Anteprima Billecart-Salmon: ecco il Clos 2003!

Recensione Billecart Salmon Le Clos Saint-Hilaire 2003

Voglio innanzitutto ringraziare Mathieu Roland-Billecart, da gennaio 2019 PDG di Billecart-Salmon, per avermi dedicato buona parte del pomeriggio di giovedì 6 febbraio a parlare non solo della maison di famiglia, ma di champagne e della Champagne in genere. Con passione, competenza, autorevolezza, approfondimenti, dettagli molto interessanti. Ero passato per presentargli la guida Grandi Champagne 2020-21, molto rapidamente, invece ha lasciato la sua scrivania (con vista sullo splendido giardino della maison) per accompagnarmi in sala di degustazione a parlare, mentre l’ottimo chef de cave Florent Nys terminava la formazione di due ambasciatrici BS per il mercato americano. Ed è stato Mathieu a darmi il via alla pubblicazione di Le Clos Saint-Hilaire 2003, che avevo assaggiato quasi tre mesi prima ma non potevo parlarne. Ora, invece, questo champagne arriverà sul mercato nel giro di un mesetto o giù di lì, quindi… via il velo!

Mathideu Roland-Billecart
Mathieu Roland-Billecart, settima generazione della famiglia e da gennaio 2019 al vertice di Billecart-Salmon. Eccolo, giustamente soddisfatto, con la versione Limited Edition della guida Grandi Champagne 2020-21!

Facciamo un salto indietro a inizio settembre, quando Florent Nys ci faceva assaggiare in anteprima (con me c’erano Vania Valentini e Thomas Rossi) per la guida la Cuvée Louis 2007. Con l’occasione, abbiamo ovviamente parlato della gamma Billecart-Salmon presente in guida e, quando arriviamo a parlare del mitico Le Clos Saint-Hilaire (in guida c’è il 2002), lo chef de cave rivela che già nel 2020 uscirà il successivo, il 2003. A parte la sorpresa di un’annata simile per lo champagne più prezioso della maison di Mareuil, chiedo subito a Florent come mai abbiano voluto il 2002 in guida e se sia possibile un cambio ‘last minute’ con il 2003, visto che la guida è targata 2020-21. Florent me lo esclude per due motivi: primo, visto l’importanza de Le Clos Saint-Hilaire 2002, in Billecart lo vorrebbero in guida; in seconda battuta, in maison non hanno ancora deciso quando uscirà il 2003. “Magari lo assaggiamo la prossima volta”, mi dice. E Florent mantiene la promessa, perché quando ripasso alla Cuverie BS il 20 novembre 2019 me lo fa finalmente degustare questo incredibile Le Clos Saint-Hilaire 2003, seppure con la promessa di non scriverne.

A dispetto della fama, il Clos Saint-Hilaire nasce soltanto nel 1964 per volontà di Jean Roland-Billecart, che intuisce le potenzialità di un suolo estremamente particolare e vi pianta il solo Pinot Noir. I dettagli di questo vigneto li troverete nel mio prossimo libro La Mia Champagne, nel frattempo posso dire che fino alla vendemmia 1994 le uve erano utilizzate esclusivamente per fare il vino rosso per i rosé, ma con la raccolta successiva (l’eccezionale 1995) ecco l’intuizione di vinificare in bianco il Pinot Noir del Clos, farlo in barrique senza collaggio né filtrazione, e poi imbottigliarlo in solitaria. Il Clos Saint-Hilaire è oggi il gioiellino di casa, è coltivato esclusivamente con il cavallo e nelle annate ritenute idonee dà vita al vino omonimo. Sorprende, dunque, che lo champagne sia stato prodotto in occasione della vendemmia 2003, tra le più particolari della Champagne per via della terribile gelata primaverile e, successivamente, della intensa calura estiva. La 2003 in Champagne è stata interpretata da pochi e chi lo ha fatto vi ha visto una sfida. Una sfida che, spesso, inizialmente non è stata capita da molti (ricordate le feroci critiche al Dom Pérignon 2003? Invece oggi in tanti dovranno scusarsi con Richard Geoffroy), ma che si sta rivelando sempre più sorprende (se vi capita, assaggiate la Cuvée des Caudalies 2003 di De Sousa…), come dimostra una volta per tutte questo Le Clos Saint-Hilaire 2003, se non erro l’ultimo 2003 ad arrivare sul mercato.

