Taittinger Comtes de Champagne: 2002 in anteprima mondiale!

bottiglia di champagne TaittingerTra i grandissimi champagne, quelli che abbinano la natura di grande vino a un’aurea mitica, ce n’è uno che meriterebbe maggiore attenzione.
È il blanc de blancs di punta di Taittinger, il Comtes de Champagne, creato da Pierre nel 1952 (e poi lanciato nel 1957) per onorare i Conti di Champagne, che diedero grande benessere alla regione intorno all’anno 1000 e la cui residenza fa parte da tempo delle proprietà Taittinger.
È uno champagne d’eccellenza, di nobile raffinatezza e grandissima longevità, prodotto in circa 200.000 bottiglie nelle annate più favorevoli. Da sottolineare che è un Grand Cru, con le uve provenienti da tutti i villaggi classificati 100% dalla Côte des Blancs e in questo è l’unico in assoluto, anche se alla fine Avize e Le-Mesnil sono maggioritari rispetto agli altri quattro (Choully, Cramant, Oger e Oiry).

La fermentazione avviene a 16°C in moderni tini di acciaio, ma dal 1989 una parte dei vini (5%) è elevata in barrique (di cui il 20% nuove, il 20% di primo passaggio e così via) per quattro mesi. A seguito dell’imbottigliamento, il vino va a maturare nelle antichissime cantine sotto i resti dell’abbazia di Saint-Nicaise (XIII secolo), dove ha tutt’ora sede la maison, e vi rimane per 10 anni.
Dopo il rémuage manuale e il successivo dégorgement, lo champagne è dosato a circa 10 g/l. Un valore alto sulla carta, ma poi assaggiando il vino questa teorica dolcezza non si avverte mai. Segno che lo champagne ha perfettamente integrato la liquer e, alla fine, si è perfettamente fuso a questa per definire la personalità dell’etichetta. Un aspetto, questo, sul quale molti dovrebbero riflettere. Capita sempre più frequentemente, infatti, di vedere appassionati che storcono il naso – senza aver prima bevuto, beninteso – se il bicchiere che hanno di fronte non è extra-brut. Per carità, gli importanti residui zuccherini rendono pesante, se non imbevibile, lo champagne, questo sono il primo a dirlo, ma è solo all’assaggio che lo si dovrebbe stabilire, non sulla carta leggendo il dato il dosaggio.

Immagine di Clovis Taittinger con in mano una coppa di champagne
Clovis Taittinger, primogenito di Pierre-Emmanuel e discendente diretto del fondatore. È lo squisito ambasciatore della maison di famiglia nonché responsabile dell’export.

Ma veniamo alla degustazione del Comtes, con l’anteprima assoluta del 2002 (ancora non è in commercio neanche in Francia…). Infatti, l’annata tuttora sul mercato è la 2000, ma per questa vi rimando alla guidaGrandi Champagne 2012”, dove questo blanc de blancs de prestige ha conquistato la categoria più rilevante, quella de “I Miti”, con un punteggio altissimo, ben 95/100. Anzi, posso dire che per me è stato uno dei 2000 più sorprendenti in assoluto. La cosa, poi, assume un valore particolare considerando che la 2000 non è stata una grande annata. Anzi, a dirla tutta, è stata millesimata più per il valore simbolico del nuovo millennio che per la qualità intrinseca della vendemmia, pertanto trovare bottiglie di valore straordinario è un evento da rimarcare.

Foto della vinothèque del Comtes, cantine di Taittinger a Reims
Le spettacolari cantine di Taittinger a Reims sorgono proprio sotto quella che era l’abbazia di Saint-Nicaise, distrutta durante la Rivoluzione, e oggi è la sede della maison. Il primo livello era costituito proprio dai sotterranei usati da monaci, il secondo è invece costituito da crayeres. In foto, la vinothèque del Comtes.

