Champagne: i 10 blanc de blancs da non mancare!

champagne blanc de blancs

L’estate sta finendo… Così recitava un celeberrimo successo degli anni ‘80, ma tant’è. Ciò nonostante, il clima del Belpaese ci permette di godere ancora di splendide giornate di sole in questi ultimissimi scampoli di agosto, nonché per buona parte di settembre (e anche di più in alcuni casi, come ci insegnano gli amici leccesi). Ancora mare, dunque, apertivi serali con gli amici, cene a base di pesce, il tutto meglio se accompagnato da uno champagne. Un blanc de blancs, magari, che si presta particolarmente a questi contesti, a mio avviso. Ricordo che questa categoria di champagne è sinonimo di eleganza, di finezza, di freschezza, ma anche di preziosità, visto che lo Chardonnay è l’uva che spunta i prezzi più alti in vendemmia.

Bene, a questo punto mi chiederete quali sono questi benedetti blanc de blancs ‘raccomandati’… Eccone dieci da provare almeno una volta nella vita!

Nota: come sempre, ricordo che si tratta di una selezione personale limitata a dieci etichette, pertanto, come tale, è ovvio che per qualcuno potrebbe mancare questo o quello champagne. A mio avviso, però, i blanc de blancs di questa selezione rappresentano, per diversi motivi, straordinari esempi di questa nobile categoria, quindi, almeno una volta nella vita, andrebbero provati.

 

champagne Agrapart Avizoise

Agrapart

Avizoise
(Pellegrini)
Pascal Agrapart è un personaggio, ma anche un produttore geniale. La sua gamma è giustamente dominata dai blanc de blancs, al punto che ciascuno troverà quello maggiormente nelle proprie corde. Da parte mia, più del mitico Vénus, ritengo questo Avizoise assolutamente irrinunciabile: due vecchissimi lieux-dits di Avize (‘Les Robarts’ e ‘La Voie d’Epernay’), fermentazione in barrique, tiraggio bouchon liège, 5 anni sui lieviti e dosaggio molto basso. Il risultato è uno champagne di rara eleganza e perfetto equilibrio, pervaso da una splendida mineralità. Irresistibile. Con tutte le annate (è uscita la 2009). Ad averne…

 

billecart salmon champagne blanc de blancs

Billecart-Salmon

Blanc de Blancs Millésime
(Velier)
Anche un eccellente sans année tra i blanc de blancs di Billecart, tra l’altro con straordinarie capacità di evoluzione nel tempo, ma il millesimato è un vero pezzo d’opera. Ferrea selezione di uve 100% Grand Cru (Avize, Chouilly, Cramant e Le-Mesnil), fermentazione per circa il 35% in barrique con la malolattica svolta soltanto su circa il 30% dei vini; poi ben 8 anni sui lieviti e dosaggio di 5 g/l. Sul mercato c’è il 2004, che unisce l’importanza dell’etichetta con l’immediata piacevolezza dell’annata, risultando così una goduria per gli appassionati e una ‘pericolosa’ scoperta per i neofiti.

 

Bruno Paillard champagne blanc de blancs

Bruno Paillard

Le Mesnil Millésime
(Cuzziol Grandi Vini)
Ho detto e ridetto che ritengo Bruno Paillard un artista dello Chardonnay. D’altronde, il Blanc de Blancs Grand Cru (il multimillesimato) è più ‘buono’ che mai, il Millésime tremendamente espressivo dell’annata e della Côte des Blancs e… poi c’è il – purtroppo – raro Le Mesnil, la summa delle capacità di questo produttore. Lo adoro, in tutte le annate, anche in quelle teoricamente disastrate, come abbiamo visto con il 1987, e ha l’unico difetto di essere prodotto in quantità molto limitata. Ma, per fortuna, è uno di quei grandi champagne per i quali non bisogna svenarsi, neanche nel caso delle vecchie annate.