Le Clos Saint-Hilaire 2003 in degustazione
La bottiglia (quindi ne sono rimaste 999…) di Le Clos Saint-Hilaire 2003 assaggiata in anteprima (e in segreto) a novembre 2019: ora posso finalmente rivelarla!

In occasione di questa degustazione, però, chiesi un po’ confuso e sorpreso a Floerent Nys: “ma come, non lo avevate ‘remis en cercle’ per la Cuvée 200 Ans?”. “ – mi risponde lo chef de caveè vero, ma non tutte le bottiglie. Alla fine, ne abbiamo tenute 1.000 perché il vino ha sorpreso anche noi! Ed ecco, dunque, Le Clos Saint-Hilaire 2003 dopo il monumentale 2002”. Per darvi un’idea, nel 2003 in Billecart vendemmiarono soltanto 4.300 Kg di uve all’interno del clos, pertanto la produzione si attestò poco sopra le 2.700 bottiglie, di cui, appunto, oltre la metà ‘remis en cercle’ per lo champagne Billecart-Salmon del bicentenario. E apro, se me lo permettete, una nuova parentesi proprio a proposito del ‘remis en cercle’: sappiate che in Billecart vinificano (e tirano) quasi sempre le ‘top cuvée’ millesimate, ma poi capita, peraltro non così raramente, che, qualora la commissione di assaggio (la famiglia, più Florent Nys, Deins Blee e l’ex chef de cave François Domi) non sia convinta della bontà, anzi dell’eccellenza di uno champagne, di stappare tutte le bottiglie e versarle nei vins de réserve! Quanti altri hanno il coraggio, la forza di fare una cosa del genere?

A ogni modo, le 1.000 bottiglie di Le Clos Saint-Hilaire 2003 destinate al mercato hanno maturato la bellezza di 15 anni sui lieviti, essendo state degorgiate a luglio del 2019, e sono state poi dosate a 3,5 g/l.

Denis Blee
Denis Blee, responsabile dei rapporti con i conferitori e del vigneti di proprietà, all’interno del Clos, mentre me esalta le caratteristiche e ne evidenzia la lavorazione con il cavallo.

Le Clos Saint-Hilaire 2003

Bottiglia di Billecart Salmon Le Clos Saint-Hilaire 2003100% Pinot Noir
Accidenti, sono veramente stupito, perché questo 2003 ha un approccio olfattivo decisamente meno denso e concentrato del 2002! Il naso, infatti, lo definirei proprio brillante, nient’affatto solare, con il frutto che inizialmente ricorda il fico fresco, poi si fa via via esotico, arricchendosi di spezie dolci, dei petali di rosa, della mollica del panettone – che rimane sempre delicata, mai troppo dolce – infine la frutta secca. È un naso compatto ma vivace, di incredibile freschezza. Bocca prima di tutto minerale, letteralmente pervasa dalla craie, con il frutto che si è fatto definitivamente tropicale. Nel complesso, la gustativa è fresca ed elegante, mai diluita come molti altri 2003. Definirei questo champagne delicato ma ricco e persistente. Meglio, è un inno alla craie ed è questo aspetto a staccarlo nettamente dagli altri 2003, tanto che si propone più profondo che persistente, quando di solito con i 2003 è esattamente il contrario. In conclusione, è intenso non denso. Stupefacente.
Voto: 97/100

Mi aspetto la domanda, quindi la anticipo: “ma come, il Clos 2003 è più buono del 2002?”. Ebbene sì! Forse alla lunga il 2002 rivelerà un valore superiore, ma, allo stato, attuale, il 2003 ha una snellezza, una vivacità che mancano al più concentrato 2002. Una vera sorpresa, insomma, e se mi chiedete se possa essere il miglior champagne targato 2003, vi rispondo che sicuramente è da podio, con giuste ambizioni al gradino più alto del podio…

Gli champagne Billecart-Salmon sono distribuiti in esclusiva da:
Velier – Tel. 010/3108611 – www.velier.it

1 commento su “Anteprima Billecart-Salmon: ecco il Clos 2003!”

  1. Vero. Sui 2003 si è sparato a zero (a volte anche gisutamente) ma poi il tempo ha reso ragione. Ho in mente un fantastico millesimato 2003 di Egly-Ouriet da poco stappato: un girdino incantato di fiori e poi di spezie. ancora freschissimo…

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