Alla scoperta della maison Bollinger!

Un po’ (troppo…) di tempo fa avevo annunciato la nascita di una nuova rubrica, ‘Produttori’, che doveva (deve) essere costituita da una serie di monografie per conoscere da vicino la storia e le caratteristiche delle più importanti Maison, ma anche dei Vigneron di primo piano.

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Champagne: marcia d’avvicinamento alla vendemmia 2018

“C’est août qui fait le must” così gli champenois, a ricordare come sia questo il mese cruciale, che può dare una netta sterzata qualitativa a un’annata che sembrava mediocre, oppure compromettere una che sembrava molto promettente (come nella 2017…). E la 2018? È ancora presto per parlarne, ma tutto lascia presagire che sarà un’annata eccezionale (inverno freddo, poi piogge abbondanti, infine il caldo, nonostante qualche grandinata a giugno) e precoce nella vendemmia.

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Davide Lacerenza: un vulcano di champagne!

Stavolta ho il sospetto che la rubrica Il Personaggio faccia molto più rumore del solito. Il nostro ospite, infatti, attirerà non pochi detrattori, purtroppo (anche se si tratta di invidia…), ma, all’opposto e fortunatamente, anche tantissimi fan, visto che oramai ne può vantare una miriade non solo nella natia Milano, ma in tutta Italia e, soprattutto, sui social, Facebook prima e più recentemente Instagram. Sto parlando di Davide Lacerenza, titolare e anima de La Gintoneria di Davide nella metropoli meneghina.

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Bruno Paillard si dimette perché ama lo champagne!

Chi è stato in Champagne questi giorni, probabilmente avrà sentito parlare un po’ tutti di una faccenda e, magari, avrà anche visto la doppia pagina su L’Union di mercoledi. A proposito di cosa? Le dimissioni di Bruno Paillard da Presidente della ‘Commission Protection de l’Appellation’ del CIVC, un ruolo che ricopriva da quasi vent’anni! Ma cosa è successo? Gli USA sono un paese che non riconosce come denominazione protetta lo champagne e così, in barba a ogni forma di correttezza, ha diversi produttori di vini spumanti (peraltro terrificanti…) etichettati allegramente come ‘champagne’.

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Champagne: il racconto di anni e anni di esperienze

Il mio ultimo viaggio in Champagne (anche se sono nuovamente in viaggio mentre starete leggendo queste righe…) si è concluso con questa immagine usata proprio per aprire il pezzo, con le vigne rigogliose e un orage in arrivo. Sapete che viaggio spesso con la Champagne quale meta, ma quest’anno la frequenza dei viaggi è diventata veramente impressionante e ha spiazzato pure me.

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Nicolas Feuillatte Cuvée 225 Rosé: ancora dubbi sulla (grande) cooperativa?

Avevo un po’ trascurato (o addirittura ignorato?) Nicolas Feuillatte, da un bel po’, lo ammetto, sia perché ero rimasto con l’idea tutt’altro che incoraggiante del loro classico brut sans année di qualche anno fa, sia perché, come quasi tutti gli italiani, quando sento la parola cooperativa non penso istintivamente a nulla di buono. Nonostante in Champagne ci siano esempi validi in tal senso, beninteso, anche se poi le dimensioni gigantesche di Nicolas Feuillatte avevano finito per rafforzare il pregiudizio.

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L’eccezionale ‘Cuvée du Bicentenaire’ di Billecart-Salmon

Domenica 17 giugno, con un sontuoso evento presso lo Château de Mareuil, che ha accolto più di 2.000 invitati, Billecart-Salmon ha festeggiato il prestigioso traguardo dei 200 anni, essendo stata la maison fondata nel 1818.

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Lanson, la malolattica e il prossimo Black Label (senza gridare allo scandalo, anzi…)

Quando riesco, passo sempre volentieri da Lanson. È una maison che mi piace, perché i suoi champagne sono sempre convincenti, perché ha una collezione di vecchie annate veramente notevole, perché ha saputo mantenere stile e qualità a dispetto delle vicissitudini (nient’affatto facili tra il 1991 e il 2006…), perché è fatta da bellissime persone. Dall’abilissimo presidente Philippe Baijot al mio caro amico Olivier de la Giraudière, fino allo chef de cave Hervé Dantan, uno che sa davvero il fatto suo ma è fin troppo riservato.

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Eccezionale anteprima Cristal: il capolavoro di Lécaillon!

No, non mi riferisco al già mitico Cristal 2008, che è finalmente in consegna in Italia da pochi giorni… Beh, a dirla tutta anche quello è un capolavoro di Jean-Baptiste Lécaillon e, non a caso, è la prima volta che assegno 100/100 a uno champagne (su Grandi Champagne 2018-19) neanche d’annata, come si suol dire, ma addirittura prima che esca. E, in proposito, pare proprio che ci abbia visto giusto, perché i primi commenti da parte di chi lo ha appena assaggiato sembrano entusiasti.

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Grandi anteprime e creazioni esclusive: diavolo d’un Anselme!

Non posso definirmi un ‘selossiano’, ma ritengo Anselme Selosse un grande. Un grande per i suoi champagne di fortissima personalità, un grande perché ha dimostrato in tempi non sospetti che anche un piccolo vigneron poteva fare champagne d’eccezione, un grande perché ha una filosofia tutta sua, fuori da ogni regola, un grande, infine, perché non è mai pago. Oggi è una star dello champagne, ha un hotel di altissimo livello (Les Avises), ma va tutti i giorni in vigna a lavorare e in cantina molte operazioni le effettua ancora lui stesso in prima persona.

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