Mumm e Didier Mariotti: coppia perfetta!

Didier Mariotti chef de cave Mumm; degustazione champagne

Puntuale come ogni anno, eccomi a fare il consueto punto della situazione sugli champagne Mumm dopo la mia visita di dicembre. Un visita che in realtà è una degustazione approfondita con lo chef de cave Didier Mariotti al fine di toccare con mano il suo lavoro. Un lavoro che, come abbiamo avuto modo di vedere con gli appuntamenti precedenti, già in questo momento non solo ha riportato su un livello decisamente elevato tutta la gamma Mumm (provare per credere: non mi stancherò mai di ripeterlo!), ma ha in serbo ancora step migliorativi tutt’altro che trascurabili.

Ecco, dunque, cosa è emerso nel corso di questo bellissimo incontro tenutosi il 16 dicembre, la cui regia era abilmente curata come sempre da Laura Sileo Pavat (responsabile visite e ospitalità del Gruppo) e al quale hanno partecipato i cari amici Federico Angelini (colonna del panel di Grandi Champagne), Amedeo Pasquino (Delegato AIS Lecce) e Pascal Tinari (sommelier del ristorante stellato di famiglia Villa Maiella). Era altresì presente la brava Elsa Sourice, ‘press officer’ del Gruppo.

Champagne Mumm in degustazione

Quale Mumm de Cramant?

Didier sa che amo particolarmente il Blanc de Blancs (già Mumm de Cramant), pertanto ha creduto bene di iniziare con l’assaggio delle quattro prove di assemblaggio del prossimo, figlio della vendemmia 2015 (ricordo che è un millesimato non dichiarato). Cramant per molti è il miglior villaggio della Côte des Blancs, soprattutto per i suoi numerosi declivi che, ferma restando la caratteristica del Cru (complessità, carattere agrumato e minerale, componente esotica, freschezza), permette allo Chardonnay di assumere numerose sfumature proprio in base all’esposizione e alla collocazione del vigneto. Da qui la giusta idea di Didier di verificare diverse opzioni di assemblaggio. Bene, il primo bicchiere gioca sulla leggerezza, pur denotando un bel finale; il secondo è autorevole, agrumato e minerale, con uno sviluppo più in ampiezza che in profondità; il terzo segue le orme del primo, ma con maggiore polpa; il quarto, infine, è molto buono, agrumato e assolutamente coerente con lo stile dell’etichetta. Non lo sapevamo, ma è quello scelto da Didier… A me, comunque, l’intensità del primo ha colpito non poco, anche se effettivamente questa potrebbe cozzare con lo stile morbido ed elegante dell’etichetta.

Per la cronaca, al successivo pranzo nel suggestivo Moulin de Verzenay, ci è stato servito come aperitivo proprio il Blanc de Blancs in magnum: beh, per l’ennesima volta devo ammettere che la differenza tra bottiglia e magnum di questo champagne è enorme. Forse ben più di altre cuvée. Già, da ottimo si fa squisito, elegantemente giocato sulla souplesse ma senza mancare di grinta, molto gustoso, ‘criminalmente’ bevibile. Forse è nato proprio con questo champagne il celebre detto champenois: “magnum è il formato ideale per due grandi amici. Ma… quando uno dei due non beve!”.

Degustazione Mumm

I futuri œnothèque

Passiamo agli champagne veri e propri con una curiosa accoppiata di millesimati dal 2006 al 2012 in bottiglia tradizionale ed Expert (quella del Blanc de Blancs, del Blanc de Noirs e del Brut Sélection, per intenderci). Già avevo avuto modo di parlare degli esperimenti condotti da Didier sui due tipi di bottiglie (la differenza di 3 mm nell’apertura e il collo diverso hanno una insospettabile influenza sulla maturazione dello champagne), ma stavolta ho scoperto il perché di questi esperimenti: lo chef de cave sta costruendo la nuova vinothèque di Mumm. A partire da Le Millésime 2006, (il primo firmato da Didier) una piccola parte dell’assemblaggio viene tirata anche con la bottiglia Expert e lasciata a maturare a lungo insieme alla champagnotta. L’idea è tanto avere in maison questa inedita ‘libreria’ di millesimati, quanto proporre un giorno questi millesimati come œnothèque in un cofanetto che affianchi le due bottiglie, in modo che gli appassionati possano confrontare le due diverse maturazioni. Didier ci ha fatto assaggiare 2012 (fruttato, molto gustoso, elegante, di grandissimo equilibrio: sarà un bellissimo Le Millésime), 2009 (si conferma quell’ottimo champagne che abbiamo recensito in anteprima mondiale in Grandi Champagne 2016-17), 2008 (giovanissimo, ma pieno di energia, con un potenziale enorme: uscirà dopo il 2009) e 2006 (anche questo si conferma quell’ottimo champagne conosciuto nelle Masterclass: minerale e tostato, gustosamente fruttato, irrimediabilmente piacevole). Gli champagne, come quelli che vedremo a seguire, erano stati degorgiati a inizio novembre appositamente per questa degustazione, erano privi di liqueur d’éxpedition (anche in questa occasione mi sono convinto che agli champagne Mumm il dosaggio serve per completarli), e, cosa più importante: c’era differenza tra le due bottiglie? Sì e parecchia. Nella Expert lo champagne non era semplicemente più giovane, ma proprio ‘crudo’, quindi ancora in piena evoluzione, con un’evidente necessità di tempo sur lattes. Nel caso di annate importanti e acide come la 2008, poi, lo champagne della Expert aveva ancora e addirittura i tratti dei vins clairs, dopo ben 6 anni! Insomma, ci sarà da divertirsi.

