Il Giulio Ferrari non sbaglia un colpo! Neanche con l’annata 2005…

Giulio Ferrari 2005

Periodo a dir poco intenso per Ferrari! Infatti, la cantina trentina non si è accontentata di lanciare l’ottimo Perlé Bianco, ma ha pure presentato il Giulio Ferrari Collezione 1997, di cui racconterò presto. Ma non basta. Già, perché c’è pure la nuova annata, nel caso la 2005, del Giulio Ferrari ‘classico’. Vediamo.

Vigneti Ferrari
Il segreto del Giulio Ferrari è il vigneto dove nasce: Maso Pianizza, a 550 m slm, terroir più unico che particolare…
Ruben Larentis
Il bravissimo Ruben Larentis, ‘chef de cave’ di Ferrari: è lui il vero asso nella manica della famiglia Lunelli.

Abbiamo visto che la 2005 non è stata una bella annata in Champagne (ho detto e ridetto che, salvo pochissimi casi, proprio non mi piace), ma qui da noi? Anzi, in Trentino? L’ho chiesto allo ‘chef de cave’ di Ferrari, il bravissimo Ruben Larentis, il quale mi ha detto che “l’andamento stagionale è stato favorevole, caldo nel mese di luglio e, per fortuna, molto più fresco nella seconda metà di agosto. La piovosità, forse mal distribuita nel corso della stagione, non è mai stata assente per lunghi periodi e questo ha portato a uve (la vendemmia è avvenuta tra il 10 e il 15 settembre, N.d.A.) con un’ottima maturazione, con gradazioni alcoliche naturali sopra gli 11° e un’acidità totale sulle uve di 11,50 g/l (corrispondenti a circa 6,7 g/l di acido solforico sul mosto, quindi come si usa in Francia, N.d.A.): questi erano i presupposti per avere dei vini con quelle caratteristiche di ricchezza aromatica e di ottima spalla acida per mettere le basi di una grande longevità con quest’annata di Giulio Ferrari” e, per quanto riguarda il successivo sviluppo in cantina del Giulio, Ruben Larentis continua “la difficoltà nell’interpretazione dell’annata in vinificazione è stata di non farsi coinvolgere nella ricerca della potenza, ma di ricercare invece leggerezza e delicatezza, quindi tutte le scelte enologiche sono state fortunatamente improntate su questi due aspetti. Così si è raggiunta un’espressività organolettica decisa, ricca, ma sempre elegante. Successivamente, la ricerca del dosaggio in sboccatura non è stata facile, ma anche qui si è cercato di improntarla alla possibilità di limare la potenza di questo Giulio Ferrari. Forse fra qualche anno, se uscirà anche come ‘Collezione’, il dosaggio sarà più basso, ma questo lo deciderà solo l’evoluzione nel tempo…”. Per la cronaca, il Giulio Ferrari 2005 è stato tirato il 18 luglio 2006, sboccato a febbraio di quest’anno e dosato a 3 g/l.

Controetichetta Giulio Ferrari
La controetichetta ricorda il vigneto dove nasce il vino e riporta la data della sboccatura.

Giulio Ferrari 2005

Bottiglia di Giulio Ferrari 2005100% Chardonnay
Naso che dà l’impressione di spessore, al limite del denso, oltre a dare una certa sensazione di maturità, con note di agrumi canditi e fine mineralità, oltre a un fondo dolce di frutto e florealità. Il tutto senza mancare dell’eleganza tipica dell’etichetta. Ma è solo l’impressione iniziale, perché, man mano, ecco la maturità dissiparsi e il vino farsi raffinato ma intenso, in altre parole attraente. In bocca ritrovi esattamente quanto ti aspetti, quindi colpisce perché è inizialmente maturo nella materia, ma poi anche fresco, supportato da una bella acidità che dona energia. Assaggio di volume, quindi, ma che sa anche ben distendersi, andare in profondità, rimanendo sottile e setoso. Più di tutto, appaga la nota salina che regala una fine, ma estremamente gustosa, quindi appagante, sapidità. Forse non è un Giulio che fa parlare troppo per la complessità, ma è certamente un Giulio che… farà parlare per la sua bevibilità, la sua piacevolezza, la sua pulizia. Queste le primissime impressioni, perché se riesci a resistergli ancora e, pertanto, lo fai risposare ulteriormente, ecco uscire un’autorevolezza, una classe che, forse, non ti aspettavi. O meglio, non ti aspettavi da un Giulio al debutto e da un’annata che non ha fatto tanto parlare di sé…
Voto: 94/100

