Pol Roger Rosé 2004: un grande champagne che sa anche osare a tavola

champagne pol roger

Nella seconda edizione della guida Grandi Champagne avreste dovuto trovare, nell’ambito di Pol Roger, il Vintage 2002 e il Rosé 2004, però, grazie alla gentilezza e alla stime che ha per me Laurent d’Harcourt, abbiamo ricevuto in anteprima il Vintage 2004 e il Rosé 2006, dunque troverete pubblicati questi ultimi. Pertanto, mi sembra giusto raccontare qui su Lemiebollicine i due precedenti, iniziando dal Rosé 2004, anche perché, come nella tradizione di Pol Roger, i millesimati sono sempre eccellenti e vantano un potenziale di invecchiamento assolutamente straordinario.

Laurent d’Harcourt
Il bravissimo Laurent d’Harcourt, prima export manager e ora presidente di Pol Roger.

Prima, però, una parola su Laurent d’Harcourt… Questo bravissimo borgognone di nascita è cresciuto al fianco di Bruno Paillard prima di approdare, come export manager, da Pol Roger. Ebbene, al numero 1 di rue Henri Le Large ha fatto talmente bene che il 9 luglio scorso è stato nominato Presidente della prestigiosa maison di Epernay.

Bravo Laurent, il mio più sincero “in bocca al lupo” per questo nuovo, prestigiosissimo incarico!

Bene, veniamo al Rosé di Pol Roger, tra l’altro l’unico rosato prodotto. La maison di Epernay, infatti, sembra tradizionalmente poco incline a questo tipo di champagne in rosa, ciò nonostante, da quando ha iniziato a cimentarvisi, ha fatto non bene, ma benissimo. Come il Vintage, anche il Rosé è prodotto con una selezione di uve di 20 tra Premier e Grand Cru della Montagne de Reims (acquistate) e della Côte des Blancs (di proprietà), poi vinificate in tini di acciaio termocondizionati dove i vini svolgono interamente la malolattica. Dopo l’imbottigliamento, a differenza della grande maggioranza dei rosé, matura a lungo sui lieviti, per ben 8 anni e poi, come per tutti i Pol Roger, il rémuage è manuale. Curiosamente, questo rosé è proposto unicamente nel formato da 0,750 ml.

cantine champagne Pol Roger
Le cantine di Pol Roger sono le più profonde e fredde della Champagne, il che garantirebbe una bollicina più fine e una maturazione migliore.

bottiglia champagne pol roger rosé 2004Rosé 2004
65% Pinot Noir, di cui il 15% in rosso, 35% Chardonnay
Il bicchiere colpisce già per il colore, oro-ramato, quindi per i profumi che conducono indiscutibilmente a un rosé. Ma un gran bel rosé, uno dolcemente fruttato sui piccoli frutti rossi, ma anche secco, per questo perfettamente equilibrato, ovvero mai sdolcinato. E non mancano accenni minerali, di mollica di pane, di thè scuro e pure di erbe officinali. Forse non replica la pienezza, il fascino del 2002, ma è innegabile la sua stoffa. Così, all’assaggio, la sua natura di rosé lontano dalle mode si fa ancora più evidente, perché è la mineralità a sostenere il palato, la componente fruttata rossa, per uno sviluppo vivace che porta a una chiusura capace di  alternare proprio frutto e sapidità, oltre a un filo di tannino pulente. Pol Roger si conferma molto brava con i rosé.

Bene, sapete cosa vi dico? Che questo è uno dei rarissimi rosé da carne rossa e io me lo godo al fianco di un sontuoso Risbuger del Ris Cafè di Roma. Altro che birra…
Voto: 91/100

Risburger
Il gustosissimo e sontuoso Risburger, creato dal patròn del Ris Cafè Luigi Parise sulla base di una selezione assoluta di carni.
Gli champagne Pol Roger sono distribuiti in esclusiva da:
Heres, tel. 055/5341093, www.heres.it

5 commenti su “Pol Roger Rosé 2004: un grande champagne che sa anche osare a tavola”

  1. Buongiorno,
    mi chiedevo quali potrebbero essere altri champagne (rosé o meno) da abbinare ad un buon hamburger.

    La saluto e la ringrazio.

    1. Personalmente ci abbinerei anche il Rosé di L-P, magari non freschissimo di dégorgement, o, ancora meglio, La Grande Année Rosé di Bollinger….

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