È finalmente tornata la Special Cuvée! Quella di una volta…

Dal 1911 la Special Cuvée rappresenta lo champagne più importante per Bollinger e anche nel XXI secolo, dopo una piccola evoluzione, riveste questo ruolo da protagonista. Non vorrei passare per un ‘laudator temporis acti’, ma ci sono alcuni champagne del passato (peraltro neanche tanto remoto…) il cui gusto porterò sempre con me e che con le evoluzioni attuali della medesima etichetta non ho più ritrovato.

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Ma quanto è buono il Rosé di Trousset-Guillemart!

Non sono io a dirlo, nonostante l’ottimo giudizio in Grandi Champagne 2018-19, ma appassionati e non. Me ne sono reso conto negli ultimi giorni, essendo capitato in una serie di eventi più o meno informali nei quali questo champagne era presente. I feedback sono stati a dir poco positivi: questo champagne conquista letteralmente il grande pubblico, strappa commenti favorevoli agli appassionati.

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La rivincita della Cuvée 3A e una grande novità: il dégorgement tardif di DeSousa!

Oramai lo sapete: ogni volta che vado in Champagne passo a fare un saluto, anche breve, all’amico Erick De Sousa e alla sua bella famiglia. Anche stavolta e, pur non avendo in mente degustazioni, visto che si trattava effettivamente di un saluto unito alla necessità di parlare di alcune cose, alla fine abbiamo finito per assaggiare alcuni champagne particolari: con Erick non si scappa! Così abbiamo provato diverse ‘cosette’ e la più clamorosa è stata una Cuvée 3A della prima batteria, costituita da una mini verticale di questo champagne.

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Champagne Mailly e la linea ‘Le Terroir Chic’

Mailly-Champagne (per distinguerlo dall’altro villaggio nella Charolles…) è un piccolo paesino di 800 abitanti incastonato nel cuore del parco naturale della Montagne de Reims ed è, dei 17, il Grand Cru più a Nord, a soli 15 km dalla città dove, per secoli, vennero incoronati i Re di Francia. Ma Mailly Grand Cru è, eccezionalmente, anche il nome di una cooperativa produttrice di Champagne (CM – Coopérative de Manipulation). Probabilmente, una delle migliori.

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Extra Age: la scommessa vinta di Lanson

Nel 2010, nel corso di una sontuosa cerimonia a Versailles per festeggiare i 250 anni di storia, Lanson presentava un nuovo champagne, l’Extra Age Brut. Plasmato dal mitico chef de cave Jean Paul Gandon, era un assemblaggio a leggera prevalenza di Pinot Noir sullo Chardonnay, nel rispetto dello stile della maison e, soprattutto, novità assoluta per Lanson, era basato su un’armonica unione di tre annate.

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Anteprima Charles Heidsieck: ecco il Blanc de Blancs!

Se ne parlava da un po’, al punto da essere diventato un altro dei segreti di Pulcinella della Champagne: Charles Heidsieck aveva pronto nel cassetto, ops… nelle crayères, un nuovo champagne, un blanc de blancs, segnatamente. Ovviamente, appena saputo avevo iniziato un vero e proprio assedio a Cyril Brun, lo chef de cave che conosco sin dai primissimi anni in VCP, e, alla fine, individuiamo la data utile nel 18 dicembre dello scorso anno, il giorno prima della nostra consueta ‘Cena di Natale’.

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Annamaria Clementi: il top secondo Ca’ del Bosco

Ci eravamo lasciati a metà febbraio parlando della Cuvée Prestige e, come promesso, ritorniamo a Erbusco per parlare stavolta dell’ultimo capolavoro di casa Ca’ del Bosco, ovvero la Annamaria Clementi, con il nuovo millesimo 2008 che avevamo già scoperto come Rosé ma non ancora in bianco. Etichetta di punta di Ca’ del Bosco, la Annamaria Clementi è una bottiglia dalla storia affascinante perché, come sappiamo, è stata dedicata da Maurizio Zanella, a partire dal 1989, a sua mamma, fondatrice dell’omonima azienda e, in un certo senso, deus ex machina del futuro del figlio.

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Ma quanto è buono il Blanc de Blancs di Besserat!

Non è la prima volta che parlo di Besserat de Bellefon su questo sito, d’altronde non è solo stata una maison costantemente in primo piano sulla scena champenois, ma da quando è entrata in orbita BCC nel 2006, grazie a Philippe Baijot, ha vissuto una grandiosa operazione di rilancio, tecnica e umana, tanto che oggi può giustamente vantare il raggiungimento di nuovi e più ambiziosi traguardi qualitativi.

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Lini, il Lambrusco e quello che non ti aspetti proprio

Scrivo queste righe reduce da una bellissima degustazione che mi ha veramente colpito, quindi mi perdonerete alcune esternazioni un po’ filosofico/riflessive prima di entrare nel vivo… Primo: il vino è piacere. Non lo dimenticate mai. A volte questo piacere può essere inteso come immediata accessibilità, e ci sta, specialmente nell’ottica del grande pubblico; altre volte, invece, può diventare complessità, articolazione, ovviamente nel caso degli appassionati. Secondo: l’Italia vinicola è veramente strana.

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Jacquesson e la terza (e ultima…) annata del Clos

Nel corso dell’ultimo viaggio in Champagne non potevo non passare a salutare due cari amici come i fratelli Chiquet, alias Jacquesson, soprattutto per approfondire la loro decisione improvvisa di puntare l’anno prossimo sull’annata 2008 per i Lieux-Ditse rimandare ulteriormente l’uscita dei 2009. Mi spiegano che da loro la 2009 è stata superiore alla più blasonata 2008, proprio come avvenne con la 1989, migliore della 1988 nel caso di Jacquesson, da cui la decisione.

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