Libro ‘La Mia Champagne’: appuntamento al 2019!

copertina la mia champagne

Non me ne vorrete – spero – se inizio la settimana non con la consueta recensione, bensì parlando del mio libro, visto anche che in diversi mi chiedono notizie da tempo. E di questo vi ringrazio sin d’ora! Non pensavo di scrivere un libro. Almeno non ora. Per responsabilità: credo che per scrivere un libro, su qualsiasi argomento, sia necessario saperne tanto, tantissimo, avere un’esperienza notevole. Altrimenti, dedicarvisi dopo esperienze sommarie credo sia un imperdonabile atto di arroganza, oltre che una presa in giro per i lettori.

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Anteprima Amour de Deutz 2009: piacevolezza travolgente

Champagne Amour de Deutz 2009

Siamo generalmente convinti che qualità e quantità non possano andare a braccetto. Non è facile, è vero, ma non è impossibile. Nello champagne ce lo dimostra Deutz: acquistata nel 1993 dalla famiglia Rouzaud (Louis Roederer), produceva all’epoca 800.00 bottiglie, oggi, invece, ne produce 2,5 milioni a fronte di un netto incremento anche della qualità. Il tutto grazie all’abile guida di Fabrice Rosset, nominato Presidente nel 1995 e tuttora al vertice della maison di Aÿ.

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Krug Grande Cuvée: abbiamo (finalmente) trovato la quadra?

Krug 166 eme Edition recensione

Con la Grande Cuvée 167ème Édition che si profila già all’orizzonte, vorrei invece parlare della Grande Cuvée sul mercato oramai da diversi mesi, la 166ème Édition. Infatti, già con il primo assaggio mi ero fatto un’idea e questa è stata poi confermata da almeno un’altra decina di riassaggi. Quale idea? Beh, che forse lo champagne più importante di e per Krug è finalmente tornato su quel livello di assoluta eccellenza che molti appassionati lamentavano essersi appannato da alcuni anni.

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Non solo Pinot Noir per il bravo Benoît Lahaye…

Recensione Benoît Lahaye Blanc de Blancs

Nonostante sia un produttore piccolino, Benoît Lahaye ha saputo imporsi all’attenzione degli appassionati. Non solo di quelli fortemente inclini agli champagne cosiddetti ‘bio’, ma di tutti. Infatti, nonostante venga fatto passare come una sorta di totem del ‘bio’, Benoît può vantare una gamma di champagne bellissimi, caratterizzati da energia, tensione, lodevole equilibrio e, soprattutto, mai rustici o improbabili. Ancor meglio la definizione dell’amico appassionato Marcello Bergonzini, che trova gli champagne di Lahaye “sani”: meglio di così! Personalmente, credo che il suo Blanc de Noirs sia tra i migliori Pinot Noir in purezza di Champagne.

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De Sousa Mycorhize: di bene in meglio!

De Sousa Mycorhize

Nel 2012 Erick De Sousa lanciava un nuovo champagne. Un blanc de blancs, certo, ma uno particolare, che rappresentasse un po’ la sintesi dei suoi vigneti e del suo savoir-faire come viticoltore biodinamico. Si trattava del Mycorhize, uno champagne frutto di una vecchia parcelle di Avize (‘Les Haut Nemery’) che è stata la prima convertita da Erick alla biodinamica, già nel 1999.

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Champagne Boizel: un grande passato per un grande futuro

Le bottiglie della degustazione Joyau de France

Avenue de Champagne a Epernay è senza dubbio la strada più famosa per gli appassionati di vino. È detta la ‘Champs Elysées’ della Champagne, per la sua magnificenza, certo, ma anche per la storica presenza di maison del calibro di Pol Roger, Perrier-Jouët, Moët & Chandon. E, con il tempo, altri produttori più piccoli si sono insediati su questo viale (me ne viene in mente uno ‘giovane’ come Collard-Picard, per fare un nome), a testimonianza del suo prestigio.

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Ma quanto è buona la 737 D.T. di Jacquesson!

Etichetta Jacquesson Cuvée 737 D.T.

Lo scorso anno, a fine giugno, ebbi l’enorme piacere di partecipare a un’incredibile degustazione da Jacquesson insieme a Vania Valentini. I fratelli Chiquet volevano avere l’opinione di alcuni amici (oltre a noi c’erano, ad esempio, il grande sommelier Philippe Jamesse, lo chef tristellato Arnaud Lallement e altri) sui prossimi Lieux-Dits, i 2008 e i 2009, e decidere quale far uscire prima tra le due annate.

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Masterclass Philipponnat a Roma

Champagne Philipponnat Cuvée 1522 2007

Tutti gli appassionati associano il nome di Philipponnat al celebre champagne Clos des Goisses, ma la maison di Mareuil vanta una gamma di grandi champagne decisamente ampia, la maggior parte creati dallo stesso Charles Philipponnat dopo il suo ritorno in maison. Da questa considerazione, nasce l’idea di andare a scoprire proprio una di queste creazioni, la Cuvée 1522, che assaggeremo sia in una piccola verticale (2008, 2007, 2006 e 2004), sia in rosa (Rosé 2007).

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Il ritorno alle origini della Belle Èpoque

Belle Èpoque Blanc de Blancs 1993

Dopo aver ritrovato, un paio di anni prima in cantina, alcune delle bottiglie originali decorate con gli anemoni, lo chef de cave di Perrier-Jouët André Baveret crea con la vendemmia del 1964 un nuovo champagne. È la naturale evoluzione del Blanc de Blancs de Cramant degli anni ‘50 e per l’occasione, essendo nel frattempo possibile la produzione su larga scala e a costi accettabili della bottiglia decorata, il nuovo champagne viene imbottigliato nel celeberrimo flacone decorato nel 1902 da Émile Gallé.

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Canard-Duchêne festeggia i 150 anni… con la V!

Champagne Canard-Duchêne V 2010

Tra i grandi chef de cave della Champagne va senza alcun dubbio annoverato Laurent Fedou. È una sorta di ‘braccio armato’ della famiglia Thiénot, essendo il responsabile di tutte le loro cantine. In particolar modo quelle della Champagne, quindi la stessa Thiénot, Canard-Duchêne, Marie Stuart e pure Joseph-Perrier. Non è champenois, Laurent Fedou, viene dal sud della Francia, però si è diplomato in enologia a Reims e poi ha avuto modo di fare esperienza in maison di primissimo piano.

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