Il Clos du Moulin di Cattier in verticale!

Clos du Moulin di Cattier in verticale

Quando iniziai a muovere i primi passi nel mondo dello champagne, mi feci una cultura sui testi di Tom Stevenson, all’epoca senza dubbio il riferimento per lo champagne. Così, se oggi amo Vilmart, ad esempio, lo devo a lui, ma anche la scoperta di Cattier va ricondotta ai suoi scritti. E, a proposito di Cattier, rimasi colpito dalla considerazione del critico britannico per il loro champagne di punta, il Clos du Moulin.

Questo antico (XVIII secolo) vigneto di 2,2 ettari è uno dei due ‘clos’ storici della champagne (l’altro è, ovviamente, il Clos des Goisses) e fu acquistato nel 1951 da Jean-Jacques Cattier, che, in occasione della vendemmia dell’anno successivo, decise di vinificarne le uve separatamente e, quindi, creare un nuovo champagne. Champagne che da allora è un assemblaggio sempre identico nell’uvaggio, ma di tre annate (di cui il 50% la più giovane e il 25% ciascuna le altre due, tra l’altro dichiarate in controetichetta…). Il Clos du Moulin è tirato in circa 25.000 bottiglie numerate (dal 1999 anche in magnum, prima solo in bottiglia), maturato non meno di 8 anni sui lieviti e dosato tradizionalmente intorno ai 10 g/l, anche se recentemente questo è stato ridotto a 7-8 g/l. Nel tempo sono anche cambiate la bottiglia, dalla classica champenoise alla ‘speciale’, e l’habillage, che ha visto prima tre evoluzioni dell’etichetta classica e, successivamente, un cambio drastico della stessa, coinciso con la finitura nera della bottiglia.

Clos du Mouilin
Il Clos du Mouilin, oggi purtroppo senza più mura né mulino, si trova a poco più di un Km dalla maison. Da qualche anno il vigneto è coltivato esclusivamente con il cavallo.

Mi sono subito appassionato a questo champagne e l’ho spesso recensito, ma… senza trovare mai quell’eccellenza decantata da Tom. Per carità, era sempre un ottimo champagne, molto piacevole, elegante, ma senza quell’incisività, quella complessità che ti aspetti da un ‘grande’. Poi, tempo fa, Vania mi dice di averlo assaggiato e averlo trovato ottimo. “Accidenti, il Clos du Moulin, lo avevo quasi dimenticato!” mi sono detto e mi sono ripromesso di riassaggiarlo al più presto. Fortunatamente, ho ritrovato una bottiglia in cantina ed è il Clos du Moulin di cui vi ho raccontato lo scorso marzo. Beh, rimasi ben più che piacevolmente sorpreso, perché non lo ricordavo così buono! Ma proprio tanto buono.

Alexandre Cattier
Alexandre Cattier ha ricevuto dal papà Jean-Jacques il timone della maison, che conduce con passione e talento sia come PDG, sia come chef de cave. È con lui che abbiamo vissuto questa bellissima esperienza: grazie!

Allora ho capito: è uno di quei grandi champagne che ha bisogno di tempo, anzi lo esige, per esprimersi. Da giovane è fuorviante. D’altronde, il Clos du Moulin è uno champagne da lunghissimo invecchiamento. Allora ho subito contattato la maison e chiesto di fare una verticale di questo champagne alla prima occasione. Detto, fatto: appuntamento fissato per il sottoscritto, Vania Valentini e, per l’occasione, Thomas Rossi per la degustazione insieme ad Alexandre Cattier, vera anima della maison oggi in quanto ne è tanto il PDG, quanto lo chef de cave! Che definisce questo champagne “perfetto equilibrio tra la struttura del Pinot Noir e la freschezza dello Chardonnay”. Vediamo…

Cantine di Cattier
Le splendide cantine di Cattier, tra le più profonde in assoluto della Champagne. Tutte le bottiglie assaggiate hanno maturato qui con la propria ‘liqueur’, quindi si tratta di tutti ‘dégorgement historique’.

Clos du Moulin di Cattier in verticale

Clos du Moulin

50% Pinot Noir, 50% Chardonnay
(tutte le bottiglie assaggiate erano di dégorgement originale, quindi lasciate a maturare con la propria liqueur nelle cantine della maison)

2005/2006/2007, dosage 7-8 g/l
Nonostante sia l’assemblaggio che sta arrivando ora sul mercato, quindi sia molto giovane, denota una bella espressione olfattiva, fatta di agrumi, grassezze di nocciola, spunti di crosta di pane ed erbe aromatiche, soprattutto una gran bella mineralità. Al palato è sottile, elegante, rinfrescante più che semplicemente fresco, asciutto e minerale. Finale elegante e molto pulito, senza contare la bollicina finissima. Bello champagne, armonico, forse non complesso (ma è giovane, non dimentichiamolo!), ma certamente molto gradevole. Al punto che più lo bevi e più ti piace. A dispetto dell’annata 2005 che fa capolino e non lo rende perfettamente a fuoco. Ma, oramai lo sapete, quest’annata proprio non mi va giù…
Voto: 90/100

