Dom Pérignon Vintage 2004: il vero capolavoro di Richard

dom pérignon vintage 2004

Era da un po’ che volevo ritornare sul Vintage 2004, l’annata corrente di Dom Pérignon. Infatti, ogni volta che ho avuto modo di riassaggiare questo grande champagne, mi sono sempre più convinto della sua eccellenza, conquistato dalla sua piacevolezza, confortato dal suo essere indiscutibilmente Dom Pérignon. E l’ho detto anche a Richard Geoffroy: “per me, il tuo vero capolavoro è questo Vintage 2004, perfetto equilibrio tra piacere e complessità”. Lui mi ha osservato sornione, ma non ha detto nulla: forse non se l’aspettava. Ma credo proprio che gli abbia fatto piacere. Purtroppo, poi, il Vintage di Dom Pérignon è uno champagne molto diffuso, molto noto, addirittura sovraesposto, per questo si arriva al paradosso di darlo per scontato, almeno da parte di molti appassionati. Invece… Invece non si vive di solo Œnothèque (mi dispiace, ma non mi riesce proprio di non chiamarlo così…) e questo vale innanzitutto per me!

Cantine sotterranee Dom Pérignon
Le cantine sotterranee Dom Pérignon a Epernay, nel quale le bottiglie vi maturano da sette a oltre quarant’anni.

L’ultima occasione di riassaggiare con piacere il Vintage 2004, è stata la lezione conclusiva del corso champagne che ho tenuto per la Delegazione Castelli Romani della FIS, dedicata alle cuvée de prestige. Dom Pérignon non poteva mancare, ovviamente, e questo ennesimo assaggio mi ha definitivamente convinto a riparlarne, anche se oggi non rappresenta più una novità. Ma un’attualità assolutamente sì. Voglio solo ricordare ancora una volta che il Vintage rappresenta la première plénitude (P1) di Dom Pérignon, che nasce dalle uve Grand Cru dei vigneti di proprietà di Aÿ, Bouzy, Verzenay, Mailly e Hautvillers (quest’ultimo, classificato Premier Cru, è impiegato per ragioni storiche) per il Pinot Noir e Cramant, Choully, Avize e Le-Mesnil per lo Chardonnay. Dopo la vendemmia, effettuata nel momento di migliore equilibrio tra acidità e maturità (“paradosso degli opposti”: è questa la filosofia che anima Dom Pérignon, attraverso il continuo equilibrio tra aspetti antitetici), la vinificazione avviene in tini di acciaio termocontrollati a 20°C e viene sempre svolta la malolattica. Nell’assemblare i vins clairs, l’obiettivo di Richard è mantenere quel perfetto equilibrio tra acidità e maturità senza perdere di vista la freschezza, la finezza, l’integrità, la purezza di frutto e l’energia del vino che diventerà champagne. Si fanno diverse prove di assemblaggio per verificare le varie interazioni tra i vins clairs, in batterie di quattro potenziali per volta, fino alla scelta finale. Non importa se non sarà l’assemblage frutto dei vini migliori, basta che sia il più armonico, quello che rispecchia meglio lo stile della marca e rappresenti la massima espressione del bilanciamento tra gli opposti: Chardonnay (luminosità, freschezza e acidità) e Pinot Noir (struttura, potenza e vinosità), leggerezza e concentrazione, freschezza e maturità, ossidazione e riduzione. Inoltre, se si ha la sensazione che il vino non abbia potenzialità di invecchiamento di almeno 30-40 anni sarà comunque scartato, anche a costo di non produrre in quell’annata, come accaduto con il 1997 nonostante si avessero a disposizione vini fantastici: il meglio o niente! Diavolo d’un Richard…

Richard Geoffroy
Oramai è una star, un mito, ma per me soprattutto un caro amico: Richard Geoffroy!

