Sans année e millésime: cosa significa?

Desidero “fare cultura” dello champagne, raccontare le sfaccettature e la versatilità di questo grande vino, la sua storia affascinante, che poi è stato esattamente l’obiettivo principale di tutti noi che abbiamo dato vita alla guida “Grandi Champagne 2012”. Pertanto, anche su questo sito di tanto in tanto tratterò argomenti basilari del mondo champagne, forse un po’ meno interessanti per gli appassionati, ma certamente ben più stimolanti per quanti vogliono andare oltre il “paradosso dello champagne” (è il vino più famoso al mondo, ma anche il meno noto quando si va oltre il suo nome, ovvero quando si vuole guardare dietro le quinte), o sono semplicemente curiosi di scoprire qualcosa in più. Così inizio parlando delle due grandi categorie in cui si divide questo vino. La produzione di champagne, infatti, si articola sostanzialmente in non millesimati (sans année) e millesimati (millésime). In queste due tipologie ricadono tutti gli champagne, quindi anche i rosé, i blanc de blancs, i blanc de noir e perfino le cuvée de prestige, pur se queste ultime nel 95% dei casi sono millesimate. Ma che differenza c’è tra l’uno e l’altro?

Champagne non millesimati

Il non millesimato, che rappresenta oltre il 90% dell’intera produzione di champagne, è, come dice la stessa definizione, prodotto non soltanto vini di una sola vendemmia, ma di due, tre e più, fino anche a dieci. Questi vini nella Champagne si chiamano vins clairs se dell’ultima vendemmia, vins de réserve se di precedenti. Apriamo una parentesi su questi ultimi.

bottiglia di champagne moet chandon brut imperial
Il non millesimato più famoso e diffuso al mondo (anche perché il più prodotto) è il Brut Impérial di Moët & Chandon, emblema del colosso di Epernay. È sempre lui, in ogni angolo del mondo e anno dopo anno, nonostante i piccoli interventi operati dallo chef de cave Benoît Gouez per mantenerlo sempre contemporaneo.

Dopo la fermentazione alcolica, i vins clairs vengono tenuti separati per varietà e Cru (in alcuni casi anche per parcella) quindi assaggiati dallo chef de cave e dal suo staff per stabilire quali siano idonei all’assemblaggio di una certa cuvée millesimata, quali possano andare a costituire la base del sans année e quali altri, infine, siano destinati a diventare proprio vins de réserve, quindi a entrare a far parte della scorta della maison delle vendemmie precedenti. Ciascuna maison conserva questi vins de réserve nella parte più bassa delle cantine in vario modo (in acciaio come fanno Krug e Veuve Clicquot, in botte come si usa alla Louis Roederer, in cemento come fa Deutz e addirittura in magnum come tradizione di Bollinger) e lo fa per diversi anni, come accennato anche fino a dieci o dodici. Ma come vengono poi impiegati?

In Champagne, un vino non millesimato è realizzando assemblando più annate in modo da dargli continuità di stile nonché assicurare una produzione costante nel caso di vendemmie scarse. Questo accade nella primavera successiva alla vendemmia, quando arriva la fase più importante della nascita dello champagne, quella dell’assemblaggio. È il momento magico di questo vino, quello nel quale il valore finale è superiore alla somma algebrica dei valori dei singoli componenti (1+1+1=4), ma è anche il momento in cui lo chef de cave dà prova di tutta la sua abilità, rispettando l’identità della maison e del prodotto nel brut sans année, a dispetto dell’annata e del tempo. Ecco a cosa servono i vins de réserve, a dare ai vini dell’annata base (l’ultima vendemmia) quelle opportune “correzioni” affinché lo champagne sia sempre uguale a se stesso, continuando a essere il biglietto da visita della maison, l’emblema tangibile del suo stile. Da cui si capisce perché il non millesimato rappresenti la prima preoccupazione della maison nonché la parte più corposa della sua produzione. In altre parole, il sans année è lo champagne universale e senza tempo. Terminato l’assemblaggio, il vino risultante viene imbottigliato insieme a una soluzione di zucchero e lieviti detta liquer de tirageper la rifermentazione. Da quel momento, il futuro champagne potrà essere commercializzato dopo 15 mesi a partire dal 1 gennaio successivo alla vendemmia, ma i produttori più importanti e seri lo lasciano maturare sui lieviti per un periodo ben superiore, dai 36 ai 48 mesi.

jean baptiste lecaillon e il suo staff durante l'assaggio
L’assaggio dei vins clairs è fondamentale: in questo momento, lo chef de cave (in foto Jean-Baptiste Lécaillon di Louis Roederer con il suo staff) individua quali potranno dar vita al millésime e quali al sans année, ovviamente in assemblaggio con i vins de réserve.

