Krug Vintage 1998: fantastico!

etichetta di champagne krug vintage 1998A giugno, in occasione di Vinòforum, era stata organizzata una serata Krug alla presenza dello stesso Olivier Krug. Il discendente del fondatore spiegava che l’avo aveva messo a punto due champagne per la propria maison, la Cuvée N.1 e la Cuvée N.2. La prima era quella che meglio incarnava l’idea di eccellenza di Joseph Krug ed era “multimillesimata” e prodotta tutti gli anni; la seconda cuvée, invece, era millesimata e prodotta solo nelle annate che permettevano un certo livello qualitativo.

foto di Olivier Krug, figlio del grande Henri
Olivier Krug, figlio del grande Henri (tanto 1998 quanto 2000 sono stati assemblati da lui…) e oggi splendido ambasciatore della maison di famiglia nel mondo. E non solo.

Joseph Krug, infatti, riteneva impossibile produrre uno champagne perfetto tutti gli anni con l’uva di una sola vendemmia, invece lo riteneva possibile selezionando con cura le migliori uve dei migliori Cru delle ultime annate; diversamente, quando le condizioni climatiche lo consentivano, era possibile dare vita a uno champagne con il medesimo stile, ma con le uve di una sola annata. Facile, a questo punto, identificare oggi la Cuvée N.1 nella Grande Cuvée e la Cuvée N.2 nel Vintage. Ebbene, nel corso della serata, Olivier Krug faceva assaggiare prima il Vintage 1998 e poi il Vintage 2000 per far capire cosa volesse dire champagne di un’annata nel rispetto dello stile della maison, quindi concludeva con la Grande Cuvée per fissare il concetto di champagne d’eccellenza anno dopo anno. Sarà, ma in quell’occasione il Vintage 1998 mi colpì dritto al cuore, anche se non era la prima volta che lo assaggiavo…

immagine del diario di Joseph Krug
Il diario di Joseph Krug, per anni custodito nella cassaforte della famiglia e ora esposto in una teca nella sala degustazione della maison. È qui che il fondatore spiega la sua idea di champagne e fissa le caratteristiche degli odierni Grande Cuvée e Vintage.

Passa qualche mese e Olivier torna a Roma per bissare questa interessante esperienza, stavolta presso l’enoteca Lucantoni. Fa sempre piacere sentire parlare “un” Krug, così come gli champagne di questa maison, ma stavolta più che mai mi sono convinto dell’eccellenza del Vintage 1998, dell’autentico stato di grazia in cui si trova in questo momento.
Per questo ho voluto tornarci sopra, ricordando prima che i vini fermentano in pièces usate da 205 l, che nell’assemblage figurano tutte e tre le uve di Champagne e che la maturazione sur lattes si protrae per 10 anni.

bottiglia di krug vintage 1998
Un po’ messo in ombra dall’energia del 1996 prima e dal simbolismo del 2000 poi, il Vintage 1998 si sta ora prendendo la rivincita, mostrando tutta la sua eccellenza.

Vintage 1998
Avvicini il naso al bicchiere ed ecco emergere “lui”, il carattere unico di Krug, che in questo caso tradisce non solo eccellenza di materia, ma anche un fascino irresistibile. All’olfatto è uno champagne complesso e maturo ma, pur se sembra un paradosso, molto fresco. Ha note di sottobosco, di torrefazione, di tostature, quindi di fiori appassiti e di tabacco biondo, il tutto su un vivace fondo agrumato. Un trionfo, insomma, che segna anche l’attacco in bocca, con una perfetta vena acida che non fa che ingigantire la sensazione di pienezza e di dinamismo, tale da rendere l’assaggio anche succulento. Il vino è fuso, compatto tra la generosità di materia, l’eleganza, la finezza e la splendida bollicina. Rischio di sperticarmi nelle lodi, ma non riesco proprio a evitare di definirlo sontuoso, regale, anche perché sembra non voler finire mai…
Voto: 97/100

