Champagne Alfred Gratien: verso la consacrazione?

Champagne Alfred Gratien Blanc de Blancs 2012

Parlo e riparlo sempre volentieri di Alfred Gratien, che, guarda caso, gode di un’ottima reputazione anche nella stessa Champagne. Sarà perché è un baluardo della più rigorosa tradizione champenoise (acquisto della quasi totalità delle uve, come hanno fatto le maison per quasi due secoli, fermentazione in legno, no malolattica), sarà perché i suoi champagne sono oggettivamente molto buoni. Meglio: sanno conquistare il bevitore estemporaneo, sanno intrigare chi non li conosce, sanno soddisfare il grande appassionato. Per non parlare del fatto che invecchiano in maniera a dir poco magnifica.

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Bollinger e la 2008: molto più di una… Grande Année!

La Grande Année 2008

Le maison calano man mano il proprio asso, nel senso che propongono una dietro l’altra il loro champagne targato 2008 e, viste le aspettative create (per via dell’oggettivo valore dell’annata, ci mancherebbe), l’attesa si carica ulteriormente di interesse. Sia da parte degli ‘addetti ai lavori’, sia, ancor più, da parte degli appassionati, che poi partono ‘a caccia’ sul mercato. Bene, è ora la volta di Bollinger, che ieri ha finalmente svelato al mondo (alla critica internazionale, mentre oggi tocca ai francesi…) La Grande Année 2008.

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Ruinart, lo Chardonnay e il ‘Dom’ di ieri e domani

Bottiglie Ruinart

È spesso in occasione del lancio di una nuova cuvée che si presentano gli eventi più esclusivi dell’anno e quando a organizzarli è il gruppo LVMH, le sorprese di certo non mancano. Così, nella “plus ancienne Maison de Champagne”, ancora una volta siamo riusciti a sognare e l’occasione, stavolta, è stata la presentazione dell’annata 2007 di un blanc de blancs prezioso, capace di rivaleggiare con pochissime altre etichette nella veste di ambasciatore dello Chardonnay.

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Champagne André (Jacques) Beaufort e il sottoscritto sulla via di Damasco

Champagne André Beaufort

Devo fare ammenda (solo gli stolti non cambiano idea): gli champagne André Beufort sono veramente buoni. E sono molto meno ‘estremi’ o improbabili di quanto si possa pensare. Ebbene sì, mi sono piaciuti, per buona pace di chi scherzosamente mi definisce un incallito ‘maisonista’.

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Anteprima Jacquesson: ecco il Corne Bautray 2008!

Corne Bautray 2008

L’avevo promesso in occasione della recensione della Cuvée 742, eccomi dunque a presentare in anteprima i Lieux-Dits 2008, o meglio uno di loro, forse il più importante per la maison di Dizy. Prima di entrare nei dettagli, però, vale la pena ricordare cosa sono i lieux-dits e, soprattutto, cosa significano per Jacquesson. Per lieu-dit si intende un vigneto identificato da un nome specifico e questo vigneto può essere di un unico proprietario, al che viene anche definito ‘monopole’, o, caso molto più frequente, frammentato in diverse parcelle facenti capo ciascuna a proprietari anch’essi differenti.

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Cristal 2008: a volte (per fortuna) ritornano…

Cristal 2008 etichetta

Grazie all’amicizia e alla stima di Jean-Baptiste Lécaillon, sono stato – permettetemi di dirlo, perché a volte mettere i puntini sulle ‘i’ è necessario – il primo al mondo fuori dalla maison Louis Roederer ad assaggiare il Cristal 2008. E sono stato il primo al mondo a tributargli il massimo punteggio: 100/100.

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L’identità di Ambonnay è Eric Rodez!

Champagne Les Fournettes 2009

Dopo Bouzy, visto che l’abbiamo chiamata in causa la scorsa settimana, è la volta di Ambonnay. Ma non in chiave di rivalità tra i due villaggi Grand Cru votati al Pinot Noir, bensì per parlare di produttori d’eccellenza. D’altronde, Ambonnay ne vanta diversi, a cominciare dall’oramai mitico Francis Egly (Champagne Egly-Ouriet), per passare al simbolo della biodinamica Benoît Marguet (Champagne Marguet) e fino al celebrato ‘naturalista’ Beaufort (Champagne André Beaufort). Ma Ambonnay significa anche Eric Rodez, soprattutto dovrei dire.

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Al debutto il 59° millesimato di Mumm

Recensione champagne Mumm millemimato 2012

Non riesco a darmi pace del fatto che ad aprile dell’anno prossimo Didier Mariotti lascerà definitivamente GH Mumm. Anche perché stava facendo uno splendido lavoro, ben al di là dall’essere concluso. Un lavoro che stava prendendo una svolta con l’arrivo del Grand Cordon, la naturale evoluzione del Cordon Rouge, che rimane ancora in gamma, però. E l’innovativa veste grafica del Grand Cordon ha anche rappresentato l’occasione per rivedere l’habillage di gran parte della gamma, alla quale non è stata estesa la bottiglia con il solco, bensì una grafica sulla medesima falsariga.

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Krug 1996: non c’è dubbio, è un capolavoro!

Krug Vintage 1996

Joseph Krug ha fondato la maison omonima e gettato le basi di uno stile diventato non solo un mito, ma un riferimento per tutti nel mondo dello champagne. Però è stato poi suo figlio (l’unico) Paul ad aver di fatto plasmato Krug. Ha acquistato il terreno a rue Coquebert dove Krug ha sede tuttora, soprattutto ha creato la Private Cuvée, proponendola come sans année e come millésime: in realtà sono proprio questi gli antenati di Grande Cuvée e Vintage rispettivamente.

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