 

Champagne Veuve Clicquot 1810
Il primo champagne millesimato della storia è stato il Veuve Clicquot 1810: ancora oggi la tradizione della maison di Reims è perpetrata con successo attraverso champagne eccellenti che sanno anche invecchiare benissimo. Dopo aver apprezzato il 2002, stiamo godendo l’ottimo 2004, a cui seguirà tra qualche anno il 2008. E basta per quel decennio. Questa è serietà!

 

Champagne millesimati

Paradossalmente, il millesimato è più semplice. Abbiamo visto che, durante gli assaggi dei vins clairs, lo chef de cave individua quali sono più idonei a essere assemblati per dare vita a uno champagne senza la necessità dell’ausilio dei vins de réserve.

Un vino, dunque, figlio di una sola vendemmia e sta alla sensibilità dello chef de cave fare in modo che siano rispettate le caratteristiche dell’annata, l’identità della maison e la propria visione di quello specifico millesimo. È per questo che si usa dire che il millésime è la fotografia che la maison fa di quell’annata. Ovviamente questo non accade sempre, ma solo in occasione delle vendemmie idonee, ovvero in quelle in cui le caratteristiche dei vins clairs permettono di fare questa “fotografia” e garantirle pure una certa durata nel tempo.
Per farsi un’idea, nel decennio scorso le maison più importanti non hanno millesimato le vendemmie 2001 (disastrosa) e probabilmente non lo saranno la 2007, la 2009 e la 2010; la 2003, invece, visto il suo andamento particolare, è stata millesimata da parecchi ma non da tutti, pur se con risultati profondamente altalenanti da maison a maison. Per la cronaca, secondo il disciplinare uno Champagne millesimato può essere commercializzato dopo 36 mesi a partire dal 1 gennaio successivo alla vendemmia, ma la media dei migliori fa rimanere le bottiglie sui lieviti per 4-6 anni, con punte fino a 10.

 

Nella prossima puntata vedremo le eccezioni, ovvero i multivintage e i millesimati non dichiarati. Non mancate.

 

30 commenti su “Sans année e millésime: cosa significa?”

    1. La parcella è la parte di un vigneto, di dimensione variabile, individuata per specifiche caratteristiche di microclima. In altre parole, una singola vigna può avere al suo interno delle frazioni che, pur piantate con la medesima varietà, danno vini con caratteristiche diverse. Per questa ragione, i produttori più seri usano vinificare separatamente le diverse parcelle di un vigneto. L’esempio più clamoroso in Champagne è quello del Clos des Goisses, di cui ho parlato diffusa mente qui: il singolo vigneto di 5,5 ettari è diviso in 20 parcelle trattate separatamente.

  1. Moet & Chandon ha prodotto il millesimo 2003, annata decisamente controversa in Champagne.

    Personalmente non ne sono convintissimo anche se tendianzialemente mi piacerebbe avere ancora qualche anno per assaggiarlo nuovamente in cerca di possibili evoluzioni interessanti.

    Complimenti come sempre all’articolo

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  3. Per prima cosa complimenti per il sito e per la guida, preziosissima!
    Volevo sapere esattamente cosa cambia tra champagne come il brut imperial e il reserve imperial oppure ad esempio tra il veuve clicquot classico ed il SPB…. Non sono mai riuscito a capirlo. Esistono anche altri produttori che differenziano i loro “base” in modo analogo, ad esempio mumm.
    Grazie in anticipo, a presto!

    1. Grazie, mi fa piacere avere un costante conforto sulla bontà del lavoro tanto del sito quanto della guida!
      Sì, diverse grandi maison (Mumm, VCP, Moet, Taittinger) propongono il loro brut sans année in doppia versione: si tratta di due prodotti destinati differentemente al canale Horeca (enoteche e ristoranti, nel caso di Privilege, SPB, Réserve, ecc) e ad altri canali di vendita (GDO),il tutto per evitare confusione e, soprattutto, fraintendimenti sui prezzi… In realtà, i due prodotti sono sostanzialmente identici, quantomeno nell’assemblaggio, e può variare un pochino la liqueur d’expedition e/o il periodo di maturazione.