Due note, per concludere ed eccellenza di questo benedetto Vintage 1998 a parte. La degustazione è sempre avvenuta con quello che considero uno dei migliori bicchieri da champagne in circolazione, “Le Jospeh” realizzato da Riedel per Krug (ne ho parlato diffusamente nella guida Grandi Champagne 2012). Secondo, al termine ho espresso le mie perplessità a Olivier Krug circa la successione dei vini. A mio avviso, la Grande Cuvée dopo i Vintage è penalizzata: la ricchezza, la potenza dei primi, soprattutto il 1998, mettono in ombra la fine complessità della seconda. E se questa sensazione è comunque avvertibile in palati d’esperienza, figuriamoci in persone meno avvezze, che rischiano così di ricordare solo l’intensità dei primi a discapito della Grande Cuvée. D’altronde, se per Joseph Krug veniva prima la Cuvée N.1 e poi la Cuvée N.2, perché non fare lo stesso in degustazione? Si potrebbe cominciare scoprendo l’universo della Grande Cuvée, quindi passare alle caratteristiche marcate dell’annata con i Vintage. Ma sono opinioni personali…

Gli champagne Krug sono distribuiti in esclusiva da:
Moët Hennessy Italia – tel. 02/6714111 – www.moethennessy.it

13 commenti su “Krug Vintage 1998: fantastico!”

  1. Buongiorno
    mi sto godendo la vostra guida nei pochi momenti di tranquillità nella mia cantina in Italia.
    Avrei una domanda, per quanto riguarda Krug, Vintage 98 non è stato prodotto in Magnum e Jeroboam ?
    E cosa faranno col nuovo Vintage 00 ?
    Sempre di casa Krug Clos du Mesnil in grandi formati sono disponibili in Italia ?

    Grazie mille
    e salute

    MM

    1. Buonasera,
      i Vintage di Krug sono prodotti anche in magnum ma non in jeroboam, cosa che invece avviene per la Grande Cuvée, che è l’unico Krug nel formato 3 litri. Infine, sì, anche il Clos du Mesnil è proposto in magnum.
      Santé a lei!
      A presto

  2. Illustre Alberto avendo,lei, deciso di condividere la sua passione on line dovrà sopportare un po’ anche me, che ho la medesima, ma non le stesse conoscenze; avrei così molte curiosità sullo champagne. In particolar modo le chiedero’ di vini da me bevuti (vedi comtes 88 e charlie 85 di cui mi ha già, gentilmente. detto). Un mio amico ha trovato due Krug 1982 che berremo tra non molto, cosa aspettarmi? Grazie

    1. Ma quale sopportare, è un piacere! Immagino si tratti di Krug Vintage e non Collection, giusto? E poi spero che siano stato tenuti nelle migliori condizioni. Bene, cosa aspettarsi? Il classico, meraviglioso carattere Krug in un contesto da grande Borgogna, pieno, di freschezza sgrumata, non così complesso come l’85 e l’88, ma bello, piacevole, affascinante… Vi invidio.

  3. Buongiorno,
    sto iniziando il mio percorso nel mondo degli champagne e la sua guida (oltre al blog) è un punto di riferimento costante. Vorrei provare un vintage di Krug, ma non o decidermi sull’annata… Sono tentato dal ’98, ma vorrei avere prima un consiglio.

    Grazie 1000

    Gabriele

    1. Grazie!
      Krug Vintage 1998! Ottima scelta, è un grandissimo champagne e un… grandissimo Krug. Non è facilissimo da trovare oggi, ma se riesce (e a buon prezzo), beh, ben venga!

  4. Allora farò di tutto per reperirlo!

    Mi permetta un quesito che, da fan della guida (ottima soprattutto per scoprire piccole maisons che sono veri e propri tesori!): il giudizio offerto sugli champagne è dato in assoluto sulla base della qualità effettiva o tiene conto di altri parametri come prezzo / tipologia del prodotto?

    La ringrazio e le faccio i complimenti per il lavoro svolto: sempre punto di riferimento assoluto in una ricerca estetico-culturale così affascinante!

    Gabriele

    1. Grazie!
      No, il giudizio è unicamente qualitativo. L’indicazione del prezzo, come fascia, è riportata, ma non entra nel giudizio di merito.