Ma la preview della nuova annata, invece considerata eccezionale, preme giustamente…

bottiglia della nuova annata 2002 del Comtes de Champagne di Taittinger
Il Comtes de Champagne è lo champagne simbolo, ma soprattutto la top cuvée di Taittinger. Qui, in anteprima assoluta, la nuova annata 2002

Comtes de Champagne 2002
100% Chardonnay
Approccio olfattivo a lungo segnato, anzi velato, da note solfitiche che solo alla lunga virano alla polvere pirica. Dopo, molto dopo (è pur sempre uno champagne giovanissimo), al termine di una paziente attesa nel bicchiere, emergono tenui note fruttate e minerali. Ma il naso rimane comunque poco espressivo… L’assaggio è invece immediatamente coinvolgente per via del perfetto bilanciamento del vino: gustosissimo, ha spessore materico e finezza, pienezza e tensione agrumata, profondità ed eleganza, fino alla chiusura di lunga persistenza fruttata  e sfumature minerali. Come tutti i 2002 non eccelle in acidità, però in questo caso questa è ben compensata da una strutturata piacevolezza evidentemente percepibile. Diamogli tempo, ma è già buonissimo, tutto da bere!
Voto: 92/100

Considerazioni finali: la degustazione è avvenuta dopo aver fatto riposare la bottiglia, giunta direttamente dalla maison (ringrazio di cuore Clovis Taittinger per l’onore concessomi), per una decina di giorni in una cantina naturale. Quindi è stata freddata circa tre ore in frigorifero prima di essere assaggiata. Alla degustazione ha partecipato ancora una volta Federico Angelini, amico, membro stabile del panel di degustazione di tutte le guide da me realizzate e, soprattutto, il più grande appassionato-consumatore di champagne che conosca.

Ebbene, avevamo appena terminato la degustazione di un altro eccellente blanc de blancs, ciò nonostante la stoffa del Comtes è immediatamente venuta fuori, a dispetto del naso pesantemente velato dalle note di solforosa. È lo scotto da pagare quando lo champagne è freschissimo di dégorgement, pertanto il giudizio espresso è la fotografia dello champagne in questo momento, in una fase ancora non ottimale che lo fa comunque emergere come eccellente all’assaggio, ma lo rende ancora difficile da decifrare all’olfatto. Però prevedo che nel giro di un annetto questo Comtes 2002 possa rivelarsi in tutta la sua magnificenza e attestarsi tra i 95 e 97 punti.

A breve su queste stesse pagine anche l’anteprima della “sorella”, la declinazione in rosa nell’annata 2005.

Gli champagne Taittinger sono distribuiti in esclusiva da:
Pescarmona Importatori – Tel. 011/534561 – www.pescarmona-importatori.it

16 commenti su “Taittinger Comtes de Champagne: 2002 in anteprima mondiale!”

  1. Illustrissimi sono un appassionato di champagne ed ho avuto la fortuna di provare un comtes de champagne 1988 ed un charles heidsieck “charlie 1985”. Mi sono sembrati due vini immensi, pero’ mi piacerebbe sapere anche la Vostra opinione in merito (se li avete bevuti). Felice di aver scoperto questo sito Vi saluto cordialmente in attesa di Vostre notizie.

    1. Ha avuto modo di godere di due champagne eccezionali! Il Comtes è senza dubbio tra i migliori 3 Blanc de blancs e l’annata 1988 è straordinaria, personalmente tra le mie preferite in quanto abbina complessità a un’acidità importante ma non travolgente come la 1996. Insomma, una bottiglia da vertice assoluto.
      Il Charlie non è da meno ed è un peccato non sia più prodotto (rimpiazzato dal Blanc des Millenaires), ma è possibile trovarlo ancora come Oenothèque. Era la top cuvée di Charles Heidsieck e la 1985 fu il primo millesimato realizzato dal grande Daniel Thibault.
      Ecco alcune mie brevi note: 55% Chardonnay e 45% Pinot Noir, naso complesso e intrigante, pieno e piacevolmente maturo. In bocca è materico ed elegante, molto espressivo nel frutto e nella chiusura tostata. Splendida anche la bollicina. Un grande.

