Una verticale incredibile (e inusuale) all’insegna di Krug

Tappo bottiglia champagne Krug

Sabato 24 ottobre ho avuto il piacere e l’onore di guidare un’incredibile degustazione Krug presso l’Enoteca Belsito a Roma. Una degustazione fermamente voluta dalla titolare, Stella, che mi ha coinvolto nella conduzione, in modo che potessi accompagnare gli splendidi champagne con la mia esperienza di oltre tre lustri con la maison di Reims. È stata una bellissima serata, per la quale faccio i complimenti a Stella, ciò nonostante sono rimasto a dir poco stupito dal racconto dettagliato fatto pochi giorni dopo sui social da uno dei partecipanti, Arturo, un affezionato dell’enoteca, più di tutto un appassionato a dir poco incredibile. Quando ho letto quel resoconto, ho chiesto a Arturo se avesse avuto piacere a vederlo pubblicato sul mio sito, al fine di condividere l’esperienza con tutti i lettori di LeMieBollicine… Bene, eccolo.

Alberto Lupetti

È iniziato tutto quasi sei mesi fa. Appena finito il lockdown, avevo ripreso con un certo sollievo i miei passaggi settimanali da Stella Pileggi nella sua Enoteca Belsito a Roma, nel quartiere Balduina. L’enoteca di Stella è oramai divenuta un ritrovo abituale per me e per i miei amici più cari: un piccolo e riservato salotto per gli amanti del buon bere, dove aprire una bottiglia a propria scelta e condividerne alcuni calici con i presenti. Una consuetudine semplice per scambiarsi pareri e opinioni in piena libertà, con qualche risata, fuori da ogni schema scolastico e didattico. 

Bottiglia Krug al completo
L’eccezionale degustazione Krug è pronta: due Vintage e ben nove Grande Cuvée!

In questo contesto, ritrovandoci con Stella i primi giorni di maggio, avevamo lanciato l’idea di organizzare una verticale di champagne e – perché no? – di Krug. Idea un po’ pazza per un’enoteca che allora già contava più di 150 etichette di champagne e che oggi arriva quasi a 200. 

L’infaticabile Pileggi (da oggi denominata il drago di Komodo) si è messa subito all’opera, procurando ad agosto una rara cassetta di Krug, una mini-verticale di Grande Cuvée con 6 edizioni differenti e consecutive (dalla 162ème alla 167ème Édition). Arrivati a giugno, Stella mi mette a parte dell’idea di coinvolgere Alberto Lupetti, uno dei maggiori e riconosciuti esperti di champagne, autorevole scrittore della più importante guida nazionale ai migliori champagne (Grandi Champagne). Molti fra noi appassionati hanno avuto modo di assistere alle sue Masterclass e di leggere i suoi articoli: essere introdotti in una Masterclass di Krug da Alberto rendeva l’evento, già eccezionale di suo, ancor più interessante e ricercato. Definire la data dell’evento è stato possibile solo questo mese, data l’incertezza sulle prescrizioni del Governo (sulle quali evito qui ogni commento). Per le bottiglie, ovviamente, Stella non poteva limitarsi alla verticale proposta in cassetta: coinvolgendo Andrea Agnoletto (Area Manager di Möet-Hennessy Italia), ha creato un’offerta di giorno in giorno più ampia e completa. Da ultimo, giovedì scorso sono stato direttamente invitato a recuperare di persona le ultime due bottiglie, al mio rientro in auto da Milano, passando da Prato, pur di avere certezza del loro arrivo in tempo e integrarle per la serata di sabato 24 ottobre. Il mio contributo, per il resto, è stato un percorso tutto in discesa: monitor per la proiezione delle slide di Alberto, tovaglietta degna dell’importante evento, e via! 

Bottiglie Krug in cantinetta
Come d’abitudine dell’Enoteca Belsito, la temperatura di servizio è perfetta.

Ci siamo: appuntamento ore 18,00.

