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Champagne Krug: alla scoperta dei segreti della Grande Cuvée, l’essenza di Krug

(II PARTE) Grande Cuvée Krug (I Parte), pubblicata il 3 Febbraio 2014 Da un paio di anni Krug ha deciso di porre l’accento innanzitutto sulla Grande Cuvée, a...
di Alberto Lupetti

champagne krug grande cuvée

(II PARTE)

Grande Cuvée Krug (I Parte), pubblicata il 3 Febbraio 2014

Da un paio di anni Krug ha deciso di porre l’accento innanzitutto sulla Grande Cuvée, a mio avviso forse in maniera eccessiva, ma si tratta pur sempre di quella che per il fondatore era la Cuvée N.1. Poi, per carità, io personalmente preferisco il Krug Vintage, altri, magari, il Clos du Mesnil, ma la Grande Cuvée resta l’emblema degli champagne Krug. Così, non sorprende più di tanto che nella guida Grandi Champagne 2014-15 questo vino ci abbia letteralmente colpito, conquistando il punteggio di 95/100 ed entrando così nella categoria dei “Miti”.
Di questo champagne particolare, anzi unico, che non sottostà ad alcuna gerarchia, che non è né sans annéecuvée de prestige, ho avuto modo di parlare raccontandone i segreti e ora, come promesso, torno sull’argomento per condividere con tutti voi il racconto che ne facevano gli stessi Henri e Rémi Krug alla fine degli anni ’70…

champagne krug Private Cuvée
La Cuvée N.1 si poi evoluta in Private Cuvée, ancora caratterizzata dalla classica bottiglia champenoise…

Raccontando la nascita di questo champagne, i due fratelli Krug parlano addirittura di “concerto pour une cuvée”.
Nel dettaglio, ci dicono che “Noi Krug siamo stati e vogliamo rimanere degli artisti e dei commercianti allo stesso tempo. Creiamo le nostre cuvée per il nostro pubblico.
Però, la preparazione per la nascita della Grande Cuvée è l’esempio dell’applicazione di un esercizio completo fatto di un certo numero di passaggi molto precisi che regolano tutta la filosofia della maison.

Storicamente, Krug è una ‘cuvée spéciale’, ma non perché sia un super prodotto top di gamma come può essere, ad esempio, la Cadillac per Chevrolet, bensì proprio perché tale. Come la Rolls, che è speciale in quanto Rolls e non perché il vertice della gamma Rolls Royce, che non conta certo cinquanta modelli…
La deontologia Krug è stata di mantenere inalterata la personalità Krug, non venendo mai meno alla fedeltà dei nostri clienti grazie al rispetto costante di questa qualità speciale nonostante il mondo evolva. Negli anni, i paesaggi cambiano, i krugisti si rinnovano, maturano, scoprono altri champagne, ma è allora che capiscono cosa significa Krug. Tutte le maison sono imperniate su una cuvée de luxe, mentre per Krug non è una questione di aggiungere alla gamma una super-cuvée, né di rimanere bloccati ignorando le evoluzioni dei paesaggi, no.
La tradizione Krug è permanente, ma si deve anche adattare per sopravvivere.

krug, evoluzione delle bottiglie
…la successiva evoluzione, voluta da Paul insieme ai figli Henri e Rémi, ha invece portato alla Grande Cuvée, la vera essenza di Krug, come rimarcato anche dalla nuova bottiglia. Da destra a sinistra, vediamo come negli anni sia via via cambiata l’etichetta.