  5. Gentilissimo Signor Lupetti, le rinnovo i complimenti per il suo sito e le sue competenze veramente uniche. Pur abitando in Francia non ho a tutt’oggi trovato un sito così interessante come il suo! Mi permetto di chiederle un consiglio. Vorrei per un’occasione importante che arriverà tra poco offrirmi una bottiglia speciale. Un millésime 1976 sarebbe “simbolico”, ma non trovo nulla che mi sembra adatto (che ne pensa di questa annata?). Se lei dovesse scegliere (con un budget non astronomico) cosa si offrirebbe per un’occasione speciale? Pensavo di orientarmi su un DT Jacquesson, maison che amo molto (ho anche avuto modo di incontrare i fratelli Chiquet e degustare parecchi loro vini) e ho trovato le seguenti bottiglie: un DT 1996 millésime ; un DT Avize 1997 e un DT millésime 1995. Ho poi però trovato da un caviste di fiducia un Krug 1998 e pensavo di orientarmi su quest’ultima bottiglia, in fondo conosco meglio la gamma Jacquesson (però solo fino al 2002…), e sono molto impaziente di degustare un Krug 98 (con prevalenza di chardonnay, cosa rara…)
    Dopo la degustazione vorrei terminare la bottiglia a tavola; ho parecchie idee di “accords” ma mi farebbe molto piacere avere gentilmente il suo parere d’esperto!
    Concludo con un’ultima domande: ha mai pensato (se non fosse già il caso) di esportare le sue masterclass anche qui in Francia? Viste le sue competenze assolutamente uniche, sono sicuro che avrebbe un enorme successo! E conosco tante persone che sarebbero pronte a inscriversi (nonché a leggere la sua guida in francese che diventerebbe presto un’opera di riferimento)!

    La ringrazio per l’attenzione
    Filippo

    1. Innanzitutto grazie. Di cuore!
      Tra le bottiglie da lei proposte la scelta non è facile perché si tratta di grandissimi champagne, quindi poi subentra il gusto personale. Tenga però presente che l’Avize 1997 è stato uno dei “più belli” della serie già in versione “normale”, quindi… Il problema – diciamo pure così – è che pure il Krug 1998 è stato un grandissimo, certamente e in questo momento ancora superiori a tutti gli altri Vintage della maison usciti successivamente. Allora se è quello che la incuriosisce di più… beh vada per questo Krug 1998.
      Se ho ben capito, vorrebbe l’indicazione di uno champagne “universale” a tavola, giusto? Senza avere maggiori dettagli sui piatti non è facile, ma a naso posso dirle Brut Vintage di Roederer, La Grande Année di Bollinger, Dom Pérignon Vintage o il Rosé di Selosse.
      La Francia? Non facile: accetterebbero mai un italiano che gli racconta lo champagne? Non credo…
      Mi faccia sapere

      1. La ringrazio moltissimo per la sua risposta! Mi permetto di precisare meglio la mia seconda domanda che non era ben posta: dovendo finire il Krug 98 a tavola, con cosa lo abbinerebbe? Se mai dovessi trovarne, pensa che ci siano champagnes del 76 veramente meritevoli?
        Per quanto riguarda una sua venuta in Francia, viste le sue credenziali penso che non abbia da temere confronti, e comunque quando i francesi fiutano il talento, si rivelano molto “esterofili”! Grazie ancora per la sua cortesia!
        FIlippo

  6. Buongiorno Sig.Lupetti,
    Le scrivo per una informazione.
    Sono un giovane appassionato di champagne e la seguo fin dagli esordi del blog e delle sue preziosissime guide.
    Mi sono imbattuto di recente in una particolare edizione di Krug Vintage 1998 denominata “Cellared at Krug until 2019” , il nome non lascia dubbio su cosa sia la bottiglia. Ma non trovo informazioni ufficiale del prodotto e nemmeno se questa è un edizione limitata e quante di queste bottiglie siano presenti nel nostro mercato. Lei magari sa darmi qualche informazione in più.

    La ringrazio per il suo tempo e rinnovo i miei più sentiti complimenti per il lavoro che sta facendo.

    1. Dubbio lecito. In passato, Krug lanciava periodicamente un’annata di Collection (4.000 bottiglie numerate) che potevano essere, a seconda dei casi, dei dégorgement tradif oppure dei dégorgement originali tenuti fino a quel momento nelle cantine Krug.
      Poi le cose sono cambiate e da qualche anno i Collection sono dei dégorgement tardif. Però, l’anno scorso hanno fatto la loro comparsa dei Vintage di vecchie annate tenute fino al momento della commercializzazione nelle cantine Krug, quindi conservate in condizioni ideali.È il suo caso. Il Vintage 1988 fu degorgiato tra la fine del 2009 e l’inizio del 2013 e alcune di queste bottiglie sono state conservate da Krug fino a oggi. L’iD le dirà esattamente quando è avvenuto il dégorgement.
      Grazie del complimenti…

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