Anteprima Bollinger: arriva l’R.D. 2004!

Champagne Bollinger R.D. 2004

Qual è il grande champagne di Bollinger, la sua cuvée di punta? La Grande Année. Sorpresi? Beh, d’altronde, oltre alla stessa dichiarazione della maison in proposito, bisogna ricordare che il Vieilles Vignes Françaises è un vino molto (troppo?) particolare, mentre il celebre e celebrato R.D. altro non è che La Grande Année tenuta più a lungo sui lieviti. Quanto? Da un minimo di tre a venti e più anni. Ma il passaggio tra l’uno e l’altro non è così scontato perché “ogni R.D. è stato La Grande Année, ma non tutte La Grande Année saranno R.D.”.

Bottiglie Bollinger ‘sur lattes’
Bottiglie di millesimato Bollinger ‘sur lattes’, con la classica chiusura con tappo di sughero e graffa: a un certo punto della loro vita andranno sul mercato come La Grande Année. Ma non tutte, perché una parte resta ancora in cantina per diventare R.D. qualche anno più tardi…

Dell’R.D., della sua storia, della sua filosofia, però, ho parlato più e più volte su questo stesso sito, invece ora sono qui a presentare la nuova annata di questo champagne eccezionale, la tanto attesa 2004. L’R.D. 2004 è stato presentato in anteprima mondiale a Roma oggi stesso (in realtà in contemporanea a Londra, ma il fuso orario ha dato a noi italiani un’ora di vantaggio…) alla presenza del talentuoso Denis Bunner, chef de cave adjoint della maison di Aÿ, voluto fortemente da Jérôme Philipon, che l’aveva notato per il suo lavoro e le sue qualità al reparto tecnico del CIVC.

Denis Bunner
Denis Bunner, chef de cave adjoint di Bollinger alla presentazione a Roma dell’R.D 2004. Nonostante la giovane età, dimostra una straordinaria padronanza dell’art champenoise al fianco di interessanti idee innovative.

Tornando all’R.D. 2004, arriva dopo quell’eccezionale R.D. 2002 che tanta, tantissima strada davanti a sé dimostra di avere ancora (cosa confermata nuovamente dall’assaggio odierno, con l’R.D. 2002 che ha preceduto in degustazione il più giovane 2004), avendo, prima e ovviamente ‘saltato’ l’annata 2003 (che non vide alcuna La Grande Année, ma uno champagne particolare battezzato 2003 by Bollinger) per proporsi ora con un’annata che ha dato vita a una La Grande Année straordinariamente buona. D’altronde, la 2004 è stata “un’annata di piacere”, come ho avuto molto di dire più volte… Pertanto, seguendo pari pari lo schema de La Grande Année 2004, anche l’R.D. 2004 è frutto di uve selezionate in 16 Cru, di cui ben l’88% provenienti da villaggi classificati Grand Cru e la restante parte delle uve Premier Cru. Solo che La Grande Année fu degorgiata a novembre 2012, l’R.D. 2004 è stato invece degorgiato a novembre 2017 (quindi ha maturato cinque anni in più sui lieviti, per un totale di 12 anni) ed è stato poi dosato a 3 g/l, come da ‘tradizione’ di questa etichetta. I cui pilastri sono “temps, audace, rareté”…

La degustazione ha riservato anche delle belle sorprese: è stato servito l’R.D. 1996 con due dégorgement diversi (è sempre uno champagne d’eccezione, uno dei migliori 1996 in assoluto), soprattutto Denis ha portato tre differenti declinazioni dell’R.D. 2004, o meglio, tre dosaggi diversi – zéro, extra-brut come sarà sul mercato e brut (a 8 g/l) – e questo singolare esercizio è stato utilissimo per capire perché l’R.D. sia un extra-brut: non tanto per una mera questione di ‘zucchero’ (peraltro il dosaggio da brut è molto ben ‘tollerato’ dal vino…), ma per una questione di armonia e per “preservare la freschezza di bocca”. Bene, ma com’è questo benedetto R.D. 2004?

Controetichetta RD 2004
La controetichetta della bottiglia R.D. 2004 in degustazione.

R.D. 2004

Bottiglia Bollinger R.D. 200466% Pinot Noir, 34% Chardonnay
Il primissimo naso non delude affatto le aspettative e, anzi, ci mette di fronte a un R.D. veramente attraente! Il naso, infatti, è freschissimo, meno grasso del solito, ovvero scattante, elegante, certamente complesso, giocato sugli agrumi in scorza, sulla panificazione, sulle spezie dolci, senza dubbio sulla mineralità, oltre a un tocco tra il fumé e il tostato e la frutta appena matura, che sembra quasi costituire il palco sul quale si esibisce questo olfatto. Rispecchia l’annata, pertanto, e lo fa secondo il fil rouge dell’etichetta, in un insieme molto bel bilanciato. Bocca ancora di una freschezza al limite dello spiazzante, quasi balsamica, pervasa da una leggiadria che non significa affatto eccessiva leggerezza, ma autorevole souplesse, con una bellissima distensione tra agrumi, mineralità e una raffinata sapidità in chiusura. Era buonissima La Grande Année 2004, è ancor più buono questo R.D. 2004!
Voto: 95/100