La definizione di ‘cuvée spéciale’ è un concetto soggettivo e personale. È, in generale, un prodotto realizzato con una cura particolare in rapporto a un altro più standardizzato. Una sorta di trattamento speciale… Nelle maison che fanno grandi numeri, la gamma comprende cinque o sei categorie di champagne e la più sofisticata è la ‘cuvée spéciale’, che è la crème, il nec plus ultra. Da Krug, invece, il concetto di ‘cuvée spéciale’ assume un significato differente. Se si qualifica lo champagne ‘spéciale’ è solo perché è più semplice per gli appassionati collegare questo termine a una nozione che cominciano oramai a conoscere. Ma Krug esisteva già ben prima che le altre maison creassero le loro ‘cuvée haut de gamme’, come dicono i signori del marketing. Krug, invece, speciale lo è per nascita, dalla selezione delle uve alla vinificazione in piccole botti, dagli assemblaggi esclusivi a quella moltitudine di dettagli che la rendono unica. I nostri clienti non cercano un Krug standard o un Krug de luxe, ma se Krug propone due cuvée (all’epoca erano solo e ancora due… N.d.A.), allora queste sono sorelle, figlie della stessa filosofia e fatte con la medesima cura. Sono Krug. E questo è tutto.

famiglia Krug
Ecco gli artefici del grande cambiamento: la quarta e la quinta generazione della famiglia Krug.

Un appassionato che guarda i vini di una maison de champagne troverà in media tre prezzi corrispondenti ad altrettante qualità, diciamo tra i 40 e i 100 e più FF. Allora si potrebbe scegliere l’etichetta più costosa per un grande momento di piacere e le altre per occasioni più ordinarie. Ma in Krug non è così: lo champagne è uno solo e lo si sceglie o meno. Senza attendere occasioni speciali… Non abbiamo bisogno di marketing (parole sante che dovrebbero far riflettere… N.d.A.), siamo una piccola maison che non potrà mai essere diffusa in tutto il mondo. Insomma, siamo diversi e lo siamo stati per 140 anni”.

Ricordo che queste parole risalgono al 1979…

E ora vediamo come la Cuvée N.1 si è evoluta all’epoca, passando dalla Private Cuvée che era alla Grande Cuvée che è ancora oggi. Sapevamo che l’artefice di questa evoluzione era stato il grande Henri, invece dalle sue stesse parole scopriamo che è stato il padre a prendere la decisione finale: “con una tale dinastia, uno avrebbe potuto aspettarsi che un Paul Krug si fosse aggrappato con rigore alle ricette che gli erano state trasmesse, invece non è stato così”.

Krug: la cantina
Il vero punto di forza della Grande Cuvée sono i vins de réserve di numerose annate: ecco la parte della cantina sotterranea dove sono conservati. La vera stanza del tesoro di Krug.

E allora eccole le riflessioni dello stesso Paul: “Non vorrei che qualcuno pensasse che, visto che ho 37 anni più dei miei figli, io sia un vecchio ottuso avverso a qualsiasi evoluzione. Invece, il nostro champagne è stato rinnovato: abbiamo riflettuto e finalmente siamo arrivati a creare questo vino delizioso che è assolutamente Krug. D’altronde, sono un prammatico… Mi piacciono i cambiamenti, soprattutto quando portano a un miglioramento. Per molto tempo avevo detto che non avremmo potuto fare meglio, però, all’epoca, ci mancavano quei vigneti che poi abbiamo acquistato più tardi. Adesso, invece, possiamo fare non solo meglio, ma addirittura vini ancora più originali. È stata la ‘conditio sine qua non’ per riuscire, così ho preso la decisione. Questa Grande Cuvée è leggermente differente dalla Private Cuvée, ma noi lavoriamo come i profumieri, mica come i fotocopiatori! Un vino non è pensato da un computer, ma è tutta un’alchimia che si deve svolgere”.

Olivier Krug
Olivier Krug, figlio del grande Henri, rappresenta invece la sesta generazione della famiglia e, in seno alla maison che porta il suo nome, è il garante dello stile messo a punto dal suo avo e poi cristalizzato da suo nonno e suo padre.

D’altronde, a dirla tutta, c’era alla base un problema che ossessionava i Krug: le vecchie Private Cuvée e i Millésime erano talmente simili – ricordate il concetto della N.1 e della N.2 della scorsa puntata? – che alla fine risultava estremamente difficile farne capire la differenza agli appassionati. Quindi, i Krug capirono di aver bisogno di altre uve, diverse, e allora da un lato acquistarono nuovi vigneti e dall’altro firmarono nuovi contratti di fornitura, il tutto ad Avize, Oger e Le Mesnil, quindi nella Côte des Blancs, quindi con un maggiore accento sullo Chardonnay.
E, così, la Private è diventata Grande Cuvée.

