Krug Grande Cuvée 168ème, ancora tu…

Krug Grande Cuvée 168ème 

Già, ancora questo champagne, ma a ragione. Il suo lancio, infatti, ha fatto molto rumore e, personalmente, sono rimasto esterrefatto dall’immediata e travolgente bontà di questa Grande Cuvée 168ème Édition. Uno champagne entusiasmante nella sua piacevolezza, uno champagne emblematico nel suo essere assolutamente Krug. Senza se e senza ma.

Quando leggerete questo articolo sarò (finalmente…) in volo per la Francia, una intera settimana da passare in Champagne per gli ultimi approfondimenti del libro La Mia Champagne. A parte questo, però, martedì pomeriggio farò una chiacchierata con Olivier Krug su Zoom riservata ai clienti di ‘Top Champagne’ che hanno acquistato proprio la Grande Cuvée 168ème Édition, un vero e proprio viaggio all’interno di questo nuovo Krug e al savoir faire della maison di Rue Coquebert. Purtroppo, le stringenti regole a livello Gruppo LVMH per il Covid-19 mi impediranno di essere fisicamente al fianco di Olivier, ma la chiacchierata sarà ancora più simpatica in quanto sarò lì a Reims a non più di 600 metri in linea d’aria…

Olivier Krug
Olivier Krug, sesta generazione della mitica famiglia che ha iniziato con Joseph nel 1843, e Margareth Henriquez, presidente della maison da gennaio 2009: i due sono riusciti nell’impresa di portare Krug in un’ulteriore dimensione, ancora più mitica, se si può dire così…

Ma dicevo della Grande Cuvée 168èmeQualche settimana fa ho avuto il piacere di passare un’oretta ‘videochiacchierando’ con Margareth Henriquez, la carismatica presidente di Krug, e alla fine, dopo aver cercato di sviscerare tutti i problemi connessi a questa epidemia, siano finiti a parlare della Grande Cuvée 168ème, naturalmente. Io le ho detto di essere rimasto molto impressionato dal livello di questo champagne e le ho fatto i complimenti per le scelte da lei fatte a proposito della Grande Cuvée (almeno 6 anni sui lieviti, almeno un anno post dégorgement, ecc), al che ‘Maggie’ mi sorprende affermando non solo di essere assolutamente d’accordo con le mie sensazioni a proposito della Grande Cuvée 168ème, ma che, a suo avviso, è la migliore Grande Cuvée mai fatta finora! Non solo. La 168ème Édition sarebbe… anzi è la prima a sintetizzare il lungo lavoro di ‘messa a punto’, di evoluzione imperniato in maniera particolare sullo studio dei suoli di ogni singola parcella (tanto di proprietà quanto dei conferitori) e sui vins de réserve, sui quali la maison ha investito tantissimo sia fisicamente (lo stock è sensibilmente aumentato sotto la direzione di ‘Maggie’), sia virtualmente, ovvero avendo sviluppato un database di note di degustazione impressionante. Tutto questo, sommato all’oramai innegabile valore dell’annata 2012, ci ha consegnato una sorta di pietra miliare nella storia della Grande Cuvée, lo champagne-simbolo di Krug in quanto erede non solo dell’idea di Joseph, ma anche riuscita evoluzione firmata prima Paul I (da Cuvée N°1 a Private Cuvée) e successivamente Henri (da Private Cuvée a Grande Cuvée).

Assemblaggi in Krug
Krug è da sempre ‘il tempio dell’assemblaggio’ e la 168ème Édition esalta addirittura questa tradizione che si perpetua con ineguagliabile sofisticazione da quasi due secoli.

Anche Vania Valentini ha avuto modo di confrontarsi con la Grande Cuvée 168ème Édition, anzi ha avuto la possibilità di farlo diverse volte, così, dopo esserci scambiati telefonicamente le impressioni, le ho chiesto di scrivermi non solo la sua scheda di degustazione, ma anche raccontare le sue impressioni. Eccole…

Le mie prime impressioni riguardo la Grande Cuvée 168ème? Beh, mi ero talmente incuriosita che, ormai, era diventato un pensiero fisso quello di avere questa bottiglia e assaggiarla. Era diversi anni che non sentivo pareri così concordanti ed entusiastici in occasione dell’uscita di una nuova edizione di questo champagne, tuttavia, a sorprendermi, erano i famosi ‘krugisti’, coloro che bevono e conoscono Krug da sempre e il cui giudizio è il più temibile. Dopo qualche anno di perplessità, stavolta erano tutti d’accordo: una Grande Cuvée impressionante per calibro d’evoluzione, un’edizione di questo leggendario champagne in grado di riposizionarlo sul podio dei migliori Krug di sempre.

Pertanto, non possiamo che essere felici di come la maison sia stata capace di tornare ai suoi storici albori, cosa di cui ero rimasta piacevolmente impressionata già l’anno scorso all’uscita della 167ème, quando sentii immediatamente un’espressione maggiore rispetto alle edizioni precedenti. Erano, infatti, tornate quella profondità e intensità rassicuranti: “eccolo qua, Krug!” pensai. Tuttavia, con la 168ème davvero si rimane sbalorditi: è un Krug rassicurante per margini di maturazione, ciò nonostante già immenso, prossimo all’apice assoluto, dalla personalità regale, maestosa, unica. Ciò che accade all’interno di queste bottiglie, in questi anni, è senza ombra di dubbio qualcosa d’indefinibile e meraviglioso. Proverò a raccontarvelo qui di seguito, con la mia scheda di degustazione.

Grande Cuvée 168ème

Grande Cuvée 168ème 

52% Pinot Noir, 35% Chardonnay, 13% Meunier
iD 219012 – Naso ampio, espressivo e denso, che lascia immediatamente spazio a sontuose note tostate e lievemente affumicate, aromi di moka, agrumi nobili, biscotto, note di grafite, tabacco, insieme a sensazioni più fresche, floreali e marine, iodate. Ti tiene incollato al calice per intensità e penetrazione, è un olfatto già in piena espressività al quale non manca assolutamente nulla. Il sorso ne è il naturale proseguimento: è denso e avvolgente, infiltrante, solido, dal sensazionale equilibrio sapido e saporito di agrume, ma anche freschissimo, di grande verticalità, con un’acidità che taglia al centro e si amplia in progressione allungandosi, flessuosa e perentoria, fino al finale, dove sfuma su avvincenti sensazioni di mare e roccia. Notevole. Quasi irresistibile. Quasi perfetto.
Voto: 99/100

Gli champagne Krug sono distribuiti in esclusiva da:
Moet-Hennessy Italia – tel. 02/671411 – www.moethennessy.it

3 commenti su “Krug Grande Cuvée 168ème, ancora tu…”

  1. Condivido a pieno con voi, degustato qualche giorno fa, stupefacente, suberbo sin da ora, non oso immaginare come sarà tra qualche anno. La sua complessità mi ha spiazzato sull’abbinamento con il cibo (probabilmente ho utilizzato un tartufo estivo troppo fresco). Chapeau

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