Giulio Ferrari 2005

Anticipo la domanda che subito molti staranno per fare: quindi il Giulio 2005 è come il Perlé Bianco 2006? In termini di valore assoluto di punteggio sì, di sfumature, di interpretazione no. Mi spiego. Il Perlé è sorprendente, ha un’energia pazzesca, è inedito e giovanissimo, ma già coinvolgente. Il Giulio è raffinato, nobile, da scoprire con pazienza sorso dopo sorso, anche lui giovanissimo, ciò nonostante immediatamente espressivo al debutto, più dei suoi predecessori all’epoca. Due vini diversi, dunque, giustamente, ma, alla fine, sullo stesso livello in termini di valore assoluto. Almeno in questo momento: ai posteri l’ardua sentenza!

(ha collaborato alla scheda di degustazione Vania Valentini)

www.ferraritrento.it

21 commenti su “Il Giulio Ferrari non sbaglia un colpo! Neanche con l’annata 2005…”

  1. Salve Alberto, complimenti sempre per i suoi articoli impeccabili, volevo chiederle se ha mai avuto occasione di poter degustare vari spumanti della Maison de Négoce Villa Rinaldi , in particolare il Rinaldi Supreme R.D. che esce proprio con l’annata 2005 , composto da 100% pinot nero e uve selezionate ad una altitudine simile a quella di maso pianizza. Grazie, e buona giornata.

    1. Grazie!
      No, mi manca proprio. Anzi, non lo conoscevo affatto…
      Curioso che si definiscano “maison de négoce”, quasi a voler sottolineare il fatto che acquistino uve. Almeno sono onesti: sono a Verona ma acquistano uve in Trentino!

      1. Esattamente! La cantina si trova a Soave ma acquistano le migliori uve del Trentino per dar vita a ottimi spumanti e le riserve vengono sboccate a la volée! Beh se capita consiglio vivamente di sentirlo!

        1. E’ un’azienda che conosco molto bene e fa qualche ottimo prodotto.
          C’è da dire che, a mio avviso, per certi prodotti sacrifica un po’ troppo la freschezza dei vini a favore di una maggior opulenza data dal lungo affinamento con il legno che, a volte, risulta un po’ troppo presente e stucchevole.
          Secondo me i prodotti che meritano di più come qualità/prezzo sono la Gran Cuvee Bianca e il brut Imperiale.
          Davvero buoni anche il Dolce di Creme ed il Creme Demi sec.
          Essendo una cantina di Soave, fanno anche due tipi di amarone.
          Io ho assaggiato il Corpus Amarone; buono ma non si trova a meno di 100 euro a bottiglia…non proprio conveniente!

  2. Buongiorno Alberto, torno a scriverle per chiederle un altro consiglio!
    Vorrei acquistare una bottiglia di Giulio Ferrari e dovendo scegliere tra 2002, 2004 e 2005 (queste le annate che ho trovato disponibili tra enoteche e internet) vorrei avere la sua opinione! Leggendo le cronache delle sue degustazioni e i punteggi attribuiti ne desumo che il migliore, secondo lei, sia il 2005. Però nel frattempo il 2002 ha avuto modo di evolversi ed è anche vero che ora è più difficile da reperire del 2005. Non sapendo quando avrò l’occasione di degustarlo di nuovo vorrei partire sulla bottiglia che le sembra ora come ora al suo meglio!
    La ringrazio molto
    Filippo

    1. Tra le tre annate citate, rimarrei tra 2004 e 2005. Ma quest’ultima in seno al Giulio ci ha veramente sorpreso, quindi andrei proprio su quest’ultima. Che è anche la più facile da reperire…

  3. Assaggiata proprio qualche settimana fa ed in tutta onestà non l’ho trovata poi così pronta..
    Grandi le potenzialità ma rivendica tempo, pazienza, bottiglia..

