicati gli champagne con un punteggio di almeno 87/100. Grandi Champagne è sottotitolata ‘guida alle migliori bollicine francesi in Italia’ quindi è una selezione. Per questo motivo contiene solo quelle etichette che, a nostro avviso, si collocano almeno a un certo livello, da cui i punteggi apparentemente tarati verso l’alto. Fermo restando il medesimo criterio che abbiamo seguito sin dalla prima edizione: tra gli 87 e gli 89/100 parliamo di un buon vino, a 90/100 abbiamo un ottimo vino, a seguire si cresce nel dominio dell’eccellenza, per passare ai capolavori da 95/100 in su. E, visto che c’è ancora qualcuno che sembra non dormirci la notte e va in giro a polemizzare sui 100/100, chiarisco anche questo. Questo punteggio rappresenta la perfezione, è chiaro. Solitamente viene tributato, con enorme parsimonia, a grandi champagne d’annata, ma può capitare che (sebbene sia raro, certo, tre volte finora: due nella passata edizione, due in questa) uno champagne al momento del debutto possa dimostrare un tale valore da raggiungere il punteggio massimo. Ovviamente, si tratta di una valutazione in prospettiva, ma credo che rappresenti un valore aggiunto del critico comunicare agli appassionati quei vini che, acquistati oggi e tenuti nella propria cantina, domani rappresenteranno un tesoro. Non è facile dare un giudizio del genere, ma una volta, Jean-Hervé di Jacquesson mi disse: “oramai faccio assaggiare i nostri champagne in anteprima soltanto a chi è in grado di aiutarmi a capirne in anticipo le potenzialità. Chi mi dice ‘è giovane’ non mi sta dicendo nulla che non sappia da solo: è ovvio che lo champagne è giovane, lo so benissimo anch’io! È in queste circostanze che emergono le capacità di uno rispetto all’altro”. Appunto… È per questo motivo che ci provo, ci proviamo a leggere le potenzialità di un grande champagne e, se ne intravediamo la grandezza, ci sembra giusto sbilanciarci. A costo di subire critiche, ma almeno abbiamo avuto il coraggio di sbilanciarci. E, permettetemi di dirlo, di riuscirci, almeno finora. Alla fine, più che il tempo, sarete voi appassionati a darci ragione o meno, perché, non lo dimenticate, la nostra ragione d’essere e l’anima del mercato siete voi!

Non mi resta che chiudere questa piccola presentazione della nuova edizione della guida aggiungendo che, per il resto, Grandi Champagne 2020-21 riprende lo schema dell’edizione precedente: visto il successo di pubblico (le ultime due edizioni sono state entrambe sold-out…), significa che lo schema della guida è valido, quindi non abbiamo voluto cambiarlo, ma solo migliorarlo con i piccoli particolari prima descritti. Sperando che anche questa edizione raccolga il vostro apprezzamento e facciamo nuovamente segnare il sold-out. Da parte messa ce l’abbiamo messa tutta.

Prima di chiudere, il mio ringraziamento personale va a tutto il panel per la passione e l’impegno messi nelle degustazioni, a Raffaello Tolfa che si è occupato non solo del marketing, ma ha anche abilmente trasformato i testi delle degustazioni in pagine e, ultima ma non certo ultima, Vania Valentini, che non ha mancato una trasferta e, soprattutto, ha svolto un estenuante lavoro di editing prima sui miei testi grezzi, poi sulle pagine della guida. Grazie a tutti voi!

A questo punto, non mi resta che augurare buona lettura

copertina guida grandi champagne 2020-21
Eccola, Grandi Champagne 2020-21. La foto di copertina è stata realizzata in esclusiva dalla fotografa Eleonora Bonoretti.

30 commenti su “Eccola la guida Grandi Champagne 2020-21!”

  1. Nel caso vi voleste servire anche di under 30 per le prossime edizioni… a disposizione 🙂
    Bricconate a parte, grandi! Non vedo l’ora di leggere tutte le novità. Un saluto a tutti

    1. Ciao Leonardo, credo che si tratti semplicemente di individuare il talento e la grandezza di uno Champagne, o di un vino, quando questo è ancora inespresso. Capire come potrebbe essere al massimo della sua espressività, intuirne il potenziale evolutivo nel tempo…. credo ci vogliano tanta esperienza e tanti assaggi alle spalle. Ma anche instuizione, sensibilità, visione. La stoffa di un grande vino ti arriva immediatamente anche quando questo è ancora all’inizio di un lunghissimo cammino. È una sfida, avvincente, ed è anche per questo che amiamo così tanto il nostro lavoro.
      Vania

    2. M. Chiquet vuole porre l’accento su chi sottolinea la gioventù di uno champagne assaggiato in anteprima, quindi palesemente giovane. Pertanto, afferma di essere interessato ad assaggiare certi champagne solo con chi può aiutarlo a prevederne il potenziale evolutivo…

    1. Ovviamente parliamo della versione tradizionale, non più della Limited Edition. A breve, lanceremo le vendite sul sito, ma se ha fretta… librerie.
      Grazie!

