I tre assi di Berlucchi: ‘61, Nature e Chardonnay

Berlucchi ‘61 Nature Blanc de Blancs 2013

Uno Chardonnay tutto italiano, capace di illuminare, infondere luce, gioia e ottimismo anche in un momento storico difficile come questo. Ecco come mi appare, al primo approccio, la nuova annata 2013 (seconda per questa etichetta) del ‘61 Nature Blanc de Blancs Brut di Berlucchi, assaggiato in rigoroso silenzio, a casa mia, con solo il rumore della salvifica pioggia a farmi compagnia. Siamo, dunque, in Franciacorta, ormai consolidato microcosmo di bollicine italiane di successo nel quale Berlucchi è il precursore, colui che per primo ci ha creduto e investito.

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Krug Grande Cuvée e l’essenza del tempo

Krug Grande Cuvée

È il momento di Krug. Lo è per l’arrivo di Julie Cavil quale chef de cave dopo Eric Lebel, lo è per l’arrivo di una strepitosa Grande Cuvée con la 168ème Édition, che vi ho raccontato qualche giorno fa. E lo è anche per questa degustazione di Vania, che ci ricorda l’eccezionale tradizione di Krug, la sua incredibile tenuta al tempo, l’emozione di uno champagne d’antan (quando ben conservato). Qualcuno si secca quando si parla della Krug che fu, una cosa che trovo inconcepibile.

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Grazie a Bosio, buone nuove dalla Franciacorta

Franciacorta Bosio

La Franciacorta sta cambiando. Dopo aver vissuto anni di gloria, dopo essere stata la più importante e conosciuta regione spumantistica d’Italia, oggi è una Denominazione meno in luce a causa di altre zone vitivinicole che, come lei, si sono prodigate nella produzione di bollicine. Alcune le conosciamo già, altre sono totalmente nuove, ma non meno interessanti, e, in ogni caso, va detto: ormai da Nord a Sud si spumantizza di tutto, dai vitigni vocati ai più improbabili, a volte con risultati stupefacenti, altri mediocri.

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Giulio Ferrari Rosé 2007: genio e… regolatezza

Giulio Ferrari rosé 2007

Avevo detto che oggi avrei presentato la guida in un pezzo dedicato… È in stampa e sarà pronta i primissimi giorni di dicembre (appena l’avremo in mano, sarà immediatamente spedita con corriere espresso a tutti quanti ci hanno dato fiducia con l’acquisto ‘en premieur’ della Limited Edition), ma, essendoci ancora qualche giorno di tempo, ed avendo Vania nel frattempo assaggiato un’altra splendida creazione di Ferrari, m’è sembrato giusto dare spazio al Giulio Ferrari Rosé 2007.

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Krug: è la volta della sorprendente Grande Cuvée 167!

Krug Grande Cuvée 167ème

Questa storia inizia nel 1843, quando Johann-Joseph Krug, immigrato tedesco, al termine di una lunga esperienza con Jacquesson, fonda a Reims la maison Krug & Cie. È il primo passo di una filosofia rivoluzionaria e di un mito, ma anche del suo agognato sogno: creare il migliore Champagne al mondo. Da allora, quell’idea di perfezione e raffinatezza che Joseph aveva in mente, prende forma ogni anno nella Grande Cuvée, nata per la prima volta nel 1845 e poi capace di far innamorare gli appassionati di tutto il mondo.

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Il Grand Vintage 2012 di Moët segna un punto di svolta…

champagne Moët & Chandon 2012

Rinomate, famose, storiche. Le grandi maison godono, da sempre, di conclamata notorietà, capaci, con i loro sans année, di conquistare il pubblico più ampio. Prodotti ecumenici, impeccabili, appaganti… ma per noi appassionati, un po’ in debito di personalità, di anima.

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Ca’ del Bosco, tra (belle) conferme e (non meno belle) sorprese

Ca' del Bosco

Andare in visita alla Ca’ del Bosco a Erbusco è una bellissima esperienza che si rinnova ogni volta. L’energia e l’ottimismo che respiri in questo luogo sono, probabilmente, nientedimeno che il riflesso del temperamento di quell’uomo che qui è cresciuto e vissuto, consacrandone lo spirito per sempre: Maurizio Zanella. Grande protagonista del mondo del vino italiano, ormai lo conosciamo tutti: un uomo innamorato della vita, dell’arte, dei viaggi, amante della perfezione e della raffinatezza.

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Ruinart, lo Chardonnay e il ‘Dom’ di ieri e domani

Bottiglie Ruinart

È spesso in occasione del lancio di una nuova cuvée che si presentano gli eventi più esclusivi dell’anno e quando a organizzarli è il gruppo LVMH, le sorprese di certo non mancano. Così, nella “plus ancienne Maison de Champagne”, ancora una volta siamo riusciti a sognare e l’occasione, stavolta, è stata la presentazione dell’annata 2007 di un blanc de blancs prezioso, capace di rivaleggiare con pochissime altre etichette nella veste di ambasciatore dello Chardonnay.

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La Franciacorta secondo Arcari+Danesi

La Franciacorta, almeno nell’idea dei suoi fondatori, aveva tutti i requisiti per diventare zona d’elezione per le bollicine in Italia. Chi di loro aveva assaggiato quelle d’Oltralpe, infatti, intravide la possibilità di adottare un metodo di ormai collaudata funzionalità, il Méthode Champenoise, in una terra dove le affinità, ma anche le potenzialità economiche, erano alte. Effettivamente, il successo che ha avuto questa Denominazione nel panorama vitivinicolo, non solo italiano, è ormai assodato da tempo. Questa terra ci ha offerto, negli anni, grandi spumanti, spesso ineccepibili in termini di eleganza ed equilibrio.

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Palazzo Lana: le origini del Franciacorta e il futuro di Berlucchi

Berlucchi Palazzo Lana

Se volessimo definire il momento preciso in cui è stata sancita la nascita della Franciacorta, potremmo avvalerci di questa immagine: siamo nel 1955 e, nella splendida dimora del ‘500 che è Palazzo Lana, in una stanza chiamata ‘caminadù’ per via del maestoso camino in marmo di Botticin, Franco Ziliani, giovane e talentuoso enologo, incontra Guido Berlucchi, nobile vignaiolo discendente della famiglia Lana de’ Terzi. “Il maggiordomo mi scortò nel salotto di Palazzo Lana Berlucchi. Le note di ‘Georgia on my mind’ vibravano nell’aria: Guido Berlucchi era al pianoforte.

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