Buone nuove, anzi… ottime nuove dalla Franciacorta

Franciacorta Le Vedute Rosé

Continua perentoria la direzione della Franciacorta verso una viticoltura e un’enologia sempre più sensibili alle esigenze della ‘bollicina’ contemporanea di cui sono, fortunatamente, testimone ormai da anni in prima persona. Un balzo in avanti sinonimo di maturità per questa regione vitivinicola che vede le sue prime bottiglie di vini spumanti nel 1961 e che ci ha offerto, nel tempo, grandi etichette, ineccepibili in termini di eleganza ed equilibrio, ma che oggi porta in dote un’immagine tutta nuova, quantomeno aggiornata.

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Ca’ del Bosco e il credo rigoroso del vino

Ca' del Bosco 2017

Premessa. Anzi, doppia premessa. La prima: per gusto personale un vino può non piacere, ci mancherebbe. Ma da qui a criticarlo aspramente, ovvero sminuirne la fattura solo per pregiudizio, ne corre. Seconda: solo lo stolto non cambia idea. Certo, ci vuole coraggio per farlo, ma poi credo che questo sia segno di onestà intellettuale e di crescita personale. Purtroppo, nella società odierna questi due aspetti sono largamente deficitari. Pace. Tutto questo per dire che avevo un’opinione profondamente errata dalla Cuvée Prestige di Ca’ del Bosco.

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Un grande uomo, sua madre e un Franciacorta d’eccezione

ca del bosco

A ben pensarci trovo il nome di questa bottiglia il più regale, imponente, affascinante di tutti. Quanta forza, e quanta poesia! Quella che solo un nome di donna può possedere, magnificato dal fatto che qui la donna in questione è prima di tutto, una mamma. Mamma alla quale il figlio ha dedicato questa cuvée, oggi indiscutibilmente una delle due più importanti nel panorama italiano delle bollicine e che quando incontri nella gigantografia che la ritrae nei moderni corridoi della cantina di Erbusco ti sorride, dolce e sorniona, ben consapevole dello straordinario risultato conseguito.

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