Louis Roederer a gonfie vele

Frédéric Rouzaud e Jean-Baptiste Lécaillon.
Frédéric Rouzaud, Presidente della Louis Roederer, insieme allo chef des caves, il bravissimo Jean-Baptiste Lécaillon.

Un anno eccellente, anzi un anno record che ha battuto il precedente del 2010”, così Frédéric Rouzaud, Presidente della Louis Roederer  e discendente diretto del fondatore. “Per noi sta andando molto bene – continua Rouzaud – con un primo semestre euforico e un secondo più nella media, visto che non avremmo mai potuto seguire il ritmo di vendite del primo. Poi, invece, a dicembre abbiamo avuto ancora un picco, almeno a giudicare dal mercato francese, i cui risultati sono per noi immediatamente visibili”.

Tradotto in numeri, la maison di Reims ha piazzato 3,8 milioni di bottiglie (poco più della produzione annua media di Roederer), di cui 1,2 milioni solo in Francia e, in tutto questo, la cuvée de prestige Cristal ha pesato per ben 600.000 bottiglie. “Ma non ne possiamo produrre di più – confessa Rouzaud – e il 2011 è stato proprio l’anno del Cristal, grazie soprattutto alle vendite in USA e Giappone. In proporzione, il Cristal è andato addirittura meglio del brut (l’eccellente Brut Premier, forse il miglior non millesimato del mercato, N.d.A.), a dimostrazione dell’importanza della fascia più alta del mercato”.

Anche l’Italia (dove la maison è importata in esclusiva da Sagna) è da diversi anni una piazza molto favorevole per il Cristal e la Louis Roederer tutta, e personalmente mi dispiace solo che in troppi boccino frettolosamente il Cristal per via della sua immagine – ahimè… – di champagne da esibizionisti, magari anche senza averlo mai assaggiato. Si tratta, invece, di uno dei migliori in assoluto, con una magnifica capacità di invecchiamento. Ne riparleremo a breve con alcune degustazioni esclusive, nella speranza di riuscire a esaltarne l’immagine che merita…

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