Eric Lebel chef de cave Krug
La parte tecnica, invece, è affidata a Eric Lebel, l’attuale chef de cave che si è formato per anni proprio al fianco di Henri Krug.

Ma torniamo alle parole di Paul a proposito della Grande Cuvée: “È tuttora un assemblaggio di 7-8 annate, ma, soprattutto, si differenzia dal Millésime per la maggiore componente ‘bianca’. Il Millésime, invece, resta più vinoso, più corposo, che poi è una della caratteristiche dello stile Krug. Ci ritroviamo, dunque, con due fratelli dalle caratteristiche differenti, ma perfettamente a loro agio nelle loro rispettive personalità. La Grande Cuvé, dunque, è la nuova faccia di Krug”. E il figlio Rémi aggiunge che “Non dico che cambiare sia un obbligo deplorevole, ma piuttosto una possibilità eccezionale per andare avanti. Rimanere fermi significa l’asfissia”. Mentre Henri aggiunge quello che oggi oramai sappiamo benissimo, ovvero che il Millésime (l’attuale Vintage) non sia meglio della Grande Cuvée, perché in casa Krug il millesimato è un’eccezione. E fa un’osservazione molto interessante: “Per alcuni clienti, soprattutto gli inglesi, gli americani, gli australiani, un grande champagne deve essere millesimato; di contro, in Francia, come in Italia, in Belgio e in Germania, è più importante la firma, quindi la marca, della data di nascita. Non a caso, l’armonia ideale della Grande Cuvée è ottenuta non soltanto assemblando i migliori Cru, ma anche le annate. Faccio un esempio: c’è certamente differenza di gusto nelle annate ’69, ’70 e ’71, ma se l’obiettivo è l’armonia e soddisfare una clientela che la apprezzi, allora diventa logico interrompere il ritmo delle annate e, invece, comporre un assemblaggio di annate. Infatti, unendo diverse annate, diciamo tra le sette e le otto, si ottiene una garanzia di armonia superiore rispetto alla successione di un’annata dopo l’altra”.

app per mobile Champagne Krug
E dall’ID Code alla “app” il passo è stato breve: è appena arrivata la “app” Krug. Scaricandola gratuitamente da AppStore, con la “app” Krug è possibile non solo conoscere la storia della bottiglia semplicemente fotografandone il suddetto codice, ma anche mantenere uno storico di tutte le bottiglie Krug assaggiate.
champagne Krug, l'ID sulla bottiglia
L’ultima novità, che ha debuttato proprio con la Grande Cuvée, è l’ID Code, che permette di conoscere la data del dégorgement della bottiglia e la sua storia.

Poi, come ho detto all’inizio, ci sarà certamente chi, come me preferisce il millesimato, ma ora capisco perché, avendo chiesto più volte a Olivier Krug di fare insieme una verticale di Vintage, l’ultima volta mi ha promesso che la faremo presto, ma sarà una verticale di Grande Cuvée! Vedremo…
D’altronde, una cosa è certa: ogni volta che bevi la Grande Cuvée ti capita di scoprire qualche elemento nuovo. È lei, è Krug, ma non è mai la stessa… D’altronde, è un fine assemblaggio di una cinquantina vini di tre diverse varietà, di anche 25 Cru diversi, di una decina di annate diverse.
È uno champagne pervaso da una sferzante acidità da giovane che, però, si fa più grasso, nocciolato, complesso quando invecchia. Magnifico.

