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Come c’è champagne e champagne, beh… c’è acqua e acqua

No, non sono impazzito. Però, dopo aver scoperto alcuni aspetti dell’acqua in bottiglia, o meglio, dopo aver riflettuto su questi aspetti, beh, devo confessare che anche io sono...
di Alberto Lupetti

Acqua Filette e champagne

No, non sono impazzito. Però, dopo aver scoperto alcuni aspetti dell’acqua in bottiglia, o meglio, dopo aver riflettuto su questi aspetti, beh, devo confessare che anche io sono rimasto veramente sorpreso, finanche colpito. Allora ho pensato di condividere con tutti voi questa riflessione. Poi mi direte.
Se in Italia ancora non c’è ancora (!) cultura della pasta di qualità (la pasta è un alimento diffusissimo, da tutti i giorni, quindi per molti è sufficiente che costi poco…), figuriamoci dell’acqua! Basta aprire il rubinetto ed eccola sgorgare. Semplice. Ma abbiamo mai pensato al fatto che il nostro corpo è composto per ben il 70% da acqua, quindi questa è per noi vita? No, non ci pensiamo, proprio perché per noi l’acqua è qualcosa di talmente normale da essere scontato. Per questo motivo, non ci preoccupiamo minimamente dell’acqua che beviamo e che, pertanto, va a soddisfare il fabbisogno del nostro organismo…

L’acqua è salutare per l’aspetto della pelle ed è necessaria a numerosi organi interni al punto che non si beve solo quando si ha sete, ma regolarmente durante il giorno e questa raccomandazione è ormai norma da parte di medici e nutrizionisti. Però, se ci preoccupiamo di quello che mangiamo, siamo sempre più attenti all’origine degli alimenti, parliamo sempre più di ‘bio’, invece dell’origine, della tipologia dell’acqua non ce ne curiamo e ci affidiamo a quella ‘corrente’, o ne acquistiamo in bottiglia praticamente a casaccio, magari seguendo le pubblicità più martellanti. Il che è curioso, se non addirittura un contorosenso.

Sorgente acqua Filette
La sorgente di Acqua Filette, sopra Guarcino, a 900 m slm sull’Appennino laziale. Ha una portata annua di circa 50 milioni di litri.

Ora, per quanto mi riguarda, anni fa il buon Alessandro Scorsone mi ha fatto scoprire l’acqua Filette, me ne ha decantato le qualità, me l’ha fatta assaggiare nelle sue diverse declinazioni, liscia (Naturalmente Naturale), leggermente gassata (Delicatamente Frizzante) e ben più vivace (Decisamente Frizzante).
Personalmente, da allora, tutte le volte che posso cerco di bere questa acqua, anche perché è veramente buona, ma non basta. Senza considerare il fatto che Acqua Filette ha deciso di diventare partner – più che mero sponsor… – di Grandi Champagne sin dalla sua prima edizione, ho recentemente incontrato il suo patròn Pietro Ricci, tra l’altro grandissimo appassionato di champagne, e abbiamo avuto modo di parlare lungamente di acque. Ecco cosa ho appreso, ma non prima di far notare come Pietro abbia rilanciato questa antica e storica fonte di Guarcino (FR) a 900 m slm – che data ben 400 a.C., era conosciuta e apprezzata dai Romani, fu imbottigliata per la prima volta nel 1894 – con l’idea da un lato di dare all’acqua la medesima nobiltà del vino (bottiglia bordolese da 750 ml in vetro a perdere, qualità analitiche e organolettiche superiori, declinazione in tre diverse tipologie), dall’altro di porre l’accento proprio su questa relazione tra acqua e salute. Già, perché si parla tanto di diuresi, di leggerezza, di digestione, nelle pubblicità dell’acqua, ma di aspetti più strettamente corretti alla salute?

Declinazioni acqua Filette
Le tre declinazioni di Acqua Filette. Notare la corrispondenza del formato con il vino: bottiglia bordolese in vetro da 375 e 750 ml.

