Tutto il genio di Eric Taillet per il Meunier al top!

Eric Taillet

Da qualche anno stiamo assistendo a un tale ritorno al Meunier da poter quasi parlare di moda. Speriamo di non sfociare negli eccessi, ma sono abbastanza confidente in tal senso. Però, sembra quasi un secolo da quando Jérôme Prevost si è prepotentemente proposto alla ribalta mondiale presentando uno champagne fatto di solo Meunier. Uno champagne peraltro eccellente, che era tale ed è perfino migliorato, ma questo lo sapevamo, lo sappiamo. Per carità, gli champagne da Meunier in purezza si son sempre fatti, ma erano tutt’altro che noti a apprezzati. Prendiamo a esempio René Collard (il papà di Daniel e il nonno di Olivier): negli anni ‘30 ha iniziato a fare splendidi champagne con questa varietà che sono stati scoperti (e valorizzati) soltanto decenni più tardi. Anche la famiglia Taillet ha sempre vinificato il Meunier e lo ha fatto perché i négociant non volevano questa uva. Ma nel 1995, quando è entrato in campo Eric, le cose sono cambiate e quella che era una necessità è diventata un’opportunità. Ma andiamo con ordine.

Eric Taillet
Eric Taillet, personaggio di rara simpatia, vigneron di rara abilità, soprattutto eccezionale interprete del Meunier, che conosce come pochi.

A fine 2017, nel corso di una cena a Les Crayères a Reims, chiedo al sommelier Philippe Jamesse di farmi assaggiare un’etichetta di un piccolo produttore di valore che sia poco conosciuto e gli lascio la massima libertà di scelta. Mi propone uno champagne che lascia a bocca aperta me e il mio commensale. È un Meunier in purezza. Mi riprometto di approfondire, ma poi trascuro colpevolmente la cosa fino a quando, nel corso di un’altra cena champenoise (ma a La Briqueterie), sempre con il medesimo amico, mi tocca scegliere lo champagne. Scorro la carta dei vini e… eccolo, è lui, lo champagne proposto a suo tempo da Philippe che ci piacque tanto! Quale? Le Bois de Binson di Eric Taillet. Da quel momento, ogni volta che l’ho trovato in carta non me lo sono fatto mai scappare e, ovviamente, l’ho anche e fermamente voluto in guida, essendo nel frattempo andato a conoscere Eric Taillet nella sua Baslieux-sous-Châtillon. 

Mi perdonerete se in questa occasione non parlerò molto di questo produttore, tanto bravo quanto simpatico, rimandandovi invece a Grandi Champagne 2020-21, dove troverete recensito non solo il suddetto Bois de Binson, ma anche altri due champagne di punta di Eric Taillet. E il resto della gamma? In effetti, più che un dubbio vero e proprio, in me era sorta la curiosità di verificare la bontà anche dello champagne ‘entry-level’ di Eric Taillet e, per soddisfare questa curiosità, sono passato a salutare questo splendido produttore il 22 novembre scorso, a guida finalmente in stampa. Con l’occasione, ho chiesto a Eric proprio di assaggiare il suo Meunier di ingresso. A dirla tutta, lo champagne ‘più semplice’ di Eric sarebbe un assemblaggio (Egali’t), ma è lui stesso a confessare che lo produce quasi esclusivamente perché ha uno zoccolo duro della sua storica clientela belga che lo chiede; in realtà, il suo biglietto da visita è un altro Meunier in purezza che gli ho chiesto di provare. Si chiama Exclusiv’T e già il fatto che abbia la bottiglia ‘spéciale’ in luogo della classica champenoise dell’altro fa capire che si tratta di tutt’altra cosa, che siamo di fronte a un cambio di passo all’interno della gamma. Lo champagne, un blanc de Meunier come lo chiama Eric, è una selezione di uve di un po’ tutti i vigneti della famiglia Taillet, vinificate, come da tradizione di Eric, sia in cuve sia in barrique, senza malolattica. Ho assaggiato il base 2016, corroborato dal 30% di vini di una réserve perpétuelle al momento di sette vendemmie. Poi ‘solo’ (per scelta) un paio di anni sui lieviti, di cui 15 mesi sur lattes e il resto sur pointe, e dosaggio a 1 g/l. A proposito, come ricordato in controetichetta, la liqueur è fatta con gli stessi vini di quello che il Millésime 2004

Controetichetta champagne Eric Taillet Exclusiv’T
La controetichetta è quanto di meglio un appassionato potrebbe chiedere: un vero e proprio racconto del percorso del vino, fino alla liqueur impiegata!

