Un altro splendido Vilmart Cœur de Cuvée, anche se 2011…

Champagne Vilmart Cœur de Cuvée 2011

C’è un detto in Champagne che recita “année de un, année de rien”. Beh, guardandosi indietro il detto sembra aver ragione (2001 annata critica, 1991 di valore molto simile, 1981 un po’ meglio ma difficile, 1971 buona solo per alcuni produttori, 1961 ancora difficilissima e così via) e anche guardando la più recente (2011) le cose non è che siano poi state un gran che meglio.

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La simbolica annata 2000 e l’eccezione di Charles Heidiseck

Charles Heidsieck Vintage 2000

Strana annata la 2000. In Champagne non verrà certo annoverata tra le migliori: vendemmia abbondante (oltre 12.500 Kg/ettaro), ma dal tratto solare (mai s’era vista una temperatura media di 12,1°C, che significa ben +1,8°C rispetto alla norma!), con la raccolta iniziata l’11 settembre a fronte di uve che facevano registrare in media 9,9° alcolici potenziali e 7,6 g/l di acidità. Non male, ma sulla carta. In realtà, gli stessi champenois avevano definito inizialmente l’annata “plutôt médiocre et banale”, collocandola poi alla fine tra le medie.

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Sì, Ecueil è gran bel territorio. Ce lo dimostra anche Lacourte-Godbillon…

Lacourte-Godbillon Parcellaire 2012 Chaillots

Ci perdonerete se da qualche settimana le pubblicazioni qui su ‘LeMieBollicine’ si sono un po’ diradate (siano passati da almeno due articoli a settimana a uno solo…), così come la velocità di risposta del sottoscritto ai commenti vari, ma siamo nel pieno delle lavorazioni della nuova edizione (2020-21) della guida ‘Grandi Champagne’.

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Il colpo di coda della 2009. Grazie a Lanson

Lanson Gold Label 2009

Molti hanno un po’ troppo frettolosamente paragonato l’annata 2009 alla 1989. Sbagliando. D’accordo, l’andamento climatico ha pure avuto delle similitudini, ma alla fine le due annate sono state ben diverse: fine, con una progressione entusiasmante nel tempo la più vecchia, fin troppo solare nel tratto e carente di finezza la seconda, nonché tutta da verificare negli anni a venire. In linea generale, naturalmente. Il risultato, comunque, è che la 2009 al debutto sembrava decisamente promettente, salvo poi mostrare la corda già dopo poco tempo, anche con etichette blasonate.

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Voilà, ecco pure il terzo del Lieux-Dits 2008 di Jacquesson 

Jacquesson Avize - Champ Caïn 2008

Avrei aspettato ancora un po’ a parlarne, ma, vista l’uscita italiana oramai imminente e, soprattutto, viste le numerose richieste da parte vostra in tal senso, eccomi tornare nuovamente su Jacquesson per raccontare il terzo e ultimo dei Lieux-Dits 2008, l’attesissimo Champ Caïn.

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Il savoir-faire di Deutz con lo Chardonnay

Deutz Blanc de Blancs 2013

Gli assaggi della prossima edizione (2020-21) della guida ci stanno mettendo di fronte non solo a confortanti conferme, ma soprattutto a piacevoli sorprese. È vero che Grandi Champagne mira a proporre una selezione degli champagne più validi, più interessanti presenti sul mercato italiano, quindi una scelta viene già fatta a monte, ciò nonostante possono capitare comunque delle sorprese. Ad esempio, con Deutz l’anteprima assoluta dell’Amour 2010 ci ha lasciato a bocca aperta, nonostante la maison abbia appunto confermato l’elevata qualità dei suoi champagne.

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Jacquesson: con il 2008, il Vauzelle Terme si conferma al top!

Jacquesson Vauzelle Terme 2008

Come promesso (e come giustamente sollecitato da qualche lettore…) andiamo a scoprire un altro champagne millesimato 2008 della linea Lieux-Dits di Jacquesson, che sta arrivando sul mercato proprio in questi giorni. A proposito di Lieux-Dits, si tratta di champagne parcellari nati nel 2002 (dopo i primi esperimenti iniziati nel 1995…) e che dal quel momento vedono la luce non soltanto quando le uve dei loro vigneti sono idonee a essere imbottigliate in solitaria, ma prima di tutto quando non sono necessarie all’assemblaggio della Cuvée 700, che rimane l’etichetta più importante per i fratelli Chiquet.

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Il Grand Vintage 2012 di Moët segna un punto di svolta…

champagne Moët & Chandon 2012

Rinomate, famose, storiche. Le grandi maison godono, da sempre, di conclamata notorietà, capaci, con i loro sans année, di conquistare il pubblico più ampio. Prodotti ecumenici, impeccabili, appaganti… ma per noi appassionati, un po’ in debito di personalità, di anima.

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Un 2009 che proprio non ti aspetti, grazie a Egly-Ouriet…

Champagne Egly-Ouriet 2009

Chi tra gli appassionati non conosce Egly-Ouriet? Nessuno. D’altronde è uno dei produttori entrati nel mito a dispetto delle dimensioni (è un RM da circa 150.000 bottiglie l’anno) e della storia relativamente recente. A ogni modo, è difficile dire se sia il ‘migliore’ tra i vigneron, come sostiene ad esempio Michel Bettane, che lo ritiene anche “il più borgognone tra gli champenois”, o quantomeno, va annoverato tra i migliori produttori di champagne in assoluto, a prescindere dalla categoria.

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Champagne Alfred Gratien: verso la consacrazione?

Champagne Alfred Gratien Blanc de Blancs 2012

Parlo e riparlo sempre volentieri di Alfred Gratien, che, guarda caso, gode di un’ottima reputazione anche nella stessa Champagne. Sarà perché è un baluardo della più rigorosa tradizione champenoise (acquisto della quasi totalità delle uve, come hanno fatto le maison per quasi due secoli, fermentazione in legno, no malolattica), sarà perché i suoi champagne sono oggettivamente molto buoni. Meglio: sanno conquistare il bevitore estemporaneo, sanno intrigare chi non li conosce, sanno soddisfare il grande appassionato. Per non parlare del fatto che invecchiano in maniera a dir poco magnifica.

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