 

Charles Heidsieck champagne blanc de blancs

Charles Heidsieck

Blanc des Millénaires
(Philarmonica)
La quarta annata (1983, 1985, 1990 e, appunto, 1995) del capolavoro di Daniel Thibault, ideato come una sorta di testi di laurea sullo Chardonnay della Côte des Blancs: Avize per gli agrumi e la mineralità, Cramant per la complessità, Le-Mesnil per l’equilibrio, Oger per la struttura e la densità, Vertus per la tipicità varietale. In attesa della nuova annata, la top cuvée della maison di Reims ci delizia con gli ultimissimi dégorgement della 1995, che ha passato circa 18 anni sui lieviti, per un risultato, in termini di finezza e complessità, superlativo.

 

De Sousa champagne blanc de blancs

De Sousa

Cuvée de Caudalies Extra Brut
(Sarzi Amadè)
Non un piccolo grande RM, ma in assoluto uno dei ‘top player’ della Champagne. Nella sua gamma molto articolata è difficile scegliere una sola etichetta, allora, ricordandomi del “in medio stat virtus” di latina memoria, ecco lo champagne che si pone giusto a metà strada tra l’irresistibile Réserve Grand Cru e la sontuosa Caudalies Millésime. Sto parlando dell’eccellente declinazione della Caudalies come multimillesimato (ben 14 annate in assemblaggio, dal 1995 al 2008), che nel bicchiere significa concentrazione e articolazione, ma anche distensione ed eleganza. In altre parole… appagante.

 

Delamotte champagne blanc de blancs

Delamotte

Blanc de blancs Millésime
(Ceretto-Terroirs)
Vi aspettavate Salon? Ebbene, con tutto il rispetto, gli preferisco il millesimato dell’antichissima maison ‘sorella’, perché si tratta, soprattutto nelle ultime annate, di uno degli champagne dal più entusiasmante rapporto prezzo/qualità/soddisfazione. È un 100% Grand Cru, visto che le uve provengono da Le-Mesnil, Avize, Oger (sempre presenti nell’assemblaggio) e pure da Cramant, ma la maestria nell’assemblaggio è tale che, pure in vendemmie come la ‘non-proprio-da-annali’ 2007, riesce a dare vita a uno champagne davvero irresistibile. Provare per credere.

 

Jacques Selosse champagne blanc de blancs

Jacques Selosse

Substance
(Moonimport)
Su Anselme Selosse è stato detto tutto e il contrario di tutto, spesso a proposito. I suoi champagne non sono facili, è vero, ma hanno stoffa, carattere, fascino. Adoro Anselme e sono tra quelli che ritiene sia stato il primo a dimostrare che anche un piccolo poteva fare grandi champagne. Dovendone scegliere uno solo dalla sua gamma, non posso esimermi dal Substance, metodo Solera risalente al 1986 e conservato in due sole botti, una per ciascun vigneto (‘Les Chantereines’ e ‘Le Mont de Cramant’), ad Avize. Mira a esaltare l’impronta territoriale del villaggio e lo fa in maniera magistrale: complessità e piacevolezza qui si fanno capolavoro.

 

Lanson champagne blanc de blancs

Lanson

Noble Cuvée Blanc de Blancs
(Duca di Salaparuta)
Ingiustamente poco conosciuto, è uno dei tanti colpi messi a segno da Jean-Paul Gandon, che lo creò nel 1979 sull’onda della Noble Cuvée Brut, che per la prima volta in Lanson poneva maggiormente l’accento sullo Chardonnay. È un 100% Grand Cru che, ovviamente, non svolge la malolattica. Per questo, da giovane può essere fuorviante, ma se avrete la pazienza di lasciarlo riposare adeguatamente in cantina vi ripagherà con uno champagne compiuto ed equilibrato, teso e minerale, elegantissimo, o meglio… nobile. Che vi catturerà inesorabilmente.

 

Louis Roederer champagne blanc de blancs

Louis Roederer

Blanc de blancs Vintage
(Sagna)
Ho definitivamente amato questa etichetta quando Jean-Baptiste Lécaillon mi ha fatto assaggiare per la prima volta una vecchia annata, la 1990. Allora ho capito quanto questo champagne sappia essere tremendamente espressivo della varietà e della Côte des Blancs da giovane e quanto sappia essere cremoso, gustoso, addirittura voluttuoso con gli anni. L’unico suo difetto? È prodotto in sole 8.000 bottiglie. Come tutti i millesimati di Roederer, nasce da sole uve di proprietà di Avize, Le-Mesnil e ora anche un po’ di Cramant, non svolge la malolattica ed è parzialmente vinificato in legno. Inoltre, al fine di favorirne la cremosità, è un demi-mousse (4,5 atm.). Un must.