Gli champagne Krug sono distribuiti in esclusiva da:
Moët Hennessy Italia – tel. 02/6714111 – www.moethennessy.it

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23 risposte a “Champagne Krug: alla scoperta dei segreti della Grande Cuvée, l’essenza di Krug”

  1. Buongiorno Alberto, come ormai sapra’ sono un assoluto estimatore di questa splendida Maison, nella mia cantina le bottiglie di Krug sono le piu’ coccolate e curate… Le chiedo un parere su quanto segue: ho avuto di recente un’accesa discussione (ammetto che mi succede quando qualcuno critica Krug…) con un rappresentante di vini poiche’ sostiene fermamente che la grand cuvee’ e’ radicalmente cambiata dopo l’ingresso del gruppo Moet, e’ diventato piu’ beverina, piu’ “semplice”… Da questa sua affermazione ho ruvidamente dissentito poiche’ ritengo che l’impronta che hanno le mie “vecchie” etichette rosse e’ la medesima delle etichette dorate dal 98 in poi! Sicuramente c’e’ una differenza e deriva dal fatto che mentre ora il prodotto arriva direttamente sul mercato dalla distribuzione, quando la medesima era curata da Antinori le bottiglie rimanevano ad affinare dai 6 mesi ad un anno prima di entrare in commercio!! E, consentitemi, e’ una differenza a dir poco sostanziale al momento della degustazione!!

    • Due premesse. La prima è che le etichette simbolo di una maison, anche se ne rappresentano il biglietto da visita, hanno comunque dei leggeri step evolutivi che le rendono al passo con i tempi, se mi passa il termine. La seconda è che il gruppo LVMH avrà anche bisogno di vendere e vendere, ma non sono mica stupidi! Quindi, non andranno certo a snaturare lo stile di un produttore, men che mai quello unico di Krug. Giusto?
      Ora veniamo a noi. È cambiata la Grande Cuvée? Io temevo che con il passaggio di testimone da Henri Krug a Eric Lebel qualcosa potesse cambiare, ma i miei ultimi assaggi mi hanno rinfrancato in tal senso. D’altronde, Eric ha lavorato tanti anni al fianco di Henri e, comunque, c’è sempre Olivier quale garante dello stile e della tradizione Krug. Semmai è la crescita della produzione (oggi si fa un po’ più di Grande Cuvée rispetto a 15-20 anni fa, ovviamente) ad averla appena influenzata, ma si tratta di una sfumatura che solo i krugisti più attenti e navigati potranno cogliere. Invece, è la tempistica di arrivo sul mercato, come fa notare giustamente lei, ad aver maggiormente influenzato questa etichetta, così in giro ci sono bottiglie troppo, ma troppo giovani. Però, dicevo che in LVMH non sono stupidi e così ecco arrivare il codice che ci dice la data di dégorgement e ci permette di godere questo champagne nelle migliori condizioni. Lei parla di 6 mesi/1 anno, io dico 2 anni almeno: provare per credere!
      E poi, ieri, Olivier Krug mi manda un sms per dirmi che aveva accostato un formaggio che gli avevo portato l’ultima volta a una bottiglia di Grande Cuvée degorgiata nell’autunno del 2011… Il risultato? Eccezionale e non stento a crederlo. Quindi, sì, Krug, come tutti i più grandi champagne, vuole tempo. Il problema è resistere sapendo di avere le bottiglie nelle propria cantina…

  2. Trovo sempre appagante scoprire che gli anni da me spesi in questa passione mi portano ad essere in perfetta sintonia col pensiero di un grande esperto come lei! Ho ancora diverse bottiglie di Grande Cuvee’ che ho acquistato alla fine degli anni 90 che sto’ centellinando “accuratamente”… e ad ogni stappo regalano emozioni (non me ne vogliano gli altri produttori di opere d’arte…) che possono essere superate solo dai Vintage della stessa Maison e da poche altre bottiglie!!

  3. Buongiorno, anche se in ritardo ero curioso di sapere com posso fare per risalire all’anno di produzione di alcune bottiglie di gran cavee da me in possesso, ancora importare da antinori già con la nuova etichetta, non ho trovato IDCODE ma ho trovato un numero stampato sul vetroe il codice a barre è identico per le bottiglie di gran cavee, lo stesso vale per la colletion 1995. Grazie mille per l’eventuale risposta buona giornata.

