In anteprima, la tanto attesa Grande Dame 2004

Champagne La Grande Dame
Da sempre, La Grande Dame è prodotta solo da alcuni specifici vigneti di proprietà siti ad Ambonnay, Aÿ, Bouzy, Verzy e Verzenay per il Pinot Noir e ad Avize, Le-Mesnil e Oger per lo Chardonnay. Gran parte di questi vigneti fu acquistata a suo tempo dalla stessa M.me Clicquot.
Domnique Demarville, chef de cave
Dominique Demarville, chef de cave della maison, vanta non solo un curriculum eccezione (nel 1998, all’età di soli 31 anni, è diventato il più giovane chef de caves della storia di champagne, da Mumm), ma soprattutto un’abilità e una sensibilità fuori dal comune.

Era diversi anni che aspettavamo una nuova annata de La Grande Dame, la cuvée de prestige di Veuve Clicquot.
La maison di Reims, infatti, era ancora “ferma” alla 1998, un’annata certamente ottima che, nel caso di questo champagne, solo ora iniziava a rivelare tutto il suo vero valore, come dimostrato puntualmente dalla degustazione nella guidaGrandi Champagne 2012”.

Però, si sa, il mercato ha le sue regole e La Grande Dame aveva certamente bisogno di proporsi con una nuova annata… Però, in Veuve Clicquot hanno continuato ad aspettare e non solo hanno saltato un’annata simbolica come la 2000 (anche se mi ha confessato lo chef de cave Dominique Demarville che ne esistono alcune bottiglie “sperimentali” nella cantine di Reims), ma addirittura una di spessore come la 2002.
Una scelta sorprendente e in netta controtendenza con le altre top cuvée, però le uve non avrebbero garantito il rispetto della personalità dell’etichetta, quindi l’attesa si è ulteriormente protratta.
Fino alla volta buona con l’annata 2004, che per Demarville è stata una vendemmia “non piena come la 2002, ma la sua sottile profondità alla lunga regalerà vini longevi e di grande valore”.

dipinto di Barbe Nicole Ponsardin
Barbe Nicole Ponsardin, meglio nota come M.me Clicquot. A lei è intitolata la cuvée de prestige Grande Dame.

La Grande Dame fu lanciata nel 1972 con l’annata 1962 per celebrare il bicentenario della maison e onorare M.me Clicquot (artefice dello sviluppo e della notorietà della maison omonimo, che ha guidato con piglio e abilità fino alla sua morte, nel 1866 ) e, allora come oggi, è realizzata con i soli vigneti Grand Cru di proprietà, quelli acquistati a suo tempo dalla stessa Barbe Nicole ad Ambonnay, Aÿ, Bouzy, Verzy e Verzenay per il Pinot noir, sempre maggioritario nell’assemblaggio (circa 2/3) come vuole lo stile della maison, e ad Avize, Le Mesnil e Oger per lo Chardonnay. Solo in quest’ultima 2004 lo Chardonnay è leggermente aumentato dal consueto 36% al 39%.
Lo stile della Grande Dame è improntato all’eleganza e alla vinosità e finora è stata prodotta nelle seguenti annate: 1962, 1964, 1966, 1969, 1973, 1975, 1976, 1979, 1983, 1985, 1988, 1989, 1990, 1993, 1995, 1996, 1998 e, appunto, 2004.

bottiglie di champagne Veuve Clicquot La Grande Dame 2004
La Grande Dame 2004, diciottesima della sua storia e prima di questo terzo millennio.

La Grande Dame 2004
61% Pinot Noir, 39% Chardonnay; dosage 8 g/l
Approccio olfattivo elegante e ricco, esaltato da una mineralità rocciosa che fa da legante con il frutto fresco e soprattutto l’agrume. Dà l’impressione di avere una gran materia, densa, concentrata, di eccezionale qualità, ma anche di essere estremamente giovane, quindi non ancora perfettamente espressiva. La bocca è concentrata, ovvero vinosa, coerente con l’olfatto per via di agrume, frutto e acidità perfettamente integrati a dare pienezza. Lo sviluppo, però, è monolitico e piuttosto asciutto, non per via della mineralità, quanto di una netta componente agrumata che sembra limitarne il dinamismo. Compensato però da un finale fruttato di eccezionale persistenza.