 

Taittinger champagne blanc de blancs

Taittinger

Comtes de Champagne
(Pescarmona Importatori)
A mio avviso il ‘migliore’ blanc de blancs, così saranno contenti quanti vogliono a tutti i costi un nome sul gradino più alto del podio… Nato tardi, soltanto nel 1952, è prodotto in circa 200.000 bottiglie con uve di tutti i Grand Cru della Côte des Blancs (unico champagne del genere), in particolar modo Avize e Le-Mesnil. Dal 1989, una piccola parte della fermentazione avviene in barrique e, dopo l’imbottigliamento, il vino matura 10 anni sui lieviti prima di rémuage e dégorgement manuali. Elegantissimo, grasso e minerale, rappresenta il punto di incontro ideale tra Champagne e Bourgogne. È capace di trascendere le annate pur essendone giustamente figlio; ovviamente si esalta con le grandi vendemmie.

Vi precedo e rispondo subito alla domanda/critica che in molti penserete già di farmi: “ma come, non c’è il Krug Clos du Mesnil?!?”. No, non c’è. Dovevo fare delle scelte e non l’ho messo, dando precedenza ad altri. Pur essendo questo blanc de blancs notevole. Continuo a essere convinto che la vera essenza di Krug risieda negli assemblaggi e non nei singola-varietà/singolo-vigneto…

33 commenti su “Champagne: i 10 blanc de blancs da non mancare!”

    1. “Salon, la più alta espressione del BdB in champagne”

      fino al 1990 era squisitissimo, l’88 lo ritengo uno dei vini mai bevuti… dopo secondo me non arriva mai vicino al Clos du Mesnil

      saluti
      Michele

        1. È certamente tra i top BdB. Ma poi, sul podio, diventa una questione di gusti personali…
          Sulle annate, invece, è uno di quei rari casi in cui ritengo la 1990 superiore alle 1988.
          Saluti

    1. Sì, avrei dovuto fare una “top 15”, ma non si usa…
      Altrimenti si sarebbero aggiunto certamente Pol Roger, il Mumm de Cramant (lo chiamo ancora così…), la Cuvée Dom.Picard di Collard-Picard, Les Pierrerès di Ulisse Collin, lo Champ Caïn di Jacquesson…

  1. Gran bella lista, molto condivisibile per quello che conosco, salon e clos du mesnil sono troppo fuori budget per me quindi non mi esprimo, Lanson come le dicevo è una maison che ho sempre trascurato e che a questo punto mi sa che dovrò approfondire.
    Il blanc de blancs di Roederer l’ho bevuto esattamente una settimana fa, il 2009 (infanticidio lo so, ma ne ho altre bottiglie e poi ogni tanto questi “errori” bisogna farli), che dire? Al naso ancora è chiusissimo ma in bocca è uno spettacolo, cremoso, morbido ma con una grande acidità, l’ho bevuto con un risotto burrata e crudo di scampi e le assicuro che è stata una festa per il mio palato, vino di grande qualità, totalmente privo di note limonose e dal colore decisamente carico (fa pensare ad una vendemmia dove hanno puntato tutto sulla piena maturità dell’uva), penso che evolverà molto bene negli anni.
    Infine due produttori di blanc de blancs che bevo da sempre con grande soddisfazione sono Ulysse Collin e Pierre Peters, più sperimentale il primo più classico il secondo ma in ogni caso sempre vini emozionanti.

  2. Buonasera,
    che dire… comtes de champagne su tutti. Concordo anche sull’eventuale aggiunta nella top 15 del bdb di Mumm. Nella mia personale classifica c’è però sicuramente un Larmandier Bernier a scelta tra terre de vertus e vieilles vignes du levant (prima vieilles vignes de cramant).