  4. Salve e Complimenti, volevo sapere per quanto tempo si può conservare un millesimato? e se superato un certo periodo d’invecchiamento lo stesso, perda le sue qualità??

    1. Grazie dei complimenti, innanzitutto!
      Beh, lo champagne migliora certamente con gli anni, ammesso che non sia veramente dozzinale e venga tenuto sulle mensola del caminetto!
      Con la bottiglia opportunamente conservata, diciamo che migliora costantemente nell’arco di cinque anni, poi dipende dall’etichetta e dai gusti del singolo. C’è, infatti, chi preferisce gli champagne più vivaci e chi più maturi e rotondi. A noi modo, per un buon millesimato, posso prevedere una vita di almeno 30 anni.

  5. Salve e complimenti per l’articolo chiaro e completo. Mi resta tuttavia un dubbio nonostante la risposta alla domanda precedente: ho acquistato con un forte sconto una bottiglia di Champagne Mumm “Mumm de Cramant Champagne Grand Cru Brut Chardonnay” che non ha indicazioni circa l’anno di vendemmia. Ne deduco che si tratta di un sans année anche dal suo articolo (sebbene mi risulta che il vino in questione sia stato ugualmente ricavato dalle uve di una sola annata, come per i millesimati), tuttavia non sono riuscito proprio a capire quanti anni possa avere all’incirca, dunque se sia ancora buono. La domanda è questa: c’è un modo per risalire all’incirca al suo anno di produzione/imbottigliamento? l’unica cosa che sono riuscito a sapere, effettuando delle ricerche, che il nome dello Champagne è stato questo fino al 2011, anno in cui è stato definitivamente modificato in Mumm Blanc de blancs. La ringrazio sin d’ora per la cortese risposta che vorrà darmi.

    1. Aggiungo che la letteratura presente su questo sito che porta la Sua firma, conferma quel poco che ho saputo e detto su questo champagne, quindi la ringrazio ancora.

    2. Grazie.
      L’ottimo Mumm de Cramant, oggi Blanc de blancs, è un millesimato non dichiarato. Quindi le uve sono frutto di una sole vendemmia, ma questa non viene riportata in etichetta in modo da avere la massima libertà sul periodo di permanenza sui lieviti. Nelle bottiglie più recenti, però, Mumm ha iniziato a indicare non solo la data del dégorgement, ma pure del tiraggio, pertanto è possibile risalire alla vendemmia (‘l’anno precedente).
      La sua bottiglia dovrebbe essere una delle ultime della serie precedente, ma così alla cieca è impossibile dire se sia base 2008, 2007, 2006 o altro. Comunque, se ben conservata, certo che dovrebbero essere buona. Anzi… ottima!
      Mi faccia sapere.

      1. La ringrazio molto, era la risposta competente e misurata che mi aspettavo da un grande professionista come lei. Con il quale son d’accordo anche sul fatto che snobbare anche un semplice Cordon Rouge, in questo momento in offerta presso la GDO a 19,90 euro (o anche meno se si è fidelizzati con la catena) per altri ottimi prodotti della stessa fascia ma venduti a prezzo pieno, è cosa davvero incomprensibile. Misteri della psiche dei consumatori. La terrò senz’altro informato e nel ringraziarla ancora, colgo l’occasione per augurarle straordinarie degustazioni di fine anno! Con simpatia, Giancarlo Sturba

        1. Grazie, mi fa molto piacere!
          M alo sa che in Francia il Codon Rouge è venduto a 32,00 euro e che la maison mal tollera il fatto che in Italia sia proposto a questo prezzo?
          Però Mumm deve pure farsi riscoprire, quindi una campagna aggressiva ci vuole, per certi versi…
          Ma sono sicuro che il tempo darà ragione alla maison: la “nuova” Mumm non finirà di stupirci.
          Auguroni a lei!

          1. Non credo affatto comunque sia un ottimo champagne parlo certo Dell s.a,..e trovo incomprensibile prenderlo al super con agenti disturbanti che ammazzano tra l altro il prodotto…..luce caldo bottiglie in piedi sugli scaffali…

    1. Il primo champagne è di maggiore diffusione e si trova anche nella GDO, ila secondo è riservato a enoteca e canale Horeca

  6. grazie della risposta mi avevano fatto credere che la veuve spb fosse riserva e ho continuato a ripeterlo ai miei clienti , credo sia un errore grossolano grazie ancora

    1. Mi spiace. Quando, una decina d’anni fa, ne parlai a Jacques Péters non poteva credere che in Italia pensavamo che l’SPB fosse “migliore”…

  7. Buongiorno,

    mi sono imbattuto nel Suo sito quasi per caso…ed ora non riesco più a fare a meno di leggere e approfondire ogni argomento trattato. Complimenti.
    Non sono riuscito però a trovare il proseguimento di questo articolo (ultime due righe) ma dalle risposte date ad altri utenti ho capito l’eccezione del “millesimato non dichiarato” mentre non riesco a trovare da nessuna parte a cosa si riferisce il multivintage. Volevo inoltre sapere se oltre a queste 4 classificazioni ci sono altre particolarità sulla base dell’annata.

