Anteprima Philipponnat: arriva il Blanc de noirs!

Blanc de noirs 2008

Vista la sua collocazione (il villaggio classificato 99% di Mareuil-sur-Aÿ), è naturale che la Philipponnat sia fortemente legata al Pinot Noir. Questa nobile uva, infatti, è preponderante in tutti gli assemblaggi, anche se poi è curioso che non sia proposta mai in purezza, cosa che invece Philipponat fa curiosamente da un bel po’ di anni con lo Chardonnay (l’ottimo millesimato Grand Blanc). Beh, questa mancanza deve aver rappresentato una sorta di cruccio per Charles Philipponnat che, in occasione dell’eccellente vendemmia 2008 ha deciso di colmare il vuoto. Nasce così il primo blanc de noirs della maison, che andrà a rimpiazzare il Réserve Millésime in occasione delle annate eccezionali.

uve champagne Philipponnat
Da sempre fortemente legata al Pinot Noir, Philipponnat arriva a proporlo finalmente in purezza. Ma solo nelle annate migliori…

Questo nuovo champagne Blanc de noirs 2008 è frutto della sola prima spremitura (cuvée) di uve classificate Premier e Grand Cru della Montagne de Reims e, ovviamente, di Mareuil-sur-Aÿ. Parte dei mosti sono stati fermentati in tini termoregolati di acciaio e parte in barrique; poi, i primi hanno svolto la malolattica, i secondi no. Dopo l’imbottigliamento, lo champagne ha maturato cinque anni sui lieviti, prima del dégorgement e del dosaggio da extra-brut, per l’esattezza a 4,25 g/l (curioso, invece, che in etichetta sia invece dichiarato come “brut”…). La stessa maison parla di questo nuovo vino come della “dimostrazione magistrale della maestria nell’assemblaggio e nella vinificazione del Pinot Noir da parte nostra” quindi sono ancora più curioso di andare a scoprirlo!

Charles Philipponnat
Charles Philipponnat, discendente del fondatore e attuale presidente della maison, mostra orgoglioso il nuovo champagne.

Blanc de noirs 2008

100% Pinot Noir
bottiglia philipponnat Blanc de noirs 2008dég. feb. 2014 – Naso potente, assolutamente espressivo della varietà, perfetto nell’intreccio tra frutto e mineralità, oltre a spunti floreali. È non tanto complesso, quanto profondo e attraente. Splendida bocca, tesa ma masticabile, asciutta ma succosa, ancora potente ma al tempo stesso elegante e tale è pure la bollicina, al punto che potremmo definirla setosa.
Il frutto si fa agrume scuro e questo, in ideale armonia tanto con la mineralità quanto con l’acidità, rende l’assaggio piacevolissimo, pulito, appagante. Splendida chiusura, lunga e ancora perfettamente equilibrata nel gioco delle parti tra agrumi, ora a ricordare il mandarino, mineralità e freschezza.
Una grandissima bottiglia, tutta da bere e tale da riconciliare con i blanc de noirs… Bravo Charles!
Voto: 92/100

Personalmente non amo i blanc de noirs, ma questo nuovo Philipponnat è veramente grande. C’è l’ottima annata alla base, certo, ci mancherebbe, ma l’abile mano di Charles e del suo team si è espressa veramente in maniera sublime. Bravo Alessandro Scorsone, che sottolinea “la godibilità di una grande bottiglia senza impegnare cerebralmente”, come dire… l’essenza dello champagne! Ce ne fosse stata una seconda bottiglia, ce la saremmo bevuta con grandissimo piacere.

controetichetta Philipponnat
Come felice consuetudine, le controetichette Philipponnat sono sempre molto ricche di informazioni.

Avrete visto che questo inedito Blanc de noirs ha un habillage inedito. In realtà, con l’occasione è stato rivisto su tutta la gamma Philipponnat, compreso il Clos des Goisses, e devo confessare che raramente mi è capitato di vedere una simile operazione così bene riuscita. È molto, molto, difficile rispettare la tradizione della grafica, quindi l’identità visuale del marchio, riuscendo allo stesso tempo in un’opera di ammodernamento, ma in Philipponnat hanno, a mio avviso, centrato pienamente l’obiettivo: bravi!

E a voi piace il nuovo impatto estetico della gamma Philipponnat?

habillage Philipponnat
Il nuovo habillage è stato esteso a tutta la gamma con un’operazione perfettamente riuscita.
Gli champagne Philipponnat sono distribuiti in esclusiva da:
Moonimport – tel. 010/314250 – www.moonimport.it

 

12 commenti su “Anteprima Philipponnat: arriva il Blanc de noirs!”

  1. correggetemi se sbaglio, mi pare che l’extra brut vada da 0 a 6 g/l e il brut da 0 a 12 circa, quindi diciamo che un x dosaggio, ad esempio 4 g/l, può essere etichettato dal produttore come brut o extrabrut. ricordo a tal proposito che gli spumanti che la bonomi tenuta castellino etichettava come brut avevano 4 g/l … in pratica, basta non oltrepassare il limite superiore …

    Brut Nature = no added sugar and under 3 grams/litre of residual sugars
    Extra-Brut = between 0 and 6 g/litre of residual sugars
    Brut = less than 12 g/litre of residual sugars
    Extra sec (or Extra Dry) = between 12 & 17 g/litre of residual sugars
    Sec (or Dry) = between 17 & 32 g/litre of residual sugars
    Demi-Sec = between 32 & 50 g/litre of residual sugars
    Doux = more than 50 g/litre of residual sugars
    (There is a tolerance of +/- 3g on the figures of residual sugars : i.e. a brut may have 15 g/litre)

    1. ah, ho assaggiato dei nature o pas dosé dove la secchezza non c’era, e brut talmente secchi da far venire i brividi …

      1. Esattissimo anche questo! Dipende dal vino, ovvero dalla qualità della materia. Quindi ci sono dei non dosati talmente rotondi da non sembrare affatto tali, mentre degli extra-brut, più che dei brut, veramente molto secchi, al limite dell’asciutto.
        Insomma, più che il dosaggio, conta la struttura del vino.