  3. Buongiorno e grandi complimenti per il sito, il libro e l’app, ottima lista, di recente ho aperto sempre in blanc de blancs un ottimo besserat in magnum…….credo che nei 15 ci possa stare

    1. Grazie!
      Nella gamma Besserat il BdB si colloca certamente al vertice, ma, con tutto il rispetto, a mio avviso nei 15 ancora non ce la fa. Anche se per poco…
      Però torniamo al solito discorso di un’ottima qualità oggettiva e del gusto soggettivo: se a lei piace, ben venga!

      1. Mi scusi, ma la domanda mi sorge spontanea, il suo è un discorso generico su queste etichette, di qualità costante, od è legato alle recenti annate?
        Glielo domando perchè sull’ultima guida Grandi Champagne al Fleur de Passion 2006 ha assegnato un punteggio superiore (94) che ad alcune delle bottiglie qui presenti, mi viene in mente Roederer 2009 (92) e Delamotte 2007 (93) e, diciamo, per logica, dovrebbe essere presente nella lista (io devo ancora assaggiarlo).
        Comprendo bene che la preferenza per il vino non può basarsi unicamente su un punteggio assegnato, ci mancherebbe, però….

        1. Osservazione sacrosanta, ma, come ha ipotizzato lei, si tratta di un discorso a prescindere dall’attuale annata, ma, invece, basato sulle degustazioni egli ultimi 10 anni. Non a caso, le annate solo indicate solo in alcuni casi e solo come indicazione dell’attuale del mercato, oppure di una particolarmente valida.
          Il Fleur de Passion è un eccellente champagne che meriterebbe senza dubbio la cosiddetta “top 10”, ma prima vorrei assaggiarlo ancora in altre annate…
          Spero di aver chiarito il suo giusto dubbio.

    1. Fino a qualche anno fa sarebbe entrata nelle “Top 10” agevolmente, ora no. Purtroppo. Aspettiamo però qualche anno affinché il lavoro di Frédéric Panaïotis possa essere definitivamente apprezzato su tutte le cuvée…

  4. Concordo che questi siano gli champagne bdb migliori. La settimana scorsa ho ribevuto uno champagne che ho ritrovato straordinario che è l Amour de Deutz. Ne avrei bevuto accompagnato da cruditè in un ristorante Fusion una damigiana. Pensa che le facciano?

    1. Eccellente champagne ed eccellente blanc de blancs. A mio avviso ancora un po’ troppo “piacione”, se vogliamo spaccare il capello in quattro.
      Proprio in damigiana no, ma fanno… il mathusalem!

  5. Illustre Alberto salve, concordo assolutamente sul Comtes che ho bevuto in diverse annate (’88 compresa) e l’ho trovato sempre un grandissimo champagne….personalmente avrei aggiunto anche il Ruinart….

  6. Classifica interessante e per certi versi condivisibile.
    Condivido l’esclusione di Krug CdM che non può assere associato alle etichette di cui sopra per una ragione assai semplice: è in modo non discutibile il miglior vino del Mondo.

    1. Per molti, come lei, il CdM è addirittura più che un mito. Personalmente, come ho detto più volte, per me la vera essenza di Krug è il Vintage.
      Ma il mondo è bello perché vario, quindi… ben venga!
      Saluti

  7. Illustre Alberto salve, a proposito di “blancs” mi sono lasciato consigliare nell’enoteca dove mi servo normalmente ed ho acquistato un Pascal Doquet Arpège…..ho fatto bene? A presto

    1. Pascal è tra i più interessanti interpreti della Cote des Blancs. Ha uno stile, o meglio, una personalità molto forte e il valore dei suoi champagne è indiscutibile. Anche se hanno bisogno di almeno un paio di annetti per dare il meglio.
      Questo in linea di massima, perché, come ho scritto nell’ultima edizione della guida, gli champagne di Pascal sul mercato ora sono quelli figlio del periodo di transizione vero il ‘bio’, quindi alcuni non proprio precisissimi.
      Lo faccia riposare qualche mese e mi faccia sapere, però!

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