Exclusiv’T

Bottiglia champagne Eric Taillet Exclusiv’T100% Meunier
Splendido naso, che denota ricchezza ed eleganza, oltre a tanta freschezza. Ha un gran frutto ma senza eccessi, ovvero protagonista ma non insistente, quindi fitto ma vivace. Soprattutto è attraente, è goloso senza essere dolce, ovvero tropicale nell’espressione, ed è vivo, vivace, netto, profondo e sottile. Man mano, si apre verso note terrose autunnali, ma senza perdere mai la freschezza, o meglio, l’energia. Bocca ricca ma sottile, succosa, tesa, asciutta, energica, croccante, con un bel finale asciutto di mineralità. È naturalmente fresca, ha ricchezza senza concentrazione, quindi finezza. Personalmente, trovo questo champagne intenso e leggero, equilibrato ma con personalità. Insomma, magnifico. Ed è un ‘base’…
Voto: 93/100

Questo è il biglietto da visita di Eric Taillet, il suo Meunier d’ingresso, figuratevi quindi gli altri! Ed è questa la vera faccia di questa varietà d’uva, non quella iperfruttata e, spesso, ossidativa che propongono altri produttori e certi sedicenti esperti fanno credere essere i veri marcatori dei Meunier d’autore. No, il Meunier è altro. Il Meunier è freschezza, è finezza, è territorialità, è vocazione gastronomica, come sottolinea lo stesso Eric, che è anche il fondatore del ‘Meunier Institut’. Un grande produttore, un produttore d’eccellenza se volete, che credo proprio vada ad aggiungersi a quella decina che è già stata capace di andare oltre la categoria dei vigneron per collocarsi, invece, in una dimensione assoluta. Bravo Eric!

PS: desidero fare un primo ringraziamento a quanti hanno già ricevuto la guida Grandi Champagne 2020-21 e mi hanno testimoniato il loro apprezzamento con complimenti che vanno dall’entusiasta al commovente. E siamo solo all’inizio…

Tappo champagne Eric Taillet Exclusiv’T

www.champagne-eric-taillet.fr

21 commenti su “Tutto il genio di Eric Taillet per il Meunier al top!”

  1. Buonasera Alberto ,
    leggendo “perle sullo champagne “ ho appreso che le cantine frigo non vanno bene per il lungo invecchiamento ma solo per il medio .
    Volevo chiederti per medio quanti anni intendi ? e per cantine naturali , ritieni tali anche quelle che vengono aiutate a mantenere la temperatura tramite appositi condizionatori ?
    Grazie per la risposta

    1. A mio avviso, una cantinetta di valore (quindi con controllo di umidità e temperatura, oltre a vetro schermato) può andare bene per qualche anno. Personalmente ho visto che fino a 5-6 anni non ci sono problemi, di più devo verificare a livello di esperienza personale.
      Ci può stare l’aiutino nella cantina naturale, certo, le cantine perfette non sono facili ad aversi… La mia, ad esempio, ha eccesso di umidità, quindi qualche volta devo accendere il deumidificatore…

    1. Sempre ottimo! Ed è sempre stato in guida. Anzi, sembra che l’ultima versione firmata da Delphine (in Grandi Champagne 2020-21) sia perfino meglio…

  2. Ciao Alberto, mi fa davvero piacere leggere di Taillet. Ricordo che al primo Mce era presente, peccato che poi non sia più tornato alle altre edizioni, speriamo nella prossima. Ottimo leggere il punteggione per il meunier “d’ingresso”, sarà uno dei miei prossimi acquisti assieme al bois de binson. A proposito di meunier, devo dire che al Mce sono rimasto davvero colpito dal parcellare l’orbane di Orban, dal mont martin di Maillart ed anche da Bourgeois Diaz, in quest’ultimo caso più dal 3c collection che dal solo meunier. Cosa puoi dirci di questi prodotti? Complimenti per la nuova guida che sto per acquistare.
    Marco

    1. Il Meunier di Maillart si è fatto più che valere in Grandi Champagne 2020-21, purtroppo, per un disguido, Francis Orban è mancato in questa edizione.
      Eric Taillet è un grande ed è vero, era al primo MCE!

  3. Buongiorno,
    Volevo sapere cosa ne pensava dello champagne José Ardinat brut Cart Or, da solo Meunier. L’ho bevuto qualche anno fa e ricordo che non mi era dispiaciuto.
    La ringrazio.

  4. Buon giorno a tutto lo staff
    Caro Alberto e cari collaboratori desideravo ringraziarvi per l’arrivo della guida che ho trovato ancora più bella ,interessante , ricca , dettagliata e godibile come un grande champagne che regala sempre semplicità nonostante la sua grande sontuosità e eleganza.
    Il vostro meraviglioso cammino sta regalando a tutti noi cultori , appassionati e addetti al settore delle vere e proprie ” Guide tesoro ” da custodire nel tempo.
    Pertanto come direbbe Madame LIlly Bollinger :
    Lo Champagne lo bevo quando sono contenta e quando sono triste. Talvolta lo bevo quando sono sola. Quando ho compagnia lo considero obbligatorio. Lo sorseggio quando non ho fame e lo bevo quando ne ho. Altrimenti non lo tocco, a meno che non abbia sete.
    Grazie che il vostro pellegrinare e che non sia mai domo !
    Wine Master Sommelier
    Massimo Benedetti

    1. Innanzitutto, grazie per i complimenti, che fanno sempre piacere! Anzi, ci fanno andare avanti…
      E, venendo allo specifico della nuova edizione della guida, ogni edizione cerchiamo di fare meglio. Non è facile, ma ci proviamo…
      Grazie ancora.
      Saluti

