Il re (B de B) è morto, viva il re (BB)!

Champagne Besserat de Bellefon BB 1843

Il gioco di parole del titolo vuole sottolineare il cambio al vertice in casa Besserat de Bellefon. Non di uomini, ma di vini. Mi spiego. Nel 2013, per celebrare i 170 anni della maison, viene lanciata la Cuvée B de B, la sola della gamma fermentata in legno (di Argonne). Fu un po’ interlocutoria (vedasi Grandi Champagne 2016-17) e, forse anche per questo, non rimase episodica come avrebbe dovuto essere. Infatti, quello champagne concesse il bis due anni più tardi con un nuovo tiraggio e stavolta si fece valere (Grandi Champagne 2018-19) non poco.

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Il ‘paradiso’ di Alfred Gratien

Cuvée Paradis 2009

Ancora poco conosciuta in Italia (ingiustamente…), Alfred Gratien gode invece di un’eccellente reputazione all’estero, sia nei Paesi storicamente legati allo champagne, sia, soprattutto, nella stessa Francia. Anzi, molti champenois citano con grande rispetto questa maison come esempio di elevata qualità e solida tradizione. Una piccola maison, da meno di 400.000 bottiglie, che quasi non possiede vigneti, ma vanta rapporti solidissimi con tanti bravi vigneron, sempre coinvolti in prima persona nell’assaggio dei ‘loro’ vins clairs.

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L’ora più… luminosa: il Sir Winston Churchill 2008 scala il vertice!

Sir Winston Churchill 2008

Man mano, i top champagne targati 2008 stanno progressivamente arrivando sul mercato e, anche se ci vorranno diversi anni prima che il cerchio si chiuda, oramai è chiaro che siamo di fronte ad autentici capolavori. Che sono stati giustamente paragonati agli eccezionali champagne del 1988, nonostante in molti ritengano che possano essere addirittura migliori quando avranno anch’essi vent’anni sulle spalle, per via dei progressi fatti tanto in vigna, quanto in cantina.

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Anteprima Amour de Deutz 2009: piacevolezza travolgente

Champagne Amour de Deutz 2009

Siamo generalmente convinti che qualità e quantità non possano andare a braccetto. Non è facile, è vero, ma non è impossibile. Nello champagne ce lo dimostra Deutz: acquistata nel 1993 dalla famiglia Rouzaud (Louis Roederer), produceva all’epoca 800.00 bottiglie, oggi, invece, ne produce 2,5 milioni a fronte di un netto incremento anche della qualità. Il tutto grazie all’abile guida di Fabrice Rosset, nominato Presidente nel 1995 e tuttora al vertice della maison di Aÿ.

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Krug Grande Cuvée: abbiamo (finalmente) trovato la quadra?

Krug 166 eme Edition recensione

Con la Grande Cuvée 167ème Édition che si profila già all’orizzonte, vorrei invece parlare della Grande Cuvée sul mercato oramai da diversi mesi, la 166ème Édition. Infatti, già con il primo assaggio mi ero fatto un’idea e questa è stata poi confermata da almeno un’altra decina di riassaggi. Quale idea? Beh, che forse lo champagne più importante di e per Krug è finalmente tornato su quel livello di assoluta eccellenza che molti appassionati lamentavano essersi appannato da alcuni anni.

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Il ritorno alle origini della Belle Èpoque

Belle Èpoque Blanc de Blancs 1993

Dopo aver ritrovato, un paio di anni prima in cantina, alcune delle bottiglie originali decorate con gli anemoni, lo chef de cave di Perrier-Jouët André Baveret crea con la vendemmia del 1964 un nuovo champagne. È la naturale evoluzione del Blanc de Blancs de Cramant degli anni ‘50 e per l’occasione, essendo nel frattempo possibile la produzione su larga scala e a costi accettabili della bottiglia decorata, il nuovo champagne viene imbottigliato nel celeberrimo flacone decorato nel 1902 da Émile Gallé.

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Canard-Duchêne festeggia i 150 anni… con la V!

Champagne Canard-Duchêne V 2010

Tra i grandi chef de cave della Champagne va senza alcun dubbio annoverato Laurent Fedou. È una sorta di ‘braccio armato’ della famiglia Thiénot, essendo il responsabile di tutte le loro cantine. In particolar modo quelle della Champagne, quindi la stessa Thiénot, Canard-Duchêne, Marie Stuart e pure Joseph-Perrier. Non è champenois, Laurent Fedou, viene dal sud della Francia, però si è diplomato in enologia a Reims e poi ha avuto modo di fare esperienza in maison di primissimo piano.

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Philipponnat: è la volta del Clos des Goisses 2009! Ma non solo…

Etichetta champagne Philipponnat Clos des Goisses

Ogni volta che riesco, passo sempre con grande piacere da Philipponnat. Per salutare la mia amica Nicoletta, per fare quattro chiacchiere con il grande Charles e, ovviamente, per assaggiare qualche novità. L’ultima volta è stato lo scorso 6 settembre, con la vendemmia praticamente terminata (l’ultima pressata l’avrebbero fatta il giorno dopo…). Una vendemmia eccezionale, che ha visto il ‘Clos de Goisses’ raggiungere maturità eccezionali, pari a 12,04°, tenendo così fede alla sua caratteristica che gli permette di andare oltre l’annata in quelle più difficili.

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Il saluto di Richard è col botto: ecco il Dom Pérignon 2008!

Anno incredibile il 2018 per lo champagne. C’è stata una vendemmia a dir poco unica e sono usciti diversi ‘mostri’ di vini targati 2008. Il primo di questi ‘mostri’ è stato il Cristal, già presentato in anteprima su Grandi Champagne 2018/19, poi, cioè ora, sono usciti il Sir Winston Churchill 2008 di Pol Roger e a seguire, o meglio dal prossimo 1 novembre, pure il Vintage 2008 di Dom Pérignon.

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La rinascita del Fût de Chêne dà sempre più ragione al coraggio di Claude Giraud

Henri Giraud Fût de Chêne MV12

Quando nel 2012 Claude Girard s’è presentato agli appassionati con un Fût de Chêne completamente rivoluzionato, molti sono rimasti perplessi, i più certamente stupiti. Infatti, questo champagne della fortissima personalità, nato con la vendemmia 1990, cessava di essere millesimato (ultimo prodotto il 2000) per farsi non millesimato. Anzi, multimillesimato, o, meglio ancora, MultiVintage, da cui il nome MV. Ci voleva coraggio per fare una cosa del genere, per porre fine a una pietra miliare dell’art champenoise, ma Claude l’ha fatto.

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