Da oggi Moët-Hennessy Italia distribuisce Ruinart

Prima con Krug e oggi con Ruinart la filiale italiana di Moët-Hennessy si uniforma alle altre di tutto il mondo distribuendo sul proprio territorio di competenza tutte le maison di champagne del gruppo destinate all’export, quindi Moët & Chandon, Dom Pierre Pérignon, Veuve Clicquot, Krug e, appunto dal 2 aprile, anche Ruinart. Che è la più antica maison di champagne in assoluto, fondata il 1 settembre 1729 da Nicolas Ruinart, nipote di Dom Thierry, monaco benedettino che unì le sue esperienze enologiche e le sue geniali intuizioni a quelle di Dom Pérignon.

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Dom Pérignon Œnothèque Rosé: a tu per tu con il “secondo”

Nel 2000, Richard Geoffroy, oramai chef de cave di Dom Pérignon da quattro anni, lanciò il “Programma Œnothèque”, la massima espressione di questo grande champagne nonché la più affascinante dimostrazione delle sue eccezionali capacità di maturazione. Dopo aver varato il “Programma Œnothèque” nel 2000, Richard Geoffroy lo estende anche ai Rosé 10 anni più tardi. Facendo nuovamente centro. Ma, stupendo un po’ tutti, esattamente dieci anni più tardi il geniale Richard concede il bis estendendo il programma anche al Rosé.

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2Xoz, uno champagne unico

Fabrice Pouillon è un giovane champenois molto bravo che farà sempre più parlare di sé. Terminati gli studi in viticoltura, ha preso il timone della maison di famiglia (Roger Pouillon et Fils) a Mareuil-sur-Aÿ e, senza rinnegarne lo spirito da vigneron (pur essendo, per questioni meramente burocratiche, oggi classificata NM), l’ha modernizzata, migliorata, valorizzata. Con al suo fianco la moglie Elodie, anch’ella rampolla di una famiglia di récoltant a Ecueil.

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Mumm e F1, un solido matrimonio

È stato annunciato ieri che G.H. Mumm continuerà a essere lo champagne ufficiale del Campionato Mondiale di Formula 1. Il rinnovo dell’accordo è stato messo a punto dalla divisione Martell-Mumm-Perrier Jouët di Pernod-Ricard (proprietaria delle maison) e da Beta Prima, società che detiene i diritti della F1.

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Collard-Picard: un nome da tenere d’occhio

Se dar vita a una cantina è un’operazione tutt’altro che facile, con l’ipotetico risultato che si fa realmente tangibile dopo non meno di un decennio, questo diventa ben più difficile in Champagne, anche se tuo padre e ancor più tuo nonno sono essi stessi produttori. La maison Collar-Picard si trova nella parte nord di Villers-sous-Châtillon, villaggio della Vallé de la Marne. Però c’è chi è riuscito sorprendentemente bene in questo, dimostrando oggi di saper produrre champagne di eccellente qualità ma, soprattutto, evidenziando una prospettiva di crescita nei prossimi anni davvero rimarchevole.

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Cristal, la qualità (eccezionale) oltre l’immagine

Mi dà particolarmente fastidio vedere la faccia dei più, professionisti del settore compresi, quando parlo loro del Cristal, cuvée de prestige di Louis Roederer, di quanto questo champagne si collochi tra l’eccellente e lo straordinario a seconda dell’annata. Questo perché lo champagne Cristal soffre oramai di un’immagine di champagne da esibizionisti, scelto puntualmente da chi vuole ostentare la propria ricchezza: volenti o nolenti, tutto ciò diventa una vera e propria tara per chi lo assaggia, che finisce per maldisporsi inconsapevolmente.

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Krug, ecco le nuove annate

Sono appena state presentate anche in Italia, alla presenza dello stesso Olivier Krug, le nuove annate della mitica maison di Reims, ovvero il Vintage 2000, il Clos du Mesnil 2000 e il Clos d’Ambonnay 1998. Per tutti anche una nuova grafica delle etichette (che ha interessato pure Grande Cuvée e Rosé), che ha il merito di sapere mantenere il “family feeling” tradizionale con un tocco di stile moderno. Olivier Krug, figlio del grande Henri, è oggi il rappresentante della famiglia all’interno della maison omonima.

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Moët & Chandon Grand Vintage Collection 1975: chapeau!

Ho avuto modo di parlare della linea Grand Vintage Collection di Moët & Chandon, in altre parole gli œnothèque della maison di Epernay. Torno sull’argomento per raccontare un altro di questi eccezionali champagne, uno di quelli del secondo rilascio, però, avvenuto in concomitanza con il lancio del Grand Vintage 2002: i Collection 1992, 1982, 1975 e 1964.

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Jacquesson: Cuvée 7xx in verticale completa

Forse – e mi ci metto io per primo – quando apriamo una bottiglia di champagne non millesimato siamo un po’ troppo frettolosi. L’idea comune, infatti, è che questi rappresentino il gradino di ingresso della maison e che la loro produzione importante impedisca il raggiungimento di un elevato livello qualitativo.

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Abbinamento fenomenale: Strolghino e champagne Alain Réaut

Champagne e salumi è uno degli abbinamenti meglio riusciti, per non dire addirittura goduriosi. Salumi di qualità, ovviamente, e soprattutto alcuni: la Mortadella (possibilmente qual capolavoro della Favola dei Fratelli Palmieri: ne parleremo presto…) e, ancor più, il Culatello e suoi parenti, quindi tutte le altre prelibatezze che ci regala sua maestà il Maiale (sì, merita lettera maiuscola e titolo regale!) nella Bassa Parmense. Angelo Capasso, deus ex machina del salumificio Squisito a Diolo di Soragna.

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