L’asso nella manica di Billecart è lo Chardonnay

Billecart-Salmon Blanc de Blancs

Grande novità!

Ha debuttato ieri il ‘Club LeMieBollicine’ una nuova  piattaforma, legata al sito, con accesso ad abbonamento annuale nella quale troverete tutte e cinque le edizioni della guida Grandi Champagne consultabili da remoto (con ottimizzazione sia desktop, che dispositivi mobili). La grafica innovativa e il potente motore di ricerca permettono una consultazione rapida ed efficiente, ma non mancano dei plus come lo sviluppo della propria cantina e la possibilità di inserire le proprie note di degustazione. Per i primi quattro giorni, l’offerta di lancio è stata riservata a chi ci ha dato fiducia acquistando ‘en premieur’ la Limited Edition (a proposito, avete ricevuto una mail dedicata), a seguire, sarà lanciata un’offerta a tempo limitato per tutti gli appassionati che seguono il sito. Ancora un po’ di pazienza…
Ed ora Billecart-Salmon!

Ho un legame particolare con Billecart-Salmon. Prima di tutto per il fatto che ho mosso i primi passi nel mondo dello champagne proprio con le cuvée della maison di Mareuil, come racconterò nel libro La Mia Champagne. In secondo luogo, perché conosco Antoine Roland Billecart, sesta generazione della famiglia, da oltre quindici anni e, sebbene non ci vediamo così spesso come vorremmo, ogni volta è un piacere. Ma non basta. Incontratolo inizialmente quando era il braccio destro di François Domi, oggi lo chef de cave Florent Nys è un vero amico, di quelli che vanno oltre il rapporto lavorativo, mentre con l’attuale PDG della maison, Mathieu Roland Billecart, settima generazione della famiglia, è nato da subito un rapporto di reciproca stima. Però, più d’ogni altra cosa, trovo che ora gli champagne Billecart-Salmon siano più buoni che mai e stiano ancora progredendo sul fronte qualitativo. Per carità, alcuni di questi hanno avuto dei momenti di incertezza, soprattutto quando la maison si stava organizzando su una maggiore produzione, ma questa fase è stata brillantemente superata. Così, archiviati anche i festeggiamenti per i 200 anni di vita, Billecart-Salmon si appresta a tagliare nuovi traguardi più in forma che mai. Ritengo che nel prossimo decennio sarà uno dei nomi in assoluto più interessanti del panorama champenoise, per il nuovo staff che vede i giovani integrare le figure di esperienza, per l’impulso ai vini che darà anche la nuova cantina dedicata alle botti, per le grandi annate che devono ancora essere presentate (da Billecart le top cuvée escono dopo una quindicina d’anni e i sans année passeranno man mano a 4 anni minimo sui lieviti, uno sforzo non indifferente che in pochi possono permettersi) e, ultimo ma non ultimo, per i nuovi champagne che arriveranno, gli inediti voglio dire.

Tre generazioni di Billecart-Salmon
Tre generazioni di Billecart, tuttora coinvolte nella gestione della maison: da sinistra, Antoine, Jean, François e Mathieu, da gennaio 2019 PDG della maison.

Tra l’altro, Billecart sorprende per l’ampiezza della gamma, che conta la bellezza di 11 champagne, dall’inossidabile Brut Réserve (che migliorerà ulteriormente con le prossime uscite, credetemi!) al mitico Clos Saint-Hilaire, capace secondo chi scrive di guadagnare in solitario il gradino più alto del podio degli champagne targati 2003. In questa gamma, è opinione comune che il Brut Rosé rappresenti una pietra miliare, ma io voglio fare la voce fuori dal coro ed eleggere a questo ruolo il Blanc de Blancs, che ha da poco guadagnato la medesima ‘bouteille fondation’ riservata al vino più rappresentativo. Questa fu scoperta per caso negli anni ‘50 da Jean Roland-Billecart (la quinta generazione) in un museo di Epernay e adottata per la prima volta con l’allora debuttante Cuvée Nicolas-François 1959, la prima della serie, lanciata nel 1964. Ma dicevo del Blanc de Blancs, sottotitolo Grand Cru, nato nel 1998 a seguito dell’esperienza fatta negli anni con l’eccellente Blanc de Blancs Millésime (ora Cuvée Louis). Ecco, la maison, storicamente legata al Pinot Noir, ha iniziato a cimentarsi con lo Chardonnay in purezza nel 1979 e devo dire che da allora è il settore dove si è mossa meglio, non sbagliando un colpo. Prima con il millesimato e successivamente anche con il sans année, che da un lato ha una longevità stupefacente (provatelo dopo qualche anno della vostra cantina…), dall’altro sta vivendo un’opera di cesellatura che lo sta portando su livelli da primo della classe.

Cave sotterranee di Billecart
Le ‘cave’ sotterranee di Billecart, che collegano la maison alle cantine di produzione, sono tra le più affascinanti in quanto emanano il più puro spirito champenois. Qui vi risposano le bottiglie tra i quattro e i quindici anni per quanto riguarda la produzione corrente.