Champagne certamente rappresentativo dello stile della maison e dell’etichetta (vinosità e forte legame con il Pinot Noir), ma talmente giovane da essere acerbo e tradire ancora la liquer… Insomma, è solo all’inizio del suo (lungo) cammino, ma caspita se è promettente!
Voto: 90/100

In Veuve Clicquot hanno un cruccio che li tormenta: capire come mai questa loro cuvée di punta sia meno considerata rispetto alle durette concorrenti delle altre grandi marche. E hanno ragione. La Grande Dame, infatti, non ha nulla da invidiare a chicchessia, però ha bisogno di tantissimo tempo per dimostrare questa sua grandezza, come confermato puntualmente dall’evoluzione vista in questi per la 1998. La Grande Dame, infatti, vuole non meno di 10 anni dal dégorgement, tanto che oggi sono le straordinarie 1988 e la 1989 a rappresentarne appieno il vero valore. Per questo, attualmente, la 2004, pur rivelando materia di prim’ordine, chiede di riposare in cantina qualche anno. D’altronde se nessuno si fa problemi a farlo con un grande Bordeaux, perché non dovrebbe farlo con La Grande Dame? Che poi è un grandissimo vino da godere da solo per piacere, quasi fosse da meditazione…

PS: Ringrazio di cuore Dominique Demarville e Cyril Brun per avermi dato la possibilità di assaggiare in anteprima questa bottiglia, cosa avvenuta insieme a Federico Angelini dopo averla fatta riposare nella mia cantina per un paio di mesi.

Gli champagne Veuve Clicquot sono distribuiti in esclusiva da:
Moët Hennessy Italia – tel. 02/6714111 – www.moethennessy.it

16 commenti su “In anteprima, la tanto attesa Grande Dame 2004”

  1. Buongiorno , innanzitutto complimenti per le recensioni e per il sito che seguo sempre con tanta ammirazione , la contatto per avere una valutazione di una bottiglia di veuve clicquot la grande dame 1983 , in ottime condizioni . Ringrazio anticipatamente

    1. Con La Grande Dame tocchiamo un argomento spinoso… Nel senso che è uno champagne eccezionale, ma questa eccezionalità è poco percepita dai più, anche perché ha bisogno di tanti anni per rivelarsi appieno (come abbiamo visto in occasione della degustazione 1988). Così, purtroppo, questo champagne non spunta prezzi elevati sul mercato del collezionismo/appassionati. Purtroppo. La sua 1983, pertanto, varrebbe 250-280 euro… Uso il condizionale perché, a mio avviso, dovrebbe valere molto di più, ma tant’è.

      1. Grazie mille della risposta .. So benissimo che è un argomento spinoso in ogni caso la mia era una curiosità , credo che lo champagne vada bevuto e non venduto , sopratutto quando si parla di una bottiglia che non si vede proprio tutti i giorni ! Ancora grazie

    1. Nonostante sia un pezzo da collezione (aveva ancora la vecchia bottiglia, quella con la quale nacque), quest’annata non vale moltissimo: 190-240 euro.

  2. Illustre Alberto salve, ho stappato una GD 2004 l’anno scorso e concordo assolutamente con lei nell’estrema giovinezza di questo vino che pero’ è già ottimo, ma promette grandissime cose in futuro; promesse, invece, mantanute da una GD 1995 stappata tre anni fa….sublime!

    1. Non mi stancherò mai di ripeterlo: un po’ di pazienza e la Grande Dame si rivela per quello che è veramente. Un grandissimo champagne!

  3. Buongiorno , ho due bottiglie del 1962 quindi mi pare di capire la prima bottiglia prodotta.
    una è di livello molto alto mentre l’altra è calata , considerandola da collezione e non da degustazione , cosa può valere secondo lei ?

    Cordiali Saluti
    Luca

    1. Anche per le bottiglie da collezione si auspica un’ottima conservazione, quindi un livello corretto. Ciò premesso, il valore è di circa 750-780 euro, anche perché ne furono prodotte solo 6.000 bottiglie e lo stesso flacone aveva una forma diversa, oltre all’etichetta, ovviamente. Ricordo che la stessa maison le cercava in giro per ricomprarle…

    1. Buongiorno Alberto,
      ha avuto modo di assaggiare recentemente la Grande Dame 2004?
      Sarei interessato a conoscere il suo parere sullo stato attuale di questo champagne.

      Cordialità

      1. L’ultima volta l’ho assaggiata a dicembre 2018 insieme a Demarville e fu una sorpresa. Non al ricordavo così buona…
        D’altronde, come ho detto più volte, le LGD hanno bisogno di tempo.

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