Extra Age: la scommessa vinta di Lanson

Nel 2010, nel corso di una sontuosa cerimonia a Versailles per festeggiare i 250 anni di storia, Lanson presentava un nuovo champagne, l’Extra Age Brut. Plasmato dal mitico chef de cave Jean Paul Gandon, era un assemblaggio a leggera prevalenza di Pinot Noir sullo Chardonnay, nel rispetto dello stile della maison e, soprattutto, novità assoluta per Lanson, era basato su un’armonica unione di tre annate.

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Billecart-Salmon e quel capolavoro della Cuvée Louis (già Blanc de Blancs Millésime)

Quattro anni fa, in occasione di una visita da Billecart-Salmon con annessa sontuosa verticale di Cuvée Nicolas François , confessai piuttosto spudoratamente che avrei preferito trovare il Blanc de Blancs Millésime al posto dello champagne che omaggia il fondatore… Poi, nonostante la mia predilezione per lo Chardonnay, quella degustazione fu a dir poco magnifica, ma sono sempre rimasto con il desiderio di fare un bell’assaggio di quello champagne che adoro sin da quando lo ricordo con l’etichetta gialla.

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Bella verticale di Mémoire de Vignes, 2011-2002

Nelle varie edizioni della guida Grandi Champagne c’è un produttore poco conosciuto (ingiustamente…) che s’è sempre fatto valere. Parecchio. Tanto che già nell’edizione 2016-17 ha guadagnato la menzione di ‘Producteur d’Excellence’. È Michel Arnould, RM di Verzenay che produce ogni anno poco più di 100.000 bottiglie di eccellente qualità, tutte, ovviamente legate a doppio filo al Pinot Noir. Quello della parte nord della Montagne de Reims, quindi più teso e minerale.

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Il perché della grandezza di Fabrice Gass, meglio noto come Champagne Alexandre Filaine

Novembre 2017, mi arriva un sms da Fabrice Gass: “Ciao Alberto, sto preparando un piccolo viaggio negli anni ’90, in magnum. Non ho ancora finito il remuage, ma pensa a trovare il tempo per la degustazione”. E mi allega la foto della piccola pupitre che vedete sotto con le magnum in fase di remuage… Trovare il tempo? Accidenti! Gli rispondo che mi sta facendo un regalo e che la cosa, vista la sua eccezionalità, richiede adeguata organizzazione.

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Dom Pérignon: dalla durezza della pietra nasce il suo contrario

Torniamo a parte di Dom Pérignon Vintage in verticale, con ancora maggiore profondità e soprattutto con giusto un anno in più di invecchiamento. E le sorprese non sono mancate… Ma lascio la parola a Vania per il suo racconto. Alberto Lupetti La scorsa settimana ho avuto il grandissimo onore di essere ospitata all’Abbazia di Hautvillers per una memorabile degustazione con il mitico, insuperabile per estro e genialità, Richard Geoffroy.

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Champagne Mumm: ancora tu con la Lalou…

Fa quasi rima, ma anche lo scorso anno abbiamo rispettato quella che è nel frattempo diventata una piacevolissima tradizione ogni fine d’anno: la degustazione con Didier Mariotti, chef de cave di Mumm, e il successivo pranzo insieme per celebrare le feste di fine anno. Il tutto, come sempre, abilmente organizzato da Laura Sileo, Brand homes & education director di Martell, Mumm e Perrier-Jouët.

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La grande verticale di Belle Èpoque all’Enoteca Pinchiorri

(II PARTE) Come promesso, entriamo nel vivo del racconto della bella verticale di Belle Èpoque tenutasi all’Enoteca Pinchiorri. Nel vivo perché vede protagoniste una serie di annate eccezionali e tuttora inimitate in Champagne. A cominciare dalla 1998, che non è stata solo una splendida annata (la ‘regola’ dell’8, come mi piace ricordare…), ma anche una estremamente simbolica per Perrier Jouët, scelta per celebrare il Bicentenario della sua fondazione e, quindi, per la cantina dedicata.

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10 annate di Belle Èpoque, Hervé Deschamps, un gruppo di amici e… la cucina dell’Enoteca Pinchiorri

(I PARTE) Avevamo mancato, il sottoscritto e quel gruppo di grandi appassionati che sono Orazio Vagnozzi, Marco Maffei, Maurizio Tarquini, Roberto Schneuwly (Stefano Azzolari era purtroppo assente per impegni improrogabili) per il nostro classico appuntamento annuale, iniziato con Dom Pérignon e proseguito con Krug, nel senso che nel 2016 non eravamo riusciti a vederci.

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Anteprima champagne: il Vintage 2008 di Piper. Ma non solo…

In occasione dell’anteprima assolutamente inedita della Rare Rosé, avevamo anche accennato allo splendido contesto in cui avevamo assaggiato questo champagne, ovvero una straordinaria degustazione da Piper-Heidsieck con il mitico Régis Camus e chi ne riceverà il testimone ufficialmente il prossimo anno, la brava e riservata Séverine Frerson.

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Il Clos du Moulin di Cattier in verticale!

Quando iniziai a muovere i primi passi nel mondo dello champagne, mi feci una cultura sui testi di Tom Stevenson, all’epoca senza dubbio il riferimento per lo champagne. Così, se oggi amo Vilmart, ad esempio, lo devo a lui, ma anche la scoperta di Cattier va ricondotta ai suoi scritti. E, a proposito di Cattier, rimasi colpito dalla considerazione del critico britannico per il loro champagne di punta, il Clos du Moulin.

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