Con la 2012 Bollinger esalta una… ‘grande année’!

Bollinger La Grande Année 2012

Bollinger non ha una cuvée de prestige come siamo abituati a considerarla comunemente. No. D’altronde, il Vieilles Vignes Françaises è uno champagne unico, che fa storia sé, oltre a essere uno storico parcellare. Poi c’è l’R.D. che è di fatto uno champagne già presente in gamma solo che è tenuto più a lungo sui lieviti. Ecco, quello champagne della gamma è in realtà la cuvée de prestige di Bollinger, il suo “grande champagne”.

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La crescita di Lenoble non è solo ‘Mag’…

AR Lenoble Blanc de Blancs 2012

Damery, ‘fatti non parole’, potremmo dire. Infatti, è un villaggio classificato ‘solo’ all’89% ed è pure fuori dalla parte teoricamente più prestigiosa del lungofiume, la Grande Vallée de la Marne (si trova sempre sulle rive del celebre fiume, ma qui la sottozona Champagne diventa Vallé de la Marine Rive Droite), ciò nonostante vanta una storia molto importante, uve nere molto apprezzate (soprattutto il Meunier) e produttori assolutamente d’eccellenza. Sia vigneron piccolissimi (Alexandre Filaine, ad esempio), sia maison di dimensione artigianale e abilità rimarchevole.

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Amour de Deutz 2008: non un exploit, ma la tappa di un percorso di successo

Champagne Amour de Deutz 2008

Ho recentemente incontrato Fabrice Rosset, presidente di Deutz, per portargli la copia dedicata di Grandi Champagne 2020-21. Dovrei però dire più giustamente ‘l’abile’ presidente, perché Monsieur Rosset ha fatto registrare anche nel 2019 l’ennesimo record.

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De Venoge: da ‘20 Ans’ a… ‘30 Ans’!

De Venoge Extra-Brut 1988

Gli anni Duemila, oltre che il caldo, in Champagne hanno portato una nuova tendenza: i dégorgement tardif. Se, prima di allora, era solo Bollinger con l’R.D. e, in parte, Krug con i Collection a riproporre delle vecchie annate tenute sui lieviti più a lungo dell’originale, poi in diversi hanno iniziato ad accodarsi. Tra i primissimi in tal senso De Venoge, grazie all’intuito (e alla passione…) di Gilles de la Bassetière, più che semplicemente guida della maison (ne è il presidente), vera anima di questa.

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Il Grand Cru 2008 di Pommery chiude questo intenso 2019…

Champagne Pommery Grand Cru Millésime 2008

Personalmente, ho avuto un rapporto singolare con Pommery, fatto di alti bassi. Ma ora, dopo oltre due lustri di ‘frequentazioni’, penso di aver finalmente trovato la quadra. In estrema sintesi, mi sono reso conto che l’elegante leggerezza che caratterizza lo stile Pommery conquista il grande pubblico, ma sulle prime può lasciare spiazzati gli appassionati, che a un assaggio frettoloso potrebbero trovare eccessiva questa leggerezza.

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Olivier Bonville e la ‘sua’ Oger

Recensione champagne Franck-Bonville Pur Oger 2012

Lo sapevo, lo sapevamo, ma le degustazioni per Grandi Champagne 2020-21 ce lo hanno poi straconfermato: Olivier Bonville è un produttore d’eccellenza. D’altronde, Avize sembra ispirare in maniera particolare i vigneron: tre dei più grandi nomi in assoluto di tutta la Champagne si trovano in questo villaggio Grand Cru e quelli comunque di valore sono parecchi altri. Poi c’è Franck Bonville, in crescita prepotente sotto la guida di Olivier e per questo destinata a giocare un ruolo sempre più di primo piano.

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La già mitica ‘cassetta Salon’ e i suoi tesori

Cassetta Salon con magnum 2008

È finalmente caduto il velo sul già mitico Salon 2008! Com’è? Non mi odiate, ma non ve lo dico: sarà uno dei protagonisti di Grandi Champagne 2020-21, attualmente in piena fase di impaginazione e stampa, con uscita a fine novembre. A proposito, ieri si è chiusa l’ultima fase della vendita ‘en primeur’ della versione Limited Edition della guida. La versione speciale di Grandi Champagne 2020-21 che, oltre la copertina rigida, comprende un allegato esclusivo, un pratico stopper per le vostre bottiglie e, per chi l’ha richiesta, la dedica personalizzata.

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L’annata 2012 in Champagne secondo Fabrice Gass

Alexandre-Filaine Sensuum Vertigo 2012

Questo champagne era, nonostante la produzione irrisoria, destinato a Grandi Champagne 2020-21, invece, durante la visita dello scorso settembre, Fabrice ci ha fatto inaspettatamente assaggiare il prossimo 2013 in anteprima. Così, in guida troverete questa successiva annata, invece qui su LeMieBollicine andiamo a scoprire (con piacere, vero?) il Sensuum Vertigo 2012. Fino alla vendemmia 2007, la gamma Alexandre Filaine contava solo due champagne, entrambi non millesimati: la Cuvée Spéciale (ora Spéciale) e la Cuvée Confidence (ora DMY), con un po’ più Pinot Noir, il tiraggio bouchon liège e almeno cinque anni di cantina.

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Gli champagne Vilmart? Una sicurezza! Sempre

Vilmart Grand Cellier d’Or 2014

A costo di ripetermi: considero Laurent Champs uno dei migliori produttori di champagne. Da quando ha ricevuto il testimone di Vilmart dal papà René (1990) è riuscito nell’impresa di fare crescere ulteriormente quelli che erano già champagne d’eccellenza. E pensare che, come ripete lo stesso Laurent, “Vilmart è un paradosso, perché fa champagne da Chardonnay in terra di Pinot Noir!”, però forse è proprio questa la sua forza.

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Il mio ritorno da Pommery: il racconto e la sorprendente Louise 2003

Cuvée Louise 1990 e 2003

Per una serie di vicissitudini varie e per via di una linea di champagne che non riusciva a convincermi del tutto, avevo di fatto dimenticato Pommery. Poi, recentemente, la filiale italiana (dove, nel frattempo la gestione, è stata affidata al giovane Brieuc Kremer, uomo di fiducia della proprietà) mi ha ricontattato per un riavvicinamento finalizzato a una full immersion di 24 ore in modo da scoprire Pommery oggi. O meglio, Vranken-Pommery oggi.

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