Cristal 2008: a volte (per fortuna) ritornano…

Cristal 2008 etichetta

Grazie all’amicizia e alla stima di Jean-Baptiste Lécaillon, sono stato – permettetemi di dirlo, perché a volte mettere i puntini sulle ‘i’ è necessario – il primo al mondo fuori dalla maison Louis Roederer ad assaggiare il Cristal 2008. E sono stato il primo al mondo a tributargli il massimo punteggio: 100/100.

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Guida Grandi Champagne: ai nastri di partenza l’edizione 2020-21!

Copertina Guida nuova Edizione

Si dice che il mercato delle guide enogastronomiche sia in crisi, in forte crisi. Per quanto riguarda quelle vinicole, non so dire se questo sia imputabile al fatto che sono (o erano?) troppe, oppure a un progressivo calo della loro autorevolezza. Invece, e questo mi fa enormemente piacere, Grandi Champagne va sempre meglio, edizione dopo edizione, avendo fatto registrare il sold-out con la terza edizione (2016-17) e pure con la quarta (2018-19), che però è stata pure ristampata, cosa mai successa prima.

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Il re (B de B) è morto, viva il re (BB)!

Champagne Besserat de Bellefon BB 1843

Il gioco di parole del titolo vuole sottolineare il cambio al vertice in casa Besserat de Bellefon. Non di uomini, ma di vini. Mi spiego. Nel 2013, per celebrare i 170 anni della maison, viene lanciata la Cuvée B de B, la sola della gamma fermentata in legno (di Argonne). Fu un po’ interlocutoria (vedasi Grandi Champagne 2016-17) e, forse anche per questo, non rimase episodica come avrebbe dovuto essere. Infatti, quello champagne concesse il bis due anni più tardi con un nuovo tiraggio e stavolta si fece valere (Grandi Champagne 2018-19) non poco.

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L’identità di Ambonnay è Eric Rodez!

Champagne Les Fournettes 2009

Dopo Bouzy, visto che l’abbiamo chiamata in causa la scorsa settimana, è la volta di Ambonnay. Ma non in chiave di rivalità tra i due villaggi Grand Cru votati al Pinot Noir, bensì per parlare di produttori d’eccellenza. D’altronde, Ambonnay ne vanta diversi, a cominciare dall’oramai mitico Francis Egly (Champagne Egly-Ouriet), per passare al simbolo della biodinamica Benoît Marguet (Champagne Marguet) e fino al celebrato ‘naturalista’ Beaufort (Champagne André Beaufort). Ma Ambonnay significa anche Eric Rodez, soprattutto dovrei dire.

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Il ‘paradiso’ di Alfred Gratien

Cuvée Paradis 2009

Ancora poco conosciuta in Italia (ingiustamente…), Alfred Gratien gode invece di un’eccellente reputazione all’estero, sia nei Paesi storicamente legati allo champagne, sia, soprattutto, nella stessa Francia. Anzi, molti champenois citano con grande rispetto questa maison come esempio di elevata qualità e solida tradizione. Una piccola maison, da meno di 400.000 bottiglie, che quasi non possiede vigneti, ma vanta rapporti solidissimi con tanti bravi vigneron, sempre coinvolti in prima persona nell’assaggio dei ‘loro’ vins clairs.

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Champagne Guiborat: aspettative (elevate) confermate!

Champagne Guiborat Prisme.13

Era un po’ che inseguivo idealmente Guiborat, avendolo assaggiato alcune volte presso alcuni amici vigneron. Incuriosito, avevo contattato il produttore per una visita già un paio di anni fa, ma tra impegni miei e suoi non ero mai riuscito a concretizzare. Nel frattempo, lo scorso anno, l’amico Gennaro Iorio mi annuncia che questo vigneron farà parte della squadra di Pietro Pellegrini e me ne decanta le qualità. Avendolo, come detto, già assaggiato, concordo con lui e gli anticipo anche che sarà senza dubbio nella prossima edizione (2020-21) della guida Grandi Champagne.

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Chi la dura la vince: il brut Classic di Deutz ce l’ha fatta!

Champagne Deutz Brut Classic

Parlo troppo di super champagne o vecchie cuvée di non facile reperibilità? Bene, stavolta sarà esattamente l’opposto: parlerò di un brut sans année di maison, quindi il massimo quanto a reperibilità, accessibilità, trasversalità. Già, perché, per quanto possa essere lo champagne dotato di minore appeal dal punto di vista emozionale, alla fin fine il più importante è proprio ‘lui’, il non millesimato, rappresentando oltre l’80% delle vendite. Ciò doverosamente premesso, puntiamo l’attenzione su quello di Deutz, il Brut Classic, che per la maison di Aÿ rappresenta ben l’85% della produzione.

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In Champagne splende una stella: Billecart-Salmon!

Billecart-Salmon Blanc de Blancs

Nonostante abbia sempre sfoderato un’ottima prestazione, sono sicuro che nella prossima edizione (2020-21) della guida Grandi Champagne Billecart-Salmon possa superarsi. Maison dell’anno per il 2019? Vedremo, intanto posso affermare senza timore di smentita il suo stato di grazia, per via di un’illuminata direzione della famiglia (dai fratelli François e Antoine, alla nuova generazione, con Mathieu appena nominato PDG e Nicolas all’export), ma anche grazie a un reparto tecnico di prim’ordine.

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Cambia il nostro bicchiere ‘ufficiale’: al via la collaborazione con Lehmann-Jamesse!

bicchieri Lehmann-Jamesse

Con la nascita della guida Grandi Champagne (2011) e quella successiva del sito LeMieBollicine (2012) s’è presentata l’esigenza di avere un bicchiere unico e univoco per tutte le degustazioni. Un vero e proprio strumento di lavoro che permettesse di valutare ogni champagne (o spumante…) assaggiato a parità di condizioni. D’altronde, oramai sappiamo bene che il bicchiere non è un mero pezzo di vetro, bensì uno strumento per far esprimere al meglio il vino e, quindi, goderlo parimenti nel migliore dei modi.

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