magnum – Beh, cosa ci si aspetta da un magnum? Non uno ma due salti in avanti? Appunto! Ecco, allora, un naso più denso e profondo, con gli agrumi e la mineralità in maggiore evidenza (o maggiore intensità?) accompagnati da spunti di torrefazione. Bocca, paradossalmente, vinosa, nel senso di una maggiore integrazione che significa rotondità e una freschezza ancora più accentuata, una trama evidentemente imperniata sul frutto fresco e una chiusura pervasa dalla mineralità. Inoltre, nonostante sia potente, sfodera una bevibilità eccezionale. Ad averne…
Voto: 97/100

La 2004 ‘colpisce’ ancora: forse non sarà un’annata da dimenticare in cantina, ma è senza dubbio una delle più piacevoli che siano viste recentemente. Per questo mi sento di tributare un punteggio da ‘miti’ a questo R.D. 2004, che, rispetto al certamente più sofisticato R.D. 2002, sembra rientrare maggiormente nel classico solco R.D. nonostante la suddetta piacevolezza. E la piacevolezza in un vino, soprattutto uno sofisticato, credo sia un aspetto da premiare.

Un’ultima nota sull’importatore italiano, Meregalli, che festeggia i 25 anni di Bollinger in Italia con un’ulteriore crescita: rappresenta per Bollinger il quarto mercato in assoluto per volumi, ma rappresenta anche il loro primo mercato al mondo per quanto riguarda le top cuvée

Gli champagne Bollinger sono distribuiti in esclusiva da:
Gruppo Meregalli – tel. 039/2301980 – www.meregalli.com

10 commenti su “Anteprima Bollinger: arriva l’R.D. 2004!”

  1. Ciao Alberto , ho trovato in enoteca Bollinger R.D. 2002 e krug 2004, quale mi consiglia? Avendo già bevuto R.D. 02 so cosa aspettarmi e la bontà di questo champagne , ma krug 04 non avendolo mai bevuto mi incuriosisce e non poco, mi faccia sapere. Grazie.

    1. Meglio Porsche o Ferrari? È questione di gusti perché, per stile e annata, si tratta di due champagne profondamente diversi. Ancorché entrambi al top…

  2. Ciao Alberto! Bollinger alla RD fa fare la malolattica oppure no? E ci sono delle qualità diverse con i due passaggi???
    Grazie

    1. Oggi tutti gli champagne Bollinger svolgono la malolattica e questo passaggio è definitivamente avvenuto alla fine degli anni ’90…
      Gli champagne con e senza malo sono diversi? Sì, con i secondi più freschi e tesi, ma, a volte, un po’ più duri da giovani. Detto con due parole in maniera molto semplice.

  3. Buona sera.mi piacerebbe avere un opinione ,vista la conoscenza e l’amore che mette nel raccontare e provare lo champagne. Ho la possibilità di acquistare ,causa chiusura enoteca storica: bollinger grande annee 1990 al prezzo di € 90,non mi farò scappare l’occasione,mi piacerebbe avere un suo giudizio in merito,anche al grande annee ’85 €200, e don perignon vintage 1975 €100.Grazie ,buon lavoro ,mi auguro ti leggerla presto..

    1. Visti i prezzi e visto che la conservazione dovrebbe essere perfette, beh, non mi farei scappare questa ghiotta occasione! Se può, prenda tutto!

  4. Buongiorno,

    mi permetto di porre un quesito relativamente a la “Grande Année 2007”. Recentemente ho acquistato una bottiglia degorgiata nel settembre 2016, secondo quanto riportato sulla retro etichetta. Mi sono a questo punto chiesto se fosse o meno un rilascio non propriamente recente, domando al venditore spiegazioni, il quale, dichiara essere l’ultimo (rilascio) acquistato dal distributore Meregalli nel dicembre 2017. E’ quindi attendibile che possa trascorrere un lasso di tempo così considerevole tra degorgement e successiva distribuzione ? In conseguenza di quanto sopra è nata in me anche la curiosità di conoscere la durata del periodo di riposo successivo alla sboccatura e precedente alla messa in commercio della bottiglia.
    Ringrazio anticipatamente e faccio i miei più sinceri complimenti a voi tutti per lo strepitoso lavoro. E’ un vero piacere seguirvi.

    Luca

    1. Bollinger fa riposare inderogabilmente le bottiglie almeno tre mesi dopo il dégorgement. Almeno tre mesi, poi vengono preparate nei cartoni e vanno nel magazzino di spedizione della maison. Dove possono restare diversi mesi, prima di partire per i vari distributori a seconda degli ordini. E, nuovamente a seconda degli ordini, posso restare altri mesi nel magazzino dil distributori nazionale. Quindi un anno (dég. settembre, preparazione dicembre, anzi gennaio, più plausibile) non è poi così strano.
      Invece, lei avrà goduto di una bottiglia con oltre un anno di maturazione, che è un vantaggio!

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