In degustazione abbiamo assaggiato nell’ordine:

  • Vintage 2006 iD 418040
  • Grande Cuvée 162ème iD 416037
  • Vintage 2004 iD 417036
  • Grande Cuvée 160ème iD 111009
  • Grande Cuvée 163ème iD 116014
  • Grande Cuvée 164ème iD 316031
  • Grande Cuvée 165ème iD 118009
  • Grande Cuvée 166ème iD 317028
  • Grande Cuvée 167ème iD 118012
  • Grande Cuvée 168ème iD 219017
  • Grande Cuvée (pre-Éditions, detta ‘foglioline’)
Inizio verticale Krug
Singole postazioni per i partecipanti… segno dei tempi.

Il tutto guidato da oltre 100 slide di Alberto e accompagnato da alcune prelibatezze dell’Antico Forno Roscioli.

In un primo momento, la sequenza indicata da Alberto mi aveva lasciato perplesso. Poi mi è stato tutto più chiaro: le prime due batterie si basano sul confronto delle due diverse espressioni per Krug (nel Vintage e nella Grande Cuvée) di due differenti annate la 2006 e la 2004; a seguire – e a salire – ecco le Grande Cuvée, dalla 163ème con prevalenza in assemblaggio dell’annata 2007, alla 167ème, con prevalenza in assemblaggio dell’annata 2011. Poi la 168ème, la più recente delle Grande Cuvée, provienente in prevalenza da un’annata – la 2012 – che si sta rilevando importante, di grande bevibilità e piacevolezza già oggi, e che sovrasta alcune delle precedenti. A chiusura della serata, una Grande Cuvée con già diversi anni sulle spalle, detta ‘foglioline’, ottenuta presumibilmente – ricostruisce per noi l’impareggiabile Lupetti – con vini in prevalenza dell’annata 2001, sarebbe quindi una 157ème

Ora qualche parere personale sulle 11 bottiglie degustate, nel medesimo ordine di assaggio:

Vintage 2006

48% Pinot Noir, 35% Chardonnay, 17% Meunier
È la seconda bottiglia che assaggio e devo dire che, a distanza di alcuni mesi, risulta molto diversa dalla precedente. L’annata non è delle più facili da interpretare e Krug si è mossa sul filo del rasoio nella sua interpretazione; Pinot Noir quasi al 50% per una maturazione di 11 anni sui lieviti. Il naso non è saturante e la gamma aromatica è meno complessa di altre 2006 (ad esempio Dom Pérignon o Cristal). In bocca è indubbiamente Krug, per finezza e ampiezza della carbonica, con cenni di morbidezza, ma di lunga persistenza. L’ho trovato sicuramento meno ‘verticale’ di quello bevuto alcuni mesi fa; se è pur vero che ogni bottiglia è diversa e deve esserlo, comunque ho avuto l’impressione di un Krug con una velocità di evoluzione assai più rapida.

Grande Cuvée 162ème

44% Pinot Noir, 35% Chardonnay, 21% Meunier
163 vini di 11 annate con prevalenza dell’annata 2006, nove anni di maturazione sui lieviti, dégorgement nel IV trimestre 2016.
Ci siamo: naso decisamente più ampio, in cui riconosciamo le tipiche note di brioche, agrumi canditi, bergamotto, sandalo e tostature. Ha una generosità di gusto che va senza dubbio oltre il Vintage. Grande cremosità in bocca con maggior presenza di sapidità e una tipica sinuosità di gusto, buona persistenza e di sicura evoluzione.

Krug Vintage 2004

Vintage 2004

37% Pinot Noir, 39% Chardonnay, 24% Meunier
Annata decisamente migliore della precedente e della successiva, ha raggiunto una maturità delle uve eccellente; Pinot Noir, Chardonnay e Meunier quasi nella stessa proporzione per una sosta di 12 anni sui lieviti, dégorgement nel IV trimestre 2017. Una sola parola: ‘goloso’. Naso ampio e complesso e bocca di grande bevibilità. Equilibrato e intenso, di grande persistenza, ci riserverà delle sorprese per il futuro – come ha detto Alberto – forse superiori alla blasonata 2002 (beato chi ne ha qualche bottiglia in cantina).

