Composizione parcellare per la novità di Eric Taillet

Recensione Des Grillons aux Clos

Tra gli champagne che personalmente stappo quando ho semplicemente voglia di un calice per il puro piacere di berlo, quindi senza coinvolgere il mio lato da critico, c’è, tra gli altri, l’Exlusiv’T, il non millesimato di Eric Taillet. Oggettiva bravura a parte, questo vigneron mi ha fatto scoprire un lato del Meunier che non conoscevo e che mi è piaciuto tantissimo. Soprattutto nella declinazione rappresentata da questa etichetta, che è la più semplice della gamma.

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Champagne Geoffroy: abilità, attenzione ai dettagli, passione

Champagne Geoffroy Pureté

Come ho scritto nel libro ‘La Mia Champagne’, i vecchi champenois dicono che un produttore si giudica dalla qualità del suo sans année. Io aggiungo che si giudica ancor meglio assaggiando questo stesso sans année senza dosaggio, in modo da apprezzarlo nella sua più limpida purezza e verificarne così l’equilibrio. Ebbene, deve aver pensato proprio questo Jean-Baptiste Geoffroy quando ha creato il suo Pureté e lo ha battezzato così.

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Il primo, vero Charles di Cyril Brun è anche migliore!

Recensione Charles Heidsieck Brut Réserve

Un mesetto fa abbiamo conosciuto da vicino la ‘Collection Crayères’ 2020 di Charles Heidsieck, che per questa edizione prevede quasi interamente dei vecchi Brut Réserve, quando si chiamavano anche ‘Mise en Cave’. Dei ‘semplici’ sans année, quindi, anzi in teoria, ma con quindici, venti, anche trenta e più anni sulle spalle, soprattutto in forma a dir poco strepitosa, cosa a senza dubbio inusuale per champagne di questa categoria.

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Chi la dura la vince: il nuovo rosé di Trousset è ottimo!

Champagne Trousset Le Rosé

Conosco Jean-Philippe Trousset oramai da un po’. Me lo presentò, insieme a sua moglie Karine, Marie Doyard in occasione di un piccolo salone dei vigneron a Reims, era il 2016, se non erro. Mi colpirono subito la pulizia e la precisione degli champagne, la loro fresca e accessibile bevibilità senza scadere nella banalità. Quegli champagne sino poi arrivati in Italia grazie all’iniziativa di Alberto Massucco, comunque non ho mai smesso di passare a trovare Jean-Philippe e Karine, almeno un paio di volte l’anno.

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Rendez-vous con Billecart-Salmon: arriva il Meunier!

Champagne Billecart-Salmon N° 1

Nel corso del mio primo viaggio dopo il confinamento mi ero ripromesso un passaggio da Billecart-Salmon. Il passaggio sta diventando una bella abitudine perché, amicizie a parte, la maison di Mareuil sta mostrano una notevole progressione e, considerando che si trovava già a un eccellente livello, l’ambizione al vertice appare tutt’altro che velleitaria. Comunque, l’appuntamento era per il 17 giugno con Antoine Roland-Billecart, per una chiacchierata in funzione del mio libro La Mia Champagne, a seguire una degustazione con lo chef de cave Florent Nys.

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L’asso nella manica di Billecart è lo Chardonnay

Billecart-Salmon Blanc de Blancs

Grande novità! Ha debuttato ieri il ‘Club LeMieBollicine’ una nuova  piattaforma, legata al sito, con accesso ad abbonamento annuale nella quale troverete tutte e cinque le edizioni della guida Grandi Champagne consultabili da remoto (con ottimizzazione sia desktop, che dispositivi mobili). La grafica innovativa e il potente motore di ricerca permettono una consultazione rapida ed efficiente, ma non mancano dei plus come lo sviluppo della propria cantina e la possibilità di inserire le proprie note di degustazione.

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Il ritorno alle origini di Mathilde va a zero

Blanc de Blancs Brut Nature Rochet-Bocart

Tanto questo sito quanto la guida Grandi Champagne 2020-21 (e pure la specifica diretta su Instagram…) hanno portato alla ribalta Mathilde Devarenne, giovane vigneronne, champenoise purosangue, mamma affettuosa. Gli champagne interamente firmati da Mathilde sono sul mercato da poco più di anno, ma questa ragazza dal dinamismo travolgente ha saputo farsi apprezzare sin da subito per la personalità dei suoi vini frutto di idee ben chiare e di tanta, tanta passione.

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Eric Taillet e l’essenza del suo territorio

Champagne Eric Taillet Bansionensi

Dimenticato per anni, al punto che i vigneron avevano difficoltà a venderlo ai négociant, man mano il Meunier ha suscitato sempre più interesse, tanto da essere oggi proposto da parecchi produttori, perfino alcuni di primissimo piano del calibro di Egly-Ouriet. In passato un solo nome svettava quando si parlava di questa varietà in purezza, il grande René Collard, ma, paradossalmente, il vigneron di Reuil è stato valorizzato soltanto parecchi anni più tardi; invece la successiva riscoperta del Meunier ha visto diversi attori in campo.

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Lo champagne di piacere secondo Erick De Sousa

Champagne De Sousa Caudalies

In questi giorni complicati, di confino a casa, sto cercando di confrontarmi con gli appassionati con uno strumento in più: le dirette su Instagram. Nel corso di queste, la domanda più frequente è cosa penso di questo o quello champagne (l’importante è che piaccia a voi, non a me!), che spesso si trasforma nella fatidica “qual è il migliore champagne?”.

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Billecart-Salmon rompe le regole dei non dosati

Ne ho parlato più volte: il trend dei non dosati ha oramai colpito stabilmente anche la Champagne e il suo vino. Così, se ora praticamente tutti i produttori propongono un extra-brut, moltissimi di questi firmano anche un pas dosé. E, sebbene le ultime annate, sempre più calde, abbiano reso decisamente più agevole fare uno champagne privo di liqueur, questo tipo di champagne resta comunque insidioso, richiedendo ratiocinio e savoir-faire.

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