Venus, lo champagne mito di Agrapart

agrapart champagnePascal Agrapart è un autentico personaggio. Assai poco uso alle luci della ribalta, è uno degli interpreti illuminati dello Chardonnay di Avize, mettendo d’accordo in questo tanto gli appassionati più inclini agli champagne delle Grandes Marques, quanto i più estremisti. E non è poco. Pascal, infatti, è un estremista della massima naturalezza tanto in vigna quanto in cantina, ciò nonostante i suoi vini non sono mai scostanti, estremi o addirittura palesemente difettati come accade a molti (troppi?) suoi colleghi, in Champagne come fuori. Già, perché le creazioni di Pascal hanno personalità da vendere e sono tremendamente affascinanti, oltre che tutt’altro che ostici nell’approccio. 

foto di Pascal Agrapart
Pascal Agrapart, grande produttore di champagne che sa coniugare perfettamente l’estremismo nella conduzione dei vigneti e nelle partiche di cantina con una piacevolezza, una grandezza dei vini straordinarie.

Pascal è l’erede di una famiglia di viticoltori attiva già nel XIX secolo; l’estensione dei vigneti (oggi 9,7 ettari di vigna divisi in 62 parcelle, siti principalmente ad Avize, ma anche a Cramant, Oger e Oiry, tutti Grand Cru, insomma, oltre a qualcosa pure a Bergeres Les Vertus, Avenay Val d’Or e Mardeuil) si deve al papà Pierre negli anni ’60, mentre Pascal ha preso in mano l’attività di famiglia (è classificato RM) nel 1982, iniziando la conversione delle vigne a una coltivazione naturale al 100%, con trattamenti solo omeopatici e l’eventuale diserbo meccanico e non chimico. Nonostante questo rigoroso rispetto della natura e dei suoi cicli, però, a Pascal non interessano certificazioni biodinamiche e altre menate simili in etichetta…

Pascal e la cavalla Vénus
Pascal e la cavalla Vénus al lavoro nella parcella più vecchia dei vigneti di proprietà, sita nella zona di La Fosse ad Avize. VèNus, purtroppo, è scomparsa, ma ha guadagnato l’immortalità diventando la cuvée di punta di Agrapart.

Per la pressatura viene utilizzata una classica Coquard, la vinificazione, con soli lieviti indigeni, avviene in acciaio, il debourbage per gravità, la malolattica sempre svolta naturalmente e, infine, parte dei vini, i migliori, sono maturati in tonneaux rigorosamente usati. Dopo l’imbottigliamento, il tiraggio dura dai 3 ai 5 anni a seconda della cuvée, rémuage e dégorgement sono manuali. Il prototipo del récoltant, dunque, ma non perché segua una ricetta, bensì per convinzione, per stile, anche di vita, per questo la produzione è veramente artigianale e sfiora appena le 100.000 bottiglie annue. Oggi letteralmente contese.

Nell’edizione 2012 della guida Grandi Champagne potemmo recensire solo due etichette di Pascal Agrapart (Les 7 Crue e Terroirs), quest’anno, invece, per l’edizione 2014, contiamo di averne molte più, tra le quali la mitica Venus.

Tra le varie parcelle di proprietà di Agrapart, ce n’è una di 0,3 ettari piantata nel 1959 nella zona di La Fosse, ad Avize. Ebbene, questo piccolo vigneto è quello più rappresentativo di Pascal e della sua filosofia, perché nel 2000 ha iniziato a coltivarlo esclusivamente con il cavallo in luogo del trattore. Secondo Pascal, infatti, i ripetuti passaggi del mezzo meccanico comprimono la terra, incidendo negativamente sulla vita del sottosuolo. Nel 2001, annata disastrosa in Champagne a eccezione di alcune parcelle con condizioni microclimatiche particolari, Pascal realizza con queste uve un nuovo champagne, un “brut nature” affinato in barrique e prodotto in non più di 3.000 bottiglie. La cuvée prende il nome dello stesso cavallo, Vénus, una giumenta bianca di 15 anni che, purtroppo, è scomparsa qualche anno fa, gettando Pascal nel più profondo sconforto. C’è voluto tempo prima di trovare la sostitutta, ma nel frattempo Vénus ha guadagnato l’immortalità finendo definitivamente sull’etichetta della cuvée di punta di Agrapart.

Vénus

100% Chardonnay, dosage 0 g/l

bottiglia di champagne Agrapart 20022002
(tirage mag. 2004, dég. ott. 2008)
Naso molto interessante, fitto, disegnato da un bel cioccolato bianco e speziature, ma anche tanta nocciola e una sinuosa dolcezza di zucchero a velo per questo champagne Vénus 2002.
Quindi ecco anche il frutto e l’agrume, pure in canditura, in un crescendo che rende la complessità di questo vino davvero rimarchevole.
Il palato è ricco e spesso, freschissimo, prima fruttato e poi minerale salino in chiusura, con un finale asciutto di eccezionale pulizia. Non è uno Champagne facile, ma di grande stoffa, per questo da appassionati.
Con il plus che si tratta di uno zéro dosage capace di non essere non solo mai troppo asciutto o duro, ma addirittura coinvolgente.
Voto: 93/100

bottiglia di champagne Agrapart 20042004
(tirage mag. 2005, dég. gen. 2010)
Approccio olfattivo che denota subito tutta l’importanza, tutta la grandezza di questo champagne.
C’è un tocco di maturità che incornicia il frutto e i fiori bianchi, poi un’affascinante dolcezza di canditure e una vena balsamica rinfrescante. La bocca è ricca e completa, con una bella fusione dei riconoscimenti olfattivi e tanta freschezza.
Lo sviluppo è sui toni della mineralità “cretosa” (rispecchia perfettamente il terroir del vigneto) per chiudere poi salino, fine ma di buona persistenza. Grande a tavola con piatti di mare.
Voto: 92/100

Gli champagne Agrapart sono distribuiti in esclusiva da:
Pellegrini
tel. 035/781010
www.pellegrinispa.net 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *