Moët Grand Vintage Collection 1993: l’ennesima conferma

Moët Grand Vintage Collection 1993

Moët & Chandon è la più grande maison di champagne, anche la più nota, quella che possiede il maggior numero di vigneti e le cantine più estese… insomma, il colosso. Purtroppo, però, quando si è in questa posizione si è spesso oggetto di superficialità da parte degli appassionati, che associano automaticamente – e in maniera piuttosto miope – quantità a qualità non degna della loro attenzione.

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Coppia d’assi: Jacquesson D.T. Avize 1996 e pappardelle by Stella d’Oro

champagne jacquesson Dégorgement Tardif Avize 1996

In occasione dell’assaggio in anteprima della Cuvée 736 di Jacquesson, i fratelli Chiquet mi hanno fatto assaggiare anche i nuovi Dégorgement Tardif di casa, relativi all’annata 1996, ovvero il Millésime (assemblaggio) e il blanc de blancs Avize. Ebbene, vediamo di conoscere da vicino quest’ultimo, intanto. Jean-Hervé Chiquet, patròn di Jacquesson insieme al fratello Laurent, e i nuovi Dégorgement Tardif appena lanciati: si tratta di due etichette relative all’annata 1996, il Millésime e l’Avize, di cui si parla in questo spazio.

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Grand Vintage 2004: arriva il 70° millesimato di Moët

champagne Moët & Chandon Grand Vintage 2004

Difficile parlare di Moët & Chandon senza ricordare che è la più grande maison di champagne. Ma difficile anche non ricordare le sue eccezionali capacità. Per carità, il celeberrimo Brut Impérial potrà anche non piacere (opinione, questa, rispettabilissima, ma non posso dire altrettanto di quelli che sparano a zero sulla qualità di Moët solo per partito preso…), ma la sua costanza stilistica, il suo sapersi evolvere senza rinnegarsi sono da applauso. Punto e basta.

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Krug Vintage 1998: fantastico!

etichetta di champagne krug vintage 1998

A giugno, in occasione di Vinòforum, era stata organizzata una serata Krug alla presenza dello stesso Olivier Krug. Il discendente del fondatore spiegava che l’avo aveva messo a punto due champagne per la propria maison, la Cuvée N.1 e la Cuvée N.2. La prima era quella che meglio incarnava l’idea di eccellenza di Joseph Krug ed era “multimillesimata” e prodotta tutti gli anni; la seconda cuvée, invece, era millesimata e prodotta solo nelle annate che permettevano un certo livello qualitativo.

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Krug 1988: vedi Napoli e poi muori

champagne krug e la sua scatola originale

Erano un paio d’anni che non riassaggiavo quest’annata by Krug. La fortunata occasione è arrivata con una visita all’amico Gaetano Verrigni, non solo produttore di una pasta semplicemente straordinaria (credo proprio sia la migliore…), ma anche grande appassionato di champagne. Gaetano Verrigni, qui insieme alla moglie Francesca e alla loro creatura, il fantastico Spaghettoro. A Gaetano va pubblicamente il mio più sentito ringraziamento per avermi dato la possibilità di riassaggiare il Krug 1988.

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Guy de Forez: ancora centro con la nuova annata

Bottiglie di champagne Guy de Forez blanc de noir brut 2006

La sede di Guy de Forez è un casale del XVII secolo con cantine sottostanti. Siamo nell’Aube, nel villaggio di Les Riceys. Questo piccolo produttore RM (récoltant-manipulant, quindi colui che produce da sole uve di proprietà) oramai è ben conosciuto su queste pagine. Infatti, non solo ne ho parlato diffusamente qui, ma i suoi champagne sono quasi costantemente apparsi in diversi post dedicati ai consigli.

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Dom Pérignon Œnothèque 1969: la perfezione (quasi) esiste

Dom Pérignon 1969

Sognare è lecito, quindi stavolta parlo di uno champagne davvero fuori dal comune. Ma non impossibile: seppure in quantità estremamente ridotta e a un prezzo superiore ai 1.000 euro, questa bottiglia è reperibile sul mercato. Mi riferisco all’Œnothèque 1969 di Dom Pérignon, un capolavoro che dall’altro dei suoi 43 anni dimostra inequivocabilmente tutta la sua eccezionalità. Œnothèque sì, ma non quello tradizionale (etichetta nera e fregi argento), bensì la sua massima declinazione (etichetta sempre nera, ma con fregi oro, detto anche “Commande Spèciale”).

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Bruno Paillard svela il suo millesimato 2002

bottiglia champagne Bruno Paillard 2002

Bruno Paillard, fondatore e anima della maison omonima. Sarà, ma più ribevo gli champagne di Bruno Paillard e più mi piacciono. Non ritengo siano champagne facili, anzi vanno capiti e credo sia per questo che conquistano con il tempo, con l’esperienza, con i riassaggi. Di questo produttore si è detto tutto e di più, si è straparlato della sua filosofia, delle sue idee sul dégorgement, quindi ne faccio un brevissimo “ripasso” prima di andare a scoprire questo nuova etichetta, o meglio, questa nuova annata del suo Assemblage millesimato.

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Alla scoperta della nuova annata Gosset, la 2004

bottiglia di champagne gosset 2004

Gosset è il più antico produttore di vino in Champagne (datato ben 1584), anche se poi allo champagne è arrivato curiosamente solo nel 1946. Ma poco importa, perché questa piccola maison da circa un milione di bottiglie oggi è considerata tra le eccellenze della Regione. Soprattutto grazie all’opera degli attuali proprietari (la famiglia Cointreau, quella del ramo che possiede lo straordinario Cognac Frapin), che l’acquistarono giusto venti anni or sono. E che, nonostante l’abbiano fatta crescere in produzione (dalle 350.000 bottiglie originarie al milione di oggi), l’hanno fatta crescere parallelamente anche in qualità.

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Vecchi millesimati Henriot: ecco il 1998

Bottiglia champagne Hensiot Millésime 1998

Torno a parlare dei millesimati Henriot, disponibili per via ufficiale dalla stessa maison, tra l’altro anche in magnum e jéroboam, anche quando si parla di annate passate. Ebbene, dopo aver scoperto le qualità del 1996 è, come promesso, la volta del 1998, figlio di un’annata per molti non “clamorosa” come la ’96, ma per me certamente molto, molto interessante e che ancora non ha rivelato tutto il suo reale potenziale solo perché va vista alla lunga, molto alla lunga.

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