    • Buongiorno a lei!
      Krug è sempre stata gelosissima del “dietro le quinte” dee propri champagne e solo da un paio d’anni ha iniziato a rivelare pian piano qualcosa, prima il dégorgment con l’ID Code e poi anche l’assemblaggio con il Vintage 2003. Pertanto, prima di tutto questo, era piuttosto difficile sapere qualcosa.
      A ogni modo, mi faccia sapere il laser-code inciso sulle bottiglie e cercherò di cavarne qualcosa…

  4. Buonasera Sig Lupetti.
    Ieri ho acquistato una Bottiglia di Gran Cuvee Krug, risalente agli anni 70 per 110€. Livello a filo del copri capsula e limpidezza ottima. (Per intenderci la prima etichetta a dx della foto che ha postato nel suo articolo). Nel mercato quanto può valere? La ringrazio. Saluti

    • Ah, la primissima Grande Cuvée! Paradossalmente, però, non è ancora un ‘Collection Item’, come invece è la precedente Private Cuvée. A mio avviso, comunque, se ben conservata come sembrerebbe siamo a non meno di 250 euro. Quindi l’ha pagate bene…

        • In teoria il valore sarebbe maggiore a mio avviso, ma poi sul mercato tant’è…
          Il vantaggio è, come dice lei, che la berrà!

  5. Degustando champagne con così tanti anni sulle spalle, quali gusti e aromi mi troverò davanti? Il perlage sarà perso completamente?ed infine, a che temperatura dovrò berlo?grazie mille.

    • Allora, bottiglia freddata piano piano in frigo fino a 9°c, in modo da averne 11 nel bicchiere; bicchiere da vino, un paio di minuti di attesa… Cosa potrebbe trovare? Densità, tipico stile Krug, tra specie dolci, frutta essiccata, sottobosco, mineralità, forse anche una certa freschezza. Bocca rotonda, cremosa, piacevolmente matura nella materia, forse ancora fresca come potrebbe essere il naso, complessa, lunga…

  6. nella foto con le 4 bottiglie la seconda di che hanno è?

    perchè ne ho una identica, e la krug mi ha detto essere del 1988.. ma cercando in internet quella del 1988 ha scritto a caratteri cubitali l’anno (1988)

    il messaggio del krug è questo: Dear Enzo, it seems your Krug Grande Cuvée has been re-created in 1988 and left the Krug cellars in 1998. The blend includes wines from 70’s and 80’s.
    Best regards,

    • Da sinistra? Se sì, si tratta di GC degli anni ’90, diciamo dal 1991 (prima l’etichetta era bianca, quindi il terzo) in poi. Mi sto riferendo alla commercializzazione, quindi l’informazione che le ha detto Krug è esatta (ovviamente). Si tratta di una bottiglie di fine anni ’90.
      Ricreata nel 1988, significa che è stata assemblata nel 1988, quindi base vendemmia 1987 più vini di riserva (è un non millesimato).
      Quella con l’annata scritta a caratteri cubitali è il Vintage…
      Spero di essere riuscito a farle chiarezza.

  7. Buonasera Sig. Alberto,
    scusi il disturbo, mi permetto di disturbarla chiedendole un parere. Io sono praticamente quasi astemia, ma ho in cantina 3 bottiglie di Krug Grande Cuveé acquistate nell’ormai lontano 1996 da mio padre (che non c’è più) e vorrei avere da Lei una valutazione in quanto ogni tanto qualche amico mi chiede di vendergliele, ma io non ho alcuna idea del loro valore e non vorrei né chiedere troppo né troppo poco. Nella foto iniziale di questa pagina dove ci sono 4 bottiglie, le mie corrispondono alla seconda da sinistra. Quella con la scritta oro su fondo rosso. Sul retro è riportato che sono importate da Marchesi L. e P. Antinori SpA Firenze. Mi scuso se la mia richiesta risultasse impertinente e la ringrazio in ogni caso dell’attenzione e dell’eventuale risposta.

