La nostra attività editoriale: un piccolo aggiornamento

copertina la mia champagne

Che fine ha fatto il libro La Mia Champagne? Già, doveva uscire a Natale dello scorso anno, poi è stato rimandato a marzo appena passato, invece? No, non grido “al lupo, al lupo!” né tantomeno mi comporto come Penelope, nel senso che di giorno scrivo e di notte cancello il testo… Scherzi a parte, il libro era pronto ed era pure in fase di impaginazione, ma poi, dopo i primi viaggi del 2019 in Champagne ho iniziato a riflettere insistentemente su una cosa.

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Un 2009 che proprio non ti aspetti, grazie a Egly-Ouriet…

Champagne Egly-Ouriet 2009

Chi tra gli appassionati non conosce Egly-Ouriet? Nessuno. D’altronde è uno dei produttori entrati nel mito a dispetto delle dimensioni (è un RM da circa 150.000 bottiglie l’anno) e della storia relativamente recente. A ogni modo, è difficile dire se sia il ‘migliore’ tra i vigneron, come sostiene ad esempio Michel Bettane, che lo ritiene anche “il più borgognone tra gli champenois”, o quantomeno, va annoverato tra i migliori produttori di champagne in assoluto, a prescindere dalla categoria.

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Champagne Alfred Gratien: verso la consacrazione?

Champagne Alfred Gratien Blanc de Blancs 2012

Parlo e riparlo sempre volentieri di Alfred Gratien, che, guarda caso, gode di un’ottima reputazione anche nella stessa Champagne. Sarà perché è un baluardo della più rigorosa tradizione champenoise (acquisto della quasi totalità delle uve, come hanno fatto le maison per quasi due secoli, fermentazione in legno, no malolattica), sarà perché i suoi champagne sono oggettivamente molto buoni. Meglio: sanno conquistare il bevitore estemporaneo, sanno intrigare chi non li conosce, sanno soddisfare il grande appassionato. Per non parlare del fatto che invecchiano in maniera a dir poco magnifica.

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Pertois-Moriset: un nome da tenere d’occhio

Champagne Pertois-Moriset Les Quatres

La prossima edizione (2020-21) della guida Grandi Champagne avrà diverse new entry, sia per il desiderio di proporre sempre delle novità ai lettori, edizione dopo edizione, sia perché sono gli stessi lettori a chiedere una maggior presenza di nomi meno noti al fianco dei più tradizionali e storici. Tra queste new-entry, devo segnalare con entusiasmo Pertois-Moriset, vigneron di Le-Mesnil con una storia recente, iniziata soltanto nell’ultimo dopoguerra a seguito dell’unione delle due famiglie, la prima di Cramant, la seconda della stessa Le-Mesnil.

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De Sousa e il 3A che proprio non ti aspetti…

Champagne De Sousa Cuvée 3A

Trovo che ciascun produttore si trovi maggiormente a proprio agio con una tipologia di vino (e di champagne) più che altre, anche se poi, per ragioni di mercato, lo stesso produttore deve per forza di cose allargare la propria offerta e, così cimentarsi anche con altre tipologie. De Sousa, ad esempio, è bravo, anzi bravissimo, meglio, è uno dei più bravi con lo Chardonnay in purezza, ciò nonostante firma pure altri champagne.

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Bollinger e la 2008: molto più di una… Grande Année!

La Grande Année 2008

Le maison calano man mano il proprio asso, nel senso che propongono una dietro l’altra il loro champagne targato 2008 e, viste le aspettative create (per via dell’oggettivo valore dell’annata, ci mancherebbe), l’attesa si carica ulteriormente di interesse. Sia da parte degli ‘addetti ai lavori’, sia, ancor più, da parte degli appassionati, che poi partono ‘a caccia’ sul mercato. Bene, è ora la volta di Bollinger, che ieri ha finalmente svelato al mondo (alla critica internazionale, mentre oggi tocca ai francesi…) La Grande Année 2008.

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Demarville cambia e vince: ecco La Grande Dame 2008!

Veuve Clicquot La Grande Dame 2008

Era il dicembre del 2016 quando, durante una degustazione personale presso la Cuverie di Veuve Clicquot, a un certo punto lo chef de cave Dominique Demarville si alza con fare sospettoso e si reca a uno degli armadi-frigo. Torna con due bottiglie la cui forma è evidente, è quella de La Grande Dame, ancorché prive di etichetta. Sorride sotto i baffi e mi dice “niente foto né appunti, è una cosa tra di noi” e versa in due calici, uno champagne bianco nel primo e uno rosato nel secondo.

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Champagne: record di fatturato e rivoluzione!

champagne

Sono stati ufficializzati i primissimi dati relativi al mercato 2018 dello champagne. Innanzitutto, viene confermato quanto era già trapelato da qualche settimana, ovvero un record di fatturato che bissa quello del 2017, con 4,9 miliardi di euro… anzi no. Intendo dire che la cifra esatta all’euro ancora non è stata rivelata, ma, essendo stato dichiarato un incremento di fatturato dello 0,3% rispetto al 2017, vuol dire che c’è qualcosa in più.

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Barnaut e il rosé che non ti aspetti

Champagne Barnaut Authentique Rosé

Accidenti, non riesco proprio a schiodarmi dalla parte sud della Montagne de Reims, visto che dopo aver idealmente peregrinato tra i super ‘bio’ di Ambonnay, mi ritrovo nella vicina Bouzy! Dalla quale mi ero mosso non troppo tempo fa… Scherzi a parte, è solo per dire che oggi andremo a conoscere un altro RM della mitica Côte des Noirs scoperto quasi per caso.

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La pazienza e il credo di Benoît Marguet. Che oggi vince anche in rosa…

Champagne Margret Rosé Shaman 15

Fortunatamente (sì, fortunatamente) la moda del ‘bio’ nel mondo del vino si sta attenuando. Calma, il fortunatamente si riferisce alle storture, ai credo da talebani (o “enofighetti”, come li definisce molto acutamente il mio amico Luciano Pignataro), che hanno fatto tanto male al vino con la loro idea che indice della qualità fosse unicamente la natura ‘bio’ e non il gusto, messo in secondo piano in nome di un’ideologia folle.

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