    Grazie mille

    1. Grazie!
      Tra non millesimato e multimillesimato la differenza è sottile. Il classico non millesimato è frutto di un’annata, la più giovane, che quota in media il 60-85%, e 1-2 annate più vecchie unite in assemblaggio. Nel multimillesimato, invece, la prima annata va difficilmente oltre il 60-70% e le annate più vecchie diventano tre, quattro, cinque e più, quotando almeno un terzo del totale (ma si può arrivare a oltre il 50% come nel caso della Special Cuvée di Bollinger) e con la più vecchia che può arrivare a 10 anni prima l’annata base…
      Spero di averle chiarito il dubbio.

  8. Ciao Alberto e prima di tutto complimenti per la tua attività di divulgatore dello Champagne. Secondariamente, volevo sapere che cosa s’intende per Brut Réserve: è un nome di fantasia come
    imperial, royal etc… o risponde a una precisa tipologia di Champagne, codificata dal disciplinare?

    Grazie

    1. Grazie!
      Brut Réserve è uno dei nomi più utilizzati per i non millesimati. È un nome di fantasia, ma… non più di tanto. Il termine réserve, infatti, solitamente sta a indicare che nell’assemblaggio ci sono i vecchi vini, le riserve appunto.

  9. HO VARIE DOMANDE E NON VORREI CREARE DISTURBO MA VLEGGO LA CUVEE E LA QUANTITA DI UVA CHE STA NEI TIGNI O BOTTI POI LA STESSA CUVEE E LA BASE X PRODURRE IN QUANTITA –DICIAMO LO CHAMPAGNE– 1 PRODITTORE DI VINO DELLA FRANCIACORTA MI HA DETTO CHE IL MILLESIMATO E 1 PARTE DEL VITIGNO CHE SI USA X PRODURRE IL VINOPIOU BUONO OVVERO IL MILLESIMO DI 1 VIGNETO QUINDI MI TROVO IN TOTALE CONFUSIONE E CHIEDO SCUSAORA VORREI CHIEDERE E GIUSTO DIRE CHE 1 BUONA BOTTIGLIA DI CHAMPAGNE DELLA VENDEMMIA 2016 LA POSSIAMO BERE TRA 4 5 ANNI NON PRIMA RIFORMULANDO LA DOMANDA SECONDO–LEI QUANDO POSSIAMO TROVARE IN COMMERCIO 1 CHANPAGNE DEL 2016 ALCUNI DICONO DOPO 2 ANNI MA SECONDO ME NON SARA MAI 1 MILLESIMAATO GRAZIE SE PUO RISPONDERMI ATTENDO

    1. A prate la ‘fastidiosa’ scrittura tutta in maiuscolo, non ho ben capito cosa chiede, abbia pazienza.
      Intanto, posso dirle che, per disciplinare, una bottiglia di champagne millesimato può essere messa in commercio dopo 36 mesi calcolati dal 1 gennaio successivo alla vendemmia. Quindi, nel caso del suo 2016, la bottiglia potrà essere venduta a partire dal 1 gennaio 2020.

  10. Buonasera Sig Lupetti, prima di tutto complimenti x la sua competenza e X la chiarezza che da ad ogni spiegazione.
    Io le volevo chiedere cosa ne pensa dei rose’ Oeil de pedrix, mi piacciono i rose’ e compro ogni tanto il Vesselle, la sua idea a proposito? ( della tipologia )
    Grazie mille

    Gregnanin Ruggero

    1. Grazie!
      Personalmente non amo questo produttore e trovo questo genere di rosé troppo lontani dall’ideale di rosé (non sono rosé, non sono blanc de noirs marcati). Però, dico anche e sempre che alla fine è il gusto personale a comandare su tutto, anche sopra il più autorevole dei giudizi critici, quindi se a lei piace va benissimo così, accidenti!
      Saluti

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