    • Nessun disturbo!
      Allora, la Grande Cuvée non è ancora un pezzo da Collezione se non si tratta della primissima edizione (la prima destra, per intenderci). Ma le bottiglie con diversi anni sulle spalle un valore ce l’hanno – eccome! – per l’appassionato, che sa bene di trovarsi di fronte a champagne eccezionali per qualità e grado di maturazione. Per questo i suoi amici chiedono…
      Considerando che oggi una Grande Cuvée costa sui 160 euro, più o meno, le bottiglie in suo possesso non le cederei a meno di 200 euro ciascuna. Diciamo tra i 200 e i 250 euro: si regoli lei in questo range. Ma almeno una bottiglia la tenga e se la goda!!!

      • La ringrazio di cuore. Una la berrò con la mia famiglia in onore di mio padre che sapeva scegliere cosa bere e a Lei che mi ha cortesemente risposto. Un caro saluto Marina

  8. Avrei bisogno del gentile parere di un esperto. Posseggo una bottiglia di Krug e precisamente una di quelle della foto di questo post, la terza da sinistra. Non essendo un intenditore e non essendo riportata sull’ etichetta nessuna data di produzione gradirei che qualcuno mi dicesse qualcosa di preciso su questa bottiglia in particolare anno di produzione e suo valore. Preciso che sulla parte bassa dell’etichetta è riportata la sigla NM 225 001 e sul retro l’etichetta precisa che la bottiglia è stata importata da Antinori. Vi ringrazio.

    • Buongiorno,
      si tratta della Grande Cuvée, la ‘seconda’ versione (chiamiamola così) rispetto all’habillage. È una bottiglia degorgiata nei primi anni ’90 e dalla foto sembra in perfette condizioni. È una bottiglia dal grande valore ‘affettivo’ per gli appassionati, che sul mercato si colloca tra i 120 e i 150 euro. Poco a mio avviso, ma sono i millesimati di Krug a strappare le quotazioni più alte…

      • La ringrazio infinitamente e a questo punto approfitto della sua gentilezza. Avrei intenzione di metterla in vendita e la bottiglia è effettivamente in buono stato per quanto riguarda l’etichetta. Osservando però il liquido all’interno in sospensione si vedono dei piccolissimi granulini (forse residui di tappo?). A questo punto io non so se questo fatto influisce ( e quanto) sul reale valore della bottiglia. Grazie.

  9. Buongiorno Alberto,
    è un po di tempo che sto cercando di capire le annate delle varie Grande Cuvée che si sono susseguite negli anni (sto parlando dalla Private Cuvee all’ultima Grande Cuvee senza ID, in poche parole l’ultima a sinistra della foto delle quattro bottiglie), ma su internet non trovo nessuna spiegazione.
    Mi saprebbe dare qualche indicazione lei (indicativamente l’anno del tiraggio)?
    Inoltre, come scrive anche lei nell’articolo, la Private Cuvee è chiamata Cuvee N°1, ma se non sbaglio, prima di questa non ve ne era un’altra? O la Private Cuvee è stata la prima?
    La ringrazio molto, ma credo sia un dilemma che solo un grande cultore come lei può chiarire.
    Spero di non disturbarla troppo. Complimenti per tutto!
    Cordiali Saluti

    • È un discorso un po’ lungo. Cercherò di fare un articolato a breve. E se dovessi tardare… mi punzecchi!!!

  10. Buongiorno Alberto, la prima Grande Cuvee, per intenderci quella rossa, la prima a destra nella foto,
    inizia ad essere una bottiglia da collezione? a quali anni risale?

    quale potrebbe essere una giusta valutazione?

    La ringrazio anticipatamente

    • È la prima Grande Cuvée, venduta dal 1978 al 1983. Potrebbe essere da collezione, ma più per gli appassionati della maison e a patto di trovare bottiglie in ottime condizione, cosa molto difficile. Il prezzo, comunque, potrebbe essere intorno ai 200 euro o poco più.

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