Grande Cuvée 160ème

44% Pinot Noir, 33% Chardonnay, 23% Meunier
121 vini di 12 annate con prevalenza dell’annata 2004, sei anni di maturazione sui lieviti, dégorgement nel I trimestre 2011.
L’ultima bottiglia l’avevo bevuta il 3 gennaio 2020, ancora in clima di festività, e devo dire che ravviva il ricordo che ne avevo anche dopo 10 mesi. Un naso davvero ‘natalizio’, in cui riconosciamo le note di brioche, panettone, canditi, mela alla cannella, nocciola tostata e burro fuso. Uno champagne gioioso ed opulento. Ha una grande rotondità in bocca giocata su freschezza e cremosità, dolcezze e durezze che si amalgamano tra di loro con perfetto equilibrio di gusto. Finale lunghissimo. In questo caso, a mio parere, la Cuvée ed il Vintage non sono così distanti come per il 2006.

Grande Cuvée 163ème

37% Pinot Noir, 32% Chardonnay, 31% Meunier
145 vini di 12 annate con prevalenza dell’annata 2007, nove anni di maturazione sui lieviti, dégorgement nel I trimestre 2016.
Pinot Noir, Chardonnay e Meunier quasi nella stessa proporzione. Alberto lo definisce “l’inizio della riconquista dei krugisti”. Un bel naso ampio, agrumi canditi, nocciole tostate, speziature e un delicato floreale. In bocca si ritrova una dolcezza di miele e mandorle che esplode in un’ampia cremosità giocando in equilibrio con la freschezza e l’acidità. Piacevolissimo e persistente con una grande facilità di beva.

Grande Cuvée 164ème

48% Pinot Noir, 35% Chardonnay, 17% Meunier
127 vini di 11 annate con prevalenza dell’annata 2008, sette anni di maturazione sui lieviti, dégorgement nel III trimestre 2016. Prevalenza di Pinot Noir. L’annata base è di quelle importanti.
Naso di grande freschezza e croccantezza, agrumi meno canditi e più freschi, spezie dolci e note floreali. In bocca si ritrova una spalla acida che fa presagire un’ampia evoluzione (speriamo che non tradisca le attese). Succulenza più che cremosità. Persistenza da vendere.

Grande Cuvée 165ème

47% Pinot Noir, 38% Chardonnay, 15% Meunier
127 vini di 14 annate con prevalenza dell’annata 2009, sette anni di maturazione sui lieviti, dégorgement nel I trimestre 2018.
Grande Cuvée rarissima, mai arrivata in Italia a causa del tiraggio estremamente ridotto. Naso intenso e aromatico. Di grande gradevolezza e con ulteriori margini di miglioramento. Un vino preciso senza spigoli. Buona persistenza, ma non come la precedente.

Grande Cuvée 166ème

45% Pinot Noir, 39% Chardonnay, 16% Meunier
140 vini di 13 annate con prevalenza dell’annata 2010, sei anni di maturazione sui lieviti, dégorgement nel III trimestre 2017.
Naso grandioso, di estrema finezza e ampiezza, note di torrefazione e frutta secca più che candita, gli agrumi si alternano a note di menta e timo, con leggeri spunti affumicati e di zafferano. Grande equilibrio con prospettive di crescita ulteriori. In bocca si esaltano freschezza e sapidità, che donano una ottima bevibilità e persistenza.

Krug Champagne, 3 bottiglie della verticale

Grande Cuvée 167ème

47% Pinot Noir, 36% Chardonnay, 17% Meunier
191 vini di 13 annate con prevalenza dell’annata 2011, sei anni di maturazione sui lieviti, dégorgement nel I trimestre 2018.
Naso ampio, note agrumate con un compendio di frutta secca, spezie dolci, zenzero e orzo, mineralità evidente. Grande cremosità e setosità in bocca che ne esaltano la gradevolezza. Persistenza gustativa ed equilibrio ne fanno una ‘grande cuvée’ di nome  di fatto, forse da tenere ancora qualche anno in cantina. 

