Ca’ del Bosco, tra (belle) conferme e (non meno belle) sorprese

Ca' del Bosco

Andare in visita alla Ca’ del Bosco a Erbusco è una bellissima esperienza che si rinnova ogni volta. L’energia e l’ottimismo che respiri in questo luogo sono, probabilmente, nientedimeno che il riflesso del temperamento di quell’uomo che qui è cresciuto e vissuto, consacrandone lo spirito per sempre: Maurizio Zanella. Grande protagonista del mondo del vino italiano, ormai lo conosciamo tutti: un uomo innamorato della vita, dell’arte, dei viaggi, amante della perfezione e della raffinatezza.

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La Franciacorta secondo Arcari+Danesi

La Franciacorta, almeno nell’idea dei suoi fondatori, aveva tutti i requisiti per diventare zona d’elezione per le bollicine in Italia. Chi di loro aveva assaggiato quelle d’Oltralpe, infatti, intravide la possibilità di adottare un metodo di ormai collaudata funzionalità, il Méthode Champenoise, in una terra dove le affinità, ma anche le potenzialità economiche, erano alte. Effettivamente, il successo che ha avuto questa Denominazione nel panorama vitivinicolo, non solo italiano, è ormai assodato da tempo. Questa terra ci ha offerto, negli anni, grandi spumanti, spesso ineccepibili in termini di eleganza ed equilibrio.

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Palazzo Lana: le origini del Franciacorta e il futuro di Berlucchi

Berlucchi Palazzo Lana

Se volessimo definire il momento preciso in cui è stata sancita la nascita della Franciacorta, potremmo avvalerci di questa immagine: siamo nel 1955 e, nella splendida dimora del ‘500 che è Palazzo Lana, in una stanza chiamata ‘caminadù’ per via del maestoso camino in marmo di Botticin, Franco Ziliani, giovane e talentuoso enologo, incontra Guido Berlucchi, nobile vignaiolo discendente della famiglia Lana de’ Terzi. “Il maggiordomo mi scortò nel salotto di Palazzo Lana Berlucchi. Le note di ‘Georgia on my mind’ vibravano nell’aria: Guido Berlucchi era al pianoforte.

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Le bollicine di Moser: fierezza e gentilezza

Moser Trento Doc

Questa non è la storia di un uomo, un campione, un ciclista, bensì la storia di una famiglia, che da tre generazioni produce vini dalla personalità completamente adesa al suo territorio, il Trentino. Una piccola realtà nel mondo vitivinicolo incastonata tra queste montagne, non solo preposta alla produzione di vini spumanti, ma anche a quella di vini fermi, cristallini, solidi e freschi come il Müller-Thurgau, il Moscato Giallo e il Riesling Renano.

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Una ‘tesi’ da… bacio accademico

Barone Pizzini Tesi UNO

Come ho già scritto diverse volte, trovo che in Franciacorta, oggi, i produttori abbiano finalmente trovato il coraggio di sperimentare, tentare strade nuove e personali, senza tuttavia mai snaturare quella che è la personalità precipua di una Denominazione in grado di offrire, da sempre, vini di estrema eleganza, frutto, solarità. Un esempio ne è Barone Pizzini, che ha presentato, in occasione della celebrazione dei suoi 20 anni in viticoltura biologica (certificata), la sua ultima creazione: Tesi Uno, cuvée scaturita dalla volontà di riscoprire un antico vitigno di questa zona, l’Erbamat.

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Uberti: il quarantennale porta in dote un nuovo Franciacorta

Uberti Dequinque

Abbiamo già parlato della Franciacorta in diverse occasioni, ma è un dovere ricordare, ancora una volta, come questa Denominazione abbia goduto certamente di un successo eccezionale, capace di dare impulso e iniezione di fiducia a tutta la produzione spumantistica italiana, ma anche come sia stata, a sua volta, vittima di parecchi pregiudizi che ancora oggi tentano di relegarla a un territorio che vive di una condizione climatica troppo esotica, con vini dalle acidità che faticano a decollare e dalla personalità non definita.

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Debutta l’attesissimo Giulio Ferrari Rosé!

Giulio Ferrari Rosé

Era diventato una specie di segreto di Pulcinella, tutti ne parlavano, si vociferava di presentazioni imminenti, l’attesa cresceva… alla fine è finalmente caduto il velo e il Giulio Ferrari Rosé si è svelato al pubblico! E, lo dico subito, la classe e l’intensità che lo caratterizzano sono, a dir poco, disarmanti. Non ci si aspettava, infatti, che il nuovo nato di casa Ferrari esordisse in modo così risoluto, deciso, quasi a voler mettere a tacere, sin dal principio, qualsiasi pregiudizio in fatto di rosé. I principali portatori stilistici, qui, sono autorevolezza e solennità.

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Ca’ del Bosco cala l’asso con la Annamaria Clementi 2009…

Annamaria Clementi 2009

Franciacorta di prestigio che rivaleggia con pochissime altre etichette (di fatto una sola altra…) per il trono delle bollicine italiane, la Annamaria Clementi è stata, a sorpresa e in anteprima mondiale, presentata nella sua nuova annata 2009 lunedì scorso nella incredibile sede di Erbusco.

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Annamaria Clementi: il top secondo Ca’ del Bosco

Ca' del Bosco Annamaria Clementi

Ci eravamo lasciati a metà febbraio parlando della Cuvée Prestige e, come promesso, ritorniamo a Erbusco per parlare stavolta dell’ultimo capolavoro di casa Ca’ del Bosco, ovvero la Annamaria Clementi, con il nuovo millesimo 2008 che avevamo già scoperto come Rosé ma non ancora in bianco. Etichetta di punta di Ca’ del Bosco, la Annamaria Clementi è una bottiglia dalla storia affascinante perché, come sappiamo, è stata dedicata da Maurizio Zanella, a partire dal 1989, a sua mamma, fondatrice dell’omonima azienda e, in un certo senso, deus ex machina del futuro del figlio.

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Lini, il Lambrusco e quello che non ti aspetti proprio

Lambrusco Lini Metodo Classico Rosso 2005

Scrivo queste righe reduce da una bellissima degustazione che mi ha veramente colpito, quindi mi perdonerete alcune esternazioni un po’ filosofico/riflessive prima di entrare nel vivo… Primo: il vino è piacere. Non lo dimenticate mai. A volte questo piacere può essere inteso come immediata accessibilità, e ci sta, specialmente nell’ottica del grande pubblico; altre volte, invece, può diventare complessità, articolazione, ovviamente nel caso degli appassionati. Secondo: l’Italia vinicola è veramente strana.

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