Il Grand Cru 2008 di Pommery chiude questo intenso 2019…

Champagne Pommery Grand Cru Millésime 2008

Personalmente, ho avuto un rapporto singolare con Pommery, fatto di alti bassi. Ma ora, dopo oltre due lustri di ‘frequentazioni’, penso di aver finalmente trovato la quadra. In estrema sintesi, mi sono reso conto che l’elegante leggerezza che caratterizza lo stile Pommery conquista il grande pubblico, ma sulle prime può lasciare spiazzati gli appassionati, che a un assaggio frettoloso potrebbero trovare eccessiva questa leggerezza. Invece, la leggerezza e la finezza sono proprio i cardini voluti a suo tempo da M.me Pommery e, giustamente, questi cardini sono tuttora l’obiettivo dello chef de cave Clément Pierlot, il decimo della storia della maison. Non solo, nel corso della sua storia Pommery ha vissuto diversi cambi di proprietà e l’ultimo, quello che nel 2002 l’ha portata sotto il controllo di Paul-François Vranken, è stata tutt’altro che una bieca operazione commerciale. Anzi, a M. Vranken la maison è stata offerta, non è stato lui a cercarla, e soltanto dopo una lunga riflessione questi ha deciso di prenderla, con l’obiettivo di rispettarne la tradizione, lo spirito, lo stile. Sono sempre più convinto che, per parlare con cognizione di causa di qualcosa, di vino come di altro, sia assolutamente necessario conoscere approfonditamente l’argomento e per conoscere in maniera approfondita servono tempo, impegno, dedizione. Anche a costo di cambiare idea con il tempo, ovvero con l’esperienza. Avendo poi il coraggio di ammetterlo e non fare finta di niente…

Clément Pierlot
Il decimo chef de cave della storia di Pommery, Clément Pierlot, che ha raccolto la non facile eredità di Thierry Gasco. Ma, personalmente, credo che ben presto sarà capace di far ricredere anche i più rigidi critici di Pommery, com’è stato il sottoscritto…

Naturalmente, (ri)troverete Pommery in Grandi Champagne 2020-21, con due rimpianti: la mancanza del Brut Royal e del Grand Cru Millésime. A proposito del primo, è uno champagne semplice solo in apparenza, in realtà un grande classico sia della Denominazione, sia della maison, fatto ovviamente per piacere a un pubblico il più ampio possibile. Tornerò con dovizia di particolari nel corso del 2020 su questo champagne, invece, a proposito del secondo… eccolo! Ma prima una considerazione. La summa dello stile Pommery è ovviamente la Cuvée Louise, uno champagne di eccezionali complessità ed eleganza che ha il solo ‘difetto’ di aver bisogno di tempo, di tantissimo tempo prima di riuscire a esprimere il suo valore. Direi che stappare oggi una Louise più giovane della 1996 è un peccato… Ma non è l’unico champagne di Pommery a chiedere pazienza a gran voce, no. Infatti, il classico millesimato, quindi il summenzionato Grand Cru Millésime, ha lo stesso ‘problema’ (o vantaggio? I grandi vini, bianchi e rossi, non hanno forse bisogno di tempo?). Ricordo la mia prima verticale di Louise con Thierry Gasco, preceduta dall’assaggio proprio del Grand Cru, che all’epoca era il millesimo 1999… beh, era veramente bisognoso di tempo, al che lo chef de cave tirò fuori un 1982: quello si che era espressivo! Per non dire eccezionale.

Insomma, è questo il classico millesimato di Pommery, frutto delle sole uve di 7 villaggi classificati 100% Grand Cru (da cui il nome), sempre gli stessi: Chouilly, Oger, Cramant e Avize per lo Chardonnay, Verzy, Verzenay e Sillery (quinti tutta Montagne del nord) per il Pinot Noir. Questo 2008 ha maturato 8 anni sui lieviti ed è stato poi dosato a 8 g/l rispetto ai 9 del millesimo precedente (2006). È forse l’etichetta meno nota della gamma della maison, ma cela in bottiglia un ottimo champagne con un notevole potenziale di invecchiamento. E se sommiamo a tutto questo anche l’annata…

Tappo degustazione Pommery Grand Cru Millésime 2008

Grand Cru Millésime 2008

Bottiglia Pommery Grand Cru Millésime 200850% Pinot Noir, 50% Chardonnay
Hanno una caratteristica i classici millesimati Pommery, oltre il rispetto dello stile, beninteso: mettono l’annata in secondo piano. La rispettano, per carità, ma la subordinano al suddetto stile. Così, questo champagne non è immediatamente 2008, ma è prima di tutto fresco ed elegante, intensamente minerale, fitto, con una certa concretezza, quasi una burrosità che, complice anche la vena agrumata, farebbe pensare a una prevalenza di Chardonnay. Ma è pure un naso ‘abilissimo’ nel coniugare finezza e struttura, con il frutto del Pinot Noir che man mano si fa avanti e un’ombra, giusto un’ombra di maturità, oltre al tipico (per Pommery) spunto fumé. Una bollicina fitta ma molto sottile apre le danze dell’assaggio, fresco e levigato, insospettabilmente solido, concreto, ma ben disteso, talmente minerale da richiamare nettamente la craie, per poi riproporre gli agrumi e farsi sempre più sapido, con proprio la sapidità a permeare il finale su una non trascurabile persistenza. È più Pommery che 2008, ma ha struttura e finezza, per questo rifugge l’immediatezza per conquistare sorso dopo sorso.
Voto: 92/100