    1. È stata la nostra prima impressione. Poi abbiamo messo da parte la bottiglia e assaggiato altro. Ci siamo tornati dopo un’oretta e… il vino si era aperto, rivelando un mondo!

  4. Ho recentemente acquistato il Giulio 2005 in Magnum. Ho notato che per questo formato la sboccatura è 2017. La cosa un poco mi ha sorpreso ma la mia domanda è questa: sarebbe meglio farlo aspettare ancora un poco in bottiglia o posso già goderlo?

    1. Il Giulio 2006 è uscito da poco in bottiglia, quindi il magnum, visto il formato e la sua capacità di invecchiare, è normale che sia sfasato nell’uscita e, quindi, coincidente con l’annata successiva del formato bottiglia. Va da sé, che è un vino che avrebbe, e dico avrebbe, bisogno di un minimo di cantina. Fossi in lei, aspetterei un po’… Quanto? Non meno di un anno dalla sboccatura.

      1. Grazie del suggerimento . Credo che lo lascerò riposare ancora un poco “ripiegando” per ora sul formato tradizionale..

  5. Gent.mo Lupetti, 2005 secondo me ampiamente meglio di 2004 e di 2002 (quest’ultimo tra l’altro, stranamente già in forte parabola ossidativa discendente).
    Che mi dice della 2006 ?
    Cordialmente

    1. A breve ne scriverà Vania, del Giulio 2006, ma posso dire ‘interlocutorio’. Almeno ora, in anteprima. Vedremo con il tempo, ma i primi assaggi lo mettono dietro al Perlé Bianco 2006!

      1. Buonasera Alberto, oltre che del Giulio Ferrari 2006 sono curioso di conoscere la Sua opinione per quanto attiene al Perlè Bianco 2007.
        Se non erro, a detta degli esperti, l’annata 2007 nei terreni di proprietà della famiglia Lunelli è stata superiore, per quanto concerne le uve chardonnay, all’annata 2006…Ricordo il Perlè 2007 davvero buono!
        Io per andare sul sicuro ho acquistato bottiglie di entrambe le annate per metterle a confronto fra qualche mese.
        Saluti

        1. Con Vania abbiamo fatto un primo assaggio veloce e non ha affatto tradito le aspettative. Presto la recensione…

  6. Buonasera vorrei sapere quando farà una recensione in merito
    Al Giulio 2006 e alla Riserva Lunelli 2009
    Grazie
    Diego

  7. Salve Alberto,
    volevo chiederle, se fosse possibile, qualche opinione sul Giulio Ferrari.
    Seguo puntualmente Davide Lacerenza e le sue serate in Gintoneria sempre con bottiglie a dir poco pazzesche, e ho notato che Davide ha “mitizzato” il Giulio Ferrari annata 2001, lo considera proprio il migliore che ha mai assaggiato.
    Volevo chiederle un parere proprio riguardo a questo, secondo lei è davvero così tanto buono?
    Lei lo considera il migliore degli ultimi anni?
    A suo parere, mi potrebbe elencare la Top 5 delle migliori annate di Giulio Ferrari?
    Grazie e tanti complimenti per gli splendidi articoli e per la guida.
    Un grande Saluto

    1. Chiamerei in causa Vania, che ha fatto non molto tempo fa ben due verticali e ha recentemente riassaggiato un po’ di ‘cose’ con lo chef d cave Ruben Larentis.
      Nella mia esperienza limitata con questa etichetta, posso dire che vedo svettare il 1997 (originale, non Collezione…), anche se il 2001 è senza dubbio eccellente.

      Grazie del complimenti…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *