Dom Pérignon Œnothèque Rosé: a tu per tu con il “secondo”

Etichetta di champagne dom pérignon rosé 1992

Nel 2000, Richard Geoffroy, oramai chef de cave di Dom Pérignon da quattro anni, lanciò il “Programma Œnothèque”, la massima espressione di questo grande champagne nonché la più affascinante dimostrazione delle sue eccezionali capacità di maturazione. Dopo aver varato il “Programma Œnothèque” nel 2000, Richard Geoffroy lo estende anche ai Rosé 10 anni più tardi. Facendo nuovamente centro. Ma, stupendo un po’ tutti, esattamente dieci anni più tardi il geniale Richard concede il bis estendendo il programma anche al Rosé.

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San Valentino: all’insegna dello champagne, ma senza follie…

Foto emblematica ripresa dal sito Vitisphere.com, il primo a dare la singolare notizia, poi ripresa da molti altri, anche in Italia. Il fatto che lo champagne sia, oltre che il “re dei vini”, anche un simbolo del lusso, della festa, delle celebrazioni ha portato a diverse bizzarrie, per non dire vere e proprie storture. Ma quando pensavo di averle viste proprio tutte, comprese le “frizzanti” esternazioni di rapper & Co, eccone una nuova: in occasione di San Valentino, pare che l’hotel extra lusso di Londra Cadogan proponga un esclusivo “bagno di champagne”.

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La Grande Anné Rosé 2002: squisito capolavoro

Sede Bollinger

Meno male che Bollinger non ha il rosé nella sua tradizione, perché altrimenti non oso immaginare cosa sarebbe stata capace di fare! Infatti, le proposte in rosa della maison di Aÿ si sono sempre mosse su livelli di eccellenza, tanto il millesimato La Grande Année Rosé, quanto il non millesimato Spécial Cuvée Rosé. E pensare che finché al timone di Bollinger c’era M.me Lily, il rosé era visto con molto scetticismo, quindi non prodotto.

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