Rendez-vous con Billecart-Salmon: arriva il Meunier!

Champagne Billecart-Salmon N° 1

Nel corso del mio primo viaggio dopo il confinamento mi ero ripromesso un passaggio da Billecart-Salmon. Il passaggio sta diventando una bella abitudine perché, amicizie a parte, la maison di Mareuil sta mostrano una notevole progressione e, considerando che si trovava già a un eccellente livello, l’ambizione al vertice appare tutt’altro che velleitaria. Comunque, l’appuntamento era per il 17 giugno con Antoine Roland-Billecart, per una chiacchierata in funzione del mio libro La Mia Champagne, a seguire una degustazione con lo chef de cave Florent Nys.

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L’asso nella manica di Billecart è lo Chardonnay

Billecart-Salmon Blanc de Blancs

Grande novità! Ha debuttato ieri il ‘Club LeMieBollicine’ una nuova  piattaforma, legata al sito, con accesso ad abbonamento annuale nella quale troverete tutte e cinque le edizioni della guida Grandi Champagne consultabili da remoto (con ottimizzazione sia desktop, che dispositivi mobili). La grafica innovativa e il potente motore di ricerca permettono una consultazione rapida ed efficiente, ma non mancano dei plus come lo sviluppo della propria cantina e la possibilità di inserire le proprie note di degustazione.

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Il ritorno alle origini di Mathilde va a zero

Blanc de Blancs Brut Nature Rochet-Bocart

Tanto questo sito quanto la guida Grandi Champagne 2020-21 (e pure la specifica diretta su Instagram…) hanno portato alla ribalta Mathilde Devarenne, giovane vigneronne, champenoise purosangue, mamma affettuosa. Gli champagne interamente firmati da Mathilde sono sul mercato da poco più di anno, ma questa ragazza dal dinamismo travolgente ha saputo farsi apprezzare sin da subito per la personalità dei suoi vini frutto di idee ben chiare e di tanta, tanta passione.

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Eric Taillet e l’essenza del suo territorio

Champagne Eric Taillet Bansionensi

Dimenticato per anni, al punto che i vigneron avevano difficoltà a venderlo ai négociant, man mano il Meunier ha suscitato sempre più interesse, tanto da essere oggi proposto da parecchi produttori, perfino alcuni di primissimo piano del calibro di Egly-Ouriet. In passato un solo nome svettava quando si parlava di questa varietà in purezza, il grande René Collard, ma, paradossalmente, il vigneron di Reuil è stato valorizzato soltanto parecchi anni più tardi; invece la successiva riscoperta del Meunier ha visto diversi attori in campo.

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Lo champagne di piacere secondo Erick De Sousa

Champagne De Sousa Caudalies

In questi giorni complicati, di confino a casa, sto cercando di confrontarmi con gli appassionati con uno strumento in più: le dirette su Instagram. Nel corso di queste, la domanda più frequente è cosa penso di questo o quello champagne (l’importante è che piaccia a voi, non a me!), che spesso si trasforma nella fatidica “qual è il migliore champagne?”.

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Billecart-Salmon rompe le regole dei non dosati

Ne ho parlato più volte: il trend dei non dosati ha oramai colpito stabilmente anche la Champagne e il suo vino. Così, se ora praticamente tutti i produttori propongono un extra-brut, moltissimi di questi firmano anche un pas dosé. E, sebbene le ultime annate, sempre più calde, abbiano reso decisamente più agevole fare uno champagne privo di liqueur, questo tipo di champagne resta comunque insidioso, richiedendo ratiocinio e savoir-faire.

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De Sousa festeggia e fa ancora una volta centro!

Degustazione champagne De Sousa Avec le Temps

Il 2020 è un anno importante per De Sousa, visto che segna per il vigneron di Avize i 10 anni di coltura ‘bio’ (biologica e biodinamica) delle proprie vigne, nonché i 10 anni di certificazione in tal senso (la AB, la Demeter è arrivata nel 2013). Si parla tanto di diversi produttori champenois come precursori, totem, guru eccetera della biodinamica, ma si dimentica che De Sousa è stato tra i primi, dopo aver già iniziato il lavoro dei suoli sul finire degli anni ’80, ed è oggi tra i più rigorosi biodinamici in assoluto.

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Tutto il genio di Eric Taillet per il Meunier al top!

Champagne Eric Taillet Exclusiv’T

Da qualche anno stiamo assistendo a un tale ritorno al Meunier da poter quasi parlare di moda. Speriamo di non sfociare negli eccessi, ma sono abbastanza confidente in tal senso. Però, sembra quasi un secolo da quando Jérôme Prevost si è prepotentemente proposto alla ribalta mondiale presentando uno champagne fatto di solo Meunier. Uno champagne peraltro eccellente, che era tale ed è perfino migliorato, ma questo lo sapevamo, lo sappiamo. Per carità, gli champagne da Meunier in purezza si son sempre fatti, ma erano tutt’altro che noti a apprezzati.

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Tutta la bravura di Adrien Dhondt

Dhondt Grellet Les Terres Fines

Mi perdoneranno i tanti appassionati per la latitanza degli articoli qui sul sito, ma siamo stati a dir poco presi dalla chiusura della nuova edizione (2020-21) di Grandi Champagne. Ma ci siamo: da oggi, martedi 19 novembre, tutte le pagine sono in tipografia – finalmente! – e dovremmo avere le copie per fine mese, al massimo i primissimi giorni di dicembre. Un ‘ritardo’ di una quindicina di giorni rispetto alla scorsa edizione, ma ce l’abbiamo messa tutta per fare un’edizione ancora migliore, nonché con più pagine.

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Alfred Gratien Brut: ancora tu?

Recensione champagne Alfred Gratien Brut

In Grandi Champagne 2018-19 faceva il suo ingresso Alfred Gratien, una piccola maison che è un vero baluardo della tradizione champenoise (fermentazione in legno, niente malolattica e, in alcuni casi, tiraggio ‘bouchon liège’), ma è anche un nome che gode di un’altissima considerazione presso gli stessi champenois. Essendo un debutto, abbiamo dovuto un po’ ‘prendere le misure’ ad Alfred Gratien, cosa fatta visitandola diverse volte fino a oggi, confrontandosi con il suo ottimo chef de cave, Nicolas Jaeger, assaggiando vins clairs, champagne del passato, del presente e del futuro.

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