In anteprima, la tanto attesa Grande Dame 2004

bottiglie di champagne Veuve Clicquot La Grande Dame 2004

Da sempre, La Grande Dame è prodotta solo da alcuni specifici vigneti di proprietà siti ad Ambonnay, Aÿ, Bouzy, Verzy e Verzenay per il Pinot Noir e ad Avize, Le-Mesnil e Oger per lo Chardonnay. Gran parte di questi vigneti fu acquistata a suo tempo dalla stessa M.me Clicquot. Dominique Demarville, chef de cave della maison, vanta non solo un curriculum eccezione (nel 1998, all’età di soli 31 anni, è diventato il più giovane chef de caves della storia di champagne, da Mumm), ma soprattutto un’abilità e una sensibilità fuori dal comune.

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Mumm R.Lalou, champagne da leggenda

Champagne Rene Lalou

Bella visita, dopo cinque anni di assenza (troppi!), da Mumm. Accoglienza commovente alla maison Cordon Rouge e sontuosa degustazione insieme allo chef de cave Didier Mariotti, la cui riservatezza gli impedisce spesso di evidenziare la sua straordinaria preparazione. Man mano su queste pagine racconterò dei vari assaggi, nel frattempo vorrei parlare della cuvée de prestige R.Lalou, storicamente il fiore all’occhiello di Mumm, poi rinata nel 2007 al termine di 10 anni di sviluppo. L’avvocato René Lalou, presidente Mumm dal ’39 al ’73.

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Cristal, la qualità (eccezionale) oltre l’immagine

Tre bottiglie champagne Cristal Louis Roederer

Mi dà particolarmente fastidio vedere la faccia dei più, professionisti del settore compresi, quando parlo loro del Cristal, cuvée de prestige di Louis Roederer, di quanto questo champagne si collochi tra l’eccellente e lo straordinario a seconda dell’annata. Questo perché lo champagne Cristal soffre oramai di un’immagine di champagne da esibizionisti, scelto puntualmente da chi vuole ostentare la propria ricchezza: volenti o nolenti, tutto ciò diventa una vera e propria tara per chi lo assaggia, che finisce per maldisporsi inconsapevolmente.

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40 anni di Belle Èpoque

È uno degli champagne più raffinati ma, purtroppo, non così noto, almeno in Italia, e nonostante la bottiglia finemente decorata lo renda molto riconoscibile. È la Belle Èpoque, la cuvée de prestige di Perrier-Jouët, caratterizzata dalla tipica bottiglia con anemoni ideata nel 1902 da Emile Gallé, esponente dell’Art Noveau. L’idea di una cuvée de prestige in casa Perrier-Jouët è, infatti, relativamente recente, ma poi il progetto di questo nuovo champagne top de gamme fu accantonato.

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Philipponnat Clos des Goisses: le nuove annate 2001 e 2002, ma non solo…

ingresso Philipponnat Clos Des Goisses

Non è stata un’annata facile la 2001 in Champagne. Anzi, a guardare quanti hanno millesimato (si contano sulle dita di una mano) e alla quantità di vins de réserve impiegati dalle varie maison nei brut sans année si capisce che l’annata è stata un mezzo disastro. A dispetto di tutto ciò, però e paradossalmente, un paio di grandissimi champagne hanno visto la luce: il Cœur de Cuvée di Vilmart, oramai esaurito, e il Clos des Goisses di Philipponnat invece appena giunto sul mercato, seppure in quantità ridotta.

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Il Krug che non vedrete mai (purtroppo)

Krug Clos du Mesnil 2

Chiedendo agli appassionati quale sia lo champagne dei loro sogni, sono sicuro che 8 su 10 risponderebbero lo champagne Krug Clos du Mesnil. È un “single cru” (il villaggio Grand Cru di Le-Mesnil-sur-Oger), un “single vineyard” (il vigneto di 1,87 ettari racchiuso da mura) e un “single grape” (solo Chardonnay, quindi blanc de blancs) prodotto soltanto nelle annate migliori in circa 18.000 bottiglie. Il vigneto, antichissimo (le prime tracce certe risalgono al 1698) fu acquistato dalla famiglia Krug nel 1971 e subito integralmente ripiantato.

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