Ca’ del Bosco e il credo rigoroso del vino

Ca' del Bosco 2017

Premessa. Anzi, doppia premessa. La prima: per gusto personale un vino può non piacere, ci mancherebbe. Ma da qui a criticarlo aspramente, ovvero sminuirne la fattura solo per pregiudizio, ne corre. Seconda: solo lo stolto non cambia idea. Certo, ci vuole coraggio per farlo, ma poi credo che questo sia segno di onestà intellettuale e di crescita personale. Purtroppo, nella società odierna questi due aspetti sono largamente deficitari. Pace. Tutto questo per dire che avevo un’opinione profondamente errata dalla Cuvée Prestige di Ca’ del Bosco.

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Un grande uomo, sua madre e un Franciacorta d’eccezione

ca del bosco

A ben pensarci trovo il nome di questa bottiglia il più regale, imponente, affascinante di tutti. Quanta forza, e quanta poesia! Quella che solo un nome di donna può possedere, magnificato dal fatto che qui la donna in questione è prima di tutto, una mamma. Mamma alla quale il figlio ha dedicato questa cuvée, oggi indiscutibilmente una delle due più importanti nel panorama italiano delle bollicine e che quando incontri nella gigantografia che la ritrae nei moderni corridoi della cantina di Erbusco ti sorride, dolce e sorniona, ben consapevole dello straordinario risultato conseguito.

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