Visto il prezzo molto competitivo, consiglio almeno due bottiglie. In questo modo, ci si può togliere la curiosità e provare subito la prima, consegnando però la seconda alla propria cantina. Allora, tra qualche anno, ci sarà da divertirsi…

Si chiude così questo 2019, un anno per il sottoscritto molto impegnativo, ma anche foriero di grandi soddisfazioni. È stato l’anno della guida Grandi Champagne 2020-21, è stato l’anno di un numero record di viaggi in Champagne, è stato l’anno che ha visto questo sito cristallizzare il proprio successo. Tutto ciò ha mitigato la fatica e mi ha reso veramente felice, anche perché i commenti che sto ricevendo, qui sul sito e tramite i social, sono veramente positivi. Ora il problema sarà cosa fare in futuro… Già, la guida è cresciuta costantemente edizione dopo edizione, arrivando alle 600 pagine dell’attuale, pertanto un ulteriore crescita significherebbe dar vita a un vero tomo! Vedremo il da farsi, nel frattempo non ho neanche il tempo di godermi questi primi successi dell’edizione appena uscita perché, subito dopo le feste, ci sarà da rimettere mano al libro, al mio primo libro, sollecitatomi perfino da Maurizio Zanella e Armando Castagno… In buona parte è scritto, ma devo rivederlo e, soprattutto, approfondire alcuni aspetti: alla luce dei prestigiosi incitamenti, non posso certo deludere. Appuntamento, dunque, a novembre 2020 con ‘La Mia Champagne’, anche se nel frattempo non mancherò di raccontare tanti splendidi assaggi qui su LeMieBollicine.

Non mi resta che ringraziare tutti quanti mi seguono sul sito, attraverso la guida e nelle serate (a proposito, riprenderanno presto, già dal 15 gennaio con AIS Milano), perché senza di voi non potrei essere qui. E questo lo tengo bene a mente ogni giorno, così come che ho ancora molto da imparare: il sentirsi ‘esperti imparati’ lo lascio a certi cialtroni che con abili bluff riescono ancora a far credere chissà cosa. Vabbè, passiamo oltre:

auguri di Buon Anno a tutti voi!

Alberto Lupetti

Gli champagne Pommery sono distribuiti in esclusiva da:
Vranken-Pommery Italia – Tel. 02/878806 – www.vrankenpommery.it

8 commenti su “Il Grand Cru 2008 di Pommery chiude questo intenso 2019…”

  1. Buongiorno, anni fa bevuto – non conoscevo questa etichetta – il 2006, risultato….. grande delusione!
    Da lei poi in gran parte condivisa.
    Ora leggo che va atteso. certamente era appena uscito e nella cronistoria lei parla giustamente appunto di una espressività latente dei dégorgement recenti.
    Ciò posto, osservo che si tratta pur sempre di 7 G.C.!! (e non è un dato a favore di Pommery).
    Nel caso in esame. per meritare 92/100 credo che comunque la 2008 ci abbia almeno un pò messo del suo.
    Sono tentato. anche perchè il prezzo è ultracompetitivo.
    grazie

    1. I millesimi sono giustamente figli della loro annata, quindi con i 2006 ci sono i problemi del caso, con i 2008 i vantaggi del caso.
      Sempre tenendo presente che, per esperienza, è uno champagne da lungo invecchiamento (da loro ho assaggiato il 2002 in magnum ed era ancora molto, ma molto indietro!) e lo è nel rispetto dello stile Pommery.
      Comunque, tornando al 2008 nello specifico, nel corso di una Masterclass tenuta a Ein Prosit è piaciuto molto.
      Insomma, lo provi e… mi faccia sapere!

  2. Buonasera Alberto, approfitto per porre un paio di domande riguardo questa etichetta e non solo, mi è stata regalata una magnum del suddetto champagne annata 2002 che come leggo dal suo precedente commento pare sia ancora molto giovane, consiglierebbe di aspettare ancora o potrebbe essere comunque abbastanza godibile? avrei in programma di aprirla da qui a qualche mese, in occasione di una serata a tema champagne vintage 2002/2008;
    per quanto riguarda la 08 invece avrei due candidati (sempre magnum) tra i quali scegliere per “fare compagnia” al Grand cru millesimè di Pommery: Perrier Jouet belle epoque e Veuve Clicquot vintage, sono conscio del fatto che entrambi necessiterebbero più tempo per potersi esprimere al meglio, ma dovendo scegliere quale consiglierebbe di stappare?

    1. Buonasera,
      il Grand Cru 2002 in magnum l’ho assaggiato con lo chef de cave a giugno e l’ho trovato ancora molto indietro. Fossi in lei, aspetterei, anche se so che non è sempre facile farlo. Se ce la fa, son sicuro che un giorno mi ringrazierà…
      Cosa aprire tra Belle Epoque 2008 e Vintage 2008 di VCP? Quest’ultimo, già in uno stato di grazia, mentre la BE la vedo da invecchiamento. Anzi, per esperienza, le BE hanno bisogno di anni…

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