Anteprima Moët: arrivano i Grand Vintage 2006!

tappi Moet & Chandon

Era da un po’ di tempo che Benoît Gouez, il talentuoso chef de cave di Moët & Chandon, mi aspettava per una degustazione, ma ancora non eravamo riusciti a incrociarci. L’occasione arriva finalmente lo scorso gennaio, in occasione di un mio tour en Champagne con gli amici appassionati Amedeo Pasquino (delegato AIS Lecce) e Pascal Tinari (sommelier di quel fantastico ristorante di famiglia che risponde al nome di Villa Maiella): Benoît ci aspetta a Epernay per assaggiare insieme ‘qualcosa’. L’appuntamento, però, non è alla maison, bensì al département d’œnologie: un privilegio riservato a pochissimi, wow!

Benoît Gouez, lo chef de cave di Moët
Simpatico, talentuoso, bravissimo: Benoît Gouez, lo chef de cave di Moët.

Il buon Benoît ci ha accolto nella sala degustazione del dipartimento e ci ha fatto trovare una serie di Moët millesimati, tutti in anteprima: Grand Vintage 2006, Grand Vintage Rosé 2006 e, poiché in concomitanza con il lancio di un nuovo GV vengono presentati anche alcuni Collection, ecco anche i GVC 1999 e 1985 blanc e rosé. Grande Benoît!

Elise Losfelt e Pascal Tinari
Alla nostra degustazione ha partecipato Elise Losfelt, enologa dello staff di Benoît. Qui la vediamo mentre versa lo champagne a Pascal Tinari.

Naturalmente, durante l’assaggio dei vini ho avuto modo di parlare approfonditamente con lo chef de cave e posso dire di essere oggi più che mai convinto non solo della bravura di Benoît, ma anche e soprattutto del fatto che meriterebbe molta più fama. Mi spiego. Benoît Gouez non è molto esposto dal punto di vista mediatico come altri suoi colleghi, però sta facendo un lavoro semplicemente eccezionale chez Moët. Un lavoro ben più complesso dei suoi colleghi perché non solo si sta adoperando per una evidente crescita qualitativa, ma lo sta facendo a fronte di numeri che fanno impallidire i suoi illustri colleghi. Sappiamo benissimo che è relativamente facile produrre 10.000 bottiglie di un vino eccezionale, ma è molto più difficile farlo quando queste bottiglie diventano centinaia di migliaia… Per questo, sono assolutamente d’accordo con Tom Stevenson (anima del 2014 Champagne & Sparkling Wine World Championship insieme a Essi Avellan) quando dice che oggi Moët & Chandon è tra le cinque maison più sottovalutate ma che stanno lavorando meglio. I ‘talebani’ non saranno mai d’accordo, ma tant’è…

momento della degustazione chamapgne Moet & ChandonA ogni modo, parlando con Benoît, si scopre che è fermamente convinto del fatto che non sia l’acidità a dare la longevità e, in proposito, fa l’esempio dell’annata 1959 e, più recentemente, della 2003, aggiungendo che oggi la qualità di uno champagne è insita nella maturità delle uve più che nell’acidità. Poi spiega l’enorme lavoro che stanno svolgendo sui rosé, al punto che per i vini rossi utilizzano una superficie vitata superiore del 50% al necessario, in modo da poter selezionare al massimo, che il Pinot Meunier è una sorta di Pinot Noir senza tannini, quindi bisogna saperlo impiegare bene nell’assemblaggio (in Moët viene impiegato nei millesimati dal 1978). Quindi – e qui i ‘talebani’ salteranno dalla sedia… –  che in Moët stanno lavorando non seguendo ricette standardizzate, bensì con uno spirito di artigianalità, nel senso che prestano attenzione ai dettagli di ciascun vino. Infine, eccolo parlare del Grand Vintage 2006, lo champagne della svolta per la maison di Epernay, non perché è il suo primo come chef de cave (!), ma perché d’ora in poi “non si parlerà più di millesimato di Moët, ma di millesimato secondo Moët”, mentre per i rossi, quindi per il rosé, ha esordito la nuova cantina. A ogni modo, il Grand Vintage 2006 Benoît lo definisce “floreale, espansivo, succulento, ampio e generoso”.

Prima di andare a scoprire i due nuovi millesimati di Moët, però, due note sull’annata 2006 sempre da Benoît: “dopo un inverno particolarmente freddo, la primavera ha visto dei periodi di gelo – con, fortunatamente, danni limitati in vigna – e altri quasi estivi. L’estate vera e propria è stata piuttosto contrastata, prima con un luglio molto caldo, poi con un agosto fresco e piovoso che ha comportato diversi gradi di maturità nei vigneti. Per fortuna, un settembre caldo e asciutto ha favorito la maturazione finale delle uve. È stata un’annata relativamente abbondante, con 13.000 Kg/ha, un buon alcol potenziale (10,2°) e un’acidità (7 g/l) in linea con la media della decade. Alla fine, un’annata il cui bilanciamento è simile a quello della 2002 e che è stata ottima per gli Chardonnay, mentre i Pinot Noir sono stati medi in termini di maturità e sanità, i Meunier si sono rivelati non così maturi e un po’ fragili”.

