Dom Pérignon Œnothèque 1969: la perfezione (quasi) esiste

Dom Pérignon 1969

Sognare è lecito, quindi stavolta parlo di uno champagne davvero fuori dal comune. Ma non impossibile: seppure in quantità estremamente ridotta e a un prezzo superiore ai 1.000 euro, questa bottiglia è reperibile sul mercato. Mi riferisco all’Œnothèque 1969 di Dom Pérignon, un capolavoro che dall’altro dei suoi 43 anni dimostra inequivocabilmente tutta la sua eccezionalità. Œnothèque sì, ma non quello tradizionale (etichetta nera e fregi argento), bensì la sua massima declinazione (etichetta sempre nera, ma con fregi oro, detto anche “Commande Spèciale”).

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Bruno Paillard svela il suo millesimato 2002

bottiglia champagne Bruno Paillard 2002

Bruno Paillard, fondatore e anima della maison omonima. Sarà, ma più ribevo gli champagne di Bruno Paillard e più mi piacciono. Non ritengo siano champagne facili, anzi vanno capiti e credo sia per questo che conquistano con il tempo, con l’esperienza, con i riassaggi. Di questo produttore si è detto tutto e di più, si è straparlato della sua filosofia, delle sue idee sul dégorgement, quindi ne faccio un brevissimo “ripasso” prima di andare a scoprire questo nuova etichetta, o meglio, questa nuova annata del suo Assemblage millesimato.

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Alla scoperta della nuova annata Gosset, la 2004

bottiglia di champagne gosset 2004

Gosset è il più antico produttore di vino in Champagne (datato ben 1584), anche se poi allo champagne è arrivato curiosamente solo nel 1946. Ma poco importa, perché questa piccola maison da circa un milione di bottiglie oggi è considerata tra le eccellenze della Regione. Soprattutto grazie all’opera degli attuali proprietari (la famiglia Cointreau, quella del ramo che possiede lo straordinario Cognac Frapin), che l’acquistarono giusto venti anni or sono. E che, nonostante l’abbiano fatta crescere in produzione (dalle 350.000 bottiglie originarie al milione di oggi), l’hanno fatta crescere parallelamente anche in qualità.

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Vecchi millesimati Henriot: ecco il 1998

Bottiglia champagne Hensiot Millésime 1998

Torno a parlare dei millesimati Henriot, disponibili per via ufficiale dalla stessa maison, tra l’altro anche in magnum e jéroboam, anche quando si parla di annate passate. Ebbene, dopo aver scoperto le qualità del 1996 è, come promesso, la volta del 1998, figlio di un’annata per molti non “clamorosa” come la ’96, ma per me certamente molto, molto interessante e che ancora non ha rivelato tutto il suo reale potenziale solo perché va vista alla lunga, molto alla lunga.

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2Xoz, uno champagne unico

logo champagne 2Xoz

Fabrice Pouillon è un giovane champenois molto bravo che farà sempre più parlare di sé. Terminati gli studi in viticoltura, ha preso il timone della maison di famiglia (Roger Pouillon et Fils) a Mareuil-sur-Aÿ e, senza rinnegarne lo spirito da vigneron (pur essendo, per questioni meramente burocratiche, oggi classificata NM), l’ha modernizzata, migliorata, valorizzata. Con al suo fianco la moglie Elodie, anch’ella rampolla di una famiglia di récoltant a Ecueil.

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Moët & Chandon Grand Vintage Collection 1975: chapeau!

Ho avuto modo di parlare della linea Grand Vintage Collection di Moët & Chandon, in altre parole gli œnothèque della maison di Epernay. Torno sull’argomento per raccontare un altro di questi eccezionali champagne, uno di quelli del secondo rilascio, però, avvenuto in concomitanza con il lancio del Grand Vintage 2002: i Collection 1992, 1982, 1975 e 1964.

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Delamotte Collection 1988: un capolavoro

Pochi lo sanno, ma Delamotte è la quinta maison più antica di champagne, essendo stata fondata nel 1760 a Reims da François Delamotte, proprietario viticolo e magistrato della città. Alla fine del XVIII secolo, il nipote Alexandre Delamotte acquista una villetta nel villaggio di Le-Mesnil-sur-Oger sotto la quale costruisce le cantine: l’idea è di essere vicino ai fornitori delle uve più preziose, quelle di Chardonnay. Didier Depond guida con passione, bravura e simpatia Salon-Delamotte (foto Michel Jolyot).

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Dom Pérignon 2003: tutto, ma proprio tutto sulla “provocazione” di Richard

tappo di dom pérignon 2003

Ho assaggiato il nuovo Dom Pérignon 2003 poco più di un mese fa, ciò nonostante, prima di postarne le impressioni, ho voluto riassaggiarlo a distanza e, soprattutto, confrontare le mie impressioni con Richard Geoffroy, l’oramai mitico chef de cave. D’altronde, un Dom Pérignon figlio di un’annata come la 2003 rappresenta un vero evento… Richard Geoffroy con il sottoscritto all’Abbazia di Hautvillers, luogo di nascita e attuale “sede” di Dom Pérignon.

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Ripensaci Laurent!

bottoglia champagne vilmart

Adoro la maison Vilmart e ritengo Laurent Champs, sua anima, l’astro nascente della Champagne. Già diversi anni fa Tom Stevenson definiva questo piccolo (circa 100.000 bottiglie annue) produttore di Rilly la Montagne “il mini Krug”, ma ritengo che sia solo l’eccellente uso del legno e ad accomunarli, perché invece i due hanno stili e identità ben diverse.

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Voglia di vecchi millesimati? Con Henriot è possibile

Per la maison di famiglia, gli Henriot hanno avuto il coraggio di non rincorrere ossessivamente una produzione sempre maggiore anno dopo anno, bensì di incrementare nettamente il livello qualitativo dei propri champagne. E lo hanno fatto prima di tutto in vigna, con una produzione inferiore alla media non per diradamenti o altri motivi, bensì per il ricorso a una coltivazione la più naturale possibile, tanto in proprio quanto chiedendo di fare lo stesso ai conferitori.

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