Champagne Besserat de Bellefon: arriva il Blanc de Noirs! E non solo…

Champagne Besserat de Bellefon Blanc de Noirs

Besserat de Bellefon è storicamente uno dei grandi nomi dello champagne e della Champagne, anche se la sua fama si è consolidata soltanto negli anni ‘30 del XX secolo. In proposito, quanti sanno che, prima di entrare in orbita L-P, la mitica Salon era di proprietà proprio di Besserat? E che già nel 1976 Besserat lanciava un non dosato (Brut Intégral)? Non a caso, girando per la Champagne, si trovano spesso nei ristoranti e negli hotel, poster celebrativi di Besserat, proprio a testimoniare la sua popolarità, la sua fama, il rispetto di cui godeva per via dei suoi eccellenti champagne.

Philippe Baijot
Philippe Baijot, presidente anche di Besserat de Bellefon e autore del suo rilancio.

Tra l’altro, sapete che per un periodo di tempo la maison è stata perfino di proprietà della Cinzano? Purtroppo, poi, successivi e diversi cambi di proprietà, nonché la mancanza di un patrimonio viticolo e la crisi degli anni ‘90 l’hanno lanciata in una forte decadenza dalla quale ha iniziato a uscire solo nel 2006, con l’acquisizione da parte del Gruppo BCC. Anzi, si può dire che il rilancio, la rinascita di Lanson e Besserat siano un po’ le scommesse personali di Philippe Baijot, che, non a caso, è Presidente tanto dell’una, quanto dell’altra.

Su questo sito, ho periodicamente fatto un punto della situazione tanto di Besserat, quanto dei suoi champagne Cuvée des Moines, oltre ad averne parlato in guida (Grandi Champagne e… Top Champagne), ovviamente. Stavolta, però, vi racconterò di due nuovi champagne, o meglio, di uno inedito e di una nuova annata, assaggiati nel corso della mia ultima visita lo scorso aprile; con l’occasione, vi dirò pure come sta procedendo la marcia di rilancio della maison. Ho incontrato, infatti, tutto lo staff, giovane e motivato, dallo chef de cave Cédric Thiebault al Directeur Général Fabien Henry, dal direttore export Godefroy Baijot all’export manager (responsabile anche per l’Italia) Matthieu Luneau, Appassionati e competenti, stanno iniziando a raccogliere i frutti di 10 anni di lavoro, ma son ben consci di aver compiuto solo il primo passo.

Staff Besserat de Bellefon
Lo staff della maison. Da sinistra: Matthieu Luneau (export manager), Godefroy Baijot (direttore export), Fabien Henry (Directeur Général) e Cédric Thiebault (chef de cave).

Il patrimonio viticolo di Besserat è cresciuto al limite dei 30 ettari, quasi tutti nella Vallée de la Marne, ma, grazie alla forza contrattuale del Gruppo BCC, la maison ha accesso a uve eccellenti dei conferitori. Quindi si parte da una materia prima di qualità, poi ‘trasformata’ in vino nella maniera meno interventista possibile: fermentazione in acciaio, élevage a 10°C per evitare la malolattica, nessun filtraggio e/o collaggio, assemblaggio accurato cui segue un ulteriore passaggio a freddo, tiraggio ritardato (mai prima di maggio), ovviamente con 19 g/l di zucchero per rispettare la natura di demi-mousse (4,5 atm) della linea Cuvée des Moines. Che è anche l’unica gamma completa sul mercato a pressione minore. Segue un riposo sui lieviti più di due anni nelle enormi cantine sotterranee, che si sviluppano per ben 15 Km (!) su 9 livelli (!!), toccando i 35 metri di profondità (!!!). E, a proposito di risposo, dopo il dégorgement gli champagne Besserat de Bellefon ritornano in cantina per un periodo compreso tra i 6 mesi e un anno a seconda dell’etichetta. Tutto ciò è emblematico della serietà della maison, dell’approccio qualitativo che ha lo staff nei confronti degli champagne Besserat.

Vinificazione in acciaio
La vinificazione avviene in acciaio, mentre i vins de réserve sono conservati in cemento, con il metodo Solera.

A breve, debutterà uno champagne ‘bio’, nel frattempo Besserat ha lanciato il reciproco del suo vino più emblematico, il Blanc de Blancs. Ciò significa che la linea Cuvée des Moines si è arricchita di un Blanc de Noirs. Come lo Chardonnay in purezza, è anch’esso un 100% Grand Cru, con le uve selezionate nei villaggi di Ambonnay, Bouzy, Mailly e Verzy, poi vinificate e ‘trasformate’ in champagne alla tipica maniera di Besserat. Inoltre, questo Blanc de Noirs è un millesimato non dichiarato (2012) e, dopo 30 mesi sui lieviti è stato dosato a 8 g/l.

