Non solo Pinot Noir per il bravo Benoît Lahaye…

Recensione Benoît Lahaye Blanc de Blancs

Nonostante sia un produttore piccolino, Benoît Lahaye ha saputo imporsi all’attenzione degli appassionati. Non solo di quelli fortemente inclini agli champagne cosiddetti ‘bio’, ma di tutti. Infatti, nonostante venga fatto passare come una sorta di totem del ‘bio’, Benoît può vantare una gamma di champagne bellissimi, caratterizzati da energia, tensione, lodevole equilibrio e, soprattutto, mai rustici o improbabili. Ancor meglio la definizione dell’amico appassionato Marcello Bergonzini, che trova gli champagne di Lahaye “sani”: meglio di così! Personalmente, credo che il suo Blanc de Noirs sia tra i migliori Pinot Noir in purezza di Champagne.

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Ma quanto è buona la 737 D.T. di Jacquesson!

Etichetta Jacquesson Cuvée 737 D.T.

Lo scorso anno, a fine giugno, ebbi l’enorme piacere di partecipare a un’incredibile degustazione da Jacquesson insieme a Vania Valentini. I fratelli Chiquet volevano avere l’opinione di alcuni amici (oltre a noi c’erano, ad esempio, il grande sommelier Philippe Jamesse, lo chef tristellato Arnaud Lallement e altri) sui prossimi Lieux-Dits, i 2008 e i 2009, e decidere quale far uscire prima tra le due annate.

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Caspita che bello champagne il Dosage : Zéro di Bruno Paillard!

Champagne Bruno Paillard Dosage Zéro

In tempi assolutamente non sospetti (1985), Bruno Paillard iniziò a pensare a uno champagne non dosato. Anzi, lo creò proprio (Brut Zero), salvo rendersi subito conto che sarebbe stato prematuro – il mercato non era ancora pronto per uno champagne del genere – e che lo stesso champagne era “un pochino aggressivo”. Così quelle bottiglie rimasero in cantina. All’epoca, il clima della Champagne ben diverso dall’attuale (ne parlerò in dettaglio nel libro La Mia Champagne) rendeva complicato lo sviluppo di uno champagne senza zucchero aggiunto, a meno di non rischiare appunto eccessive durezze.

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Oltre il dosage zéro: la scommessa (vinta) di Nicolas Jaeger

Champagne Alfred Gratien Cuvée 565 Brut

Non ho mai nascosto la mia personale predilezione per Alfred Gratien e, anche alla luce dell’eccellente reputazione di cui gode la maison nella stessa Champagne, non credo proprio di… essere fuori strada! Alfred Gratien è un baluardo della tradizione champenoise (vini con pH molto bassi poi fermentati in legno senza malolattica) e gli champagne sono innegabilmente gradevoli, nonché tesi e succosi.

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Billecart-Salmon e il legno: un incontro perfetto

Champagne Billecart-Salmon Brut Sous Bois

La fermentazione in acciaio a bassa temperatura è da diversi decenni un vanto di Billecart-Salmon. Fu introdotta da Jean Roland-Billecart (a 96 anni tuttora in maison ogni giorno!), già ideatore del doppio debourbage a freddo, per preservare gli aromi: fermentando a 13°C, il processo dura tre settimane, quindi è estremamente più lento della norma. Ed è la sola maison de champagne a farlo su tutta la gamma, anche nel caso del legno.

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Una figlia e un blanc de blancs inusuale, ma… buonissimo!

Champagne Blanc Pur Chardonnay Anna T

A ‘Modena Champagne Experience’ dello scorso anno, uno degli champagne che ha ricevuto i maggiori favori del pubblico, tanto da risultare ‘esaurito’ già nel pomeriggio del primo giorno, è stato il blanc de blancs di Trousset-Guillemart. Un produttore che oramai abbiamo imparato a conoscere e che si sta facendo apprezzare rapidamente in Italia egli stesso, soprattutto con i suoi Crème Brut e Rosé.

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Altro gran bello champagne in casa Duval-Leroy: è la volta del Pur Chardonnay

Duval Leroy Pur Chardonnay

Il 2017 si è chiuso in maniera estremamente positiva per lo champagne e il mercato ha fatto segnare il record di sempre per quanto riguarda il fatturato. Ciò nonostante, la parte del leone continuano a farla i brut sans année, con una quota in volume dell’80% e in valore del 67,2%: saranno pure gli champagne con meno appeal, ma alla fine sono loro a fare il mercato… Così oggi parlo proprio di un non millesimato, un ottimo non millesimato che rappresenta anche una nuova uscita nella categoria.

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Lanson, la malolattica e il prossimo Black Label (senza gridare allo scandalo, anzi…)

Maison Lanson

Quando riesco, passo sempre volentieri da Lanson. È una maison che mi piace, perché i suoi champagne sono sempre convincenti, perché ha una collezione di vecchie annate veramente notevole, perché ha saputo mantenere stile e qualità a dispetto delle vicissitudini (nient’affatto facili tra il 1991 e il 2006…), perché è fatta da bellissime persone. Dall’abilissimo presidente Philippe Baijot al mio caro amico Olivier de la Giraudière, fino allo chef de cave Hervé Dantan, uno che sa davvero il fatto suo ma è fin troppo riservato.

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È finalmente tornata la Special Cuvée! Quella di una volta…

Champagne Bollinger Special Cuvée

Dal 1911 la Special Cuvée rappresenta lo champagne più importante per Bollinger e anche nel XXI secolo, dopo una piccola evoluzione, riveste questo ruolo da protagonista. Non vorrei passare per un ‘laudator temporis acti’, ma ci sono alcuni champagne del passato (peraltro neanche tanto remoto…) il cui gusto porterò sempre con me e che con le evoluzioni attuali della medesima etichetta non ho più ritrovato.

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Anteprima Charles Heidsieck: ecco il Blanc de Blancs!

Charles Heidsieck Blanc de Blancs

Se ne parlava da un po’, al punto da essere diventato un altro dei segreti di Pulcinella della Champagne: Charles Heidsieck aveva pronto nel cassetto, ops… nelle crayères, un nuovo champagne, un blanc de blancs, segnatamente. Ovviamente, appena saputo avevo iniziato un vero e proprio assedio a Cyril Brun, lo chef de cave che conosco sin dai primissimi anni in VCP, e, alla fine, individuiamo la data utile nel 18 dicembre dello scorso anno, il giorno prima della nostra consueta ‘Cena di Natale’.

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