Krug: è la volta della sorprendente Grande Cuvée 167!

Krug Grande Cuvée 167ème

Questa storia inizia nel 1843, quando Johann-Joseph Krug, immigrato tedesco, al termine di una lunga esperienza con Jacquesson, fonda a Reims la maison Krug & Cie. È il primo passo di una filosofia rivoluzionaria e di un mito, ma anche del suo agognato sogno: creare il migliore Champagne al mondo. Da allora, quell’idea di perfezione e raffinatezza che Joseph aveva in mente, prende forma ogni anno nella Grande Cuvée, nata per la prima volta nel 1845 e poi capace di far innamorare gli appassionati di tutto il mondo.

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Il Grand Vintage 2012 di Moët segna un punto di svolta…

champagne Moët & Chandon 2012

Rinomate, famose, storiche. Le grandi maison godono, da sempre, di conclamata notorietà, capaci, con i loro sans année, di conquistare il pubblico più ampio. Prodotti ecumenici, impeccabili, appaganti… ma per noi appassionati, un po’ in debito di personalità, di anima.

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Ca’ del Bosco, tra (belle) conferme e (non meno belle) sorprese

Ca' del Bosco

Andare in visita alla Ca’ del Bosco a Erbusco è una bellissima esperienza che si rinnova ogni volta. L’energia e l’ottimismo che respiri in questo luogo sono, probabilmente, nientedimeno che il riflesso del temperamento di quell’uomo che qui è cresciuto e vissuto, consacrandone lo spirito per sempre: Maurizio Zanella. Grande protagonista del mondo del vino italiano, ormai lo conosciamo tutti: un uomo innamorato della vita, dell’arte, dei viaggi, amante della perfezione e della raffinatezza.

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Ruinart, lo Chardonnay e il ‘Dom’ di ieri e domani

Bottiglie Ruinart

È spesso in occasione del lancio di una nuova cuvée che si presentano gli eventi più esclusivi dell’anno e quando a organizzarli è il gruppo LVMH, le sorprese di certo non mancano. Così, nella “plus ancienne Maison de Champagne”, ancora una volta siamo riusciti a sognare e l’occasione, stavolta, è stata la presentazione dell’annata 2007 di un blanc de blancs prezioso, capace di rivaleggiare con pochissime altre etichette nella veste di ambasciatore dello Chardonnay.

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La Franciacorta secondo Arcari+Danesi

La Franciacorta, almeno nell’idea dei suoi fondatori, aveva tutti i requisiti per diventare zona d’elezione per le bollicine in Italia. Chi di loro aveva assaggiato quelle d’Oltralpe, infatti, intravide la possibilità di adottare un metodo di ormai collaudata funzionalità, il Méthode Champenoise, in una terra dove le affinità, ma anche le potenzialità economiche, erano alte. Effettivamente, il successo che ha avuto questa Denominazione nel panorama vitivinicolo, non solo italiano, è ormai assodato da tempo. Questa terra ci ha offerto, negli anni, grandi spumanti, spesso ineccepibili in termini di eleganza ed equilibrio.

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Palazzo Lana: le origini del Franciacorta e il futuro di Berlucchi

Berlucchi Palazzo Lana

Se volessimo definire il momento preciso in cui è stata sancita la nascita della Franciacorta, potremmo avvalerci di questa immagine: siamo nel 1955 e, nella splendida dimora del ‘500 che è Palazzo Lana, in una stanza chiamata ‘caminadù’ per via del maestoso camino in marmo di Botticin, Franco Ziliani, giovane e talentuoso enologo, incontra Guido Berlucchi, nobile vignaiolo discendente della famiglia Lana de’ Terzi. “Il maggiordomo mi scortò nel salotto di Palazzo Lana Berlucchi. Le note di ‘Georgia on my mind’ vibravano nell’aria: Guido Berlucchi era al pianoforte.

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Le bollicine di Moser: fierezza e gentilezza

Moser Trento Doc

Questa non è la storia di un uomo, un campione, un ciclista, bensì la storia di una famiglia, che da tre generazioni produce vini dalla personalità completamente adesa al suo territorio, il Trentino. Una piccola realtà nel mondo vitivinicolo incastonata tra queste montagne, non solo preposta alla produzione di vini spumanti, ma anche a quella di vini fermi, cristallini, solidi e freschi come il Müller-Thurgau, il Moscato Giallo e il Riesling Renano.

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Una ‘tesi’ da… bacio accademico

Barone Pizzini Tesi UNO

Come ho già scritto diverse volte, trovo che in Franciacorta, oggi, i produttori abbiano finalmente trovato il coraggio di sperimentare, tentare strade nuove e personali, senza tuttavia mai snaturare quella che è la personalità precipua di una Denominazione in grado di offrire, da sempre, vini di estrema eleganza, frutto, solarità. Un esempio ne è Barone Pizzini, che ha presentato, in occasione della celebrazione dei suoi 20 anni in viticoltura biologica (certificata), la sua ultima creazione: Tesi Uno, cuvée scaturita dalla volontà di riscoprire un antico vitigno di questa zona, l’Erbamat.

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Uberti: il quarantennale porta in dote un nuovo Franciacorta

Uberti Dequinque

Abbiamo già parlato della Franciacorta in diverse occasioni, ma è un dovere ricordare, ancora una volta, come questa Denominazione abbia goduto certamente di un successo eccezionale, capace di dare impulso e iniezione di fiducia a tutta la produzione spumantistica italiana, ma anche come sia stata, a sua volta, vittima di parecchi pregiudizi che ancora oggi tentano di relegarla a un territorio che vive di una condizione climatica troppo esotica, con vini dalle acidità che faticano a decollare e dalla personalità non definita.

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Una maison, un Grand Cru, un uomo: ecco la perfetta sintesi di Lallier

Champagne Lallier

Aÿ è considerato, fin dall’antichità, uno dei villaggi più stimati di tutta la Champagne. Già ben prima della nascita dello champagne, infatti, si parlava dei ‘Vins d’ Aÿ’ quando ci si voleva riferire ai vini più prestigiosi e interessanti di questa Regione. Non è un caso che sia stato immediatamente incluso nella famosa ‘Echelle des Crus’ del 1911, la scala che sanciva i migliori villaggi per qualità e valore delle uve.

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