Guy de Forez: ancora centro con la nuova annata

Bottiglie di champagne Guy de Forez blanc de noir brut 2006

La sede di Guy de Forez è un casale del XVII secolo con cantine sottostanti. Siamo nell’Aube, nel villaggio di Les Riceys. Questo piccolo produttore RM (récoltant-manipulant, quindi colui che produce da sole uve di proprietà) oramai è ben conosciuto su queste pagine. Infatti, non solo ne ho parlato diffusamente qui, ma i suoi champagne sono quasi costantemente apparsi in diversi post dedicati ai consigli.

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Idee per un pranzo estivo veloce e gustoso

Aurelio Damiani

Chi segue questo sito avrà notato, spero con piacere, che di tanto in tanto propongo la ricetta di un piatto semplice e gustoso da abbinare poi allo champagne. Si tratta di ricette di chef che, nel mio peregrinare enogastronomico su e giù per l’Italia, ho avuto modo di conoscere e apprezzare, alcuni anche di annoverare tra gli amici. Aurelio Damiani, eclettico e non meno simpatico chef marchigiano, ci propone le ricette di due piatti assolutamente gustosi, facili da realizzare e perfettamente in linea con la stagione.

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Charles Heidsieck rinnova anche lo champagne

champagne charles heidsieck

Tante novità si succedono in questa maison di Reims: prima l’acquisizione giusto un anno fa da parte del Gruppo EPI, desideroso di riportare Charles e Piper Heidsieck sui livelli che competono loro; poi, da aprile di quest’anno, la distribuzione in Italia di Charles Heidsieck affidata a Philarmonica di Guido Folonari; infine, giusto ora, le prime novità in seno alla maison. Régis Camus, uno dei grandi chef de cave della Champagne.

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Roederer Rosé e Grana: coppia giovane ma già affiatata

etichetta louis reoderer rosé

Alle anteprime Louis Roederer, mancavano i rosé, pertanto è ora di rimediare.Iniziamo dal millesimato, assaggiato anche stavolta insieme allo chef de cave, l’amico Jean-Baptiste Lécaillon: è il 2007, quindi in “anticipo” di un anno (rimane sui lieviti 4 anni anziché 5) rispetto ai fratelli assemblaggio e Blanc de blancs.Ma in Roederer è sempre così per il millesimato in rosa (non per il Cristal, di cui parlerò in un’altra occasione, però…) perché mirano all’esaltazione dei profumi fruttati e della freschezza in questa loro etichetta, prodotta mediamente con 2/3 di Pinot Noir e 1/3 di Chardonnay.

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Champagne: consigli per l’estate

estate consigli per lo champagne

Siamo nel pieno della stagione calda, forse dovrei dire torrida, e qualcuno – beato lui – è già partito per le ferie, altri lo faranno durante questo mese o in quello canonico di agosto, qualcun altro, volente o nolente, è rimasto in città. In tutti i casi, una bella bottiglia potrebbe esaltare la vacanza o rendere meno pesante il tran tran cittadino e, in proposito, oggigiorno la bollicina è un vino in netta crescita anche durante l’estate.

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Una grande dama di nome e di fatto

champagne verticale Veuve Clicquot La Grande Dame 1990 1989 1988

Barbe Nicole Ponsardin, meglio nota come M.me Clicquot: in suo onore, in occasione del bicentenario della maison, fu lanciata La Grande Dame. Tra le più belle esperienze in assoluto in Champagne, ho un ricordo indelebile e non meno piacevole di una giornata passata, oramai tre anni or sono, insieme a Federico Angelini al bellissimo Manoir de Verzy, proprietà di Veuve Clicquot nel villaggio omonimo (100% Grand Cru) della parte nord della Montagne de Reims con annesso vigneto.

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Ercole Brovelli distribuisce Henri Giraud

champagne henri giraud

Colpaccio della storica azienda milanese, che si è assicurata la distribuzione in esclusiva sul territorio italiano della maison di champagne Henri Giraud. La famiglia Giraud vive ad Aÿ dai tempi di Henri IV e lo champagne lo produce già dalla metà del 1700, collocandosi quindi tra i primissimi in assoluto. Ma il vero sviluppo, il raggiungimento dell’eccellenza assoluta, la maison l’ha raggiunto recentemente con Claude, dodicesima generazione della famiglia e attualmente alla guida della maison di famiglia insieme alla figlia Emmanuelle e, soprattutto, anima di tutti gli champagne prodotti.

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Dom Pérignon Œnothèque 1969: la perfezione (quasi) esiste

Dom Pérignon 1969

Sognare è lecito, quindi stavolta parlo di uno champagne davvero fuori dal comune. Ma non impossibile: seppure in quantità estremamente ridotta e a un prezzo superiore ai 1.000 euro, questa bottiglia è reperibile sul mercato. Mi riferisco all’Œnothèque 1969 di Dom Pérignon, un capolavoro che dall’altro dei suoi 43 anni dimostra inequivocabilmente tutta la sua eccezionalità. Œnothèque sì, ma non quello tradizionale (etichetta nera e fregi argento), bensì la sua massima declinazione (etichetta sempre nera, ma con fregi oro, detto anche “Commande Spèciale”).

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Bruno Paillard svela il suo millesimato 2002

bottiglia champagne Bruno Paillard 2002

Bruno Paillard, fondatore e anima della maison omonima. Sarà, ma più ribevo gli champagne di Bruno Paillard e più mi piacciono. Non ritengo siano champagne facili, anzi vanno capiti e credo sia per questo che conquistano con il tempo, con l’esperienza, con i riassaggi. Di questo produttore si è detto tutto e di più, si è straparlato della sua filosofia, delle sue idee sul dégorgement, quindi ne faccio un brevissimo “ripasso” prima di andare a scoprire questo nuova etichetta, o meglio, questa nuova annata del suo Assemblage millesimato.

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A tu per tu con Beppe Palmieri, tra champagne, consigli di abbinamento e riflessioni

beppe palmieri

Giuseppe (Beppe) Palmieri, classe 1975, materano di nascita ma modenese di adozione, è il maître dell’Osteria Francescana, il regno di Massimo Bottura. Preferisco definirlo maître e non semplicemente sommelier per diversi motivi. Innanzitutto, oggi sommelier è tanto l’appassionato di vino che fa il corso omonimo, quanto chi è professionista del vino come Beppe, pertanto un distinguo mi sembra quantomeno doveroso. Poi figure come quella di Beppe non solo consigliano il vino al tavolo, lo servono nelle condizioni migliori e sono i custodi della cantina, ma sono molto di più.

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