Ancora anteprima! È la volta del Blanc de blancs 2006 di Bruno Paillard

Champagne Blanc de blancs 2006 di Bruno Paillard

Quando la Bruno Paillard, ovvero lo stesso Bruno e sua figlia Alice, ha lanciato l’Assemblage 2008, sono rimasto sorpreso doppiamente. Innanzitutto mi son chiesto: hanno saltato il 2006? E, poi, perché solo l’Assemblage e non pure il Blanc de Blancs? La risposta l’ho avuta il 18 aprile, quando ho incontrato Alice Paillard in ‘casa’. Prima visita ai vigneti storici di Le-Mesnil, dove i Paillard possiedono 4 ettari, oltre ad altri 4 a Oger e pure 1,1 a Vertus, per quanto riguarda la Côte des Blancs e, quindi, la patria dello Chardonnay. Ecco, lo Chardonnay: ho detto e ridetto che Bruno Paillard è un artista della pregiata uva bianca e i suoi tre blanc de blancs lo dimostrano inequivocabilmente. Dicevo, prima visita ai vigneti, poi degustazione dei vins clairs 2015 in azienda direttamente dalle barrique e, infine, pranzo. Durante il quale Alice mi fa due regali preziosi: l’anteprima assoluta del Blanc de Blancs 2006 e quel ‘mostro’ di Le Mesnil 1987. Di quest’ultimo vi ho detto, dettagliando anche il grande lavoro fatto in vigna dai Paillard, dell’altro non ho potuto in quanto Alice mi ha chiesto il massimo riserbo. Fino al lancio ufficiale, che è avvenuto giusto ieri sera a Roma.

Maison Bruno Paillard
Di fronte all’ingresso della maison, a Reims, un corridoio ospita tutti i millesimati prodotti (Assemblage e Blanc de Blancs) con gli originali delle illustrazioni realizzate per le etichette.

Il Blanc de blancs 2006 è figlio di un’annata calda che, però, ha dato e sta dando champagne godibilissimi. Per la Bruno Paillard, nello specifico, è stata un’annata “caratterizzata da stagioni molto decise. L’inverno ha visto gelate fino a -17°C nella Montagne, mentre la primavera è stata sempre fresca ma senza gelate. Il bel tempo è arrivato tardi, il 10 giugno, e la fioritura è iniziata già dal 15 nelle migliori condizioni possibili. Luglio, come nel 2003, è stato particolarmente caldo, si può parlare addirittura di canicola, ma ad agosto le temperature sono scese e la pioggia è arrivata non senza un po’ di inquietudine. Fortunatamente, il bel tempo è tornato a settembre e la vendemmia ha avuto luogo sotto il sole nella seconda parte del mese”. Invece, per quanto riguarda l’annata in sé, i Paillard parlano di “abbondanza. È un millesimato generoso e goloso, ma anche esigente: non si doveva aver paura di selezionare per tenere soltanto i grappoli migliori”. Sarà per questo che hanno chiesto a un artista di sviluppare il tema della ‘Voluttà’ per illustrare, come tradizione Bruno Paillard, l’etichetta di questo Blanc de Blancs 2006. L’artista è lo svedese Jockum Nordström, che ha sviluppato il tema in coerenza con la “generosità e la rotondità che gli agrumi maturi conferiscono a questo champagne”.

Cantina Bruno Paillard
La cantina di vinificazione ‘rispecchia’ la formula effettivamente usata per la fermentazione: 20% barrique usate e per il resto acciaio.

È uno champagne che, giustamente, nasce principalmente dai vigneti storici di Paillard (Le-Mesnil e Oger ‘pesano’ per il 60%, più Vertus, Avize, Cramant e Chouilly), che ha maturato oltre 8 anni sui lieviti e che, dopo il dégorgement (Aprile 2015), è stato dosato da extra-brut (a 5 g/l, nello specifico). Infine, ha riposato, ancora in ottemperanza alla migliore ‘tradizione’ Bruno Paillard, per altri 12 mesi in cantina.

Champagne Bruno Paillard, riposo dopo dégorgement e dosaggio
Uno dei punti di forza della Bruno Paillard: l’ulteriore riposo dopo dégorgement e dosaggio. Pari a non meno di 6 mesi per i multimillesimati, 12 mesi per i millesimati, due anni per le top cuvée.

Blanc de blancs 2006

100% Chardonnay

Blanc de blancs 2006
L’esemplare, ancora privo di etichetta, che Alice Paillard mi fece assaggiare in anteprima oltre cinque mesi fa…

(assaggio aprile 2016, Reims) Il primo naso ci mette di fronte a un tipico 2006, ma anche a… un 2006 secondo Bruno Paillard. In altre parole, l’olfatto è solare (nel rispetto dell’annata…) più che banalmente ‘caldo’, con un fascinoso tocco di maturità che fa da apripista alla frutta secca, agli agrumi, anche in canditura, alla mineralità, ovviamente. Più d’ogni altra cosa, questo naso sa essere denso, compatto, ma leggero allo stesso tempo, certamente brillante e oltre ogni dubbio attraente, anche per via della nota di brioche salata che man mano viene fuori. Bocca valorizzata da una bollicina fine, stuzzicante, forse addirittura splendida, che sembra quasi voler estrinsecare lo Chardonnay, quindi la natura di blanc de blancs, fresca, elegante, nettamente agrumata e minerale, cremosa, pulitissima, avvincente nel finale, ampio e lungo, molto, molto persistente, nonché delicatamente sapido. Ecco, il naso è in pieno divenire, mentre la bocca è molto più espressiva, intendendo con questo una piacevolezza, o meglio una bevibilità che definire premiante è poco! Soprattutto se alla corretta temperatura di servizio…
Voto: 93/100

Bottiglia di Champagne Blanc de blancs 2006(assaggio settembre 2016, Roma) Beh, sostanzialmente lo champagne si conferma, anche se sembra aver esaltato la componente di agrumi canditi e, soprattutto, la mineralità che riporta nettamente alla craie. È uno champagne che sa essere ‘caldo’, o meglio, solare, come detto, ma anche fresco, esaltato all’assaggio da un bollicina veramente spettacolare. È cremoso, integrato e integro, ovvero più completo rispetto all’assaggio precedente, con un nettissimo sviluppo e un finale ancora di craie. Insomma, si conferma, ma se la temperatura sale un po’ più del dovuto l’annata tende un po’ troppo a farsi sentire. Altrimenti… chapeau!
Voto: 93/100

Gli champagne Bruno Paillard sono distribuiti in esclusiva da:
Cuzziol Grandi Vini – Tel. 0438/666611 – www.cuzziolgrandivini.it

2 commenti su “Ancora anteprima! È la volta del Blanc de blancs 2006 di Bruno Paillard”

  1. Buongiorno Alberto
    Le scrivo per sapere se ha mai sentito parlare di Pierre Brigandat, un vignaiolo di channes (130 abitanti) che produce Champagne, un sans annè, un millesimato, un rosè e forse un altra tipologia..ho intenzione di acquistare qualche bottiglia ma non avendolo mai sentito nominare, qualcosa non mi convince. Puó aiutarmi?

    1. È un produttore della parte finale dell’Aube, proprio al confine con la Cote d’Or, ma non l’ho mai assaggiato.
      Mi spiace…

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