Super anteprima: il futuro dei DT di Jacquesson

maison Jacquesson

Nel mio recente viaggio in Champagne (insieme agli amici Amedeo Pasquino e Pascal Tinari) per presentare la nuova edizione della guida Grandi Champagne non potevo mancare una visita da Jacquesson. L’invito di Jean-Hervé Chiquet era per un caffè di prima mattina, ma alla fine… ci siamo trovati ad assaggiare qualcosa. Innanzitutto la nuova Cuvée 737, di cui ho parlato recentemente su questo sito, ed è stato proprio questo champagne ad averci dato l’occasione di parlare della filosofia della linea 7xx, nonché della filosofia della maison.

Jean-Hervé Chiquet durante una degustazione
Jean-Hervé Chiquet durante la mia ultima visita. Ha dichiarato “io e mio fratello lavoriamo per piacere”: che bello!

La Cuvée 7xx non è un mero brut sans année, bensì il miglior assemblaggio che ogni anno i fratelli Chiquet sono in grado di mettere in campo. È, insomma, il pilastro di questa piccola maison-gioiello di Dizy. Negli anni, Jean-Hervé e suo fratello Laurent l’hanno trasformata da Brut Perfection che era, via via affinandola: innanzitutto selezionando sempre più i vini e riducendo il dosaggio, poi impiegando come vins de réserve gli assemblaggi delle annate precedenti, infine ricorrendo a uve totalmente organiche a partire dalla 736.

etichetta cuvée 7xx
Anche la linea delle Cuvée 7xx “rinasce” come Dégorgement Tardif e a inaugurare la serie è la 733, basata sull’annata 2005.

Nel frattempo, gli Chiquet, nell’opera di trasformazione della maison da quella ereditata dal padre a quella che avevano, anzi hanno in mente, hanno smesso di produrre i millesimati classici (mi viene da dire “purtroppo…” tanto erano buoni) per fare spazio ai Lieux-Dits, una linea di quattro champagne prodotti da altrettanti singoli vigneti, ma solo nelle annate ritenute idonee. Jacquesson, però, propone di tanto in tanto anche le vecchie annate, tenute a maturare lungamente sui lieviti, con il nome di Dégorgement Tardif: abbiamo visto negli anni in questa versione i Grand Vin Signature, il monocru Avize, il classico Millésime, che chiuderà la serie nel 2020 (con il millesimato 2002), completando così definitivamente la transizione della gamma Jacquesson in quello che avevano e hanno in mente Jean-Hervé e Laurent Chiquet. Che nel frattempo, nell’ottica della massima qualità, hanno avuto il coraggio di andare controcorrente e ridurre la produzione, scesa in questi ultimi anni da 350.000 a circa 280.000 bottiglie! Capito?

Nel giro di sei anni, quindi, scompariranno i Dégorgement Tardif, meglio noti come DT? No. Probabilmente vedremo una piccolissima tiratura dei Lieux-Dits riproposta come tale, ma entro fine anno vedremo anche le Cuvée 7xx rinascere come DT. Sì, avete letto bene, le varie 7xx ancora tenute a maturare sui lieviti (circa 20.000 bottiglie per ciascuna annata, dalla 737 addirittura chiuse con il tappo di sughero e non con il classico metallico) verranno man mano riproposte come Dégorgement Tardif e la prima a esordire in tal senso è la Cuvée 733. Ecco, Jean-Hervé ci ha fatto gentilmente provare in anteprima questo DT 733, del quale vi racconto subito.

bottiglia champagne DT 733DT 733
24% Pinot Noir, 52% Chardonnay, 24% Pinot Meunier; base vendemmia 2005 con vins de réserve del 2004 (16%) e 2001 (6%)
dég. gen. 2014 – Naso veramente molto ricco e profondo, soprattutto freschissimo, a esprimere frutta secca e agrumi scuri leggermente tenenti al candito. Ancorché giovanissimo, dà la netta sensazione di essere uno champagne molto complesso. Bocca ancora fresca, ma anche elegante, o meglio fine, decisamente minerale e nuovamente agrumata, anche se ora su toni più chiari. Più di tutto, colpisce perché il vino è certamente molto concentrato, ma pure “leggero”, nel senso che è scorrevole, piacevolmente bevibile. Chiude giustamente asciutto, sapido, sempre eccezionalmente fresco e molto, molto lungo. Proprio un grand vin
Voto: 92/100

La Cuvée 733, uscita nel 2009, non fu tra le migliori della serie. Per carità molto, molto buona, ma non ottima, nel senso che le mancava il colpo d’ala, solo perché… troppo giovane. Ricordo di aver concluso la degustazione, infatti, con un “vino dalle ottime potenzialità, ma ancora deve rivelarsi completamente”. Beh, devo dire che avevo visto giusto, perché dopo altri cinque anni passati sui lieviti questo vino il colpo d’ala l’ha sfoderato eccome! Il conto alla rovescia è iniziato…

Gli champagne Jacquesson sono distribuiti in esclusiva da:
Pellegrini – tel. 035/781010 – www.pellegrinispa.net

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