Il rubinetto

Ci sono ottime acque da rubinetto, ci mancherebbe, ma con i terreni sempre più inquinati (e le relative conseguenze per le falde acquifere: date un’occhiata alle numerose deroghe ai valori massimi di alcune sostanze contenute, roba da far rizzare i capelli!), i numerosi problemi degli acquedotti, la loro manutenzione discutibile, gli scandali vari, alla fin fine in molte zone d’Italia è ormai molto difficile avere acqua di qualità direttamente a casa. Non a caso, stanno fiorendo diversi sistemi domestici di purificazione e/o mineralizzazione… Quindi, l’acqua in bottiglia non è solo e più un celebre fenomeno italiano, ma, oggi, quasi una necessità.

Le acque

Che significa acqua minerale? Sono acque da sorgente imbottigliate e poi immesse sul mercato. Si distinguono dalle acque potabili per a) la purezza originaria e b) la concentrazione di sostanze sciolte, anche se con la definizione del 1999 del Ministero della Sanità sono diventate tali quelle con “caratteristiche igieniche particolari ed, eventualmente, proprietà favorevoli alla salute”. Faccio notare come l’aggiunta dell’avverbio ‘eventualmente’ appare come il solito colpo all’italiana messo lì per favore qualcuno, facendosi così più labile la differenza tra acque potabili e acque cosiddette minerali. No comment.

A ogni modo, le acque minerali si classificano in:

  • Minimamente mineralizzate (residuo fisso <50 mg/l): poco diffuse, andrebbero prescritte dal medico nel caso di diete iposodiche in quanto poverissime di minerali, quindi prossime all’acqua distillata;
  • Oligominerali (residuo fisso 50-500 mg/l): le acque più diffuse, rientrano insieme alle precedenti nella categoria delle acque ‘leggere’. Sono, però, quelle consumabili liberamente senza accortezze o prescrizioni e favoriscono la diuresi;
  • Minerali (residuo fisso 501-1.500 mg/l): mediamente diffuse. Sono più ricche di minerali, soprattutto di sodio, ma attenzione: se fino a 1.000 mg/l di residuo sono ancora equiparabili alle Oligominerali, al di sopra andrebbero assunte con attenzione in quanto eccessivamente mineralizzate.
  • Ricche di sali minerali (residuo fisso >1.500 mg/l): piuttosto rare. Il loro valore di residuo va oltre il limite di legge per le acque potabili, pertanto sono da ritenersi ‘acque terapeutiche’ da consumarsi solo in caso di particolari necessità mediche.

Per correttezza, devo ricordare che la definizione di acque secondo Marotta e Sica sviluppata agli inizi del XX secolo vedeva invece i limiti delle suddette categorie rispettivamente in: <200, 200-1.000, >1.000.

A ogni modo, va da sé che in etichetta dobbiamo leggere questo dato e cercare quelle con valori tra 180 e 250 mg/l, quindi sufficientemente ricche di minerali, ma non troppo ‘pesanti’ a carico dei reni quando si parla di acqua da consumo quotidiano.

I Nitrati

Si fa un gran parlare del dato relativo al contenuto di Sodio (dimenticando che basta mangiare 100 Kg di prosciutto e hai voglia a bere acqua povera di Sodio!) che nessuno fa caso a questo importantissimo dato. Forse per ignoranza, lo so, e valeva anche per me. Molto semplicemente, il valore dei Nitrati indica la purezza dell’acqua, o, se preferite, quanto è inquinata. E i Nitrati sono tossici e potenzialmente cancerogeni quando all’interno del nostro organismo sono convertiti in Nitriti. Quindi, senza fare terrorismo, l’introduzione di Nitrati nel nostro corpo non fa bene, per usare un eufemismo… L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato una concentrazione entro i 10 mg/l quale valore ideale per le acque minerali (50 mg/l come valore massimo per la potabilità), mentre in Italia questo valore diventa obbligatorio per le acque destinate ai neonati. Ora, purtroppo non tutte le acque in bottiglia sono sotto i 10 mg/l, ma, qualora si sia fortunatamente entro questo valore, va da sé che meno Nitrati contiene l’acqua e meglio è. Giusto? Ed è proprio questo il punto di forza di Filette, l’essere bassissima in Nitrati, come dimostra anche la tabella riportata qui di seguito elaborata proprio da Acqua Filette. La tabella, comunque, non contempla alcune acque in bottiglia italiane, tra le quali alcune addirittura celeberrime, che sfoderano valori di Nitrati tra i 15 e addirittura i 35 mg/l! Quindi, fate attenzione a questo dato in etichetta, è una questione di salute.