Dom Pérignon Vintage 2004

Dom Pérignon Vintage 200453% Pinot Noir, 47% Chardonnay; dosage 6,5 g/l
Come avvicini il naso a questo bicchiere, non hai dubbi, è “lui”, è Dom Pérignon, con i suoi tipici descrittori di netta mineralità e tostature, polposità di frutto e vena di erbe aromatiche, in un insieme che è prima di tutto eleganza. Nonché freschezza, note di agrumi, finanche uno spunto di caffè, tutto armonico, articolato, profondo, ma anche accessibilissimo per via di una croccante ‘leggerezza’.
Le prime impressioni all’assaggio sono ancora freschezza e finezza della bollicina, quindi ecco la mineralità farsi vero e proprio pilastro del vino sul quale si sostengono tutti i ritorni olfattivi, ferma restando l’eleganza che stavolta potrei chiamarla finezza. Il risultato è un Dom Pérignon, con tutta la sua complessità, ma anche una piacevolezza, certamente figlia dell’annata, che lo rende incredibilmente fruibile da chiunque. Con grande soddisfazione. È cresciuto tanto e gli anni a venire non potranno che renderlo ancora più affascinante. L’ho detto: diavolo d’un Richard!
Voto: 95/100

Gli champagne Dom Pérignon sono distribuiti in esclusiva da:
Moët-Hennessy Italia – tel. 02/6714111 – www.moethennessy.it

12 commenti su “Dom Pérignon Vintage 2004: il vero capolavoro di Richard”

  1. Buongiorno, mi hanno regalato una bottiglia di DP del 2004: vorrei sapere quando sarebbe il momento giusto per berlo nella sua pienezza.
    Grazie e buon anno.

  2. Vorrei prendere una bottiglia del 2004 anno di nascita di mio figlio. può durre fino al 2022? o si rovinerebbe? Ho già un 2004 riserva castello di romitorio, quindi potrei rischiare di avere una bottiglia poco bevibile…

    1. Beh, gli champagne top di gamma di quest’ottima annata hanno tutte le carte in regolare per arrivare senza problemi al 2022, ovviamente se conservate in condizioni ideali. In fine dei conti, si tratterebbe di maturare “solo” 10-14 anni dopo il dégorgement…

  3. Buonasera Signor Lupetti,
    ho la possibilità di acquistare un Dom Perignon Vintage 2004 a 99 euro presso un venditore della GDO.
    Il prodotto, nonostante sia conservato nel suo astuccio originale e quindi al buio,
    è collocato in posizione verticale all’interno di un semplice scaffale e non in una cantina-frigo. Tutto ciò può ledere la qualità dello champagne, e soprattutto, come giudica il prezzo?

    Grazie

    1. Beh, a differenza dei vini, gli champagne possono tollerare molto più a lungo la posizione orizzontale, quindi non c’è problema.
      Il prezzo è ottimo, l’annata per DP pure, quindi…

  4. Buongiorno,ho 2 bottiglie di DP del 1962 e due del 1964…quanto possono valere a bottiglia? Ma la cosa che più importante..per una occasione speciale potrei provare a berne una?
    Custodite sempre in cantina,al buio e in orizzontale

    1. Come rispondevo all’altro lettore, si tratta di bottiglie che, s e perfettamente conservate, possono valere tra i 500 e i 700 euro.
      Certo che può provare a berle, o meglio, a goderle, ma a patto di avere un palato allenato con champagne molto vecchi… Ovviamente non troverà più bollicine o quasi e il vino sarà piuttosto maturo, ciò nonostante, dopo una piccola attesa nel bicchiere, potrebbe essere un’esperienza.
      Mi faccia sapere, nel caso, sono molto curioso.

  5. Stappato sabato sera :
    È stata la mia prima volta con Dom Perignon e sono rimasto, non dico deluso, ma non mi ha entusiasmato. Ottimo al naso e buona permanenza in bocca ma non ho trovato nulla di particolare rispetto ad altri champagne. Dovessi spendere di nuovo cifre, per me importanti, sicuramente tornerei su Selosse Initial o la cuvee di Krug.

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