Per il Blanc de Blancs non esiste una ‘formula’ d’assemblaggio, salvo la selezione delle uve sempre in quattro villaggi classificati al 100%, le cui combinazioni variano però di anno in anno al fine di rispettare l’annata base nell’espressione dello stile Billecart. Uve di proprietà affiancate a quelle dei conferitori, con i quali la maison, o meglio, François e suo fratello Antoine hanno costruito nel tempo un rapporto oserei dire unico. Hanno fatto in modo che i vigneron volessero lavorare con loro e non certo per una questione di prezzi (c’è sicuramente chi può pagare di più), ma avendoli coinvolti nei risultati che poteva raggiungere Billecart con i suoi champagne. Per i vigneron è diventato dunque un privilegio conferire le uve a Billecart e per questo hanno accettato di condurre le loro vigne come richiesto dalla maison di Mareuil attraverso la supervisione appassionata di Denis Blee.

Degustazione Billecart-Salmon
Un momento della degustazione con lo chef de cave Florent Nys. Abbiamo assaggiato tutti gli assemblaggi frutto della vendemmia 2019 giusto prima del tiraggio e diversi champagne, tra cui questo Blanc de Blancs.

Dopo aver amato in Grandi Champagne 2020-21 il Blanc de Blancs base vendemmia 2013, il primo ad aver adottato la ‘bouteille fondation’ dopo anni di classica ‘champenoise’, è la volta del successivo tiraggio, assaggiato in anteprima nel corso della mia visita del 17 giugno scorso, nel corso della quale Florent Nys mi ha fatto assaggiare dei vini dei quali non posso ancora parlare e tutti gli assemblaggi definitivi frutto della vendemmia 2019. Beh, a tal proposito, posso dire che, quando sarà, questi champagne saranno straordinari. Ma c’è tempo, tra i 4 e i 15 anni di pazienza, nel frattempo ‘consoliamoci’ con il Blanc de Blancs, che lo chef de cave mi ha fatto assaggiare subito dopo gli assemblaggi. È frutto in buona parte della vendemmia 2014 con una ripartizione dei 4 Grand Cru che vede il 30% di Avize, il 20% di Cramant, il 20% di Le-Mesnil e il 30% di Chouilly, che in questo assemblaggio ha rappresentato il vero ‘plus’ secondo Florent Nys. I vins de réserve stavolta quotano soltanto il 20% e sono di una sola annata, la precedente (2013). Come da tradizione della maison, poi, fermentazione a bassa temperatura sia in acciaio sia in legno, malolattica parziale, ben quattro anni e mezzo sui lieviti (dégorgement dicembre 2019) e dosaggio risalito a 7,5 g/l.

Blanc de Blancs

Bottiglia Billecart-Salmon Blanc de Blancs100% Chardonnay
Conquista subito questo champagne, per il suo saper rappresentare alla perfezione tanto l’ideale di Chardonnay della Côte des Blancs, quanto lo stile Billecart, fatto di elegante ricchezza. Quest’ultima sensazione è evidentissima già al primo naso, sottile ma profondo, con grassezze di nocciola, una vena agrumata sempre delicata, spunti “grillé”, un’affascinante nota di polvere da sparo. E l’attesa rende sempre più evidente, fino a farla diventare protagonista, la mineralità, qui con un carattere decisamente calcareo. La bocca è cremosa, rotonda, con una sensazione di ricchezza di materia ben compensata da una bella freschezza. Lo champagne si propone meno minerale e teso del precedente, ma più setoso e va a chiudere delicatamente sapido. Lo definirei ‘divertente’, perché gioca a rimpiattino tra l’essere morbido ma energico, animato da una freschezza che sembra leggera, ma in realtà ti permea la bocca e te la lascia addirittura rinfrescata. Una piacevole conferma, anche sul fronte della bevibilità a dir poco travolgente.
Voto: 92/100

Un paragone con il precedente è impossibile non farlo. Allora vi dico che il 2013 era giustamente diverso, ma questo 2014 si pone allo stesso livello. Il precedente era più teso e credo possa invecchiare molto più a lungo, questo base 2014 è vino di piacere da bere ora, pronto, tutto da godere anche senza attendere. Certo, i soliti 2-3 anni di cantina non potranno che migliorarlo ulteriormente, ma anche al debutto questo nuovo assemblaggio sa dimostrare perché il sottoscritto lo ritenga un benchmark tanto della categoria, quanto della gamma Collection di Billecart. Santé!

Tappo Billecart-Salmon Blanc de Blancs
Billecart è passata da qualche anno ai tappi ‘tecnici’, ma solo per i non millesimati.

Gli champagne Billecart-Salmon sono distribuiti in esclusiva da:
Velier – Tel. 010/3108611 – www.velier.it

6 commenti su “L’asso nella manica di Billecart è lo Chardonnay”

  1. Grazie Alberto per questa bella iniziativa del Club…. !! Attendo ansiosamente
    P.S. Attendo altrettamto ansiosamente anche il libro…..

  2. Ottima iniziativa quella del Club attendo la promozione per i fruitori del sito!
    Per quanto riguarda Billecart-Salmon, premetto che ho solo assaggiato gli “entry-level” di questa cantina, ma non sono mai entrati nella lista dei champagne che mi piacciono.
    Proverò nuovamente con questo Blanc de Blancs.

    1. È recensito in anteprima in Grandi Champagne 2020-21, che da venerdì sarà anche online con un pacchetto ad abbonamento molto interessante…

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