      1. Grazie per il prezioso giudizio anche perchè non mi sento assolutamente esperto, ma non nego un certo piacere nel notare che sto cominciando a farmi un certo palato. A presto

        1. Nessuno, come si suol dire “nasce imparato”. Quindi, più si assaggia, magari cercando di tenere a mente le carattesriche del vino, e più si fa esperienza. Vale per tutti noi…

    1. Eccellente! Fu recensita nella prima edizione della guida “Grandi Champagne”, con il punteggio di ben 95/100, pertanto è entrato nella categoria “Miti”. Insomma, uno dei migliori champagne targati 2000 in assoluto…

  2. Buongiorno Sig Lupetti.
    ho recentemente trovato una Magnum di Comtes de Champagne Taittinger 1966 brut. Saprebbe dirmi quanto può valere sul mercato?
    Grazie mille
    Buona giornata

  3. Buongiorno
    Mi sono state proposte il 2000 e 2002 di Comtes de champagne
    Ero intenzionato a prendere 2 bottiglie
    Lei cosa mi consiglia?
    Entrambe? Oppure 2 2002?
    Grazie mille
    Alessandro

    1. Potendo entrambe. La 2000 perché ha dato vita a un Comtes straordinario, la 2002 perché… è stata una grandissima annata.

  4. Buongiorno sig. Lupetti, innanzitutto complimenti e grazie per tutte le immense informazioni che ci date. Saprebbe darmi qualche informazione generale sui Taittinger collection? Ho trovato le seguenti annate: 82, 85, 88, 90. I prezzi non sono esorbitanti quindi sarei curioso di assaggiarne almeno uno.. quale ritiene sia il “migliore” o comunque più opportuno da bere adesso?
    Grazie

    1. Collection in Taittinger non significa, come in altre maison, uno champagne rimasto più a lungo in cantina sui lieviti, no. Si tratta, invece, del classico (e ottimo) Millésime che, di tanto in tanto, viene fatto decorare da un artista contemporaneo e poi proposto sul mercato in edizione limitata.
      Ciò premesso, le quattro annate citate sono tutte straordinarie, ma, se dovessi sceglierne una sola, opterei per la 1988…

  5. Buongiorno Signor Lupetti,
    prima di tutto grandi complimenti per il lavoro che con grande passione e competenza porta avanti. La seguo sempre…..

    Potrei acquistare 1 bottiglia di Taittinger millesimé Artist Collection nelle seguenti annate.
    78 – 81 – 82 – 83 – 85 -86 – 88 – 90 – 92
    Il prezzo mi sembra molto interessante (820/840 euro per 9 ott.)….il valore delle bottiglie? sembra che siano state tenute bene.

    Grazie mille e buon lavoro
    Giorgio

    1. Grazie!
      Si tratta dei normali millesimati di Taittinger, però decorati da un artista contemporaneo e proposti in edizione limitata. Il prezzo è molto, molto interessante (meno di 100 euro a bottiglia), quindi se tenute bene si tratta certamente di un buon affare.

  6. Buonasera Alberto,
    domani sera a Torino saranno in degustazione gli champagne Taittinger, in particolare il Comptes Rosé 2006, il Comptes 2007 e 2002, e infine il 1998.
    Cosa potremmo aspettarci da queste annate meno recenti, in particolare dalla 1998?
    Grazie e a presto!

    Paolo

    1. Mi scusi il ritardo, ma è stata una settimana intensa.
      Se sono ancora in tempo, più andrete indietro con il tempo, più troverete complessità e aromi piacevolmente terziari. Il 2007 sarà una sorpresa, ma il 1998 sarà senza dubbio il migliore dei quattro. Ferma restando la piacevolezza e la raffinatezza di tutti i Comtes, forse il miglior blanc de blancs in assoluto.
      Qualora abbiate già fatto, invece, mi faccia sapere com’è andata…

  7. Grazie Alberto.
    È stata una esperienza di assoluta piacevolezza.
    Il 1999 è stato sorprendente per la complessità e per la grande freschezza a fronte dell’età.
    Il 2002, presentava una particolare nota fumè assente nelle altre sue annate.
    Buona domenica, e a domani con Trousset-Guillemart.

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