Charles Heidsieck rinnova anche lo champagne

Tante novità si succedono in questa maison di Reims: prima l’acquisizione giusto un anno fa da parte del Gruppo EPI, desideroso di riportare Charles e Piper Heidsieck sui livelli che competono loro; poi, da aprile di quest’anno, la distribuzione in Italia di Charles Heidsieck affidata a Philarmonica di Guido Folonari; infine, giusto ora, le prime novità in seno alla maison. Régis Camus, uno dei grandi chef de cave della Champagne.

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Roederer Rosé e Grana: coppia giovane ma già affiatata

Alle anteprime Louis Roederer, mancavano i rosé, pertanto è ora di rimediare.Iniziamo dal millesimato, assaggiato anche stavolta insieme allo chef de cave, l’amico Jean-Baptiste Lécaillon: è il 2007, quindi in “anticipo” di un anno (rimane sui lieviti 4 anni anziché 5) rispetto ai fratelli assemblaggio e Blanc de blancs.Ma in Roederer è sempre così per il millesimato in rosa (non per il Cristal, di cui parlerò in un’altra occasione, però…) perché mirano all’esaltazione dei profumi fruttati e della freschezza in questa loro etichetta, prodotta mediamente con 2/3 di Pinot Noir e 1/3 di Chardonnay.

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Champagne: consigli per l’estate

Siamo nel pieno della stagione calda, forse dovrei dire torrida, e qualcuno – beato lui – è già partito per le ferie, altri lo faranno durante questo mese o in quello canonico di agosto, qualcun altro, volente o nolente, è rimasto in città. In tutti i casi, una bella bottiglia potrebbe esaltare la vacanza o rendere meno pesante il tran tran cittadino e, in proposito, oggigiorno la bollicina è un vino in netta crescita anche durante l’estate.

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Una grande dama di nome e di fatto

Barbe Nicole Ponsardin, meglio nota come M.me Clicquot: in suo onore, in occasione del bicentenario della maison, fu lanciata La Grande Dame. Tra le più belle esperienze in assoluto in Champagne, ho un ricordo indelebile e non meno piacevole di una giornata passata, oramai tre anni or sono, insieme a Federico Angelini al bellissimo Manoir de Verzy, proprietà di Veuve Clicquot nel villaggio omonimo (100% Grand Cru) della parte nord della Montagne de Reims con annesso vigneto.

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Ercole Brovelli distribuisce Henri Giraud

Colpaccio della storica azienda milanese, che si è assicurata la distribuzione in esclusiva sul territorio italiano della maison di champagne Henri Giraud. La famiglia Giraud vive ad Aÿ dai tempi di Henri IV e lo champagne lo produce già dalla metà del 1700, collocandosi quindi tra i primissimi in assoluto. Ma il vero sviluppo, il raggiungimento dell’eccellenza assoluta, la maison l’ha raggiunto recentemente con Claude, dodicesima generazione della famiglia e attualmente alla guida della maison di famiglia insieme alla figlia Emmanuelle e, soprattutto, anima di tutti gli champagne prodotti.

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Dom Pérignon Œnothèque 1969: la perfezione (quasi) esiste

Sognare è lecito, quindi stavolta parlo di uno champagne davvero fuori dal comune. Ma non impossibile: seppure in quantità estremamente ridotta e a un prezzo superiore ai 1.000 euro, questa bottiglia è reperibile sul mercato. Mi riferisco all’Œnothèque 1969 di Dom Pérignon, un capolavoro che dall’altro dei suoi 43 anni dimostra inequivocabilmente tutta la sua eccezionalità. Œnothèque sì, ma non quello tradizionale (etichetta nera e fregi argento), bensì la sua massima declinazione (etichetta sempre nera, ma con fregi oro, detto anche “Commande Spèciale”).

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Bruno Paillard svela il suo millesimato 2002

Bruno Paillard, fondatore e anima della maison omonima. Sarà, ma più ribevo gli champagne di Bruno Paillard e più mi piacciono. Non ritengo siano champagne facili, anzi vanno capiti e credo sia per questo che conquistano con il tempo, con l’esperienza, con i riassaggi. Di questo produttore si è detto tutto e di più, si è straparlato della sua filosofia, delle sue idee sul dégorgement, quindi ne faccio un brevissimo “ripasso” prima di andare a scoprire questo nuova etichetta, o meglio, questa nuova annata del suo Assemblage millesimato.

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A tu per tu con Beppe Palmieri, tra champagne, consigli di abbinamento e riflessioni

Giuseppe (Beppe) Palmieri, classe 1975, materano di nascita ma modenese di adozione, è il maître dell’Osteria Francescana, il regno di Massimo Bottura. Preferisco definirlo maître e non semplicemente sommelier per diversi motivi. Innanzitutto, oggi sommelier è tanto l’appassionato di vino che fa il corso omonimo, quanto chi è professionista del vino come Beppe, pertanto un distinguo mi sembra quantomeno doveroso. Poi figure come quella di Beppe non solo consigliano il vino al tavolo, lo servono nelle condizioni migliori e sono i custodi della cantina, ma sono molto di più.

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Pizza e champagne: il “saltimbocca” di Enzo Coccia e il Mumm Blanc de blancs

Il “maestro pizzaiolo” Enzo Coccia, titolare de La Notizia al Vomero. L’Italia vanta un numero ineguagliabile di eccellenze gastronomiche ma, dovendone scegliere una sola quale simbolo universale, questa è certamente la pizza. Anzi, delle specialità italiane è la più diffusa e imitata, per questo c’è pizza e pizza. La migliore si fa certamente a Napoli, a opera di 5-6 pizzaioli veramente d’eccellenza, ma personalmente sono un fan di quella de La Notizia, il regno del “maestro pizzaiolo” Enzo Coccia. Enzo è l’erede di una famiglia di tradizione pizzaiola del centro storico di Napoli.

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Jacquart: qualità confortante, anche in rosa

Avevo avuto modo di parlare del rinnovamento dell’habillage degli champagne Jacquart, non mancando di ricordare come questi champagne sfoderino sempre un’ottima qualità, veramente degna di nota nei non millesimati, eccellente nella cuvée di punta Brut de Nominée. E l’ulteriore conferma l’ho, l’abbiamo avuta durante le degustazioni della guida “Grandi Champagne 2012”.

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