Semplicemente strepitoso il Krug Clos du Mesnil 2004…

Certamente sotto l’influsso della Borgogna, in Champagne l’idea del singolo vigneto ha sempre esercitato un fascino, un richiamo di estrema importanza, ispirando i vigneron più ambiziosi e incoraggiandoli a ricercare quelle sfumature esclusive e prodigiose che solo pochissimi, tuttavia, sono riusciti a ottenere. Ciò nonostante, ci sono alcuni (e sono veramente pochi…) vigneti che, per via della loro personalità unica, hanno convinto i loro proprietari a intraprendere la strada del ‘solo’ a prescindere dalla pregiata Regione più a sud.

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Ca’ del Bosco cala l’asso con la Annamaria Clementi 2009…

Franciacorta di prestigio che rivaleggia con pochissime altre etichette (di fatto una sola altra…) per il trono delle bollicine italiane, la Annamaria Clementi è stata, a sorpresa e in anteprima mondiale, presentata nella sua nuova annata 2009 lunedì scorso nella incredibile sede di Erbusco.

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Mamma Mia celebra l’eccellenza del Cristal 2008

Quando: 18 settembre 2018 Dove: Ristorante Mamma Mia, Roma Evento: una con menu di pesce e Cristal 2008 Prenotazioni: 06/85351995 Le degustazioni dell’ultima edizione della guida (Grandi Champagne 2018-19) si sono tenute in due sedi, due ristoranti d’eccezioni che amo particolarmente. La Stella d’Oro di Soragna (PR) e Mamma Mia a Roma. Ecco, quest’ultimo, o meglio il suo titolare Daniele Agosti, l’ho conosciuto soltanto a inizio 2017, ma la sua passione per lo champagne, la bellezza del locale, la gustosità della sua cucina mi hanno subito impressionato.

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Vendemmia in Champagne: mai vista una simile!

La vendemmia in Champagne è praticamente finita. I più hanno terminato e solo chi ha iniziato più tardi (ad esempio, Anselme Selosse è stato tra gli ultimissimi, avendo cominciato a raccogliere solo il 4 settembre ad Ambonnay) sta portando in cantina gli ultimi grappoli. Quindi le uve sono arrivate ai pressoir, sono state delicatamente spremute (è incredibile quanto sia soffice la pressatura in Champagne: al termine, tra le vinacce, ci sono ancora diversi acini integri!) e poi i mosti sono passati nei tini o nei fusti di legno per la fermentazione.

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La grandezza di Laurent-Perrier ha nome e cognome: Michel Fauconnet!

Se la maison di Tours-sur-Marne (ma anche le due di Le-Mesnil, quindi Salon e Delamotte…) oggi rappresenta una delle eccellenze assolute di Champagne lo deve al suo chef de cave. Oddio, non fraintendetemi, è stato l’indimenticabile Bernard de Nonancourt a ricostruire Laurent-Perrier e portarla nell’Olimpo, ma il grand’uomo è stato tale anche perché ha saputo scegliere collaboratori eccezionali, con uno di questi in grado di dare perfettamente seguito alla sua opera dopo la sua scomparsa. E questi è Michel Fauconnet.

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Billecart-Salmon e il legno: un incontro perfetto

La fermentazione in acciaio a bassa temperatura è da diversi decenni un vanto di Billecart-Salmon. Fu introdotta da Jean Roland-Billecart (a 96 anni tuttora in maison ogni giorno!), già ideatore del doppio debourbage a freddo, per preservare gli aromi: fermentando a 13°C, il processo dura tre settimane, quindi è estremamente più lento della norma. Ed è la sola maison de champagne a farlo su tutta la gamma, anche nel caso del legno.

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Pochi giorni e inizia la vendemmia in Champagne!

Sabato scorso, 18 agosto, si è riunita a Epernay l’apposita commissione per decidere finalmente le date di inizio della vendemmia. La commissione, nell’individuare le date villaggio per villaggio, ha dichiarato che “le eccezionali condizioni climatiche della primavera e dell’estate ci danno l’opportunità di avere un millesimo molto bello nel 2018. Ancora una volta, dobbiamo trasformare quanto ci offrono la natura e il lavoro degli uomini attraverso giuste decisioni che nei prossimi giorni portino a raccogliere grappoli alla loro maturità ottimale.

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Bollinger e l’ultima La Grande Année del XX secolo. In rosa…

Peccato che non troppi champenois abbiano creduto nell’annata 2007, perché si sta rivelando veramente eccellente. Certamente non così ricca e strutturata come 2002 e 2008, ma con una tensione e una freschezza che conquistano inevitabilmente. Personalmente la preferisco alla 2009, ma tant’è.

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Le tre perle di Franck Bonville

È bravo Olivier Bonville, molto bravo, oltre a essere decisamente simpatico e affabile. Avevo incrociato più volte i suoi champagne e mi erano sempre piaciuti, ma ho iniziato a parlarne solo con l’ultima edizione della guida, quindi Grandi Champagne 2018-19. Ma per farmi perdonare recupererò rapidamente, perché se lo merita Olivier. Anzi, comincio da subito. Olivier Bonville, simpatico, affabile, tecnicamente preparatissimo.

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Una figlia e un blanc de blancs inusuale, ma… buonissimo!

A ‘Modena Champagne Experience’ dello scorso anno, uno degli champagne che ha ricevuto i maggiori favori del pubblico, tanto da risultare ‘esaurito’ già nel pomeriggio del primo giorno, è stato il blanc de blancs di Trousset-Guillemart. Un produttore che oramai abbiamo imparato a conoscere e che si sta facendo apprezzare rapidamente in Italia egli stesso, soprattutto con i suoi Crème Brut e Rosé.

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