  5. Fuori tema, ma vediamo se può essermi d’aiuto:
    In un negozio, ho visto – astucciato – il VCP vintage 2002.
    Ora, le guide partono dall’annata 2004, anzi, ho scoperto solo ora che per due edizioni l’annata è sempre la medesima ed il punteggio, invero, non è da “MITI” come la 2008, ma “solo” 90/100…
    Per di più, in questo caso, ci sono parecchi anni di bottiglia…..anche se la 2002 è stata un grande millesimo.
    In definitiva, me ne consiglia l’acquisto, o mi consiglia meglio di attendere un’occasione migliore, seguendo il nuovo corso (già il 2008 è un gigante!!)
    P,S.) occorre dire che ottengo un forte sconto, altrimenti non l’avrei scomodata……
    Grazie e saluti

    1. Solitamente, VCP millesima tra volte per decade, quindi solo quelle che la maison sono grandissime annate. In quella decade fecero solo 2002, 2004 e 2008. Tutte e tre eccellenti, soprattutto dopo la maturazione e, tra l’altro, i Vintage di VCP invecchiano benissimo.
      Insomma… io la prenderei!

  6. Buongiorno Alberto, volevo farvi i complimenti per la guida perchè avete fatto davvero un ottimo lavoro!
    Ho già iniziato a sfogliarla e a leggerla con grande curiosità ed avidità…
    A proposito di Taillet, mi è parso che la sua etichetta di punta, il Décennie 2004 Extra Brut, non solo non sia stata recensita, ma neppure viene menzionata tra le etichette del produttore nella pagina iniziale. Mi sbaglio o si tratta di una svista? Io, comunque, dopo le ottime recensioni che ha pubblicato su Taillet, nel dubbio ho preso anche quella perchè sono curioso di confrontarmi con champagne di Pinot Meunier prodotti ai livelli di eccellenza.

    1. No, non è una svista. Lo stesso produttore mi ha detto che di fatto è uno champagne che non esiste più, per questo motivo non è né citato, né recensito.

  7. Buonasera Alberto,
    ho passato le feste tra ottime libagioni e piacevoli letture (i grandi champagne su tutte:davvero
    complimenti!!!)
    Leggendo di Eric Taillet mi hai fatto venire un folle desiderio di bere meunier 100%.
    e così da un mese ad oggi tutte le mie mangiate gourmet (ristoranti) sono state allietate
    da questa (sottovalutata da me stupidamente) bollicina.
    Per il mio gusto (e poca cultura enoica) ho messo in vetta La Closerie di J.Prevost seguito
    dal Bansionensi (non ho ancora trovato il Binson) e il Rive Gauche di Bereche.
    Tutti diversi (e x me,parecchio) tra loro ma assolutamente piacevoli,anzi credo
    possano dare dipendenza…..
    non mi ha invece entusiasmato Les Vignes de Vrigny di E-O (forse avevo troppe aspettative).
    qual’è il tuo parere? hai altro da consigliarmi?
    grazie in anticipo per la pazienza che hai per i “dilettanti” come me
    un caro saluto
    roberto tosca

    1. Il Meunier di Tarlant (la Vigne d’Or) va assolutamente privato, allora! Così come quello che sta per lanciare Olivier Collard (Collard-Picard) e quello fatto da suo padre Daniel (Collard-Chardelle) per l’importatore italiano. Sono tutti in guida.
      Per quanto riguarda Eric Taillet, provi anche il ‘base’ (Exlusivi’T), recensito su questo sito, che è un’altra bellissima sorpresa, mentre il Binson sta uscendo con il secondo tiraggio. Poche ore fa Eric mi ha dato una bottiglia: la assaggerò presto e ne darò conto qui sul sito…
      Infine, Egly-Ouriet. Ci può stare, se a tutti piacesse lo stesso champagne… Credo sia più Egly che Meunier e questo può spiazzare gli amanti della varietà, ma cosa ancora più importante, bisognerebbe vedere il dÉgorgement: i vini di Francis chiedono pazienza.
      Spero di aver risposto in maniera soddisfacente!

      1. già partiito alla ricerca delle sue indicazioni
        resto in trepida attesa dell’assaggio del Binson
        ringrazio per la sua squisita disponibilità.

  8. Buongiorno Alberto,
    seguendo i suoi suggerimenti ho acquistato alcune bottiglie dell'”Exclusiv’T”, peraltro con sboccature differenti.
    Dopo quanto tempo dalla sboccatura consiglia di aprire la prima bottiglia e che potenzialità di invecchiamento ha, a Suo avviso?
    Mi è parso di capire che i suoi punti di forza siano la freschezza e la bevibilità, quindi mi verrebbe da dedurre che non sia il caso di lasciarlo troppi anni in cantina, o sbaglio?

    1. Ultimamente mi si chiede spessissimo quando aprire questo o quello champagne… La risposta è molto difficile, perché a comandare è innanzitutto il gusto personale (c’è chi preferisce la freschezza, chi la maturità). Ciò premesso, nel caso dell’Exclusiv’T mi terrei sull’annetto dal dégorgement per privilegiare la sua vitalità. Esatto…

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