Tabella comparazione acqua

Alla fin fine, ciascuno preferisce un’acqua all’altra per questioni di gusto o anche di prezzo, ma posso dire che è difficile trovare acque così gradevoli al palato come Filette. A scanso di equivoci, ripeto che Filette è partner di Grandi Champagne da sempre, per questo motivo non c’era alcuna necessità di parlarne a fini divulgativi solo ora…, invece, ho ritenuto giusto far conoscere quanto ho appena appreso con mia sorpresa. Poi, per carità ciascuno continuerà a bere l’acqua che ritiene opportuno, ma, per favore, fate attenzione a certi parametri, ne va della salute.

Meditate gente, meditate” diceva il grande Renzo Arbore.

www.acquafilette.it

PS: devo comunque e doverosamente ricordare che la scelta di Acqua Filette come partner di Grandi Champagne deriva dal fatto che la grande e naturale pulizia di questa acqua, il suo elevato potere dissetante senza risultare marcata nel gusto, la sua intrinseca freschezza hanno permesso di mantenere i palati sempre nelle migliori condizioni durante le sessioni di degustazione…

Acqua Filette

5 risposte a “Come c’è champagne e champagne, beh… c’è acqua e acqua”

  1. La penso diversamente: sono per bere acque leggerissime che sgorghino ad altitudini considerevoli. Ogni residuo (minerali) vengono raccolti dal terreno e per questo motivo penso sia fondamentale bere acque con residui fissi bassissimi, tipo Sant’Anna, Lurisia o Lauretana. I sali di cui il nostro corpo ha bisogno li otteniamo dal cibo.
    Cordiali saluti

    • Sì, è un’opinione. Oltre a una questione di gusti, come detto. Comunque, credo che acque con residui fino a 220-230 siano le più equilibrate.
      A ogni modo, il mio obiettivo era sensibilizzare sui Nitrati, di cui non parla nessuno…
      Grazie del contributo.
      Buona giornata

    • Le acque senza residuo fisso, senza sali minerali,lauretana 14 mg(quasi assenti), sono come l’acqua distillata,acqua da ferro da stiro.
      Non nutrono.
      L’acqua non può derogare al cibo il nutrimento da sali minerali.
      Le acque oligominerali,quelle con residuo fisso tra i 150 e i 500 mg litro sono le sole adatte all’uso quotidiano;
      Lo dicono l’oms e il ministero della salute.
      È’ un dato oggettivo.
      Le acque che cita lei, hanno più nitrati di acqua Filette(0,3 mg litro)
      I nitrati,semplificando,sono responsabili di cancro.

  2. Sarebbe interessante, estendere per legge, le articolate analisi chimiche anche al vino ( nel nostro caso allo champagne ) che beviamo.
    Ovviamente, legando le analisi ad altri parametri quali il dosaggio, i solfiti,…
    Trasparenza anche per il nostro caro e amato nettare…. Prosit

    • Il dosaggio inizia a essere abbastanza indicato, i solfiti no e non credo ci sia interesse a farlo. Comunque sono mediamente più bassi di quanto se pensi… Ad esempio, Sto arrivando! quanto sono nel Cristal? Meno di 20 mg/l!

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