Bottiglia di champagne durante la degustazione Mumm Verticale Mumm, alcune bottiglie

La verticale

Alla fine, il buon Didier ci aveva preparato una sontuosa verticale, anche in questo caso con bottiglie degorgiate a mano poco più di un mese prima e senza dosaggio. Insomma, parliamo dei primi Le Millésime e, soprattutto, degli storici Cordon Rouge Brut Millésime. In tutti i casi si tratta di assemblaggi a prevalenza di Pinot Noir (60-70%) da sole uve Grand Cru di proprietà.

2004

Buono, rispecchia l’annata nel suo essere piacevolmente bevibilissimo più che complesso.
Voto: 90/100

2002

Molto buono. Profondo, giustamente articolato al limite del complesso, fresco. Immancabilmente gustoso.
Voto: 91/100

1999

Incredibilmente equilibrato, giocato su note di nocciola e, soprattutto, tutt’altro che ‘caldo’ (com’è invece stata l’annata) o maturo. Insomma, è attraente e si conferma puntualmente in bocca: rotondo, vellutato, con un coinvolgente sviluppo su note di pralina. Notevole. Una sorpresa.
Voto: 95/100

1996

Agrumato e freschissimo, tanto che appare addirittura arroccato sull’acidità. Ma senza essere mai duro o tagliente, beninteso. Bella chiusura sapida. Credo abbia ancora parecchio da dire.
Voto: 92/100

1995

Si propone ricco, finanche complesso, elegante, con un simpatico accento sugli agrumi. Assaggio sofisticato, di impronta gourmand. Ottimo champagne, in splendida forma, ma forse al suo picco…
Voto: 93/100

1989

Gran bello champagne! Forse non molto complesso, ma veramente in uno stato di grazia, integro, addirittura brillante. E che bevibilità, corroborata da un finale fresco e sapido! L’altra grande sorpresa di questa degustazione: che Mumm si trovi particolarmente a proprio agio con le annate calde?
Voto: 94/100

1985

Curioso: naso complesso e giustamente maturo, con note fungine; bocca letteralmente dissociata tra la materia ancora matura e la netta acidità, che dà certamente freschezza, ma sembra anche andare per conto suo. Un’annata fredda. Appunto…
Voto: 89/100

1971

L’annata di Didier (ma pure di tante amiche e amici del sottoscritto). Sembrerebbe rispecchiare l’impostazione del 1985, ma poi rivela una gustativa ancora più matura. Didier dice che queste vecchie annate sono molto altalenanti da bottiglia a bottiglia. Questa, purtroppo, non è una delle migliori…
S.V.

1961

Beh, se la precedente bottiglia ci ha lasciato perplessi, questa, invece, ci fa esclamare… wow! Splendido champagne, spesso, anzi cremoso, elegante, in forma assolutamente perfetta, con la maturità appena svelata da un tocco di miele e una componente di frutta secca. Bocca veramente speculare e, soprattutto, caratterizzata da una nobile setosità. Notevole. Non sembra proprio avere più di cinquant’anni…
Voto: 98/100

Degustazione champagne Mumm
Un momento della degustazione, con Didier che serve Pascal sotto lo sguardo interessato di Federico…

Va bene, queste vecchie annate hanno poco a che fare con Didier, ma hanno mostrato un coerente e assoluto fil rouge con lo stile Mumm, cosa mai scontata. A proposito di Didier, invece e proprio dopo aver assaggiato diverse vecchie annate e tutta l’attuale gamma firmata dal giovane chef de cave, mi sento invece di affermare che con Didier Mumm non è semplicemente rinata, ma ha raggiunto un livello ottimale, intendendo con questo personalità e qualità. Insomma, gli champagne firmati Mariotti hanno una marcia in più, lo si percepisce chiaramente, e, per questo, sembrano aver idealmente raccolto il testimone del passato (o la tradizione Mumm, se preferite) per farlo proprio ed esaltarlo: non poteva esserci incontro migliore tra la maison e il suo attuale chef de cave.

Ora, il predecessore di Didier è stato un mio carissimo amico, Dominique Demarville, e non voglio certo dire che a suo tempo (1996-2006) abbia fatto un cattivo lavoro, no. Però credo che Didier si trovi più a proprio agio con le cuvée Mumm. Come, allo stesso modo, si sta invece trovando particolarmente bene Dominique con Veuve Clicquot, dove sta facendo un lavoro altrettanto straordinario. Sembra come se ciascuna maison avesse bisogno del ‘suo’ chef de cave… Beh, nel caso di Mumm (e di VCP) questo è felicemente accaduto.

Gli champagne Mumm sono distribuiti in esclusiva da:
Pernod-Ricard Italia – tel. 02/205671 – www.pernod-ricard-italia.com

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