    2. Sì, è proprio così. Anche se un 2-5 g/l si tende sempre a chiamarlo extra-brut. Diversamente, c’è chi chiama brut i non dosati…

    3. Sul sito dello champagne champagne.fr sotto i 3 puoi chiamarli Extra brut o pas dosė o brut nature.tra 3 e 6 sono Extra brut.

      1. Brut >12 g/l: la categoria più ampia, significa che perfino un passo rosé posso chiamarlo brut! Infatti, la dicitura è utilizzata tanto per i classici ‘brut’ come li intendiamo (diciamo tra i 7 e i 9 g/l oggi) sia per quelli a dosaggio minore, fino a zero.

        Extra Brut: tra 6 g/l e 0. Vale, dunque, il discorso appena fatto, ma si parte da un limite superiore più basso. È un dicitura meno utilizzata, però, solitamente applicata a champagne tra 2 e 6 g/l.

        Brut Nature: >3 g/l.In questo caso, nonostante sia una dicitura utilizzabile anche per un extra brut (ad esempio un 2 g/l), è una dicitura utilizzata solo per i non dosati.

        Spero di aver chiarito

  2. Alberto buonasera.
    Ricordo che in un precedente post aveva dichiarato di preferire di gran lunga questo bdn all’omologo bianco in purezza, sempre 2008 in particolare, ma se ricordo bene in casa Philipponnat in generale è l’etichetta che ama meno il bdb.
    Oggi ho bevuto il gran blanc di philipponnat targato 2008, tirato a marzo 2009, degorgement aprile 2018, quindi 9 anni sui lieviti (dico bene?) e oltre un anno di riposo post degorgement. In effetti riposava da un po’ nella mia cantina termocontrollata.
    Ebbene se questo è lo champagne peggiore di Philipponnat beh….devo fare incetta degli altri perché l’ho trovato davvero buono.
    Forse condizionato dalla sua recensione mi aspettavo un vino poco più che sufficiente, invece ho trovato un grande bouquet al naso, con sentori di miele, senza essere dolce, e al palato un vino delicato ma incisivo allo stesso tempo.
    Insomma, peccato non averne una seconda….
    Che dice? Bottiglia fortunata? Forse rispetto a quella assaggiata da lei questa, più “matura” ha guadagnato qualcosa?
    Mille grazie sempre.
    Buona serata.
    Gabriele

    1. Beh, non può che farmi molto piacere! E alla fine ricordiamo che il gusto personale comanda sempre.Personalmente trovo che la maison si trovi più a proprio agio con le uve nere, in purezza o preponderanti, ma se le è piaciuto… be venga! L’ho assaggiato due volte lo scorso anno e forse doveva ancora stabilizzarsi del tutto, ma per essere un 2008 mi aspettavo di più. E anche le annate passate non è che mi abbiamo mai colpito…
      Ma io dò delle indicazioni, faccio delle valutazioni, non sono il depositario della verità assoluta! (magari lo fossi..)

  3. Buonasera,
    Colgo, come ogni volta che mi è capitato di scrivere qualcosa a lei signor Lupetti in questi commenti, l’occasione per fare i complimenti a lei e a tutto il suo staff per il magnifico lavoro che fate e per il prezioso contributo che date a tutti noi appassionati.
    Una curiosità personale, cosa ne pensa dei particellari di Philipponnat? Posseggo una bottiglia di maruel-sur-ay 2008 acquistata dopo averlo assaggiato, lo ritengo un bdn eccezionale, e sicuramente merita ancora qualche anno di riposo per esprimersi al meglio. Si trovano pochissime recensioni e poche bottiglie in vendita, so che la 2008 di maruel-sur-ay ne hanno fatte poco più di 3000!!
    Grazie mille per il tuo e una buona serata
    Con tanto rispetto
    Boffelli Luca

    1. Innanzitutto grazie dei complimenti, che sono… la mia benzina!
      I parcellari… Ovviamente svetta Les Cintres, ma il Mareuil, altro blanc de noirs, non è che lo segua troppo da lontano, anzi. E, almeno finora, mi ha convinto più del teoricamente più blasonato La Rémissonne, che però devo riassaggiare a distanza di tempo…
      Comunque, il Mareuil 2008 lo trova nell’edizione passata della guida.
      Buona Pasqua

  4. L’ho acquistato all’epoca sulla fiducia grazie a questa sua presentazione in anteprima e ne ho aperta una bottiglia qualche giorno fa; mi sembrava giusto ringraziare per la segnalazione, davvero un bellissimo champagne. Mi ritrovo appieno nella sua descrizione di allora, amplificata da profumi che iniziano a assumere toni floreali da estate inoltrata, più che primaverili, le note agrumate di piena maturità, i primi accenni autunnali; e con un sorso di bella pienezza e profondità, ma tuttora assai fresco e vivace, armonico è l’aggettivo più calzante. Non so se anche la 2009, all’uscita molto interessante, evolverà così bene, ma questo 2008 continua a rivelarsi uno splendido esordio. Grazie ancora.

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