2002/2003/2004, dosage 7-8 g/l
Beh, tutta la personalità, tutta la gradevolezza della 2004 si fanno sentire rendendo questo naso immediatamente attraente. È leggermente tropicale sul frutto, quindi erbe aromatiche, frutta secca, note di cenere che riportano alla mineralità, il tutto in un quadro che media ottimamente tra morbida cremosità e brillante eleganza. La bocca si apre con una bollicina finissima, quindi ecco la materia proporsi sottile e morbida, perfettamente speculare con il naso, al punto che ritrovi esattamente quello che ti aspetti. E questa riuscita unione tra morbidezza ed energia rendono la beva addirittura facile e di una piacevolezza coinvolgente. Pertanto, non sorprende più di tanto trovare un finale che sa essere persistente pur non distendendosi in profondità.
Voto: 91/100

Clos du Moulin di Cattier in verticale

1996/1998/1999, dosage 10 g/l
Lo stesso assemblaggio assaggiato a marzo alla Stella d’Oro. In questo caso lo abbiamo trovato un po’ meno maturo rispetto a quello di qualche mese fa (mancano le tostature), pertanto è più fresco, per non dire giovane. Vino integro e integrato, non c’è nulla fuori posto, di grandissima eleganza. Non solo si conferma, ma dimostra anche di avere ancora un cammino molto lungo davanti a sé. Da riprovare tra qualche anno, potrebbe stupire.
Voto: 93/100

1990/1993/1995, dosage 10 g/l
Nota di Alexandre: “lo scorso agosto ho assaggiato questo champagne con mio padre e dalle analisi abbiamo scoperto che non aveva svolto la malolattica, ma non sappiamo perché. Probabilmente neanche questa bottiglia l’ha svolta”.
La sintesi di questo Clos du Moulin? Fresca eleganza. Ha un bellissimo naso di frutti tropicali, una florealità di camomilla, frutta secca che riporta alle arachidi, una fine ma intensa mineralità. È assolutamente in forma, ben lontano da ogni maturità e, nonostante le tre annate importanti, non si avvertono concentrazioni o insistenze materiche. Anzi, alla fin fine sembra addirittura giovane. La bocca è rotonda, succosa, freschissima ed elegante. È ben supportata da un’acidità che, nonostante sembri un po’ correre per conto suo rispetto alla materia, dona alla gustativa slancio, profondità, ancora freschezza, che sul finale si fa pulizia ed eleganza. L’aspetto che colpisce maggiormente, però, è che è un vino che, in apparenza, passa senza colpirti più di tanto, nella sua immediata gradevolezza, ma poi ti fermi un attimo, ci pensi, ci rifletti e ti accorgi che… è buonissimo! Un Clos du Moulin molto cerebrale, dunque, ma al top!
Voto: 94/100

Clos du Moulin di Cattier in verticale

1988/1989/1990, dosage 10 g/l
(malolattica stavolta svolta, dégorgement fine anni ‘90)
L’olfatto si propone tra note di frutta secca, di iodio, di frutta tropicale, di una soffusa florealità e di una mineralità che, stavolta, richiama nettamente e intensamente la craie. Ma è la freschezza il suo punto di forza, una freschezza insita che ben si accompagna alla ricchezza della materia e alla sua giusta maturità. Man mano emergono anche un tocco di cera d’api e pure di miele, a riportare, appunto, a questa ‘corretta’ maturità. All’attacco in bocca trovi esattamente le tre caratteristiche che contraddistinguono il Clos du Moulin: bollicina fine, freschezza e grandissima eleganza. Ancora una volta, non sembra un vino che, nonostante l’importanza delle tre grandi annate, abbia questa età, bensì sia… addirittura giovane. Sorprendente. O no? Viste, appunto, le tre annate.
Voto: 95/100

1985/1986/1987, dosage 10 g/l
L’ultimo della nostra verticale, tra l’altro basato per il 50% su un’annata decisamente mediocre. Invece… Invece ecco un naso meno immediato degli altri, anche meno complesso, ma tutto da scoprire. Piano piano. Allora ecco una intensa mineralità marina che continua a farsi sempre più iodata, sempre più salina, tostature che arrivano al fumé, erbe aromatiche. La bocca è asciutta, secca, levigata, molto fresca e caratterizzata da grande eleganza. Non ha una grande articolazione, ma si distende molto bene rimanendo molto pulito, molto fresco e, soprattutto, chiudendo molto sapido sui continui ritorni salini. Piacevolissimo! Va bene, non sarà un campione di complessità, ma ne berremmo… a secchi, se mi si passa il termine. Sorprendente, per non dire incredibile, perché è in forma smagliante, impensabile per un vino di trent’anni, e perché è figlio di un’annata, anzi di due su tre, tutt’altro che memorabili. Per questo ci sentiamo di premiarlo.
Voto: 95/100

Vania Valentini e Thomas Rossi
Vania Valentini e Thomas Rossi al termine della degustazione. Soddisfatti, ma anche perplessi: sarà stato… l’Armand de Brignac?