Cantina sotterranea
Sotto la maison, a Epernay, si snodano cantine a dir poco smisurate.
La controetichetta del Blanc de Noirs
La controetichetta del Blanc de Noirs: come consuetudine di Besserat è indicata la data del dégorgement.

Blanc de Noirs

Champagne Besserat de Bellefon Blanc de Noirs100% Pinot Noir
dég. ott. 2015 – Beh, questo naso è certamente intrigante, soprattutto fresco e croccante, certamente fruttato, ma con una più intensa componente agrumata appena tendente allo scuro e una nettissima anima minerale. La sensazione di freschezza è, se possibile, ancora più evidente all’assaggio, al fianco di una bella tensione e una confortante sensazione di asciuttezza. Rispecchia esattamente l’olfatto, proponendosi prima fruttato, poi agrumato a distendersi sul finale al fianco di una fine mineralità. Finale segnato anche da una vena dolce, a tradire un minimo il dosaggio, ma nel complesso è un ottimo champagne, perfetto per scoprire la non facile categoria dei blanc de noirs.
Voto: 90/100

 

Poi c’è la seconda uscita della B de B, la massima espressione di Besserat che è la riedizione della cuvée de prestige della maison, lanciata originariamente nel 1984 come assemblaggio di due annate (1976 e 1979). La suddetta riedizione, svelata nel 2013 per celebrare il 170° anniversario della maison (1843-2013), è anch’essa un assemblaggio di due annate (2008 e 2009) frutto di una rigorosa selezione delle uve di Oger, Chouilly, Cramant, Cumières, Festigny, Ambonnay, Mailly, Mareuil, poi fermentate in barrique di Argonne usate, unico caso di impego del legno in Besserat. Pur collocandosi fuori dalla linea Cuvée des Moines, è anch’essa a 4,5 atmosfere.

Invece, questa seconda uscita del nuovo corso è frutto della vendemmia 2012 più non una seconda annata, bensì l’assemblaggio della precedente B de B, cui ha fatto seguito una maturazione sui lieviti anche in questo caso di 30 mesi e un dosaggio di 6 g/l.

botti di legno per lo champagne
Per la sola cuvée de prestige, Besserat è tornata al legno, nel caso le barrique di Argonne.

 

Cuvée B de B

Besserat de Bellefon Cuvée B de B50% Pinot Noir, 50% Chardonnay
dég. ott. 2015 – La prima edizione, chiamiamola così, di questo champagne non mi ha mai convinto del tutto. Per carità, bevibilissima, ma da una cuvée de prestige mi aspettavo, mi aspetto di più. Pertanto, è con grande curiosità che mi sono avvicinato a questa seconda uscita, che già al primissimo approccio sembra ‘superiore’. Il naso denota subito una buona complessità in un contesto fresco e molto pulito, tra note floreali e agrumate, inoltre non è più segnato dal legno come in precedenza, per non parlare di una certa eleganza. Fresca e scorrevole anche la bocca, ma senza mancare di incisività, pertanto è succosa, ben distesa sulla mineralità, fine. Insomma, uno champagne molto buono che esalta la bevibilità senza sacrificare la giusta articolazione gustativa.
Voto: 90/100

 

In conclusione, Besserat de Bellefon sta pian piano ritornando sui livelli che l’hanno resa famosa in passato e questo grazie a scelte ben precise, a volte coraggiose. Oggi il livello medio dei suoi champagne è ottimo, senza picchi stratosferici, è vero, ma è altrettanto vero anche senza cadute. Una media di 90/100, direi per gli amanti dei numeri, con il Blanc de blancs un filo sopra media, il Brut e il Millésime un filo sotto. C’è di che essere soddisfatti, insomma, ma considerando che si è ripartiti da zero nel 2006 e che nello champagne, oramai lo sappiamo, i tempi sono molto lunghi, ci sarà da ‘divertirsi’ negli anni a venire.

 

La prossima settimana sarà Ferragosto e anche LeMieBollicine si prenderà una piccola pausa. Pertanto, faccio, facciamo gli auguri a tutti i lettori e ci rivediamo lunedi 22 agosto!

Buon Ferragosto, buone vacanze e… santé!

Gli champagne Besserat de Bellefon sono distribuiti in esclusiva da:
Barone Ricasoli– tel. 0577/7301 – www.ricasoli.it

 

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