  2. Buonasera caro Alberto, rinnovo i miei complimenti a lei, a tutto lo staff di lemiebollicine e a chi ha contribuito a redigere la guida Grandi champagne, ormai un punto di riferimento nel panorama delle bollicine francesi anche se non serve ribadirlo; le scorse edizioni le ho entrambe e non vedo l’ ora di mettere le mani sull’ ultima che sicuramente non sarà da meno.
    A quanto ne so ci sarà la recensione del belle epoque 2008 di Perrier Jouet, champagne che ho da poco acquistato in formato Magnum con l’ intenzione di aprirlo tra un po’ di anni, mi piacerebbe sapere se c’è modo di capire la data di sboccatura di suddetta bottiglia, sul retro etichetta non è riportata ma sono riportati dei codici, forse attraverso quelli si riesce a risalire a quando è stato sboccato (ipotizzo); un ultima cosa, un parere su quando aprire il magnum per trovare lo champagne al suo apice sarebbe cosa molto molto gradita.
    Grazie in anticipo

    1. Se non ricordo male, le BE 2008 sono state degorgiate negli ultimi mesi del 2016 e, come sappiamo, da PJ non lasciano bottiglie sui lieviti, ma degorgiano tutto. Personalmente, trovo la BE uno champagne espressivo al momento del lancio, ma poi va in una sorta di letargo per rivelarsi sono diversi anni più tardi. Nel suo caso, poi, c’è pure il formato, che ne favorisce l’invecchiamento. Insomma, a 4 anni dal dégorgement inizia a rivelarsi, ma io aspetterei. Anche se poi è una questione di gusti personali…
      Mi faccia sapere!

      1. Grazie delle informazioni allora ci penserò, sullo champagne non mi sono mai spinto oltre i 5/6 anni post degorgement più che altro perché non ne ho mai avuto l’ occasione ma ho apprezzato di più questi ultimi rispetto a quelli bevuti in date più vicine alla sboccatura, poi come ha ricordato il formato aiuta parecchio… quindi o aprirlo tra un paio di anni o aspettarne una decina post degorgement… ardua scelta

        1. Personalmente la trovo una parola orribile e preferisco italianizzare la pargola francese ‘dÉgorgement’. Scelte personali…

  3. Salve mr Lupetti mi rendo conto che è stato super occupato con la nuova Guida e quindi ha avuto meno tempo per leggere e commentare tutte le mails che le sono state inviate negli ultimi tempi. Io le ho inviato una mail i primi di novembre (in coda al suo scritto su A. Gratien) e le sarei grato se trovasse il tempo per leggerla e commentarla. Grazie in anticipo e Buone Feste. Giampaolo.

  4. Ciao Alberto ! Volevo chiederti un informazione per quanto riguarda l’invecchiamento .
    Non avendo una cantina naturale ne comprerei una elettronica , vino rosso e champagne possono invecchiare alla stessa temperatura / umidità o devo comprarne una multizona ?
    Volevo anche chiederti quali fossero rispettivamente le temperature/umidità ideali per farli invecchiare . Grazie mille sei un maestro !!

    1. Maestro? Non dirigo orchestre…

      Scherzi a parte, a mio avviso lo champagne dovrebbe invecchiare nelle medesime condizioni delle sue cantine, quindi 10-11°C con una buona umidità (80-90%).
      Ciò premesso, sarebbe meglio una cannetta multizona, ma quella che funzionano veramente bene sono rare, allora meglio una per lo champagne nella quale si ‘adattano’ gli altri vini. A mio avviso…

  5. Buongiorno Alberto, un saluto a tutti gli amici appassionati di bollicine.
    Avrei una curiosità forse stupida sul P2 ma nessuno meglio di lei può chiarirla.
    Qual è la differenza ad esempio tra un Vintage 2002 che si lascia invecchiare in cantina e un P2 2002 che invece si fa invecchiare nella nostra cantina privata di casa?
    Non so se son riuscito a farmi capire ma vorrei sapere se la base dalla quale si parte tra Vintage e P2 della stessa annata è la stessa? Cosa poi comporta la differenza tra i due Champagne?
    Grazie come sempre e complimenti vivissimi Alberto.
    In attesa trepidante della guida 🙂

    1. Allora, deciso l’assemblaggio di un DP, ne vengono tirate X bottiglie chiuse con il tappo a corona e Y bottiglie (molte meno) con quello di sughero.
      In media dopo 7 anni, le bottiglie X vengono degorgiate e immesse sul mercato come Vintage, le Y non ancora. Restano in cantina sui lieviti per altri 7-9 anni, solo a quel punto vengono degorgiate (a mano), fatte riposare un altro anno circa e poi immesse sul mercato come P2.
      Voilà!
      Ovvio, che entrambe possono poi maturare ancora (stavolta post dégorgement) nella nostra cantina…

  6. Arrivata! Ottimo lavoro davvero. Solo 2 piccoli appunti:
    1. i caratteri sono davvero troppo piccoli, anche con gli occhiali…
    2. aggiungerei ancora qualche RM alla lista. Oggi il futuro è lì.
    Cordiali saluti

    1. Grazie.
      Venendo ai suoi appunti:
      1) lo temevamo. A monitor non sembrava, ma una volta stampata ce ne siamo resi conto. È colpa mia che scrivo troppo! Desidero dare a voi appassionati quante più informazioni possibili… E la scelta era aggiungere pagine (ma già siamo arrivati a 600…) o utilizzare quel carattere. Ne terremo conto per il futuro.
      2) Beh, rispetto alla scorsa edizione c’è stata un’importante crescita in tal senso… No?
      Saluti

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