Bellissima degustazione, davvero! Un’occasione unica per scoprire a fondo questo champagne, che si conferma un grande a patto di saperlo aspettare con pazienza. Come i grandi vini, è da lungo invecchiamento, ma poi ripagherà con una stoffa di prim’ordine. Soprattutto, è uno champagne da scoprire, visto che in Italia è poco conosciuto. Purtroppo…

Ringrazio ancora Alexandre Cattier e Philippe Bienvenu per l’accoglienza e questa bellissima degustazione, che si è conclusa con il Clos du Moulin Rosé (di cui vi dirò presto…) e… il noto e discusso Armand e Brignac

(ha collaborato alle schede di degustazione Vania Valentini)

www.cattier.com

8 commenti su “Il Clos du Moulin di Cattier in verticale!”

  1. Caro Alberto, ho acquistato proprio la settimana scorsa questo champagne (2005/2006/2007)! Non l’ho mai assaggiato, ma mi incuriosiva parecchio… se ho ben capito, però, meglio attendere un po’!

  2. Gentile sig. Lupetti, innanzitutto le faccio i miei complimenti per il suo sito e per la guida Grandi Champagne,
    sono state due meravigliose scoperte fatte circa un anno e mezzo fa e da allora la seguo assiduamente.
    Le scrivo in quanto giovane ( 22 anni ) appassionato del mondo del vino ed in particolare degli spumanti metodo classico, dopo aver rotto il ghiaccio con varie cuveè base, ho deciso di investire per la prima volta una cifra ‘importante’ ( perlomeno per me che sono uno studente universitario ancora disoccupato), diciamo fino a 250/300 Euro, per una Cuveè de Prestige. Essendo quello dello Champagne un mondo estremamente variegato, volevo chiederle che cosa lei mi consiglia di acquistare.
    La ringrazio in anticipo per la risposta

    1. Grazie ! E complimenti per la sua passione…
      Mica facile darle una risposta, non conoscendo i suoi gusti e, soprattutto, non avendo capito se cerca un top champagne da bere ora o da conservare.
      Conosce certamente le cuvée de prestige più note, allora le dò un consiglio un po’ fuori dagli schemi: cerchi una La Grande Dame del 1998. La troverà senza troppe difficoltà e, soprattutto, dovrebbe trovarla al di sotto dei 200 euro. È un grande champagne che inizia a essere in una fase di espressività che le rivelerà il sorprendente valore di questa etichetta, ingiustamente sottostimata. Con la cifra avanzata, visto che il budget è più alto, acquista un Brut Vintage 2008 di Roederer, anche questo sorprendente. Già oggi, figuriamoci con l’invecchiamento…
      Mi faccia sapere.

  3. salve
    Per quanto riguarda la app ed In merito a questa etichetta ma anche generalizzando le chiedo ; ormai si trovano champagne in vendita ovunque : siti internet, enoteche e negozietti improvvisati, centri commerciali .. che associano sugli scaffali grandi maisons ad etichette pressoché sconosciute. Su questo gradirei un approfondimento per quanto riguarda le fasce di prezzo.
    Riconosco che ogni attività associa il prezzo che ritiene più opportuno però avere una indicazione sul reale prezzo di mercato prezzo potrebbe aiutare ad evitare ” fregature ” e capire se il prezzo proposto è corretto e vale la pena aquistare.

    1. Ha perfettamente ragione!
      Purtroppo, quello dei prezzi, per i motivi che lei ha elencato, internet in testa, è un problema. Soprattutto con gli champagne degli RM…
      Cercheremo, con la prossima edizione della guida e con gli aggiornamenti della app, di restringere le feste di prezzo per avere un’indicazione più precisa. Almeno ci proveremo…

  4. Salve Lupetti,
    Cosa sa dirmi del famoso Armand de Brignac? Tralasciando il prezzo sovrumano sarei incuriosito di assaggiarlo… ma non il classico Gold, ho sentito che il Rose “è meglio” del blanc oppure azzarderei con il Demi Sec che la Maison stessa pubblicizza come l’unico Demi Sec de Prestige al mondo…
    Lei cosa consiglia?
    Grazie come sempre per la sua preziosa risposta

    1. Vuole che le risponda con la massima onestà? Lasci perdere! E spenda meglio, molto meglio ii suoi soldi.
      L’Armand de Brignac, in tutte le sue declinazioni, è un buon champagne da 30-40 euro. Nulla più.

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