Ma vediamo finalmente questi nuovi Grand Vintage di Moët!

assaggio del rosé moet & chandon
Tutti gli champagne assaggiati erano anteprime assolute, al punto che non ho potuto parlarne prima d’ora…

Grand Vintage 2006Grand Vintage 2006
39% Pinot Noir, 42% Chardonnay, 19% Pinot Meunier; dosage 5 g/l
dég. feb. 2013 – Naso tipicissimo dei millesimati della maison, quindi molto minerale e con un tocco di erbe aromatiche.
È, comunque, rotondo e grasso, molto legato allo Chardonnay, con tanta frutta bianca, florealità, freschezza, finezza… Tutto questo si ritrova perfettamente e puntualmente all’assaggio, in un contesto cremoso, elegante, ancora fresco, di gustoso frutto a ricordare la pesca. Può sembrare non molto lungo, ma è solo un’impressione fuorviante, perché in realtà il vino riveste la bocca addirittura con ostinazione.
Uno champagne fine e immediatamente piacevole, quindi adattissimo a tutti. In estrema sintesi, l’ho trovato davvero molto buono.
Voto: 90/100

Grand Vintage Rosé 2006Grand Vintage Rosé 2006
47% Pinot Noir, di cui il 23% in rosso, 33% Chardonnay, 20% Pinot Meunier; dosage 5 g/l
dég. lug. 2013 – Naso invero un po’ chiuso, solo leggermente espressivo su note di panificazione e – certamente – la frutta rossa, ma in secondo piano, oltre a delicati spunti di rosa, una punta fumè e un fondo rinfrescante di macchia mediterranea.
Anche la bocca sembra stentare nell’espressività, almeno all’attacco, perché poi si distende aprendosi e regala un finale croccante di frutto, molto gustoso e avvolgente. Un rosé espansivo ma da rivedere per poterlo giudicare al meglio. Anche perché, molto più dei bianchi, i rosé di Moët hanno bisogno di parecchi anni per esprimersi.
Così, il voto va visto come punto di partenza.
Voto: 88/100

La prossima volta presenterò invece i Grand Vintage Collection che accompagnano i GV 2006 nel loro debutto: ci sarà da divertirsi!

Gli champagne Moët & Chandon sono distribuiti in esclusiva da:
Moët Hennessy Italia – tel. 02/6714111 – www.moethennessy.it

13 commenti su “Anteprima Moët: arrivano i Grand Vintage 2006!”

  1. Buongiorno, sono sempre io…..
    Sembra volermi dire – visto che illustro anche champagne facilmente reperibili e dal costo abbordabile -?
    Vero, ma gli ch. dei precedenti post appartenevano ad un’altra razza.
    Comunque, si, avevamo già parlato de GV 2004, che al naso creava premesse solo in parte realizzate all’assaggio, corretto 89/100 in guida.
    Ne ho bevute due bt., l’ultima a distanza di tre mesi dalla prima e devo dire che era decisamente più buono e sono certo che sarebbe stato d’accordo, anzi lei stesso si riprometteva di riassaggiarlo.
    Pensa che il 2006 sia già in partenza migliore, visti i 90/100?
    Grazie
    P.S.) finalmente un rosé con un punteggio inferiore al rispettivo bianco!!

    1. Bentrovato!
      Ebbene sì, assaggiati entrambi all’inizio della propria “vita”, il 2006 sembra più godibile e completo, almeno in questa fase. D’altronde, è un po’ lo champagne della svolta per Moët, come ho scritto.
      Sul GV 2004, poi, ha ragione: mi riprometto di riassaggiarlo entro una quindicina di giorni.
      A presto

    2. A proposito, Marco, avevo dimenticato di chiederle: perché è contento del fatto che un rosé abbia preso un punteggio inferiore all’omologo blanc?

  2. Illustre Alberto salve, ho trovato un grand vintage 2000 ed un grand vintage 2003; li vorrei provare entrambi….suggerimenti? Grazie sempre 🙂

    1. La forza di Moët è proprio la longevità dei propri millesimati, ammesso e concesso che siano stati ben conservati. Fossi in lei, mi dedicherei al 2000 (che si sarà fatto più cremoso e integrato con la netta mineralità) e aspetterei ancora un po’ il 2003. Già, perché se era interlocutorio all’inizio, migliorerà con il tempo, parecchio, pensando soprattutto a com’è andata poi a finire con annate simili (ad esempio la 1959, oggi stupefacente).

  3. Salve Alberto, come giudica in poche parole il classico e commerciale “Imperial”,rispetto ai millesimati della casa sopratutto riguardo la bocca ?

    1. Benissimo. E non solo considerando l’elevato numero di bottiglioni cui è prodotto. In altre parole è, in assoluto, uno champagne molto ben fatto, che incarna idealmente l’idea e il gusto di champagne per tutti. Non solo, perché negli ultimi anni lo chef de cave ha operato piccoli affinamenti che l’hanno perfino migliorato. Lo stile potrà anche non piacere, ci sta, ma guai a dire che non sia fatto bene!

  4. Buongiorno Alberto, le porgo una domanda secca: tra il Moet GV 2006 sopra recensito ed un Dom Perignon Vintage di medesima annata che bottiglia mi consiglierebbe? Commercialmente e’ corretto che il secondo costi il doppio del primo? Grazie

  5. Illustre Alberto salve, della stessa annata (2006) mi hanno regalato un Bereche ‘Le Cran’….avendo provato già il bereche ‘base’ estremamente complesso, ‘potente’ e ‘vinoso’ mi aspetterei una bottiglia molto strutturata….lo conosce e mi sa dire un parere? Grazie

    1. Bereche è un ottimo produttore, su tutta la gamma, che cresce linearmente in qualità e quantità dal Réserve fino al Reflex d’Antan. Quindi, sì, si troverà di fronte a uno step più alto…

  6. Illustre Alberto salve ancora, per la serie non si finisce mai di imparare, ho da farle un’ulteriore domanda in merito al Bereche le cran di cui ho accennato nel commento precedente. Ho notato che nella contro etichetta oltre alla data di degorgement ed al dosage, c’è un’altra data preceduta da una elle maiuscola (L. GG/MM/AA). Mi illumini sul significato. Grazie

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