Grande Cuvée 168ème

52% Pinot Noir, 35% Chardonnay, 13% Meunier
198 vini (!!!) di 11 annate con prevalenza dell’annata 2012, sei anni di maturazione sui lieviti, dégorgement nel II trimestre 2019.
Annata difficile, che si sta rivelando sorprendente in Champagne, di qualità eccellente ma di bassa resa. Naso intenso e decisamente ampio: spazia dagli agrumi alla buccia di frutta a polpa bianca (mela e pera), fino a torrefazione e tostature, burro miele e cannella, spezie dolci; intensa mineralità (grafite) e salinità. C’è tanta consistenza e morbidezza in bocca, grande rotondità unita a un equilibrio gustativo perfetto. Lunghissima persistenza. Ora comprendo perché Alberto l’ha proposta come ultima delle Édition. Da provare nei prossimi anni durante l’evoluzione, con l’augurio di poterne aprire almeno tre o quattro bottiglie per ogni anno futuro.

Grande Cuvée

45% Pinot Noir, 37% Chardonnay, 18% Meunier
Alberto ha datato questa bottiglia (che come è noto non offre riferimenti temporali) con annata-base del 2001. Dovrebbe essere composta da 71 vini, di 11 annate costituite per il 30-40% dalla 2001, cinque anni di maturazione sui lieviti. La bottiglia, proveniente da collezione privata, è in ottimo stato.
Un mosaico di naso (a conferma della tenuta all’invecchiamento delle Grande Cuvée). In prevalenza tostature e torrefazione, frutta candita, torrone, nocciole, zenzero, incenso e un delicato aroma floreale. Uno champagne complesso in bocca. Rotondo e spesso, una complessità che lo rende comunque goloso; mi ha dato molto piacere alla beva. Lunga persistenza e grande piacevolezza. Abbiamo avuto fortuna.

Per personale gusto, ho apprezzato molto senza dubbio: il Vintage 2004; la Grande Cuvée 160ème; la 163ème; la 164ème e la Grande Cuvée 168ème.

tappo Krug

Ringrazio in particolar modo Stella e Alberto per la perfetta organizzazione e le informazioni che hanno sapientemente accompagnato l’intera degustazione, i cari amici di viaggio e quegli splendidi ragazzi dell’Enoteca che hanno, con il loro servizio, reso perfetta la serata. 

Alla prossima!

PS: oltre all’atteso libro La Mia Champagne di Alberto Lupetti che uscirà per allietare le serate di fine 2020, ci è stato confidato che è in cantiere anche il progetto per un prossimo volume specifico…

Faccio i complimenti ad Arturo per il bell’articolo, più che mero resoconto. Ha passione, tanta, ma è pure bravo. Mi toccherà coinvolgerlo in più d’una degustazione della prossima edizione di Grandi Champagne…

A.L.

Andrea Agnoletto di Moët-Hennessy Italia con Alberto Lupetti e Stella Pileggi
Alberto Lupetti, che ha magistralmente guidato la serata, la padrona di casa e ideatrice dell’evento Stella Pileggi, Andrea Agnoletto di Moët-Hennessy Italia.
Foto gruppo fine verticale
Sulla destra l’autore dell’articolo, insieme a Stella e all’appassionata Barbara.

Gli champagne Krug sono distribuiti in esclusiva da:
Moet-Hennessy Italia – tel. 02/671411 – www.moethennessy.it

3 commenti su “Una verticale incredibile (e inusuale) all’insegna di Krug”

  1. Caro Alberto,
    la prossima volta uno squillo ai vecchi amici…in dieci minuti sono da Stella.
    A parte la battuta speriamo di poterci rivedere presto, questo Covid non dà tregua.

    Paolo

  2. Caro Alberto è stata una giornata memorabile in quanto unica e di grande valore sia enologico quanto didattico, visto la tua magistrale conduzione. Stella ha reso il suo salotto Belsito un piccolo cuore romano della qualità e del gusto unendo vino e personaggi che amano farsi cullare dal piacere della Vita! Una caro saluto a presto.

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